Mimose e rosa rossa

Mimose e rosa rossa 4

Chissà perché si sogna e chi non sogna muore
così l’anima.

 L’amore e gli azzurri avatar
il polline. Il pensiero umano
che si effonde.

 Si può essere tiranni in tanti modi, non solo
uccidendo con spada e veleno. Quante donne
in lunga agonia
mogli madri spose suocere nuore
e le zie nubili sopportate di una volta.

 Si svegliano come allora
oh, Rosamunda, pedala. Così
vogliono i padroni. Altrimenti
perdi marito figli lavoro parenti
e anche il finto rispetto del quale
orgogliosamente ti circondi, chi sei tu?

 Sei
mio figlio non c’è
mio marito non vuole
mia madre che è morta
il mio fidanzato si è divertito e mi ha mollata, io
cretina
innamorata cornificata delusa
sbuccio cipolle e piango, angelo del focolare
senza sbarre
pago le mie tangenti
alle musichette dei lager.

Domenica Luise

Elaborazione grafica di Domenica Luise

 

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26 pensieri su “Mimose e rosa rossa

  1. Ciao Mimma
    come si può festeggiare quando ancora la donna è condannata.
    Io non ho nulla da festeggiare, solo commemorare e sperare che
    se insegnamo ai nostri figli ad essere uguali nelle nostre diversità
    forse e dico forse, qualcosa potrà cambiare.
    Molte cose sono cambiate rispetto al passato, ma molte altre ancora no.
    Questa società che ancora strumentalizza la donna come oggetto da comprare
    ed ottenere ad ogni costo la perfezione e avere facce tutte uguali
    senza più quella bella semplicità che madre natura ci ha donato.
    Sono tanti gli aspetti che dobbiamo ancora modificare, poi sì che
    potremo festeggiare,ora ci sono troppi morti che ancora sfilano
    davanti agli occhi e al cuore.
    Un abbraccio
    e un sorriso
    buon 8 marzo che sia sereno per tutte
    Chiara

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    • Denudata, esibita, umiliata, resa innocua e silenziosa, comprata, svenduta, seviziata e anche uccisa, usata fino alle ultime forze e comunque inchiodata: oggi tenta una ribellione sacrosanta, che però decade nella vendetta e in atteggiamenti deteriori mascolini. Siamo ben lontani da un progresso civile autentico. La festa della donna dovrebbe avvenire tutti i giorni nel rispetto vicendevole, invece è semplicemente una spesa in più dal fioraio e dal pasticciere.

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  2. ho i brividi. Esprime tutto ciò che avrei voluto dire.. ma le parole per dirlo le avevi tu, così tue sono le frasi. E le immagini dei fiori più rappresentativi della donna.
    Buon 8 marzo, cara!

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    • L’otto marzo, per la donna che ragiona, è uguale al sette e al nove marzo. Poiché è la sua festa, preparerà un pranzo di gala alla famiglia, come sempre avviene. Pedala, Rosamunda.
      E pensa che io mi diverto tanto a cucinare e sono anche famosa in famiglia, ieri il nipote ha voluto la ricetta delle mie patate al forno.
      In quanto ai miei biscotti, gli faccio leccare i baffetti, ma non è questo: non sopporto l’uso e l’abuso della donna.

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  3. La donna ancora subisce, la donna è ancora schiavizzata e in tanti luoghi non può neanche ribellarsi, solo subire. Le mimose omaggio per la donna, la rosa rossa è il sangue della violenza perpetrata ai danni della donna. Bravissima come sempre.
    Buon 8 marzo, un bacio.
    annamaria

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  4. La donna dovrebbe essere sempre consapevole di tutto.Anche nel non accettare un ruolo,sempre che non le aggrada.Ma…non sempre è possibile e spesso c’è persino una subdola sottomissione a ruoli di non sottrazione e,inconsciamente o no accettati con un bau solo di bocca.Ciao,Mirka

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  5. Rosamunda è “condannata” a pedalare sempre se vuole conservare il marito o i figli che la mantengono, se vuole che la società l’accetti senza considerarla pazza o donna da poco, se non vuole che le arrivino calci in faccia. E tuttavia nel suo cammino i fiori vengono calpestati senza pietà e spesso il rosso del sangue ricopre il bianco delle margherite.
    Splendida poesia, Mimma, hai toccato un tema delicato e difficile e l’hai fatto con una grazia e una poeticità inimitabili!

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    • Ciao, happysummers, benvenuta e sempre gradita su questo blog, dov’è così bello scambiare poesia e amicizia. Non ne ho accennato esplicitamente, ma il mio pensiero è con tutte le donne offese fino alla violenza della morte, sfilano dentro di me, sono come me, sono me. Certe volte ho bisogno di parole che bruciano perché quello che avviene NON È GIUSTO.

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  6. La lotta per la donna deve cominciare dalla donna… e non può che essere una lotta profonda di sradicamento culturale e dunque estremamente difficile… se penso a quante donne sono convinte che emancipazione significhi aspettare l’8 marzo per mangiare la pizza con le amiche e guardare uno spogliarello maschile, mi viene un mancamento…
    la poesia invece è un mezzo molto efficace per indurre alla consapevolezza…
    un bacio e un abbraccio

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    • Già, Maria: nessuna donna al mondo dovrebbe aspettare l’otto marzo per un fiore o un’uscita consentita con le amiche perché ogni giorno è l’otto marzo.
      Smettiamola di aspettare e sperare che qualcosa cambi, rimbocchiamoci le maniche e impariamo a pigliarci quello che ci tocca di diritto: il rispetto per quello che siamo, delicatamente femmine, intelligenti, studiose, colte, informate nella politica e capaci di silenzio o di parola al momento giusto.

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  7. Anche per me è un grande piacere venire qui nel tuo blog, non è facile incontrare blog come il tuo, signorile, curato e, direi, “amato”, pieno di poesie e racconti a volte seri, a volte umoristici ma, sempre e comunque, godibilissimi e affascinanti!

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    • Bentornata, cara happysummers, e grazie per queste altre parole incoraggianti, quando mi torna il pensiero che “tanto è tutto inutile ed è meglio dedicarmi all’uncinetto” me ne ricorderò. Hai detto proprio bene: è un blog “amato”, dove amo me stessa e voi come me stessa.

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  8. Come al solito, sempre incisiva, Mimma! La donna deve essere onorata e rispettata tutti i giorni dell’anno, ma questo vale per tutti gli esseri viventi naturalmente.
    Nella nostra società le si stanno aprendo le porte per fortuna, ora tutto dipende da ogni donna stessa farsi rispettare come soggetto e non come oggetto!
    Un caro saluto
    Giovanna

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    • Dovrebbero incominciare a smetterla con la donna oggetto tutti quei cretini delle reti televisive. E basta, toglietele almeno dai telegiornali. Si può essere belle, eleganti e femmine senza bisogno di quelle sconcezze ai confini con la pornografia, ma io sono l’ultima che su questo possa dire qualcosa perché non ho mai visto un film pornografico.
      E poi cos’è questa gran fame di soldi, di mutui, di lusso? Ma siamo matti? Ci serve il giusto e l’abbondante, non il troppo. Le banche approfittano dopo avere nutrito le masse a furia di scempiaggini televisive. Mezzi addormentati, ci pappiamo di tutto. Che meraviglia ricevere la carità di un mutuo da restituire in vent’anni, ma che gioia, compriamoci la macchina di lusso, il visone e l’ultimo computer. E dopo strapaghiamo la banca fino all’osso e oltre, sempre se si degna di prenderci in considerazione e ci fa il prestito. Pagato il mutuo, paghiamo le tasse, pagate le tasse ci mettono altre tasse, siamo vecchi e moriamo sul posto di lavoro, ma ci hanno presi per imbecilli che nulla capiscono? Come vedi, parlo di tutti gli esseri viventi, maschi e femmine, troppo spesso uno peggio dell’altro, ma la donna è maggiormente calpestata perché più debole fisicamente e deve uggiolare ai piedi del padrone. Vergogna ai maschi, ma anche alle femmine che si spogliano, si sottomettono e si fanno offendere continuamente sempre aspettando che cambi qualcosa, aspettare è inutile, occorre acculturarsi, avere un introito economico personale e soldi propri per essere libere e rispettate. La mia domestica fa questo lavoro non per bisogno economico, suo marito ha un lavoro eccellente e non hanno bisogno di nulla, ma lei si prende cura di cagnolini, gatti e animaletti randagi, lo fa a proprie spese e con l’aiuto di un gruppo di volontari, si fanno dare i resti dei supermercati, quello che lasciano nel piatto i bambini delle scuole, insomma, recuperano il possibile e li sfamano, gli puliscono le cucce arrangiate dove dormono, altro che beneficenza.
      Essere soggetto significa agire, non “sistemarsi” col buon matrimonio, quei tempio idioti sono finiti, oggi il matrimonio si fa per amore, altrimenti lo sconsiglio.

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  9. carissima Zia Mimma,
    mi mancavano i tuoi post, sono stato un pò indaffarato.
    Versi bellissimi, come sempre, profondi e sentiti.

    Lasciami esprimere un pensiero, assolutamente non provocatorio, sai come la penso su certe cose, hai letto i miei post, per arrivare a smettere di “pedalare” bisogna ANCHE passare attraverso la valorizzazione dell’universo maschile, quell’universo che rispetta profondamente la donna.

    TADS

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    • Che strano, caro TADS, ho appena finito di postare il mio commento qui sopra ed è apparso il tuo, penso di avere già risposto proprio in questo momento e sono stata un po’ lunghetta perché le cose da dire sono tante, urgono. Senza la vicendevolezza, compreso il perdono reciproco, non c’è niente né fra donne né fra uomini e tanto meno fra uomini e donne. Mettiamo in conto i nostri errori, ma una prepotenza continuata non è un errore, è una cattiveria, ed io ho sempre scritto che certe crudeltà femminili sono raffinatissime, sappiamo come colpire ed entrambi usiamo male dell’intelligenza per la sopraffazione e non per l’amore.
      Ciao, caro nipote acquisito, vivi con gioia.

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  10. Leggo in ritardo, anzi no perchè l’8 marzo dovrebbe essere ogni giorno, inteso come momento di riflessione e di confronto sulla condizione femminile.
    Tanto è stato già detto e non voglio ripetermi. Concordo pienamente con ciò che hai scritto in versi e nei commenti e spero sempre in una vera crescita culturale che coinvolga uomini e donne, nel rispetto reciproco.

    Un saluto,
    Marirò

    p.s. Sai che mi sono sempre rifiutata di raccontare ai miei alunni la storiella di Adamo, della mela e della costola, origine della discriminazione femminile?

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    • Eh, cara Marirò, anch’io sui tre, quattro anni ho avuto seri problemi con l’episodio di Adamo ed Eva. I grandi non seppero spiegarmi perché mai quei due avessero mangiato la mela ed io dovessi morire, ciò mi stupì non poco. Voglio dire, che non lo sapessero.
      È lampante che gli autori biblici siano maschi e maschilisti. La metafora gli è uscita perfetta per i loro comodi, ma poi rifletto che le mogli partoriscono e i mariti aspettano, almeno facessimo una volta per uno, sarebbe più equo. Secondo me da qui a reputare la femmina principale indiziata della colpa originale che ci ha fatti venire fuori difettosi il passo è brevissimo. Che fai, strilli per generare? Colpa tua. Ormai molte cose si sono capite ed anch’io spero sempre nel rispetto reciproco, ci vuole un po’ di amore o altrimenti nessuna strada si aprirà mai.

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