Humanae litterae

Che ci sia ancora questo battito
e il sussulto.

 Mi conservo
allora
in parole. Goccia
di sangue al corpo e d’acqua al mare. Saliamo
insieme, aria nell’aria.

Ci furono tante storie a consolarci
e amore
e fusioni nucleari di universi interni
irriducibili. Intanto le stelle
nascevano crescevano morivano e rinascevano
anche materialmente, metafore
di abissi che portiamo
ignorando. La poesia
derisa, ma vittoriosa
ci sposò e fummo.

Di luce riflessa da chissà dove
come perché, narcisi sotto la neve
oltre i cent’anni concessi alla carne.

La parola mi ama ricambiata.

Domenica Luise

(Fotografia di Paola Marasca)

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25 pensieri su “Humanae litterae

  1. Bella bella bella! Elegante, anche.
    E con un finale che mi ricorda la poetessa polacca (premio nobel) Wislawa Szymborska, che amo molto. Anche la sua fama resterà oltre i cento anni della carne (veramente per lei sono stati solo 88…). Di lei qualcuno ha scritto il 2 febbraio scorso: “È vero, aveva 88 anni, un’età “ragionevole” per morire, ma sapere che Wisława Szymborska, la grande poetessa polacca, è morta ieri a Cracovia fa sembrare la stanza più scura. I poeti sono così. Accendono luci negli angoli scuri dell’anima”.

    “Di luce riflessa da chissà dove
    come perché, narcisi sotto la neve
    oltre i cent’anni concessi alla carne.

    La parola mi ama ricambiata.”

    Sì, “i poeti sono così: accendono luci negli angoli scuri dell’anima”
    Brava, Mimma.
    Ciao
    Carmen

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  2. i doni concessi dall’universo
    all’universo van restituiti
    anche l’amore, qualunque esso sia, che non è mai “nostro”
    ma di riflesso eterno
    (sublime poesia)

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  3. Complimenti Domenica per questi versi secchi e scanditi come l’eterno battere del tempo.
    A casa tengo un pendolo che apparteneva a qualche avo.Adoro il suo battito e,guai se si ferma.Anche quando mi debbo assentare desidero che continui nel suo essere un caldo-segna-tempo e,i miei vicini, incaricati a dargli la carica,la mia volontà senza ch’io spieghi.Mirka

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  4. mi piace questo poetare asciutto ma vibrante
    interi universi oltre che interni, ci avvolgono e ci respirano
    caldi come una vestaglia a volte
    o dolcezze di mandorle
    ancora più delizie di parole
    sanno dire di noi l’impronunciabile
    e quando tacerà di noi
    il minuscolo battito
    sarà quell’altro battito d’immenso
    a darci ancora vita.

    cri

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  5. Credo che in ogni cosa, per riuscirvi, serva ancora “battito e sussulto”… ingredienti essenziali per il fare e per il credere in quel che si sta facendo… quindi sia essa poesia che hobbistica! Credo che ben pochi valori siano ancora rimasti da stuprare a noi razza umana… siamo riusciti a demolire tutta l’eredità che generazioni e generazioni hanno costruito con la sola forza di volontà e sacrificio, anche e sopratutto a costo delle privazioni… anch’esse fisiche… il nostro benessere ha vanificato la storia. Ben vengano quindi sogni mal pensati, mal pagati, stimoli e fogli bianchi da riempire… ben vengano parole come le tue!

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  6. Buongiorno, miei cari. E cosa sono, Carmen, cent’anni per la poesia? La nostra caducità fa felicemente a pugni con un’eternità nella quale siamo inglobati. Grazie, Carmen, dei tuoi commenti sempre oculati e intelligenti e molto affettuosi verso di me. Theallamente, sei estremamente sensibile, arma a doppio taglio, che conduce a grandi percezioni d’amore e di dolore, ma ne vale la pena. Katherine, tutti siamo poeti, ma pochi lo sanno e pochissimi ne sanno dire un barlume. Bianca, mi sono molto piaciuti i due aggettivi che attribuisci ai miei versi: secchi e scanditi. A questo servono gli aggettivi ( aggettivo, significa una cosa aggiunta) a definire qualcosa senza insistere, usati con parsimonia sono preziosi, ieri mi hanno messo fra le mani un ottimo libro, un romanzo, ma c’erano troppi aggettivi. Sembrava scritto da un vecchio di due secoli fa (fine ottocento). Grazie, Bianca. E grazie a te, poetella, sì, ci seguiremo col meglio delle nostre forze. È bellissimo camminare insieme imparando. Benvenuta, Cristina, il tuo commento è così poetico. Sono sicura che, dopo la morte, la poesia ci si svelerà ed io e te stupiremo insieme. Io, te e tanti altri, io, te e tutti quelli che vogliono amare oltre che essere amati.
    Vagabonda, ma certo che puoi inserire nel tuo nuovo blog questa o un’altra poesia, anche più d’una ed anche le immagini, soltanto metti la firma degli autori: solitamente sono io, ma qualche volta invito altri amici, per esempio la fotografia che illustra questo post è di Paola Marasca. Non cambiare i testi e scrivi l’indirizzo del mio blog, con ciò hai il permesso di scegliere quello che ti piace e pubblicarlo quando vuoi.
    Io cerco sempre di farmi pubblicità, naturalmente senza mai impormi nemmeno con una dolce violenza (!) quindi grazie, grazie, grazie, la tua stima è preziosa.
    Francuzza, hai scritto una cosa bellissima, che mi commuove: vestale della poesia. Cosa darei per accendere questo fuoco e lasciarlo acceso.
    Sì, caro blu, penso che tu ti sia spiegato. O almeno credo di averti compreso. Ogni poesia si legge a più livelli, il primo è quello oggettivo: ciò che l’autore ha voluto dire; il secondo è la ripercussione che la poesia ha su di me, ed è soggettivo. Posso anche, liberamente, uscire fuori dall’argomento che mi ha stimolato il pensiero e poi, certo, viene il dubbio se ho capito o no oppure se mi sono spiegato o no. Ti sei spiegato ad un livello non soltanto razionale ed io credo di aver capito. Grazie della tua presenza.
    rossella, grazie infinite per queste parole, a wordpress mi sto semplicemente abituando dopo un primo periodo di broncio, ha tanti lati positivi e, soprattutto, è sicuro: non chiuderà come splinder, speriamo.

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  7. Dopo tanti validi commenti giungo io, cara Mimma, a questo punto non è facile, comunque ci provo. La poesia è bellissima, armoniosa e intrisa d’amore per le parole, quelle parole che a dispetto del tempo, quando sono pregevoli come le tue, restano immemori.

    Ti lascio un caro abbraccio
    annamaria

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  8. Noto una tristezza infinita nella tua poesià, è sempre così, dopo l’eccitazione della prima neve viene la tristezza.
    In questi giorni poi siamo subissati da immagini che ci fanno male, solo pensare alla gente sola tra i cumuli di neve lontano da tutti.
    Meno male che ci sono brave pesone che amano il prossimo.

    In fondo però l’inverno, è una stagione in cui tutto sembra sospeso,in una situazione d’attesa lunghissima, la natura dorme sotto manti di neve, gli animali sono a disagio, le giornate avanzano piano piano verso la nuova luce. Eppure di fronte a questa stasi, ci sono forme che prendono vita dinanzi ai nostri occhi, sono quelle nascoste fra i cristalli di ghiaccio e di neve, forme modellate dal vento e dal sole, che in ogni giorno mutano la loro bellezza, attraverso un caleidoscopio di colori e riflessi che s’irradiano verso l’infinito.

    Di luce riflessa da chissà dove
    come perché, narcisi sotto la neve
    oltre i cent’anni concessi alla carne.

    Bella la chiusa poetica sa di sospiro e speranza.

    1 Abbraccio fortissimo
    ♥ vany

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  9. Buongiorno signore e signori, benvenuti e sempre bentornati. annamaria, sì, rimane la parola. La poesia, in se stessa, contiene già una gratificazione abbondante per chi la fa passare attraverso la propria mente e il cuore, quando poi ci sono degli amici come voi l’ispirazione lievita sicuramente.
    Sì, Vanessa, i poeti o quelli che si reputano tali o per meglio dire sperano di essere tali almeno a frammenti, i poeti sono capaci di grande tristezza perché urtano continuamente con la non poesia altrui. Ma contemporaneamente sono persone di speranza, talora perfino di autoironia, che è una dote rara. Ricambio il tuo abbraccio.

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  10. E grazie a voi per avere gradito questo post cari Claudio Guiduccio, Anna Maria Curci e Theaallamente: come sono contenta . Ho appena scritto un canto carnascialesco, siamo a febbraio, mese in cui sono nata, ah, ah, ah, uno scherzo della poesia. La poesia aveva voglia di giocare e venne al mondo Mimma. Ecco.

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  11. I’inizio e la fine di questa poesia sigillano perfettamente il senso del tuo dare alla vita, le attenzioni per ciò che hai intorno e la tua parola che è sussulto d’amore e resterà per sempre come un segno che ha scolpito la roccia perché quando nella parola c’è l’amore nessuno resta indifferente e automaticamente ci ritorna ed è un libro che si riempie di pagine bellissime, un colore che spicca tra il bianco della neve.
    Una neve bellissima che copre tutto, ora, sembra farci riflettere, come un andare a capo. Ogni cosa perde il suo aspetto originale ma senza soccombere o morire come a cercare un nuovo significato, un nuovo colto da dare alla vita
    Un bacioo Mimma

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  12. è una poesia bellissima che rivela tanto della tua natura profonda, stellare, adoro la chiusa, per quel senso di amore compiuto che sprigiona oltre ogni tempo e spazio.
    un abbraccio cara
    mirella

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