Argentea

 

Tutti i colori delle parole
dal prato all’eterno, così
ecco
perché? Poi prima
ora.

Fummo saremo
siamo. E soltanto
un punto di ossa e sangue
momentaneamente animati
che si toccano
forse
a sprazzi, ma osiamo
dire per sempre.

Ricordi le favole? I giochi
e il meglio che avemmo, quando
sognavamo il radioso avvenire
per il quale bastava studiare
e che poi venne, con la luna
dietro la finestra
a bussare sull’albero di arance
e i figli e i nipoti
e ogni caduta sotto la croce.

Libertà
fra le mani e le foglie, quali
fragranze ai giorni. Il mercurio
delle parole che restano
in memoria. Ho spalancato
quella persiana.

Domenica Luise

(Fotografia di Domenica Luise)

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18 thoughts on “Argentea

  1. che bel testo!
    i versi si susseguono armoniosi e comunicano proprio quel segreto stupore del Tempo…
    così come a noi scorre negli attimi accumulandosi in anni, eppure eternamente presente.
    molto suggestiva la foto, ha un che di magico.
    cri

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  2. Un saluto affettuoso… di corsa… non avevo capito subito l’immagine… è proprio una foto! E la luna! Bei versi, non sempre riesco a commentare con parole efficaci…

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  3. Lo scorrere del tempo porta a riflessioni profonde sugli accadimenti che avremmo voluto diversi, si sa in gioventù le aspettative sono piene di speranze. La vita si rivela tutt’altra cosa e restano incise nel cuore solo le false promesse.
    Complimenti per la foto e per la bellissima poesia.
    un abbraccio domenicale
    annamaria

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  4. Bella poesia!!!
    E’ una poesia che fa intravedere, la bambina che ancora è dentro di te.
    Trovo molto veritiere le parole di Léon-Paul Fargue che, recitano: “La poesia si trova dappertutto, ma solo pochi la vedono”.
    Un caloroso abbraccio. Edo

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  5. Bella la foto, anche quella con le persiane mi è piaciuta molto, ma questa ha qualcosa di magico…come la tua poesia che spalanca la persiana su un piano della consapevolezza che colpisce…
    Un abbraccio

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  6. Argentea luna che aiuti la riflessione di noi esseri umani, così lontani da te, ma così vicini nel mistero che ci unisce!
    E “il mercurio delle parole che restano in memoria” è l’essenziale, perché senza ripensare al passato, o senza che il passato (anche involontariamente) affiori, potremmo non avere l’occasione per condurre una serrata introspezione, per cominciare a dare senso a qualche piccola intuizione relativa al mistero che sempre continuiamo ad essere.

    Cara Mimma,
    la tua argentea luna oggi mi ha proprio colpito, mi piace molto anche la foto, suggestiva.
    Un abbraccio
    car

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  7. Buonasera, o miei coraggiosi, anzi impavidi, che stata affrontando una domenica di gelo. Anche qui fa freddino. Adesso a voi il dilemma: parlo del concreto oppure vado nel metaforico? Ah, ah, ah, direi entrambe le dimensioni.
    Eppure mi sono sbocciate due roselline mignon, una rossa e una arancione, le ho sistemate in cucina. Per il resto ho rapato i roseti perché possano diventare forti, speriamo: non sono una grande giardiniera.
    Bellissimo il pensiero di Léon-Paul Fargue, La poesia è dapertutto, ma pochi la vedono.
    Quel “vedere” del poeta è troppo acuto ed entra nelle cose e nel pensiero, dove non arrivano gli angoli ottusi.
    Ciao, cari, e grazie.

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  8. Grazie innanzitutto del commento, Mimma cara. Ed io che continuavo a cercarti su iobloggo (avevo salvato l’indirizzo tempo fa ma ora mi diceva blog inesistente) Questa tua poesia è non bella ma stupenda, mi piace proprio tanto ed io sono strafelice di averti ritrovata. Ne faremo ancora di strada insieme!!!! Un bacio

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  9. Ehi, Rossella, la chiusura di splinder ha scombussolato un po’ tutti, ma vedrai che pian piano rifioriremo come i roseti in primavera. Io pure dicevo a me stessa: ma dov’è finita Rossella? Da iobloggo mi sono tolta perché i blog erano arrivati in parte e quasi senza commenti, invece qui sopra li ho fatti sistemare a un bravo tecnico, che mi ha pure spiegato il funzionamento di wordpress e così c’è tutto quello che avevo su splinder e finalmente mi sono sistemata. Ciao, cara, ben ritrovata.

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  10. Accipicchia, il mascalzoncello non ha riconosciuto la padrona di casa, il commento qui sopra è mio di diritto. È notte, le 2,45, mi ero appoggiata momentaneamente, saranno state le 20,30 o qualcosa del genere, ma mi sono messa a ronfare, mi sono svegliata poco fa con una gran voglia di caffè, perché soffrire? Tanto domattina non ho nulla da fare, così ho pure fatto colazione e adesso sto rosicchiando un masticante senza zucchero, o goduria. Domattina, anzi stamattina fra poco. Mi sento ben riposata e perfino pimpante, piena di voglia di scrivere meraviglie, basta scegliere fra le numerose ispirazioni. Ciao a tutti, vado a scegliere la prossima poesia da ammannirvi su questo blog.

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  11. Buongiorno! Stanotte sotto zero (meno quattro) qui intorno, oggi difendo la mia artrosi articolare da vecchiaia incalzante coi termosifoni e il calduccio, niente uscite. Scrivo questa risposta alle mie ultime due commentatrici e torno a letto a poltrire ancora un po’, ho già cucinato per oggi e ripulito la cucina abbandonata ieri sera. Quanto mi dispiace per tutti quei poverini senza luce né riscaldamenti, meno male che ci sono i volontari a fare quello che lo stato non sa portare a termine. Cosa ci faceva un camionista di sessantotto anni nel suo camion bloccato dalla neve anziché nel suo letto al caldo? Della sua morte rimane un breve avviso nei telegiornali. Io proibirei di lavorare a sessant’anni precisi, questi, invece, andrebbero a prenderli al cimitero. E poi dice che le galere sono piene e nel momento di follia buttano i figli nel Tevere (orrore) perché hanno litigato o s’impiccano. E noi fotografiamo la luna, ed anche questo si deve fare per trovare, in qualcosa di bello, una speranza. Ed osiamo pregare un Dio nel quale ci sembra di non credere.
    Care, cari, cerchiamo di restare vicini, insieme, non permettiamo l’omologazione del pensiero, l’affossamento della cultura, l’incomprensione della poesia, la distruzione della famiglia e della scuola. Dobbiamo lottare contro questo disamore planetario, mettiamoci un semino sincero.

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  12. Ciao Mimma, posso chiamarti anche io così, vero?
    intanto grazie per i tuoi passaggi nel mio piccolo spazio e per l’inserimento tra gli amici: ne sono onorata e ricambio con piacere. Ho già cliccato il unfollow così resto aggiornata sulle novità del tuo blog nel read.

    C’è tutta una vita in questi bei versi, la vita del fummo, del siamo e, con quella persiana aperta, del saremo. Una porta aperta, spacancata ai ricordi ma anche al futuro e con quell’argenteo lunare che ne illumina con saggezza ogni frammento. Saremo ciò che siamo stati? Anche, ma non solo.
    Splendida anche la foto:una luna che illumina un giardino di aranci, cioè una festa della natura.
    Un sorriso,
    Marirò

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  13. Perbacco, Marirò, tutti possono chiamarmi Mimma, ci mancherebbe. Anche quest’altro mese il plenilunio fra gli aranci qui di fronte mi ha svegliata. Io non ho inventato nulla, ho solo regolato la macchina poggiandola su un sostegno (in cima alla vetrina dei miei “tesori”) e premuto lo scatto, ha fatto tutto lo scenario naturale: il fanale proprio davanti che illuminava l’albero e la luna con le nuvole. Quando la luce sugli occhi mi ha di nuovo svegliata (ma l’orario era diverso rispetto al mese passato) ho sorriso pensando che tanto le foto erano già fatte e pubblicate, mi sono girata e ho ripreso a dormire il sonno dei giusti.
    Grazie, cara: anche per me è una gioia venire a trovarti sul tuo blog.

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  14. C’è il senso dell’infinito nelle tue parole, Mimma, una favola che si ripete, con le meraviglie,
    Una persiana che apri nel mistero della vita che un po’ si turba ma tanto si attrae e ci avvinghia di sensazioni.
    Ecco, vedi, oggi ho vinto la mia pigrizia appena ho visto che non devo fare nessuna registrazione, seppure veloce e semplice, ho mille pensieri in testa come tanti fiocchi di neve, stamattina altri 15 cm. Finchè c’è la corrente e stiamo al calduccio con un piatto caldo non ci si può lamentare, purtroppo come hai detto tu, molti non hanno questa fortuna e il mio cuore si rattrista. Con tanta tecnologia non riusciamo a tutelarci da umili fiocchi di neve…lo trovo così assurdo sai.
    baciii

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  15. Riscrivo, ho fatto un macello…lol
    C’è il senso dell’infinito nelle tue parole, Mimma, una favola che si ripete, con le meraviglie e i suoi imprevisti.
    Una persiana che apri nel mistero della vita che un po’ ci turba ma tanto ci attrae e ci avvinghia di sensazioni.
    ps. a volte la scrittura non riesce a star dietro ai pensieri che corrono :))

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