Esentasse

Il mondo svende i suoi poeti
che non sono niente per nessuno
né sono fatti per l’invisibilità. Essi
puntellano i secoli col fiato
e li incollano con sangue ed acqua.

Il pianeta sghignazza e soffre il solletico
ad ogni poesia vera, piange
a fiumi perché non capisce niente, l’universo
non so, forse erutta scoppi atomici
per mala digestione e catastrofi. Insomma
c’è sale a mucchi per i poeti pazzi
fuori di sè idioti fessi. Perfino nella manovra economica
hanno dimenticato di spremerli
eppure ne abbiamo a centinaia di migliaia
che tali si dicono da soli
o nessuno glielo direbbe mai.

Un euro al fisco per ogni poesia
e l’economia mondiale sarebbe salva. Tutti
guadagnerebbero tranne l’autore
perché sono opere d’ingegno, si sa
e l’ingegno non mangia.

                                                                                                                 Domenica Luise

11 pensieri su “Esentasse

  1. ho seguito un seminario di Patch Adams, l’anno scorso e ne sono rimasta affascinata ( conoscerlo dal vivo è già una esperienza indimenticabile), sostiene che fin da piccoli ci insegnano tante materie, ma non l’amore e l’amore si impara, come il rispetto, la generosità e l’ammirazione per il valore altrui. Diamo tante cose per scontato, come fossero naturali, vere, riconoscibili da tutti. Quanto viene investito per la cultura, per debellare l’ignoranza e il pregiudizio, la fame, la disperazione, la povertà?E’ surreale che esista ancora la povertà e che ci sia schiavitù, violenza, sopraffazione. Voglio educarmi, educare all’amore, voglio farlo anche a costo di pagarne le tasse, almeno servirebbero davvero a qualcosa…
    un abbraccio, cara

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  2. Io a questo pensavo ieri mattina: com’è possibile che, con tanti enti benefici e chiese varie impegnate nel dare sollievo ed aiuto ai poveri, invece la situazione sia talmente tragica e le ricchezze tanto malamente suddivise? Parliamo prima dell’Italia e incominciamo a lavare i nostri panni sporchi, DOPO passeremo al mondo, senza cercare la scusa che tanto fanno tutti così. Quello che mi vedo intorno è semplicemente vergognoso, non dico per una nazione civile, poiché tali NON siamo, ma per un semplice assembramento paleolitico, senza alcun neanche minimo dispregio per l’uomo di Neanderthal e i suoi parenti, dai quali discende la nostra gloriosa razza. Le tasse si debbono equamente pagare e il lavoro va giustamente distribuito secondo le capacità di ognuno, con stipendi equi per tutti. Ognuno si meriti quello a cui aspira senza contare sull’assistenza inopportuna dello stato, che siamo noi. Qua ci siamo ridotti che poche persone più furbe o fortunate o nate meglio accaparrano il grosso, e non solo: i soldi gli schizzano fuori dagli occhi, ma non si sognano di pagare nemmeno il canone televisivo. Approfittano dal minimo al massimo e ridono in faccia agli onesti inermi. Quante pensioni e invalidità rubate, quante elargizioni inopportune a chi di nulla ha bisogno, ma sempre mendica e si lamenta. Sono questi i panni sporchi, altro che caricare il prezzo della benzina, dell’acqua, della luce, del gas e della spazzatura. E della prima casa: quante volte bisogna pagare una prima casa? Eppure sanno benissimo che i ragazzi, oggi, sono senza lavoro ed i genitori e i nonni li sovvenzionano o altrimenti qui crollerebbe tutto. Dopo la mazzata a Natale stiamo ancora aspettando le idee buone per la ripresa. Coraggio, amici, agosto non è tanto lontano per la prossima mazzata. E per quanto riguarda la cultura, attenzione: come mai si è permesso che la scuola languisca talmente, tra scioperi, gite e festicciole varie? Quanti giorni di scuola all’anno e di quale valore? Perché se la lezione è buona gli allievi si interessano e corrispondono, altrimenti ridono, si divertono, ma restano ignoranti e il professore si prende il suo magro stipendio statale o peggio privato. Debellano la cultura per poi lamentarsi che gli italiani sono ignoranti e quasi analfabeti, ma chi ha ridotto la scuola a questa miseria? Così la popolazione è un gregge di pecore facilmente governabile, che ha sempre bisogno di qualcuno a cui chiedere consiglio perché da sè non è capace di pensare.

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  3. Già…dicono che per aumentare le possibilità di occupazione bisogna poter licenziare facilmente. Ma allora che occupazione è? Ci sarà sempre un licenziato disoccupato al posto di uno impiegato! Ma come è sempre successo nella storia, è più facile spremere la povera gente che quella piena di soldi, perchè la povera gente è tanta e può rendere molto di più di quella ricca che è poca. Così i ricchi continueranno ad essere ricchi ed i poveri diventeranno sempre più poveri. Torneremo ad avere solo due classi, agli antipodi, mentre la categoria di mezzo sparirà. Altro che evoluzione, stiamo tornando indietro!

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  4. La categoria di mezzo siamo noi: ma io voglio sperare che arrivi qualche essere umano degno di questo nome, capace di ragionevolezza e di aggregazione disinteressata perché una nazione è democratica quando tutti vivono bene, lavorando tranquilli con uno stipendio giusto. Fino a quando sopporteremo la vergogna delle pensioni da cinquecento euro mensili?

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  5. “«Bisogna prendere il denaro dove si trova: presso i poveri. Hanno poco, ma sono in tanti». Ettore Petrolini.”

    è quello che si è sempre fatto, dalle origini delle istituzioni politiche.
    il potere del governante di turno a braccetto delle chiese.

    questa tua poesia è un grido di dolore, i versi vibrano di esasperazione, ma anche di impotenza.
    ma fin quando i popoli sono volutamente tenuti nell’ignoranza, non avranno modo di riscattarsi e saranno governati-manipolati-abbindolati facilmente con promesse di paradisi futuri.
    intanto l’inferno è qui, tra noi, che facciamo delle nostre vite nutrimento ai porci che ci governano.

    il poeta in tutto questo è voce nel deserto.

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  6. Ciao Mimma!!! Dov’è finita la tua immagine cattivissima???
    Condivido il tuo sfogo poetico e sono d’accordo che i poeti:
    “Essi puntellano i secoli col fiato”
    …ma si scopre dopo, molto dopo.
    Un abbraccio

    franca

    Sulle manovre in atto stendo un velo pietoso, non ho voglia di deprimermi ancora.

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  7. Buongiorno, o miei diletti: avevo aggiunto il porro con tre peluzzi neri alla mia immagine cattivissima, ma poi ero troppo brutta e l’ho tolta: ah, ah, ah.
    Credo che per i poeti l’ispirazione sia di tale gaudio che possono sopportare tutto, a seconda della loro grandezza artistica e umana. Non cedono facilmente e danno per scontata l’incomprensione altrui, anche dei più cari perché normalmente ci si vuole bene senza capirsi, fa parte della tragedia umana planetaria.
    Ai poeti basta la poesia, e per poeti intendo tutte le arti, che non sono un sovrappiù, ma una forza vitale espressiva della condizione umana.

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  8. Ciao mimma carissima, come stai? Ho visto che ci sono stati dei cambiamenti nei blog (ho visto anche il giardino), tu invece ti confermi come una voce personalissima anche nelle “incazzature”, passamelo questo termine perché calza. Sei una voce che dal punto di vista poetico merita e tanto ma non diciamolo troppo forte, è troppo rischioso.
    Un abbraccio grande e un caro saluto.
    Angela-anais

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