Poesiola a Gesù

Poesiola a Gesù

        

In un vecchio quaderno d'altri tempi, foderina nera, orli delle pagine rossi…
allora erano tutti così, ho trovato le mie prime poesie di quand'ero bambina,
ne scelgo una che mi intenerisce: da adulta l'ho intitolata "Poesiola a Gesù",
ma allora, per me, era grande poesia. Ho iniziato a cinque anni, più o meno,
forse meno. In basso ci sono degli scarabocchi: Gesù coi riccioli mossi, che mi piacevano tanto, e due baffi tipo moschettiere del re, la ragazza accanto
forse ero io, in quell'epoca mi esercitavo a disegnare i capelli con le onde,
gli altri segni sono tentativi non riusciti, i disegni non mi sembrarono adeguati
e non li considerai più di tanto, ma mi piaceva tanto la "poesia".
Così ho pensato di scannerizzare la pagina e farvela vedere con
spiegazzature e tutto, sono sempre stata pasticciona.
Come vedete era l'ottava opera d'arte.

                                                   Domenica Luise

PS: Erano appena uscite le penne a sfera, io ne possedevo una e ne ero orgogliosissima.

Avviso urgente: Sul Giardino dei poeti Domenica Luise (detta Mimma) ha
osato presentare stupende poesie di
Nunzia Binetti, fate clic su questo link:
http://giardinodeipoeti.splinder.com/

 

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29 thoughts on “Poesiola a Gesù

  1. Evidentemente eran (già!!..) rose che son fiorite magnifcamente, anche per noi oggi!!
    Tenerissima e dolcissima la tua poesiola, che mi fa tornare indietro col tempo e coi ricordi ….
    Grazie!
    Graziella

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  2. Ricordo la mia prima penna a sfera
    avevo credo sei anni, prima elementare;
    c'era ancora il pennino con inchiostro e il calamaio
    in alto a destra del banco, sfondo verde.
    Siccome ero e sono mancina, macchiavo sempre ciò che scrivevo
    non era sufficiente la carta assorbente perciò
    con grande sacrificio la mamma mi comprò la penna a sfera.
    Finalmente…orgogliosa e felice di non prendere più 0.
    Straordinaria poesiola cara amica
    serena come l'età.
    Un sorriso
    un abbraccio
    Chiara

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  3. E' bellissima, trasuda di amore vero per Gesù.

    Ricordo anch'io quei quaderni con la copertina nera, che tenerezza quei ricordi!
    Io, invece, ero ordinata e avevo cura dei quaderni, dei libri; una meticolisità che ho conservato anche da adulta.

    Grazie per averci reso partecipe dei tuoi preziosi ricordi.
    un abbraccio
    annamaria*

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  4. Buonasera! Avete visto che pasticciona, però la metrica è giusta: papà mi aveva insegnato a contare le sillabe, spiegato le rime (anche se nella poesiola sono libere… o quasi). e poi era andato avanti, col tempo, accennando agli accenti forti sull'endecasillabo. Ah, ah, ah,che padre.  Cominciai a confondermi tra decasillabo ed endecasillabo e licenze poetiche, così mi impegnai nelle licenze. Avevo una straordinaria fortuna in tutti gli eventi: onomastici, compleanni, anniversari, battesimi, matrimoni e circostanze simili. Poi, incominciai a fare sul serio, al che non importò più niente a nessuno. Decisi che avrei fatto la scrittrice se, all'esame di maturità, mi avessero confermato il sette di ammissione in italiano. Purtroppo lo confermarono.

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  5. E' proprio il caso di dire: il buongiorno si vede dal mattino, Mimma cara. Davvero singolare l'immagine di Gesù, così diversa da come ce lo hanno sempre mostrato.

    Come dice Cristina, quanta tenerezza!!!!!!!

    Un bacione, ross

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  6. L'infinita immaginazione dei bimbi non può che sciogliere i cuori.Anche quelli più induriti dalle prove (ahimè) della vita che nessuno risparmia.Anch'io tengo alcuni quaderni  dei miei figli legati da un nastro azzuro e,quando,a caso,mi trovo ad aprire un libro e vi trovo una loro letterina (inanellata di disegni) è un pianto che sgorga dirompente e che io lascio scorrere senza nessuna intenzione di arginarne l'irruenza.Ciao dolce e tenerissima Mimma che ringrazio per questo squarcio su un mondo che sempre amerò! Mirka

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  7. Certo che un Gesù simile a un moschettiere non l'aveva ancora immaginato nessuno, ah, ah, ah, ma a me bastava che fosse amore e tuttora mi basta malgrado le batoste e le consapevolezze della vita. Io non ho avuto figli che mi scrivessero letterine disegnate, talora l'hanno fatto i nipoti e una volta mi ha scritto una lettera importante mia sorella Iole. Sciogliersi in lacrime per questo amore scambiato, una volta ogni tanto, ci può fare soltanto bene.

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  8. È vero, frantzisca, piccola e innamorata. Nella casa antica di montagna avevamo un crocifisso enorme appartenuto allo zio prete, ogni volta che andavamo lassù a passare le vacanze estive io correvo a guardarlo e salutarlo. Poi scendevo in giardino a cercare qualche fiore sopravvissuto alla primavera, in particolare avevamo delle roselline selvatiche mignon multifoglie incantevoli, le raccoglievo e gli adornavo la corona di spine. La mamma non vedeva di buon occhio questi atteggiamenti, temeva che io potessi farmi suora…

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  9. Che tenerezza la tua poesiola di bimba, io ero una tua grande ammiratrice  ( almeno da quando incominciai a capire)  mi ricordo sempre quella:
     Nell'aria odorosa di fresie
    dal timido calice biondo
    respiro con gioia profonda….
    eccetera eccetera. Poi, da grande ,  quattro io e sette tu, ammiravo i fiorellini che uscivano dalle tue mani con l'anima di fil di ferro e ricoperti della carta stagnola  in cui erano incartati i cioccolattini… Hai sempre avuto una fantasia esuberante e trasbordante. Baci Iole.

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  10. Cara Iole, la poesia che tu ricordi l'ho scritta un po' più grandicella, a Messina, ero già al liceo: Nell'aria odorosa di fresie / dal timido calice biondo / respiro nel cielo profondo / la gioia più grande del mondo.// Lontano, nel mare ondeggiante / sorrisi di labile schiuma / s'inebrian del sole sorgente / che annega i suoi raggi brillanti. // Respirano piano le foglie…/ non ricordo gli ultimi versi, la Mimma di oggi fa un'autocritica: ci sono troppi aggettivi sicuramente e sono sotto l'influsso di un rigoroso conteggio delle sillabe, naturalmente con gli accenti forti tutti al punto giusto, ah, ah, ah. Classicheggiante. Però carina. Se la trovo la pubblico tutta.
    Guarda, mi sono venuti gli ultimissimi due versi: " i monti azzurrini col cielo / si fondono e quasi si sfanno", però ne manca uno subito dopo le foglie che respirano.
    L'ho scritta guardando le fresie in fiore sulle pietre che delimitavano le aiuole del giardino e lo stretto di Messina tutto azzurro.
    Chissà se riesco a ritrovare quel verso in qualche cassettino tarlato della memoria. La chiusa è bella. Poesia descrittiva, ma anche di grande amore panico per la natura, che è timida, sorride, s'inebria e respira.
    Sì, ricordo com'erano carini i fiori di carta argentata dei cioccolattini con l'anima di filo di ferro sottile, avevano all'incirca lo stesso successo delle poesie. Ho fatto il mazzetto di rose e anche i gladioli con pazienza certosina. Quando venivano le signore in visita le zie gliene facevano gentile omaggio mio malgrado. Sai che certe volte mi viene voglia di rimettermi al lavoro? E perché no? Si sa, i vecchietti sono come i bambini.

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  11. Tenerissima, si vede proprio che eri predestinata alla vena poetica. Anch'io alle elementari scrivevo poesie, ma la mia maestra se l'è tenute tutte. Ora sarei proprio curiosa di leggere quei miei componimenti, ma sono scomparsi insieme alla maestra. Chissà, era una suora di origini siciliane, magari è tornata laggiù, o magari non è nemmeno più viva…Non lo saprò mai!

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  12. Mimma, cara, oltre alla dolcezza della poesia e del ricordo, io noto una bellissima calligrafia, già decisa e adulta.
    Lo sai benissimo che la  scrittura parla di noi, e da qui io vedo che  eri una bambina sicura di sé e piena di altruismo, aperta agli altri. Guarda come le parole vanno verso sinistra…
    almeno da  quel poco che  so
    Un  abbraccio grande !

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  13. Cara Mimma, come già detto, un destino segnato.
    Hai avuto, però, la possibilità di scegliere. E hai scelto la Poesia e Gesù come accompagnatori nella tua vita.
    E come vedi, ti sono entrambi di fianco a sostenerti e a portarti in braccio quando il cammino diventa più difficile.
    Conservaci la tua compagnia e le tue poesie per tanto tempo, Giovanni.

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  14. La vostra presenza mi riempie di gioia e giuro, ce la metterò tutta per gustarmela il più a lungo possibile.
    La maestra suora ha fatto malissimo a prendersi le tue poesie, Katherine, mai togliere ai bambini i propri tesori. Poteva chiederti di copiarle le tue poesie, se proprio ci teneva. Invece a mia sorella Iole portavano via i disegni, ed è avvenuto anche da più grande. A me toglievano i fiorellini di carta argentata che creavo con tanta fatica e passione. È gente che vivacchia sulla fantasia degli altri, incapace perfino di copiare.

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  15. Ma che bella, Mimma e quanta tenerezza! Eri già allora poetessa e pittrice, una bambina dolcissima e sensibile, in una parola eri "tu".
    Ti abbraccio, mia carissima e speciale amica
    Flavia 

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  16. Il candore della tua infanzia, mimma, non l'hai mai perso. Fede ed amore ti sono state sempre dentro, un tempo come ora. Segni e disegni mi commuovono. Saluto la bimba che eri e che è ancora in te, intatta. Baci

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  17. Grazie, care, difatti in questa pagina ingiallita e stropicciata ho visto l'innocenza di una bambina, per questo ve l'ho voluta mostrare. Può fare soltanto del bene a tutti, me compresa.

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  18. così piccola avevi già una scrittura da grande, io non sono mai riuscito a fare le emme e le enne in quelo modo, non sono un grafologo ma ho notato che scrivevi con l'inclinazione verso sinistra, io leggermente dalla parte opposta però ho notato che come me scrivi la d con il cerchietto staccato dalla barretta verticale, qualcosa abbiamo in comune ne è conferma il disegno!

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  19. In realtà, falconier, ho imparato a fare le m e le n a quel modo poiché ammiravo zia Maria, che le scriveva alla storta. E mi sentivo "grande". Sì, c'è una lieve flessione verso sinistra, può significare riservatezza nelle cose importanti, anche se poi ero estroversa, chiassosa e comunicativa al massimo. I miei segreti, tuttavia, li ho sempre avuti e mai svelati. L'inclinazione della grafia verso destra significa estroversione, ma nessuno di noi è un grafologo e ne sappiamo pochissimo. C'è un segno grafico che manifesta genialità, è il segno dell'infinito, guardate se nella vostra calligrafia avete trasformato le g in una specie di otto, per esempio. Mah, chissà quanti geni ci sono fra noi?
    Grazie per i vostri commenti ed il grande affetto.

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  20. Mimma
    che così con FEDE scriveva a Gesù,posso provocarti una domanda?.Così,tanto perchè di quel Tempo qualcosa continui a scorrere bianco nel suo impeto rosso.Ma ORA, le scrivi ancora a Gesù le letterine o si sono fatte "pennelli di strada"?…che se anche fosse, sarebbe bello e giusto vederle sparse un pò dappertutto.Rinnovo l'abbraccio di un primo mattino,Mirka

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  21. Bianca, sto appena tornando da un controllo cardiologico, apro il computer e trovo tante novità, sì, scrivo ancora a Gesù e recentemente gli ho dedicato un poemetto, che si intitola Il giardino amoroso. Ancora non ero su internet e non conoscevo il giardino dei poeti. Qui ho immaginato che tutto il mio amore per Lui, provocato dal suo amore per me, si trasformasse in fiori. Forse è un po' retorico, ma a me piace tanto e sta in un mio blog di cui c'è il link in qui, in prima pagina, reparto link. Comunque, per tua comodità e visto che ormai sono capace di farlo, ti metto il link anche qui:
    http://iltesorosommerso.splinder.com/
    Ogni tanto, a Pasqua e Natale sempre, pubblico su questo blog qualche preghiera intensa e qualche quadro religioso.
    Non cerco di convertire le persone, ma di amarle e consolarle meglio che posso. Devono sentirsi libere con me.

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  22. Bianca, mi sono imbrogliata, sono troppo stanca, devi ricopiare il link. Bacio.
    Sopra volevo dire che ogni tanto, ma sempre a Pasqua e Natale, pubblico poesie e e favole religiose su questo blog, L'usignola Mimma. Non voglio stancarvi con gli eccessi, che ho riservato all'altro blog.
    Ed ora è meglio riposare davvero.

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