Un po’ di fiore cuore anche per me (pensiero mimmiano n° 4)

arcobaleno ago
Lasciatemi le dolcezze, ho tanto tronco da portare.

 
                                Domenica Luise
                                              (Fotografia di Marco Di Simone)
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29 pensieri su “Un po’ di fiore cuore anche per me (pensiero mimmiano n° 4)

  1. Oltre al tronco reale (una palla al piede) ho pensato a tutto ciò che di tronco ci si porta appresso, le imperfezioni che ci rendono unici, nel bene e nel male se non fosse che alle volte ci si copre (e scopre) pieni di doni da sparpagliare in giro, parole gentili, uno sguardo d’intesa, un sorriso. In questi giorni sto parlando con molte persone e mi sto rendendo conto del potere terapeutico di una buona parola, di un interessamento sincero all’altro, ti ritorna indietro tanta ricchezza, un tesoro che il tempo dell’attesa permette di assaporare nel momento in cui lo vivi senza sprecarlo e doverlo rimpiangere. Sai credo che il tuo pensiero dica tutto questo e molto di più (perchè sperimentato) brava mimma, un bacino.

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  2. Bellissimo il tuo pensiero..dove in molti si riconosceranno…lasciatemi anche solo immaginare, lasciatemi uno spazio, piccolissimo ma mio, chè ho tanto peso sulle spalle e poca pelle a rinvenire.. lasciatemi un sollievo, un’illusione..un gesto, un fiato, un trillo…un tempo almeno..
    Ecco questo è quanto sento…..
    Buona serata e un forte abbraccio Mimì!

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  3. E brave voi: che bei commenti. Ma quanto mi sento capita… forse peché siamo verdure dello stesso minestrone a fuoco lento? Ah, ah, ah. Risata sogghignante con tenerezza.

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  4. Proprio così Mimma, meglio pensare alle cose belle, perchè di brutture, di pensieri tristi è pieno il mondo. Solo pensando in rosa si riesce a sopportare le negatività e la situazione non felice che stiamo vivendo e non solo, le atrocità che ogni giorno si ascoltano come fatti di cronaca, purtroppo.
    Un caro saluto per la notte.
    Annamaria

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  5. Ecco a te: un tenero bacio, un caldo abbraccio, una morbida carezza, un babà alla panna, un cannolo siciliano, una cassata, un dolce sorriso e tanto, tanto, tanto Amore!

    gloria

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  6. Come vedi oggi sono anomima e non so perchè.
    Comunque, marzo è pazzo
    e ci lascia la pioggia per giocare con le pozzanghere e asciugare le gocce dai vetri (appena lavati):
    Un cestino di fiori, tanti sorrisi
    e un tenero abbraccio.
    Chiara

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  7. Buongiorno, bene arrivate, neanche a me piaceva essere definita utente anonima. Anonima a chi?
    Un abbraccio e un ringraziamento per la vostra vivace partecipazione al mio blogghino.

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  8. Senza dolcezze la vita è davvero pesante. Oggi che mi sento una grande stanchezza addosso, quel tronco lo sento tutto. Un pensiero bellissimo Mimma, hai raggiunto grande consapevolezza della vita e sai guardare con occhi saggi ai bisogni umani
    Bravissima

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  9. Ciao cara Mimma. Alleviare il peso e gli affanni con le dolcezze. Proprio le dolcezze, a volte basterebbero a rendere meno pesanti indicibili sofferenze e insopportabili fardelli.
    La foto è bellissima soprattutto per un amante della montagna quale io sono.
    🙂
    Un caro saluto e un buon fine settimana Gaetano.

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  10. Buongiorno e passate una domenica serena, coraggio! In fondo per portare i pesi hanno inventato la ruota. Prendiamo la carriola e facciamo la legna, ci servirà per accendere ancora e ancora il caminetto della poesia.

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  11. Lo porti con nobiltà, credo. Il tuo peso, che è il peso di tanti – il mio? E la dolcezza è sull’altro piatto della bilancia a tenere tutti gli equiliblri oscillanti continuamente.

    Elia

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  12. Sì, Elia: il peso è comune, ognuno la sua porzione e, per assurdo d’amore, aiutando un vicino aiutiamo noi stessi. Perché l’amore è così: genera felicità nel dare.
    E la felicità di chi amiamo, il suo sollievo al nostro gesto, ritorna al mittente moltiplicandosi.
    E’ vero, Paola, ci sono per tutti le intemperie, ma anche l’arcobaleno. Prendiamolo! Possiamo sempre amare. Siamo meravigliosamente liberi.

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  13. un pensiero che mi ha colpita come un arcobaleno stamattina 🙂
    poi sai ho pochissimo tempo in questo periodo (sto preparando un convegno, spero dopo, sia meglio)
    però quel “tronco” che chiama dolcezze a sostenerlo …è un verso bellissimo direi
    e l’immagine superlativa.

    ma sai che ho assistito anni fa ad un arcobaleno che creava un ponte sopra la valle, uno spettacolo fra i più belli che abbia visto.
    ciao
    e scusa la stringatura dei commenti, ma davvero,…

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  14. Ma quale stringatura dei commenti, lo sai che siete tutti liberi. Va benissimo come fai ed è anche troppo, con me nessuno è obbligato, certo per pigliare il premio Giobba o Giobbe bisogna partecipare. Margheritina, hai vinto il premio Giobba: leggi qui sotto in che cosa consiste, dopo di che ci sono i turni. La seconda vincitrice sarà presentata presto. Ah, ah, ah.
    E grazie dei tuoi commenti dapertutto. Hai una bella intelligenza poetica, che non è dovuta soltanto alle letture e allo studio.

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  15. Quel tronco ,mimma ,è la croce che tu come ogniuno di noi deve faticosamente portare e sopportare.Ma ecco poi le dolcezze…per me, sono le piccole cose che la vita ci offre, che dobbiamo saper leggere per scoprirne il sapore gradevole…assai spesso ci sfuggono,neppure le vediamo o le diamo per scontate.

    Non lo sento un pensiero mimmiano ,questo,piuttosto una vera poesia di soli due versi, fulminanti,bellissimi e dolorosi.
    Abbracci,cara.
    nunù

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  16. Hai ragione, Nunzia, si può considerare una poesia. Queste parole mi sono uscite mentre scrivevo un commento sul club poeti. Io non compongo mai le mie piccole poesie, le raccolgo soltanto.
    Grazie per la tua presenza costante, hai meritato il premio Giobba!

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  17. Grazie, ragazze, ma caso mai, essendo vecchia e saggia, vecchia non c’è dubbio, con un forte sconto facciamo anzianotta, con un altro sconto attempatella, insomma, fate voi, dicevo essendo vecchia sì, saggia non si sa, se avete un po’ di pazienza ci metto perfino la frase principale, eccola, eccola: sono io che debbo aiutare voialtre, sostenervi e magari togliervi un pezzetto di ramo spinoso. Eh? Volete fatta l’analisi del periodo oppure ve la cavate? Adesso, in tutta questa Babilonia che mi sono divertita a cavarmi dalle meningi, indovinate qual è la frase principale, le scrittrici lo debbono apere a menadito e anche menapugno. Ecco.

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