Troppo poco

 

 

Misuro l’impotenza del passaggio
limone ai denti e sale, pensieri
balbettati in traduzioni inodori
incolori e insapori.

la cavalletta in abito da seraDella mia sete ho fatto acqua per gli altri
poiché l’amore urgeva.

Non sono riuscita
dall’urlo al canto
e viceversa
stridevo, stridevo
con elitre rotte e sogni
la cui dolcezza sempre mi trafigge.

Rimane qualche chicco nella sabbia alta
della clessidra, chiudete
il foro inesorabile.

Forse faccio in tempo a lasciarvi
eredi. L’arazzo
vuole gli ultimi punti necessari
o ferite.

 

                                                         Domenica Luise

                                 (Fotografia di Augusto Chiesa o Longobardo)

 

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30 pensieri su “Troppo poco

  1. Rimane qualche chicco nella sabbia alta

    della clessidra, chiudete

    il foro inesorabile.

    Forse faccio in tempo a lasciarvi

    eredi. L’arazzo

    vuole gli ultimi punti necessari

    o ferite.

    sono versi di una potenza tale.. che mi trafiggono all’istante..
    Poesia cruda, che fa male…e l’urlo corazzato del poeta si fa avanti..in dilemma di voler lasciare del mancato, ancora traccia di sè e della sua poetica di vita..
    Un abbraccio Mimma…bellissima e speciale! Ciao :-))

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  2. Ci sembra che sia tutto inutile,
    ma le gocce sull’acqua fanno onde
    circolari che vanno lontano.
    Segni indelebili sul cuore i tuoi sorrisi
    Un saluto affettuoso
    Chiara.

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  3. “Della mia sete ho fatto acqua per gli altri
    poiché l’amore urgeva.”. Ci sei tutta tu, cara Mimma, in questi versi bellissimi. E’ una grandissima poesia che tocca un tema altrettanto grande con parole che solo una vera poetessa può trovare. E’ meravigliosa questa tua ultima, perfetta nei passaggi e nelle immagini. Un abbraccio Flavia

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  4. Mimma, adoro il tuo modo di fare poesia…e questa,mi prende non meno delle altre che conosco. La chiusa è magistrale.E’ Poesia moderna ,”novissima”…ne abbiamo parlato e sai!
    Bravissima SEMPRE.
    nunù

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  5. “Non sono riuscita
    dall’urlo al canto
    e viceversa
    stridevo, stridevo
    con elitre rotte e sogni
    la cui dolcezza sempre mi trafigge.”

    E invece ci sei proprio riuscita: l’urlo che avevi dentro è uscito sotto forma di questo bellissimo canto poetico; e questo canto, tutto, dall’incipit alla fine, è un urlo così acuto che trafigge.. non c’è niente che stride, ogni parola, ogni verso al suo e proprio posto, in un’armonia poetica complessiva che li esalta.
    Se potessi (se sapessi!) spiegare con un’immagine la sensazione che questa poesia (mi) offre, direi che canto ed urlo si alternano come primo piano e secondo piano in una sorta di gioco di luci.. come per far risaltare ora l’uno ora l’altro.. ma arrivano anche in contemporanea. POESIA! Ciao, Wilma.

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  6. Bella poesia, versi intensi ed emozionanti.
    “Rimane qualche chicco nella sabbia alta
    della clessidra, chiudete
    il foro inesorabile.”
    La chiusa mi piace molto.
    🙂
    Un caro saluto Gaetano.

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  7. Grazie, amici miei: ultimamente mi sto beccando qualche malanno, mi commuovo subito.Il vostro affetto è lampante e chi ama vede tutto bello. Accetto con gratitudine e speranza le vostre parole.

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  8. “stridevo, stridevo

    con elitre rotte e sogni

    la cui dolcezza sempre mi trafigge

    Rimane qualche chicco nella sabbia alta

    della clessidra, chiudete

    il foro inesorabile.”

    Questi versi, indiscutibilmente mimmiani, sono bellissimi.
    il grido desolato, di chiudere il foro, di arrestare lo scorrere del tempo…

    Qui noto una conquista di sintesi ulteriore, cara Mimma. Credo che sia una tua veste più succinta ma proprio per questo più immediata e trasparente.
    Si è capito, vero, che mi piace moltissimo?..

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  9. Il tempo passa, la clessidra lentamente sarà vuota, è così per tutti: la vita scorre. Per alcuni s’arresta quando i granelli ci sono tutti, per altri quando ancora sono in abbondanza, per altri quando ne mancano.
    Beati coloro che li vedranno scendere via tutti, vorrà dire che il loro tempo è completato. Chi lascia doni non muore, vive nella memoria.
    Molto bella questa poesia, profonda e d’atmosfera.
    Un caro saluto, Annamaria.

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  10. Mimma, aveva ragione quel tuo alunno, capisco in che modo ti avvertiva feroce…

    Tu arrivi dentro, il tuo dolore, lancinante trova forma nelle parole, che diventano lame.

    Scrivi splendidamente, con uno stile personalissimo che riconoscerei tra mille… Bravissima ( ma che… lo vengo a dire io, a te ?).

    Ti abbraccio forte. Doris

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  11. Un canto melodioso e triste al tempo stesso, illuminato dal”sogno che sempre mi trafigge”anche se bello ha un che’ di doloroso proprio perche’ destinato a restare un’aspirazione.
    Come dice Nunu’, bellissimo e ricamato finemente.Brava e d affettuosa Poetessa.Sei una voce importante per me..Nicole

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  12. …Non sono riuscita

    dall’urlo al canto

    e viceversa

    stridevo, stridevo

    con elitre rotte e sogni

    la cui dolcezza sempre mi trafigge.

    Rimane qualche chicco nella sabbia alta

    della clessidra, chiudete

    il foro inesorabile…”

    Come vedi ci sei riuscita a cantare l’urlo! Bei versi potenti e stile originale, come sempre

    franca

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  13. “Della mia sete ho fatto acqua per gli altri poichè l’amore urgeva…”. Bellissimi versi, Mimmina mia triste e generosissima! Anche io ho bevuto la tua acqua, della quale mi hai fatto dono immediato, senza riserve, e mi sono dissetata… e come mi sono dissetata!… Ma sappi che voglio continuare a farlo per lunghissimo tempo ancora!!! E’ una… minaccia! TI VOGLIO BENE ASSAI.

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  14. Mimma anche in questa poesia come in quella del giardino leggo apertura, braccia aperte, letteralmente, come tu sai fare e donare semplicemente mettendo tutta te stessa in ogni cosa. E’ energia vitale la tua, con tanto affetto.
    Angela

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  15. Ed io confermo quanto ho appena scritto nel giardino: i vostri commenti stanno migliorando, Angela, andate a toccare punti nevralgici della poesia con parole eficaci, facendo centro sulle varie sfaccettature d’animo che oso proporvi. E’ per me una gioia vedere come la votra intuitività poetica cresca quotidianamente. Sì: concedetevi spesso il riposo nella poesia e la comunicazione, appena posibile, fra autori. E’ un’immensa ricchezza senza prezzo.

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  16. Quanta potenza in questi versi, Mimma, quanta sofferenza per la gioia accantonata

    “e sogni

    la cui dolcezza sempre mi trafigge”

    questo verso mi ha colpito molto, ma tutta la poesia è molto significativa, con quella chiusa che sa di consapevolezza un po’ amara. Mimma è bellissimo leggerti, ti si sente tutta in queste parole che vibrano del tuo sentire. E’ commovente…
    Un abbraccio grande!

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  17. una poesia molto bella nella quale quei “punti necessari” sì sono vitali…all’arazzo

    Della mia sete ho fatto acqua per gli altri
    poiché l’amore urgeva.

    qui la tua poetica più fina.

    ciao

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  18. Grazie, mie care. Perché arrivi ” tardi “, cara Francesca 05? Le poesie non hanno scadenza, restano fresche come l’ovetto di giornata, che mi piace tanto.

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  19. Ora rileggo e trovo i tuoi versi ancora più belli di prima. C’è tutto il senso della condivisione, dell’essere artista, e donna soprattutto, nel senso di essere umano. Con la nobiltà e i titoli che porti in petto come medaglie al valore.

    Elia
    Elia

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