I misteri dell’Ermetismo: maschi e femmine

 Oramai tutti, volenti o anche nolenti, abbiamo capito che il mondo si divide in due universi: uomini e donne.
Fra di loro ci sono lievi, ma determinanti variazioni fisiche e psicologiche e funzionano a incastro.
Gli uomini più analitici e razionali, le donne più intuitive e sensibili. Mescolandosi bene sono una potenza e si valorizzano vicendevolmente, ma di norma non si mescolano granché e cascano ognuno nei propri limiti.
Il maschio prevarica con la maggiore forza fisica e la femmina con la maggiore capacità di trarre le conclusioni senza le necessarie premesse e di colpire nel segno regolarmente.
Sicché ognuno lotta contro l’altro anche quando l’ha sposato per amore o illusione che lo fosse.
Uno dei due deve piegarsi, normalmente vince il più aggressivo, l’altro si difende con l’astuzia, cerca di fare soldi, si attacca ai figli, talora apre un blog di scrittura, di cucina, di gossip o quello che è sotto falsissimo nome e profilo.
I maschi temono l’intelligenza femminile così al di fuori delle loro possibilità e le femmine temono l’ira maschile, che risolve tutto con quattro gridi e qualche imprecazione, se va bene senza botte.
Così gli uomini tentano di relegare la donna al solito ruolo idiota di angelo del focolare: il silenzio millenario della poesia femminile si chiama pignatte e gravidanze.
Anche la chiesa ancora non si sogna di darle il sacerdozio ministeriale mantenendosi in un ammodernamento paleolitico completamente fuori dallo sviluppo storico e dalle varie prese di coscienza sulla persona umana.
Così le mogli servono marito e figli mentre le “brave suore” servono i preti. Le menti non contano.
Nella poesia tutti questi contrasti entrano a pieno diritto e così maschi e femmine spiattellano quello che sentono trasformandolo in metafora e mescolanza sinestetica:
Il sogno dell’eden prima della caduta.
Il dolore, l’amore, la voglia di partire, l’ansia del volo, la delusione, la tenerezza, la speranza, la compassione. La risata e la rabbia. Questo nostro essere così diversi, ma bisognosi gli uni degli altri, bramosi eppure incapaci di diventare una sola cosa.
Il dubbio, che è sempre radice di una fede, l’ammirazione della mentalità altrui, il sostegno alla vicendevole poesia che, se è grande, è sempre magnanima e non si impone, si propone soltanto.
Sono tutte cose unisex, diverso è il modo di dirle. Limite della poesia maschile è il razionalismo, di quella femminile la vaghezza e il lamento.
Sono due errori poetici eclatanti, ma dopo averli sfuggiti, per scrivere una poesia “vera”, ci vuole l’ispirazione. E allora si può magari tentare.

                                                                   Domenica Luise

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18 pensieri su “I misteri dell’Ermetismo: maschi e femmine

  1. L’hai spiegati benissimo i misteri dell’ermetismo! Però conosco donne molto più analitiche e razionali di alcuni uomini.
    “altro si difende con l’astuzia, cerca di fare soldi, si attacca ai figli, talora apre un blog di scrittura, di cucina, di gossip o quello che è sotto falsissimo nome e profilo” questo passaggio è troppo carino, l’altro si difende con astuzia…quando hai bisogno di difenderti vuol dire che è proprio finita.

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  2. Molto interessante il tuo commento, cara Vagabonda, e per entrambi i punti che hai toccato.
    È vero, ci sono alcune donne più razionali degli uomini, ma difficilmente è la loro vera natura, di solito lo sono diventate per necessità economica, autodifesa e via così tristemente discorrendo. Le mie compagne di classe facevano le brave donnine sagge fin dalle scuole elementari mentre io vivevo la mia infanzia forse anche un po’ troppo spensierata.
    La tua seconda considerazione è anch’essa vera, ma consolati, non in assoluto, e vale soprattutto nel rapporto di coppia: dall’uomo o dalla donna che ami non dovresti avere bisogno mai di difenderti, ma la vita è lunga, le menti sono diverse e adulte, capirsi non sempre è facile e talora è meglio almeno soprassedere che chiarire a tutti i costi, sarà anche autodifesa, ma perché di ogni sciocchezza farne una montagna?
    Quindi non è proprio finita se anche hai bisogno di difenderti, semplicemente nessun amore, su questa terra, è perfetto e costantemente al massimo del suo splendore.
    Altra è la condizione di chi evade nel virtuale perché il proprio reale è insopportabile e cerca amici, anche avventure e un po’ di illusione d’amore: direi di andarci piano quando ci rendiamo conto che, appena sveglie la mattina, il primo gesto, invece di sbadigliare, è correre ad accendere il computer perché lui o lei ci aspetta su Facebook.
    Non facciamo scemenze e non illudiamoci, teniamoci cara la famiglia che abbiamo e non chiediamo troppo al marito o alla moglie, nemmeno ai parenti o agli amici: non possono darci tutto l’amore del quale abbiamo fame e sete disperate così come noi non sappiamo darlo a loro, che ne hanno lo stesso bisogno.

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  3. Ecco che Mimma con post semplice ma esaustivo, coglie nel segno ancora una volta. Io son d’accordo su tutto ma proprio tutto quel che dici. Hai una mente scrutatrice e una strabiliante capacità di sintetizzare concetti che di solito richiedono quintalate di parole. Bravissima!!!!! Bacio

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  4. Anch’io non posso fare a meno di condividere le tue riflessioni. Hai veramente centrato il problema.Non posso aggiungere altro, poichè il tuo discorso non fa una piega.Alla fine, nel rapporto di coppia bisogna cercare di accettarsi l’un l’altro per come si è e lo stesso fare con i figli, donando tutto l’amore che possiamo ed accettando quello che loro ci offrono.

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  5. Mi appare, nel suo linguaggio chiaro-semplice-sintetico, come una piccola indagine psico-sociologica di grande effetto artistico e di verità, tanto che avrei voluto evidenziarne molti periodi, poi ho scelto questo:
    “…e così maschi e femmine spiattellano quello che sentono trasformandolo in metafora e mescolanza sinestetica:
    Il sogno dell’eden prima della caduta.
    Il dolore, l’amore, la voglia di partire, l’ansia del volo, la delusione, la tenerezza, la speranza, la compassione. La risata e la rabbia…”

    Queste tue schede sulla poesia sono fulminanti.

    franca

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  6. Le donne sono forti con qualche momento di debolezza, che gli uomini non sopportano. Gli uomini sono deboli con qualche momento di prepotenza….

    Uomo e donna. Un rapporto di odio-amore sul quale si e’ costruita la storia di tutta l’Umanita’. L’opposizione tra maschile e femminile ha dominato da sempre il paesaggio del nostro pensiero e ha caricato su di se’ l’evocazione di altre opposizioni fondamentali, come quella tra ragione e passione, tra pubblico e privato. La donna ha visto depositarsi sulla propria immagine ruoli definiti: quello di madre che si cura della prole, ha assunto il ruolo di amante, avvinta dalle passioni. Mentre il ruolo maschile e’ stato quello del potere pubblico, guidato dalla legge e capace di sottrarsi ai richiami del cuore
    Se ci fermiamo all’analisi grammaticale, l’intelligenza e’ sicuramente femminile, nonostante ricerche scientifiche abbiano dimostrato che il cervello della donna ha un volume inferiore a quello dell’uomo del 10-15%. Se anche, come verificato, il numero dei neuroni presenti nella corteccia e’ diverso, cio’ che e’ importante e’ la loro organizzazione e la capacita’ di formare agglomerati funzionali, chiamati nuclei, e connessioni interneuronali. Il cervello femminile e’ formato da due meta’ simmetriche. Le fibre che mettono in comunicazione i due emisferi sono diversi nell’uomo e nella donna. Nel cervello maschile le aree cerebrali possono essere variabili nelle dimensioni e i solchi intercerebrali presentare delle diverse profondita’.
    Se da un lato tutto puo’ far pensare ad una supremazia dell’uomo, si e’ visto che con l’eta’, il cervello maschile si restringe piu’ velocemente di quello femminile, specialmente nelle zone che controllano il pensiero, la pianificazione e la memoria. Inoltre, un cervello simmetrico, quale quello femminile, e’ meno esposto a lesioni limitate ad uno dei due emisferi.

    Non sempre è così!
    Uomo e donna se si amano costruiscono il mondo.
    Buon Weekend cara Mimma!
    ♥ vany

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  7. Buongiorno, bei ragazzi e giovani donzelle. Mah.
    Alcuni dei vostri commenti sono davvero esplicativi dell’argomento e ricchi. Purtroppo il discorso non è una cosuccia, per quanto possa sembrare che io lo tratti con disinvoltura, esige riflessione, umiltà, coscienza di sè e degli altri ed anche un po’ di tempo materiale e di tranquillità. Quindi, cara Marzia, ti capisco benissimo. Anche io ieri, quando ho ricevuto una richiesta di dipingere due cuscini, ho chiesto tempo, o faccio una cosa oppure l’altra, purtroppo. Debbo copiare al computer le ultime poesie che affollano il quaderno e metterle in ordine insieme alle altre sennò poi mi scoraggio perché diventano troppe, intanto oggi è giornata di lavori domestici, spesa e pulizie, uffa.
    Grazie della tua opinione, Francuzza: tutti abbiamo bisogno di essere incoraggiati anche quando sembriamo forti.
    È vero, romanticavany, uomo e donna hanno un rapporto di odio amore, Catullo docet fin dai suoi tempi, traduco alla lettera: “Odio ed amo, come ciò possa avvenire non so, ma so soltanto che ne sono crocifisso “. Catullo era modernissimo, semplice, fulminante.
    Vivete felici.

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    • uscire dalla selva di sé stessi non è facile.
      la notte umana avviluppa e spesso nemmeno un sogno di luce può bastare.
      ed ogni espressione artistca risulta solamente un palliativo.

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    • il mio grido si è spento molto tempo fa
      sull’asfalto.
      ne è rimasta soltanto una piccola eco
      e non so se basterà per farmi udire ai guardiani della porta

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  8. Io di questo mistero ne sono più o meno consapevole da poco.
    “Questo nostro essere così diversi, ma bisognosi gli uni degli altri, bramosi eppure incapaci di diventare una sola cosa.”
    “…quel palliativo in certi momenti è l’unica candela accesa che ci mostra un passo alla volta o così talora mi sembra.”
    Ieri, per esempio, questi due universi si sono incrociati con le auto. Un enorme fuoristrada posteggiato male che stava uscendo molto lentamente ed io con la mia piccola Yaris che portavo mio figlio in palestra, in ritardo, e non riuscivo a passare. Provando a passare per una strada vicina, purtroppo lo riincrociavo e lui non voleva di nuovo lasciarmi passare perché stavo sbagliando senso. Io abbassando il finestrino, senza indietreggiare mi scusavo e spiegavo il perché. Perché loro non riconoscono mai di sbagliare???? Ci vorrebbe così poco per andare d’accordo! Non tollero la prepotenza!

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  9. Violetta cara, non angustiarti così: ci sono piccole diversità fra maschi e femmine che acuiscono questi dilemmi, è appurato sia fisicamente che psichicamente. È vero, non riconoscono mai di sbagliare, almeno solitamente, gli sembrerebbe di essere poco virili, forse. Mah. Diventano eccezionali nella fase del corteggiamento, poi gli passa. O almeno questa è la norma.
    La donna, invece, si crede amata per sempre. Ci vuole tanta pazienza per trovare un accordo.
    E tutto questo si trasforma in poesia e bisogno di una felicità ignota, che è scritta dentro di noi.

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