Ma

Il volo della farfalla 1

vado precipitando nella nube
dell’inconoscibilità deliziosa, dove
vedo senza vedere, bacio senza baciare
vado e vengo a volo immobile
su correnti che non so come ci siano.

 È l’uno il tutto il sempre
l’incontenibile
l’inimmaginabile desiderato.

Una vita altra quasi sfiorata, annusata
respirata con parole
o non parole e silenzi senza pensiero.

 Sono il papavero nel prato e il grano
il fiordaliso e la sequoia
e neve sole orizzonti, il gattino che succhia
il topo in fuga, padre figlia madre
sorella sposa e la tigre ed il vento
dolore amore grido risata
ribellione morte vita passato
e futuro in presente. Ora.

 Il volo della farfalla.

 Ma
eccomi. Non aspetto: esisto.

Domenica Luise

(Disegno e rielaborazione grafica di Domenica Luise)

Sottintesa

dal solco la vita.

Palloncino astratto 3

 Adesso il sudore
e l’acqua umana sulle rocce
dove bevono i trasparenti. Di loro
resta un sapore e quante cose
piccole e grandi osammo dirci
così nudi, noi
ed eterni. Mezzanotte, ma
l’anno nuovo è già arrivato.

 Atomi e quark stellari
e scoppiettii. Fragranze.

 Vedo i tuoi piedi accanto al mio ruscello, ma
squilla subito il telefonino
ed a me non rispondi oltre. Resto
così
in poesia, fra le ombre.

 Domenica Luise

(Rielaborazione grafica di Domenica Luise)

Ballo di coppia

Ballo 5 piccolo

Guarda i colori della gioia: un passo di ballo
qualunque esso sia, non importa, ma
stare con te, che mi parli o stai zitto
nemmeno questo importa, così
insieme
e diciamo: per sempre
e niente potrà separarci.

Ci siamo trasformati, io e te
tu ed io, noi
complici armoniosi, pronti
al prossimo passo duro e bello.

 Questa è la breve vita
dove ci pare di sapere ciò che gli altri non suppongono
e tocchiamo un traguardo o così ci pare, ma
è un altro inizio.

 Le parole dell’amore sono insufficienti
anche banali, ripetute
si possono dire
a infiniti livelli e modi. Ma
tacere nel bacio è di più
dicono tutti che l’innamoramento passa presto
peccato: non dimenticartelo.

 Domenica Luise

(Rielaborazione grafica di Domenica Luise)

Polvere a colori

Ballerina farfalla e luna 3

Non ho mai montato un cavallo al galoppo nel vento
e nel freddo verde libero stringendo
l’odore della nostra criniera e  mai
sono salita su un aereo con le nuvole sotto di me, raramente
ho toccato la neve, però

 ho vissuto in poesia la danza del cigno ferito
e la fiamma dall’interno.

 Un quasi
indicibile. Spruzzata
fuori dal corpo a fluttuare dove
con chi perché non so
né come.

La grande farfalla si è appoggiata
sul palmo della mia mano
e docilmente è restata
fino a che volessimo.

Al suo volare mi ha lasciato l’orma. Adesso
c’è chi è solo da solo
e c’è chi è solo in compagnia. È così.

Domenica Luise

Rielaborazione grafica di Domenica Luise su un proprio quadro a olio.

Poeti di oggi, infranotturna: Tagli

coppia che balla

pulirò le verdure, farò cuocere il riso

 volgerò il mio sguardo
alla terra, al fornello, alla cucina

 ridurrò in piccoli pezzi
zucchine, porri e fagiolini
sì, piccoli pezzi uguali,
con precisione e metodo

farò attenzione a non tagliarmi
quindi
osserverò la lama del coltello e le mie mani

temo le lame;
soprattutto se ben affilate

ma tu non ci sei più, così
non c’è proprio più nulla da tagliare

INFRANOTTURNA

 

La lirica d’amore puro e nudo, semplice, carnale e spirituale insieme, espressa efficacemente con il minor numero di parole possibili: è quanto trovo nella poesia di infranotturna, a questo indirizzo:

http://infranotturna.wordpress.com/

Visitate il suo blog e rimarrete presi dall’intensità con cui si dice e dice  com’è fatto l’amore tra l’uomo e la donna.

Il modo in cui lei si abbandona e lui, alla fine, si allontana.

In verità il ragazzo talora e spesso fugge da colei che l’ama e ne prende un’altra che lo rassicura con la propria mediocrità: meno intelligente, meno sveglia, anche meno bella. Forse più benestante.

Bisogna tenere i piedi per terra, sono tempi duri, la crisi, le tasse, bisogna sopravvivere.

Invece la donna ama e vive, è nella sua natura incosciente e senza misura abbandonarsi così.

All’innamorata non importa niente se mangia pane e cipolle con lui. Ma poi continua a fare il minestrone, metodicamente, una specie di yoga che aiuti a sopportare quel pensiero. Egli è andato via.

Perché?

La ragazza volge il suo sguardo alla terra, al fornello, alla cucina.

Dall’enormità del cielo dove respirava prima, dal fuoco, dal paradiso.

Tagli. Lame ben affilate d’amore. Non è rimasto più nulla da tagliare, è tutto tritato.

Sembra assurdo essere in grado di esprimersi così fortemente con parole così apparentemente prosaiche.

La poesia diventa sotterranea, battito, femminilità, sangue e respiro, anima soprattutto.

La parola si piega umilmente al sentimento forte e limpido. Nessuna decorazione o figure retoriche. La musicalità resta all’esterno dei versi, soffusa, quasi annientata. È appena un respiro agonizzante.

Bella questa poetessa: dice quello che le donne osano sentire.

Dalla danza inebriata al minestrone: è la vita.

Statuina in gesso colorato di Domenica Luise, rielaborazione grafica di Domenica Luise

Festicciole

Mariachiara carnascialescaFotografie di Giovanni Crisafulli
Modella Mariachiara Crisafulli
Computergrafica di Domenica Luise

Damina e cavaliere tre

Non fare così, raccoglievi
le iridescenze dalla pozzanghera, acqua sporca. La soglia
tra l’illusione e i telegiornali
è una sottile ineluttabilità.

A quei tempi, quando Berta filava
dovevate soltanto crescere e studiare. C’era
la favola dell’usignola stonata
e il baciamano del cavaliere alla sua dama bionda.

Era infine carnevale tanto atteso.

In nome dell’amore dato e ricevuto
c’è ancora speranza. Fruscio lieve
di taffetà e il passo desiderato.

Perché no? Profumo dei biscotti di zia
col caffè appena uscito sul gas azzurro. La vita
gorgoglia sprizza si difende
vince. La mamma è guarita
e si è comprata un vestito elegante. Papà
è andato in campagna a raccogliere le uova
e le ultime arance. Il romanzo
continua.

Domenica Luise

Fotografia di Iole Luise
Modelli: I suoi figli Giovanni e Mariachiara da bambini

Coreografia interna

Violette 1  tre jpeg

Quel buio profondo dello spirito dove
mi precipito. Le nostalgie
oltre le parole, lo strappo
e il viaggio. L’amore
è il mio fidanzato.

C’è la primavera, le violette intrecciate
a coperte tappeti cupole
altari.
Il colore del sangue e del cielo
amore e dolore che giocano
e fanno metamorfosi in sè fuori di sè
il pizzo bianco della mantiglia
a veleggiare. Puoi baciare la sposa, adesso
inizia la nuova vita. Era imprevisto
insperato e la placida onda
sta già dissetando la riva. Trasparenze.

Accolgo l’infinito.

Domenica Luise

 

Punto di equilibrio

Mimma e Giovanni che danzano 7

La notte ha un punto nero nel quale mi risveglio, la placidezza
al centro del tifone nel giallo dei lampioni tra le serrande e
la luna e le stelle. È strano.

 Da dove come perché
e verso quale traguardo voliamo tutti
oltre tempo spazio e caducità.

 Il punto interrogativo
è un vecchio gobbo con gli occhi a terra
o uno spaventapasseri o un bastone
per la professoressa zoppa. Una gruccia
senza scopo perché manca l’abito corrispondente
e un appiglio disoccupato, che sta lì. Segno
in corteggiamento del punto senza toccarlo
mai, sempre esitante
smarrito nella selva o nell’oceano.

 Così adesso non sono più bambina
ed ho smesso di chiedere perché.

 Il punto interrogativo si è messo a ridere
trasformandosi in geroglifico umano. Ecco. Tutti uguali
a testa in giù, soldati nella trincea
dei pipistrelli. Avete, abbiamo
scritto la storia, sempre la stessa
lavagna di buoni e cattivi
per un fritto misto a imbandire
una mensa di chissà chi, chissà perché
chissà dove quando come forse.

 Domenica Luise

Rielaborazione grafica di Domenica Luise

Nata per caso

Mimma acquerello

Prendi la mia mano e non lasciarmi, dammi
ancora una volta il tuo tepore.

Allora il mio avatar si aggirerà
nel bosco delle fate
e volerà sugli alberi e alto alto
andrà, poi lascerò che atterri
con un capitombolo. Camminerà
a grandi passi dentro l’acqua e attraverso i muri
nella vita finta di eroina
belloccia dai capelli fluttuanti.

Così l’anima della poetessa
ancora si diverte senza speranza. Una vecchia
giocherellona. Ah, ah, ah
ahi. E mica mi posso tenere
un teschio al posto del mouse, tanto non occorre
poiché non ne perdo la memoria e sta dentro la mia testa
a contenere il cervello, più o meno. Ossa
e morte incarnati. Ecco
quanta allegria. Odio il viola nerastro
mortuario di moda dall’anno scorso, liturgia quaresimale
dei poveretti, quelli che risparmiano
e faticano
manovrati dai burattinai
con fili di lacrime e sangue.

Ancora non hanno tassato
l’aria che respiriamo. È grave
che l’abbiano dimenticata.

Siamo stati molto cattivi, non noi
paghiamo per qualcun altro. Troppo
cattivi. E adesso
il rattoppo non riesce, uno squarcio
di settanta metri con una gugliata
a piccoli punti. E l’ago
attraversa le nostre carni.

Domenica Luise

Rielaborazione grafica di Domenica Luise su una propria fotografia giovanile.

Avviso urgente: Finalmente è uscito il libro di Cristina Bove “Mi hanno detto di Ofelia”, che tutti aspettavamo.Per chi volesse acquistarlo, andate al link che vi metto qui sotto:

http://www.edizionismasher.it/cristinabove.html