Grande torta alla ricotta Mimma

torta alla ricotta 1

Gironzolava da un bel po’ nella mia cucina una teglia di alluminio mostruosa, 30 cm di diametro e quattro di altezza, soppiantata da altre tegliette più piccine di silicone colorato. Poiché mi continuava a intralciare ho deciso di usarla per una prova tutta diversa dai miei soliti prodotti al limone, anche perché sull’albero non ne era rimasto neanche uno.

torta alla ricotta 2

Dunque servono mezzo chilo di ricotta (io la preferisco magra e di mucca, ma qui si tratta di gusto), 4 uova di media grandezza, 80 grammi di burro,  400 grammi di farina OO, 250 grammi di zucchero, 2 bustine di lievito per dolci, una bustina di vanillina, pizzico di sale. Tutti gli ingredienti devono essere a temperatura ambiente, non freddi di frigorifero. La farina e il lievito vanno setacciati. Mettere tutto in una grande insalatiera e mescolare bene muovendo il cucchiaio dal basso verso l’alto per incorporare aria e aiutare la lievitazione. Verrà una pasta appiccicosa, che deve essere sistemata nella teglia delicatamente, col cucchiaio, pareggiandola e muovendola il minimo indispensabile. Ho acceso il forno regolandolo a 180 gradi e, quando è stato pronto, l’ho lasciata cuocere per 35 minuti a forno acceso, dopo di che ho spento il forno e l’ho lasciata dentro per altri dieci minuti. I miei dolci non sono mai troppo cotti, se la preferite più croccante lasciatela a forno spento caldo per altri cinque minuti. Appena uscita aspettate che si raffreddi, dopo di che assaggiate e strabiliate! La mattina, a colazione, è perfetta. In verità ieri ho fatto due colazioni.

 Domenica Luise

(Fotografie di Domenica Luise).

Il bianco mangiare

Il bianco mangiare

In paese è la delizia di tutti i bambini sia piccoli che grandi. Io ne sono golosissima. Le dosi sono: un litro di latte, cento grammi di zucchero, cento grammi di fecola di patate o amido per dolci, la buccia grattugiata di due limoni non trattati oppure due bustine di vanillina o un goccio del liquore preferito. Si può anche fare al cioccolatto aggiungendo cacao amaro e dolce, ma tradizionalmente noi lo chiamiamo comunque "il bianco".
A me piace un po' meno dolce, quindi la dose dello zucchero è suscettibile di piccoli aggiustaggi.
L'importante è il passaggio che adesso vi sottolineo. Prendete il latte dal frigorifero o a temperatura ambiente, mettete i cento grammi di fecola di patate in un colino e versate una metà del latte nella pentola dove poi cuocerà. Delicatamente versate l'altro latte nel colino e rimestate con un cucchiaio in modo che fecola e latte filtrino unendosi al latte della pentola. Alla fine l'amido sarà perfettamente sciolto e senza grumi, togliete il colino, sciacquatelo e mettetelo a posto. Girate bene il miscuglio, aggiungete lo zucchero, che si scioglierà subito e la buccia dei due limoni, sempre rigirando in senso orario mettete sul fuoco a fiamma bassa e in alcuni minuti addenserà. Non smettete di girare con un cucchiaio di plastica, lo preferisco a quello di legno, che è poroso e non mi sembra tanto igienico. Alla fine versate subito il budino nelle coppette già pronte sul tavolo, lasciate raffreddare e mettete in frigorifero. È squisito, rapido, senza uova né burro né grassi. Se poi fate una macedonia e la mettete in cima al budino, sarà un dessert magnifico anche per ospiti. Suggerisco fragoloni e banana a fettine ripassati in due cucchiaiate di zucchero sciolto in un pentolino. Ma tutto dipende dal gusto.
In questo modo sia i piccoli che i grandi mangeranno latte e frutta gustosamente senza appesantirsi e le signore in dieta potranno anche sostituire lo zucchero con un dolcificante ( però non eccedete con i dolcificanti, non si sa mai). Vi faccio due rapidi conti: un litro di latte parzialmente scremato sono 460 calorie, cento grammi di zucchero 400 calorie, cento grammi di fecola di patate 400 calorie, in totale un litro e duecento di prodotto sono 1260 calorie, centoventisei calorie ogni cento grammi. Mangiate pure senza rimorsi la vostra coppetta, vi fa solo bene.

                                                          Domenica Luise
                                                       (Fotografia di Domenica Luise)

PS: Lo stesso identico metodo va bene per preparare la besciamella, soltanto non si mette, ovviamente, lo zucchero, ma una noce di burro e quando il latte e la fecola di patate si addensano, si spegne il fuoco e si aggiunge un'abbondante manciata di parmigiano reggiano con una grattatina di noce moscata.

     

 

Biscottini alla ricotta

 Biscottini alla ricotta di Mariachiara
300 gr. di farina 00
150 gr. di ricotta
150 gr. di zucchero
1 bustina di vanillina
1 uovo
Mezza bustina di lievito per dolci
2 cucchiai di latte
 
Posizionare su di una spianatoia la farina a fontana. Al centro porre lo zucchero e la ricotta precedentemente sbattuti insieme, la vaniglia, l'uovo ed il lievito sciolto con i due cucchiai di latte.  Si può sostituire la vanillina con la buccia grattugiata di un limone non trattato con anticrittogamici. Mischiare il tutto ed impastare, se piace, si possono aggiungere scaglie di cioccolato fondente. Modellare i biscottini e mettere in forno a 180 gradi finché saranno dorati.
 
(Ricetta e fotografie di Mariachiara Crisafulli)

 

Le tentazioni della gatta Cristina

Guarda cos
Guarda cos'ho trovato.

Belli a vedersiBelli a vedersi.

Buoni da odorareBuoni da annusare.

Deliziosi da assaggiareDeliziosi da assaggiare.

Fotografie di Domenica Luise per gentile concessione della gatta Cristina,
dolcini di mandorla e pastafrolla fatti dalla nipote della suddetta,
Mariachiara Crisafulli, se volete la ricetta, pubblicata sempre su
questo blog, cliccate sul link e buona fortuna ai golosi o buongustai che siate.
http://domenicaluise.splinder.com/post/21349198#comment

PS: Se il link non funziona, appena aprite il mio blog andate nelle "categorie"
alla vostra sinistra,
appariranno tutti gli argomenti, fate un clic su "
ricette" e le troverete
tutte raggruppate,fate scendere o risalire la pagina fino a che non vedete
questi dolcini, che sono facilissimi da fare e di grande figura.

                                                                      Domenica Luise

L’immensità delle piccole cose (pensiero mimmiano n° 14)

 

 Pasta in teglia


Nulla c’è nell’universo di troppo piccino tranne il mio piatto di pasta.

                                                                            Domenica Luise

                                                                                                   (Fotografia di Iole Luise)
 

Ricetta del "piatto di pasta":
Cucinate la pasta in acqua e sale tirandola fuori semicruda, tipo da sgranocchiare rabbiosamente.
Mescolare la salsa o il sugo con tutti i rimasugli di prosciutto rimasti in frigorifero,
salame, formaggio,la fettina alla pizzaiola del giorno prima, più ce n'è meglio è.
Pepare o aggiungere una grattata non eccessiva di noce moscata.
Ci stanno bene anche resti di verdura cruda a dadini.  Mettere in una teglia al forno
e lasciare fino a quando la pasta sia al dente. Una delizia pasticciata.
Appena fuori noi aggiungiamo una bella grattata di parmigiano a crudo.

Lasagne al forno zia Mimma

 

Lasagne 2Si preparano il pomeriggio precedente al pranzo.

750 gr. di pomodoro passato.

 

 

300 gr. di carne bovina macinata.

Una fetta di prosciutto cotto da 100 gr.

Un pacchetto di lasagne larghe all’uovo.

Una grossa cipolla. Aceto o vino rosso, per es. lambrusco. Olio di oliva extravergine.

Piselli. Una grossa teglia rettangolare.

Tagliuzzare sottile la cipolla e cuocerla in aceto e acqua oppure nel lambrusco, quando incomincia ad asciugarsi aggiungere l’olio e fare soffriggere appena. Mettere il tritato nella pentola con il prosciutto cotto a dadini e, quando incomincia a cuocere, versarci dentro il passato di pomodoro e i piselli lasciando bollire a fuoco lento. Il sugo è pronto quando incomincia a lanciare per aria schizzi di goccioline. Non fatelo restringere perché continuerà la cottura nel forno.

Si può salare secondo il gusto oppure sostituire con un dado da brodo vegetale.

Preparare la besciamella, anche questa piuttosto liquida. Occorre mezzo litro di latte, una presa di sale, grattatina di noce moscata, un po’ di burro ( 50 gr. ) e tre cucchiai  rasi di amido per dolci. Mettere sul fuoco a fiamma bassa e aggiungere piano piano il latte sempre girando con un cucchiaio di legno e rimestare finché la salsa non si addensa.

Appena scesa dal fuoco aggiungere una manciata di parmigiano.

Lasagne


Prendere la teglia e iniziare con uno strato di besciamella, sopra le sfoglie di pasta cruda, poi uno strato di sugo, altra pasta, besciamella, di nuovo pasta. Se in frigorifero ci sono pezzetti di formaggi vari avanzati spargerli a fettine nei ripieni. Finire con la besciamella. Infornare una prima volta per qualche quaranta minuti e lasciare che il timballo si raffreddi in forno, a questo punto metterlo in frigorifero. L’indomani mattina dividere la pasta per porzioni e lasciare in frigorifero, prima di apparecchiare la tavola per il pranzo riscaldare le lasagne in forno per una ventina di minuti e suddividerle seguendo le porzioni già tagliate. Spolverizzare con una bella grattata di parmigiano e servire.

Questa è una megaporzione per famiglia numerosa e affamata, se ne avanza si può congelare a porzioni in carta di alluminio.

 

                                   Domenica Luise

                                             (Fotografie di Domenica Luise)

 

 

 

Dolcini di mandorle e pasta frolla

 
Dolcini di mandorle e pasta frolla
 

 

300 gr. di farina di mandorle

300 gr. di zucchero

3 albumi.

Impastare formando delle palline  anche appiattite , rotolare in granella di mandorle, infornare su teglia lievemente imburrata, appena  incominciano a colorire  togliere dal forno perché vengano croccanti fuori e morbidi dentro. La temperatura deve essere sui duecento gradi scarsi.  Si può sostituire la farina di mandorle con quella di cocco oppure di pistacchio.

Coi tre rossi avanzati si fa la pasta frolla:

600 gr. di farina 00
3 tuorli
300 gr. di zucchero
300 gr. di strutto o burro.

Per la cottura valgono le regole dei precedenti dolcini.

 

(Dolcini fatti da Mariachiara Crisafulli                                                  Fotografia di Domenica Luise)

 

 

 

Pasta tricolore

 
 

 

pasta tricoloreQuesta ricetta è semplice, ma fa sempre un’ottima impressione ai commensali.
Preparare i tre condimenti che sono: salsa di pomodoro, besciamella e pesto.
Fare cuocere gli spaghetti e dividerli 
in tre contenitori condendo
ogni porzione con una salsa diversa, quindi disporli in una zuppiera grande
in modo che ogni colore sia distinto dall’altro e guarnire, nel periodo estivo,
con tre foglioline di basilico fresco la sommità.  Per
presentare il piatto di lusso,ritagliate una rosellina dalla polpa
di un pomodoro e mettetela al centro.

Se volete fare un buon pesto:

Usare preferibilmente basilico dalle foglie piccole, lavarlo, asciugarlo,
togliere il gambo, metterlo nel frullatore, aggiungere olio di oliva extravergine,
pinoli, uno spicchio di aglio, un po’ di pecorino e del parmigiano. Frullare bene.
Il pesto si può preparare in estate e congelarlo per l’inverno.

 Salsa besciamella

Mezzo litro di latte, una grattatina di noce moscata, una presa di sale,
burro, amido per dolci.
Sciogliere in una casseruola tre cucchiai di amido per dolci ( fecola di patate )
con cinquanta grammi di burro, aggiungere piano piano il latte sempre girando
con un cucchiaio di legno e continuare a rimestare finché la salsa non si addensa.
Appena scesa dal fuoco aggiungere una manciata di parmigiano.

E dato che ci siamo, salsa all’aglio:

In estate vanno bene i pomodori freschi, si possono frullare insieme
a due o tre spicchi d’aglio, secondo il gusto, se non vi piace
mettetene uno solo, si condisce con l’olio e si fa addensare a fuoco lento,
alla fine si aggiunge il basilico a pezzettini, in questo caso no
essendo già disponibile  un’intera porzione di pasta al pesto.

Come si fa la rosellina:

Ritagliare  una striscia lunga di polpa di pomodoro ( con la buccia) e arrotolarla
su se stessa, ritagliare i petali intorno, senza badare ad una
eccessiva regolarità, al centro della rosellina infilate
un pezzetto di carota, che sembrerà il seme.

Alternativa facile alla besciamella

Si sa che le poetesse non sono molto pazienti in cucina, specialmente
se un'idea qualunque e irrenunciabile frulla nella loro testa.
Allora io faccio così per avere una besciamella perfetta e senza grumi:
Metto il latte freddo nel tegame dove cucinerò la besciamella
e la dose di amido in un colino, appoggio il colino dentro il latte
e ci giro dentro:  si squaglierà immediatamente nel latte,
aggiungo il burro, il sale e la noce moscata grattugiata,
accendo il gas a fiamma debole e mi appresto a girare
col cucchiaio di legno fino a quando non si addensa. Si spegne il fuoco
e soltanto a questo punto si aggiunge il parmigiano grattugiato.

Ogni commensale annusa e inghiotte acqualina.
Si possono elegantemente sostituire gli spaghetti con le linguine.

                                                  Buonissimo appetito a tutti.
 

 

        ( E’ uno dei piatti preferiti in casa di mia sorella Iole,
che mi ha dato la ricetta )

                                                              ( Fotografia di Domenica Luise )

 

 

Carciofi ripieni alla cafona

 

Carciofi 

Li chiamo così per il modo in cui si mangiano: con le mani e succhiandoli foglia a foglia. Serve una capiente insalatiera a centro tavola dove i commensali potranno gettare le foglie 1) da eliminare, con la preghiera di non eccedere procedendo a lanci clandestini .
Mettetevi un paio di guanti di gomma altrimenti le mani vi diventano nere.
Si eliminano soltanto le foglie più esterne. Aprire bene e allargare i carciofi,  magari battendoli un po’ a testa in giù sul tagliere o sul marmo del tavolino, lavarli e metterli capovolti  a  scolare.
Preparare il ripieno: mollica, parmigiano e pecorino grattugiati, abbondante prezzemolo a pezzetti, qualche spicchio d’aglio tagliato sottile, alcuni capperi. Miscelare gli ingredienti inumidendoli con olio di oliva extra vergine, riempire bene i carciofi badando che l’impasto vada in profondità tra una foglia e l’altra.
Sistemarli in una casseruola dove entrino ben stretti  con un dito abbondante di acqua, un po’ di olio e un dado da brodo vegetale, coprirli con della carta da pane o tovagliolini e fare cuocere a fuoco non troppo vivace.
Controllare che l’acqua non si asciughi, nel caso aggiungerla man mano finché, tirando una fogliolina, si vedrà che i carciofi sono cotti o altrimenti la foglia non si staccherà.

                                                                  Domenica Luise
                                                   (Fotografia di Domenica Luise)

1 ) Le foglie dei carciofi si chiamano brattee, secondo l'informazione di Cristina Bove, ma vuoi mettere scrivere " succhiandoli brattea a brattea " ? Mi farebbe pure impressione.

 

 

Lo sformato di verdure Mimma

 Sformato di verdure

Quattro o cinque patate, 250 gr. di fagiolini 250 gr. di pisellini, quattro o cinque carote, 200 gr. di spinaci, mortadella, provoletta, tre uova, mollica di pane, uva passa e pinoli.

Bollire le verdure ( che possono essere anche surgelate ) singolarmente in acqua lievemente salata, tranne gli spinaci, che vanno preparati in padella  con un po’ di olio e uno spicchio di aglio, a cottura ultimata scolare, aggiungere dell’uva passa e dei pinoli e sfumare con vermouth o vino bianco. Non soggiacete alla tentazione di bollire le verdure insieme perché non stiamo facendo un minestrone.

Miscelare tutte le verdure, fatte a pezzettini, in una ciotola capiente, aggiungere gli spinaci, le tre uova, quindi preparare uno stampo oleato e cosparso di mollica ( meglio se a ciambella, è più coreografico ) e fare un primo strato dell’impasto.  Pressare leggermente ed aggiungere uno strato di mortadella e provoletta, coprire con il resto dell’impasto , pressare nuovamente perché si amalgami bene, cospargere la superficie di mollica e infornare in forno caldo a 200 gradi. Quando la superficie dello sformato è dorata sfornare, passare un coltello per allontanare il contorno dalla teglia,  lasciare raffreddare e quindi sformare la ciambella ottenuta  su un piatto di portata, decorarla con maionese in tubo, olive, funghetti, pomidorini, capperi o sottaceti a piacere. Questa dose è sufficiente per una decina di persone affamate,  vi conviene dimezzarla in caso di minor numero perché gli spinaci, una volta scongelati, non resistono più di un paio di giorni e del resto anche la maionese deve essere consumata rapidamente. Si può usare come squisito contorno. Il sapore finale dell’impasto non deve far prevalere il gusto di nessuna verdura, per questo è così importante che le dosi siano precise.  Se siete a dieta non mettete la maionese, ma spargete sulla ciambella, a fine cottura, un po’ di acqua e aceto sbattuti insieme: è comunque un risultato accettabile, per quanto non così brillante. Lo sformato si può preparare il pomeriggio precedente al pranzo e lasciare nello stampo, in frigorifero, fino all'indomani, aggiungendo la maionese all'ultimo momento.

 

                                                          Domenica Luise

                                                                     (Fotografia di Domenica Luise)