I misteri dell’Ermetismo: la poesia che amo

Mimma nel vortice

La poesia che amo è semplice, ma interrotta; è visionaria,
fantasiosa, sintetica, è una poesia coi voli pindarici, che tocca,
sottintende e passa all’apparentemente tutt’altro.
Le connessioni si moltiplicano generandosi l’una nell’altra
e l’una dall’altra. C’è ricchezza, anzi profusioni, anzi
accumuli di pensieri intersecantisi in delizia estetica.
Nessuna parola di troppo: distrarrebbe dall’essenziale sovrabbondante.
L’interiore tocca orizzonti non soltanto personali miei e
sfocia nell’universo e nell’universale storico.
La bellezza e la vita qui sono immensamente vincenti sopra
qualsiasi pessimismo storico e stupidità.
Le morti più ingiuste diventano concime ad altra vita
dove nessun amore è perduto. Ed in questo io credo,
ma non per aver un appiglio e una speranza,
che non mi basterebbero.
Ci credo per amore, come se l’avessi visto, anzi come se
l’avessi sempre davanti ai miei occhi.
Per questo in poesia non esiste decadenza, ma danza e
salti a ostacoli, è viva, cerca, trova e cerca ancora, talvolta aggira,
ma alla fine colpisce il bersaglio e si rende indimenticabile:
guarda la Divina Commedia o i frammenti di Saffo
o il M’illumino d’immenso.

Domenica Luise

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Le vittorie della poesia (pensiero mimmiano n° 6)

Bocciolo

La morte esiste così poco da essere nulla
in confronto al pensiero di un solo poeta
o ad un solo pensiero di un poeta.

                                      Domenica Luise

                                           (Fotografia di Cristina Bove)

 

 

Il cappello a cilindro

Mimma cappello a cilindro

 

Venite, signore e signori, è per voi
succo d’anima e volo.

Ecco il mormorio della colomba, il bacio
sulle tegole
nel tramonto. Sorpresa.

Infilo la mano nel feltro
per estrarre gioia o trasformazione del dolore. Sono
una vecchietta
anche se mancano il tuppo e la dentiera.

Forse un angelo con ali di farfalla
o una strega a pipistrello, giorno e notte
simultaneamente. Batto lo stecchino
su teste coriacee
ma l’incanto non funziona
e cavo il carbone della befana.

Fatevi il braciere come gli antichi
o la bistecca al sangue. A qualcosa
serve anche quello.

Adesso, signore e signori, lo spettacolo
è finito, anche la commediante
deve dormire. Sogni d’oro a me
e peggio per voi. Non ho soldi
qui dentro, solo poesia. Dove andate?

               Domenica Luise

 (Fotografia  di Iole Luise disegnata da Domenica Luise)

Oggi si festeggia il primo anno di vita di questo blog,
cos'altro uscirà dal cappello a cilindro?