Capodanno 2016

Che la poesia respiri dall’interno, la vita vinca sulla morte e la gioia sul dolore: quotidianamente.

Domenica Luise

(File di Domenica Luise)

Astratto coloratissimo

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La vita, vita ed altra vita

fresie 1

Poni i voli pindarici all’interno dell’essere umano
amor dolore gioco, ed è poesia. L’aia
dove le ballerine danzano
per liberare il grano dalla paglia
e la pietra cava per frantumarlo
a lungo in farina e le pagnotte
con una croce sopra
nel forno antico. Così andiamo
dalla giara dell’olio all’industria
e dal pennino alla tastiera del computer, ma
la partita è sempre quella, stelle e atomi
in moto perpetuo.

Una follia di bellezza delicata
che nasce chissà come, vive chissà perché
e sempre si trasforma
stranamente. Altri rideranno
e piangeranno dopo di me
ed altri piansero e risero
prima e prima. Adesso
s’impone questo giorno
e albeggia. Riprendo sonno.

Domenica Luise

(File di Domenica Luise  da una propria fotografia di fiori)

I misteri dell’Ermetismo: E lasciatemi divertire

Lago blu multiplo 3

L’arte moderna non si capisce: si vive e rivive.

Non tutta è arte, anzi direi che ai tempi attuali ne vedo pochissima, quando è arte non si dimentica, ritorna, s’impone, se invece è una delle cento cretinate alla moda passa subito di mente e lascia insoddisfatti, come se mancasse qualcosa di essenziale.

C’è molto anticonformismo e voglia di nuovo che, da soli, non sono arte.

Non è nemmeno che io c’ero, testimone lo smartphone e le riprese amatoriali sbilenche, ma non è arte il perfezionismo per il perfezionismo.

Ci vuole il gioco ironico, sarcastico, ridente, graffiante, anche sanguinante o l’amore e il dolore umani restano incolori, insapori e inodori senza che l’acqua si trasformi in vino, perché la vera arte inebria e non soltanto disseta.

Già, comunque, studiare e dissetarsi è una cosa eccellente, direi la base di partenza, quando inizi a imparare le quattro operazioni, dopo c’è tutto il mondo della matematica e le novità continue per la mente.

Ma nemmeno la matematica, da sola, è arte, lo diventa quando incominci a stupire e divertirti. Sta lì il lievito che fa alzare la brioche.

Un artista che non se la spassa è un brav’uomo, ma non è un poeta. È uno acculturato, ma non è un poeta. Ci vuole qualcosa di troppo semplice per essere poeti, non solo piangere sulle sorti umane, siamo stufi di lamenti e basta, mescoliamoli con lo spirito di patata e troveremo i germogli giusti della rinascita e le parole della poesia. Però questa è una cosa che non si può costruire razionalmente, o c’è o non c’è, il dono è raro, l’equilibrio della tessitura è instabile eppure dalla stoffa traluce l’anima dell’autore ora di più ora di meno, ma incisivamente. Avete presente il volo della nike di Samotracia? Quella levità, slancio, anelito, gioia del dolore e gioia della gioia è un’immagine plastica della poesia.

Domenica Luise

(File di Domenica Luise)

Chissà qual è la terra dei poeti

Fiori d'acqua 3

Dentro la notte c’è un cuore di stelle
e nella morte un punto di vita
dove inizio e fine coincidono nel sempre.

 La cometa bacia il sole
e la trasformazione avviene.

La danza dell’immobilità frenetica
sta pulsando. Qui e ora, ma
oltre lo spazio e il tempo
e dentro l’oltre. La verità
bramata. Il grande incontro
gli amori ritrovati vergini
e finalmente appagati. Il sorriso umano.

Tutte le grotte in eden.

Domenica Luise

(File creato da Domenica Luise su un proprio disegno)

La Divina Commedia secondo Mimma

In fine del cammin di nostra vita
cent’anni e rotti in internet oscura
di pianti e lai mi ritrovai smarrita.

Ahi, quali affanni, duolo e che paura
strizzarono il mio core in tale sorte
e zoppicando entrai nella radura.

 Paga, satàn, paga satàn a morte
strillava Monti con la voce chioccia
ricevendosi in viso molte torte.

Fu allora che dall’alto di una roccia
Domenica Luise si tuffava
con le braccia aggrappate alla capoccia.

 Ella peraltro la poesia che amava
qual salvagente per andare a fondo
usò dell’alma umana nella lava

dalle tenebre buie di questo mondo
fino all’iperuranio glorioso
di luce chiara e canti assai giocondo.

Tempi crudeli fecero il maestoso
furore giovanile surgelare
recalcitrando qual cavallo ombroso

e qual cavillo da sperimentare
a salvezza delle anime perdute
e contro ogni speranza ormai sperare.

La bufera immortal, che l’alme mute
travolge stringe e sbatte infuriata
non ha pietà delle teste canute

né dell’umanità triste e malata
ovver dei ragazzini viziati
in una sorte certo assai ghiacciata.

Ed i politicanti disperati
litigiosi, imbroglioni e così sia
all’inferno per sempre rigettati

ma non da soli, in buona compagnia
di bugiardi, pedofili e assassini
che di ogni onore fanno simonia.

 Domenica Luise

(File disegnato al computer da Domenica Luise)

Vi voglio invitare a leggere qualche bella poesia di una ragazza moderna presentata da me sul Giardino dei poeti, ha scritto “la poesia divora” e, secondo me, ha capito molto: http://giardinodeipoeti.wordpress.com/2012/09/01/anila-resuli/#comments