Vignette sì, vignette no

Ebbene, confesso la mia ignoranza: io non avevo mai visto quelle vignette.
Del resto l’informazione televisiva deve essere completa, le cose dette a bocconi, secondo la tendenza del canale, sono molto simili a quelle taciute completamente.
Quindi, fermo restando che non si spara mai e poi mai a chi si è servito di carta e matita per prendere in giro l’umanità e inventarsi un comodo lavoro redditizio, cosa mi sento di dire riguardo a quelle vignette, che ho guardato accuratamente?
Sono bestemmie vere e proprie contro tutte le religioni e non credo che qui la libertà di stampa c’entri per nulla, c’entra molto, invece, la stupidità umana di chi compra il giornale e trova, lì dentro, una conferma alla propria incredulità.
Adopero un esempio trito: la libertà di stampa è come un treno, per camminare ha bisogno dei binari e il buon gusto è necessario come il pane e l’acqua per vivere.
L’altra sera ho seguito, mi pare fosse rai 3, un ennesimo programma sulle vicende di charlie hebdo:  molto commovente, e a buona ragione, ma nessun accenno al tipo di vignette. NON SI SPARA a chi bestemmia per strada o in una redazione, vergogna, ma non si offendono le religioni, e questo volevo dirlo affinché il mio silenzio disgustato non venga scambiato per acquiescenza e accettazione di libertà, che invece sono libertinaggio. Le regole sono dapertutto, se vogliamo essere considerati esseri umani non dico superiori agli animali, come alcuni credono, ma almeno in grado di spartire il pianeta con loro.
Quello non è un giornale satirico, ma una bestemmia in atto. E perché bestemmiare contro un qualunque Dio alla cui esistenza non credono? ma quanto li fa arrabbiare. E la chiamiamo civiltà? Mi fanno impressione. Però non li voglio morti di morte violenta a quell’ignobile modo, meglio di vecchiaia degustata lentamente.

Domenica Luise

 

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