Compleanno di Domenica Luise, detta Mimma

Violette blog

Il tempo, il come e il dove (lo spazio) hanno una specie di infinito nel quale procedono.
Ma quando avviene l’inizio del tempo, e c’è mai stato?
Io sono nata il 18 febbraio del secolo scorso, da allora ho preso sempre più (o meno) coscienza e adesso sono anzianotta, c’è stato un inizio, la nascita, e si avvicina una fine prossima, ma il tempo totale quando è iniziato? E se non è iniziato è un assoluto in sè? Ed è circolare oppure retto, che non finisce mai davanti a sè o non finisce mai nemmeno dietro di sè? Oppure è sferico?
E come tutto ciò è avvenuto, chi è stato? L’universo sembra avere un’intelligenza matematica, anzi molte intelligenze matematiche interagenti complicatissime, che sono fondamentalmente semplici, o almeno così intuisco confusamente guardando più dentro che fuori di me. Perché fuori vedo tanti puntini luminosi, la luna e il sole, al massimo una cometa che va e torna a tempo stabilito: troppo poco per la mia sete di verità.
Il big bang non è una causa, ma l’effetto di qualche altra causa ignota. Se io faccio un minestrone è vero che ho tagliato le verdure e cucinato un piatto da portare in tavola, ma prima ho dovuto raccogliere la lattuga e i piselli nell’orto e prima c’erano i semi e prima ancora altre verdura e così via risalendo.
Qual è la causa prima, l’origine, la Verdura a lettera maiuscola, l’incontro armonico di fede e scienza con l’evoluzione sacra della natura? Per me si sono ammazzati vanamente, religiosi e scienziati, sulla teoria dell’evoluzione: non ci vedo contrasto e non ne ho mai visto, soltanto che la vita procede stranamente. È l’avverbio corretto per il pensiero che mi gira sempre nella testa.
E si tratta di una creazione colossale di un Dio incontenibile, che va fuori di sè per amore e gioia, oppure la natura mutevole e caduca può essere essa stessa un Dio in sè, storto e bello? Ecco tutti i panteismi e i monismi: ognuno crede come si sente secondo abitudini, tradizioni, esperienze di vita e nessuno può ridere dell’altro, non si fa tra persone civili.
Sappiamo così poco da essere nulla e finora i più grandi geni e studiosi hanno capito l’effetto di un effetto.  La fede, certo, va oltre, ma poi si disperde in mille e una credenze tutte diverse, che si avvicinano tanto al formalismo superstizioso.                                                   Le reliquie, i capelli di questa o quella santa, il dente di quell’altro santo, le case trasportate dagli angeli e le schegge della croce di Gesù: per me è tutto secondario perché i veri adoratori adoreranno Dio in spirito e verità (Giovanni, 4-24)  più che nei luoghi di culto, in chiesa o nella sinagoga.
Dio è amore per tutti, anche per i non credenti. Ognuno segua la sua fede o non fede, abbia pure fiducia nelle visioni e nei miracoli, ma non perda di vista l’amore, che è l’unica verità.Siamo tutti liberi e degni di rispetto, cattolici o maomettani o pagani.
Restiamo stupiti dinanzi al mistero ignoto dentro e intorno a noi, che la più alta poesia e la più grande conoscenza scientifica, fisica e matematica riescono appena a balbettare.

Domenica Luise

(Fotografia di Domenica Luise)

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