I misteri dell’Ermetismo: E lasciatemi divertire

Lago blu multiplo 3

L’arte moderna non si capisce: si vive e rivive.

Non tutta è arte, anzi direi che ai tempi attuali ne vedo pochissima, quando è arte non si dimentica, ritorna, s’impone, se invece è una delle cento cretinate alla moda passa subito di mente e lascia insoddisfatti, come se mancasse qualcosa di essenziale.

C’è molto anticonformismo e voglia di nuovo che, da soli, non sono arte.

Non è nemmeno che io c’ero, testimone lo smartphone e le riprese amatoriali sbilenche, ma non è arte il perfezionismo per il perfezionismo.

Ci vuole il gioco ironico, sarcastico, ridente, graffiante, anche sanguinante o l’amore e il dolore umani restano incolori, insapori e inodori senza che l’acqua si trasformi in vino, perché la vera arte inebria e non soltanto disseta.

Già, comunque, studiare e dissetarsi è una cosa eccellente, direi la base di partenza, quando inizi a imparare le quattro operazioni, dopo c’è tutto il mondo della matematica e le novità continue per la mente.

Ma nemmeno la matematica, da sola, è arte, lo diventa quando incominci a stupire e divertirti. Sta lì il lievito che fa alzare la brioche.

Un artista che non se la spassa è un brav’uomo, ma non è un poeta. È uno acculturato, ma non è un poeta. Ci vuole qualcosa di troppo semplice per essere poeti, non solo piangere sulle sorti umane, siamo stufi di lamenti e basta, mescoliamoli con lo spirito di patata e troveremo i germogli giusti della rinascita e le parole della poesia. Però questa è una cosa che non si può costruire razionalmente, o c’è o non c’è, il dono è raro, l’equilibrio della tessitura è instabile eppure dalla stoffa traluce l’anima dell’autore ora di più ora di meno, ma incisivamente. Avete presente il volo della nike di Samotracia? Quella levità, slancio, anelito, gioia del dolore e gioia della gioia è un’immagine plastica della poesia.

Domenica Luise

(File di Domenica Luise)

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17 thoughts on “I misteri dell’Ermetismo: E lasciatemi divertire

  1. L’ARTE…la vera arte non so dov’è. L’ARTISTA VERO OGGI…non so dov’è. C’è un ingarbugliare di idee vecchie e nuove (che poi nuove non sono). A questo punto, io che sento il bisogno di esprimere dolore, gioia, rabbia, attraverso le parole, non mi preoccupo se esse diventano poesia. Urlo se ho bisogno di urlare. Sussurro se mi sento di sussurrare…Tutti gli altri, possono o non possono ascoltare…liberi di farlo.

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    • È vero, le idee, talora, nuove non sono. Al liceo classico ho avuto uno stupendo professore matto di greco e latino, che ci ha fatto studiare tutta, e dico tutta, la metrica antica, concludemmo coi versi liberi, come quelli dello stile attuale, e ogni verso aveva una metrica a sè con cesure a sè e noi dovemmo leggerli tutti (ai tempi fui ammessa e promossa con sette in greco, oggi
      fioccano i voti altissimi). Noi non abbiamo inventato il verso libero, e chissà quant’altri prima degli antichi greci hanno fatto nello stesso modo perché siamo tutti uomini e, dall’invenzione della scrittura ad oggi, gli anni di maturazione sono pochissimi. Normalmente il poeta precorre il gusto del tempo come il profeta, ognuno nel suo campo. Siamo già incomprensibili a noi stessi, figuriamoci agli altri. E normalmente ognuno vede e ama se stesso, verso il prossimo ha gli occhi foderati di prosciutto. Magari poi innalzano agli onori degli altari le persone come padre Pio, che hanno umiliato e perseguitato in vita. Al loro posto mi vergognerei un bel po’. Ma purtroppo è la strada normale. In quanto alla tua poesia, è proprio così che deve essere: urla o sussurra quando e come ti senti di fare, gli altri possono o non possono ascoltare, e che vadano liberi.

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  2. C’è un decadimento in ogni cosa, in questo nostro tempo, e non vorrei cadere nel lamento, è solo constatazione. In ogni caso, oggi fanno passare per arte ciò che per me è spazzatura. Mi direte: non ne capisci niente, di arte, se non apprezzi quello che ti propiniamo ora. Bene, preferisco non capirne niente! Così come non capisco nulla di quanto accade nella politica attuale (anche questa ce la propinano come antipasto, primo, secondo e dessert, ma poi mi ci vuole un digestivo, per digerirla!) . L’arte è qualcosa che deve prendere il cuore e la mente, dare forte emozioni. Se questo non accade…voltiamo lo sguardo altrove!
    Bellissimo pezzo, Mimma, tu ci fai sempre sognare!

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    • Hai ragione, Danila, oggi c’è decadimento diffuso in tutti i campi e questo non è un lamento, ma la pura verità. Ieri e avant’ieri, tuttavia, la storia era uguale, soltanto meno sfacciata. Lo stile della maleducazione, invidia, egoismo, menzogne e quant’altro era semplicemente diverso come il modo di vestire, oggi non portiamo più la crinolina, ma a nudo siamo uguali.
      Ci sono quelli che comandano, quelli di mezzo che pagano le tasse o le multe e i poveracci affamati e affogati e accolti per finta e subito dopo cacciati. Vergogna. Gli schiavi esistono ancora, ma questo avviene in tutte le famiglie dove, di capo in capo, si arriva allo straccio finale che per tutti lavora senza chiedere nulla, normalmente è la madre serva moglie amante, intanto il marito padre padrone di casa fa la passeggiata in bicicletta per mantenersi in forma chiacchierando con gli amici, naturalmente la moglie prepara il pranzo della domenica, e che sorrida, non sudi, stia buona o ce ne sono tante pronte alla sostituzione, intromissione, parolina dolce al povero maritino trascurato. Poi ci sono gli esempi opposti, le mogli guerriere attaccabrighe con tutti, soprattutto con i più deboli, le finte fragili e via così spumeggiando di soggetto in soggetto. Alla fine, magari, essendo anch’io una donna mi ci posso mettere, sono una che odia le bugie, alle quali raramente ricorro e solo per evitare grossi guai, non sono invidiosa della migliore sorte degli altri perché reputo che scrivere e dipingere come mi pare sia un grandissimo dono, in questo mi sento tanto ricca da potere affrontare le generose derisioni e indifferenze altrui, è vero, sono tutti più furbi di me, ma non più intelligenti o non perderebbero così la mia intimità d’animo che avevano. L’arte moderna ci può piacere o non piacere, noi prendiamo quello che ci piace e ne godiamo senza sfruttarlo copiando vergognosamente dai sudori altrui. Condividere non è copiare bensì coesistere. Dopo di che ognuno fa come può e sente, raccogliendo le proprie delusioni e decidendo liberamente se valga la pena o no sostituire internet al cassetto.

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      • Un ragionamento che non fa una grinza. L’arte e la cultura ci arricchiscono più del denaro. E in barba agli invidiosi, ai maldicenti, a tutta quella categoria di persone che invece di pensare per sé, pensano solo a parlar male degli altri, quando addirittura non fanno del male. L’arte è un dono speciale, per chi la possiede, ma anche per chi sa solo apprezzarla. Mi piace condividere quel che hanno fatto gli altri, se mi dà gioia. Non è plagio, poiché dichiaro sempre l’autore, è come dici tu, condivisione. Un qualcosa che mi ha allargato il cuore in un sorriso, penso possa far bene anche agli altri. Il mio pensiero più sentito è questo: se il Signore, o la Natura, ha dato dei talenti al mio prossimo, non glieli ha dati perché se li tenga per sé, ma perché altri possano goderne. Un esempio? Io non ho una bella voce, direi anzi che mi mancano le corde per cantare, ma amo il canto e la musica, per cui se conosco qualcuno che lo fa per me (un coro in chiesa, una canzone alla radio, un concerto o un’opera lirica) io ne godo moltissimo. E non invidio il proprietario di quella voce. Così per tutto ciò che è arte, talento e cultura. Poiché tutto questo serve ad arricchire anche me. E quindi ringrazio di cuore tutti coloro che mi hanno dato emozioni, e che continuano a darmene. Sono sempre dell’avviso che la teoria dei vasi comunicanti andrebbe applicata anche tra gli umani.
        Buon fine settimana Mimma, e ancora grazie per i bei racconti, poesie e dipinti che ci offri!
        Danila

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        • Si può cantare in tanti modi, più di mille! Cara Danila, nemmeno io posso più ballare perché adesso zoppico e porto il bastone, ma si può anche danzare in tanti modi, più di mille. E così via. Si può viaggiare dentro la poesia, la fede e la gioia ben più audacemente che se avessimo raggiunto la vetta dell’Everest, ma ci vuole tanto coraggio. Invece gli invidiosi, bugiardi e maldicenti sono i veri anchilosati. Se un poeta (o aspirante tale) potesse dare soltanto la propria poesia nei vasi comunicanti sarebbe comunque il dono più grande.

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  3. Domenica Luise, un pezzo delizioso hai scritto. Comunque non è così vero che c’è un decadimento nel campo dell’arte, nella letteratura e che gli artisti veri sono scompasi. Ci sono correnti artistiche con grandi pittori, scultori, penso ai cinesi, ai russi, ci sono correnti letterarie di grandissimo afflato e per fare un nome ai grandi scrittori Giapponesi. Non parliamo della fotografia perchè ci sono grandissimi fotografi. Il problema che si è allargata la base e quindi non tutto è bello, si pensi inoltre alle critiche che venivano rivolte per esempio a Pollock e alla sua tecnica del “dripping”, perchè non si capiva il suo messaggio artistico. E’ così , che meraviglia è questo mondo . Un abbraccio cara Domenica Luise

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    • E ci sono anche i poeti e i pittori ignoti, io non ho mai scritto che gli artisti autentici siano scomparsi, però bisogna ammettere che la zavorra è davvero incalzante. Gli artisti grandi sono eccezioni sugli artisti mediocri, che sono la gran parte: uno che va assemblando quadri e versi qui e lì dalle opere altrui e dopo ci mette la propria firma sotto commette un furto se non c’è una forza di sintesi che armonizzi tutto, e normalmente non c’è. Sono piccoli particolari di poca importanza e poca ispirazione, il che si sente e si vede a chiare lettere. Anche per questo ho smesso con le recensioni, certe volte facevo una grande fatica per evidenziare quello che di buono trovavo lì dentro e poi io debbo piuttosto permettere a quanto mi sento nell’anima, una radice forte di poesia e colori inespressi, di venire fuori. C’è anche il fatto che i commenti si scambiano e un autore si accorge subito se il proprio testo è stato letto con cura o no. Credimi, ho ricevuto due categorie di commenti, alcuni stupendi anche in poche righe, che facevano centro, incoraggiavano, mi sono sentita capita e chiarita a me stessa, ed altri commenti che erano solo un gradevole saluto. In quanto a Pollock, mi piace molto. Io dipingo con le dita, è una meraviglia, i colori fanno i bravi e ballano come voglio, non mi piace lisciarli molto, alcuni schizzi di colore puro ci debbono stare a dare luce qua e là, il figurativo diventa il mio animo trasformandosi in astratto, normalmente lo sfondo è annullato, tutto il contrario del 3D. Ognuno fa come sente e può. Il mondo è meraviglioso perché è vario, ma in arte è come nella politica e nella religione: le bugie e le invidie fanno troppo male mettendo a tacere quei pochi sinceri.

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      • Picasso diceva che un grande artista deve copiare dai grandi che lo hanno preceduto, e che Guernica è nato prendendo spunto da altri grandi artisti. Detto questo, ti confesso che seguire su WP chi scrive è un impegno perchè ci sono persone che scrivono dieci pezzi al giorno e magari sono anche bravi ma ti fanno perdere del tempo, inoltre molti poeti scrivono poesie o di una banalità sconfortante o di un ermetismo inutile e difficile da capire. Questo panegirico per dirti che WP bisogna accettarlo per quel che è. Il mondo della poesia poi è un mondo corrotto, dove ad ogni passo ti chiedono soldi, dove emergere è difficilissimo. Ho scritto libri scientifici e sono stato pagato, ho incontratato persone di grande serietà, cosa che in campo letterario non ho mai trovato. Dato che amo scrivere poesie, per un mio piacere personale e per narrare dei miei amori, anni fa ho fatto stampare da un mio amico che aveva una picccola casa editrice dei libri di poesia in trecento copie ciascuno che poi ho regalato agli amici. Se pensi che la tiratura di: ” Ossi di seppia” è stata di solo 1500 copie! E’ così, tutti scrivono ma non ci sono valutazioni serie per far emergere coloro che valgono. Sono felice di questo scambio di idee e scusami se sono stato prolisso, è bello confrontarsi con una persona che condivide il piacere per la pittura e per la scrittura. Buona serata Domenica Luise

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        • In Picasso c’è una sintesi fortissima e personale, è uno che può permettersi quanto vuole di prendere ispirazione da cento altri potenziando se stesso, anch’io, talora, ho preso ispirazione dalle meraviglie altrui, vedi, non lo faccio apposta, mi viene davanti a certe magnificenze: può essere un cielo, la luna tra le nuvole dietro l’albero di arance mature o anche un quadro o una poesia che mi fanno centro interiormente. Ricordo quando, da piccolina, visitando con mamma, papà e mia sorella Iole il museo vaticano, rimasi secca davanti a uno degli angeli musicanti di Melozzo da Forlì, ancora dipingo angeli. O quando, da appena più grande, visitando la mostra di uno sconosciuto col papà non potevo staccarmi dal quadro di due ballerine calate nei colori dell’arcobaleno, ho dipinto ballerine e colori per tutta la vita e certe volte mi sorprendo da me perché i file disegnati direttamente nel computer col mouse (che ho preferito alla tavoletta grafica, rimasta quasi inutilizzata) sono proprio uguali ai miei quadri a olio su tela. È stata gioia di tutta una vita, e più vivo più imparo e questa cosa bella mi cresce dentro.
          Io attualmente sto commentando solo quelli che mi commentano oppure quando ciò che leggo mi fulmina davvero perché la salute mi dà problemi e ho sforzato troppo la mente per entrare dentro poesie ermetiche, ci vogliono ore perché si chiarisca qualcosa, ma alla fine il miracolo avviene se l’autore aveva realmente una vitalità interiore. Il lavoro del critico è tutto diverso da quello del poeta, non si può essere l’uno e l’altro, è davvero troppo. Così faccio finta di essere una poetessa-pittrice e me la godo. Non dubito affatto che i libri scientifici ti siano stati pagati, com’è giusto che sia per ogni lavoro, è frustrante scegliere la poesia perché non ti dà la libertà di essere soltanto poeta e vivere di ciò che più ami, devi brigare ignobilmente, arruffianarti quelli che contano, pagare e alla fine non ne cavi niente ugualmente, così ho scelto la libertà, chi mi vuole viene sui miei blog, altrimenti è una loro scelta, io non li rimpiango, non li sollecito e, di giorno in giorno, me ne importa sempre di meno.
          Tu dici bene, tutti scrivono, purtroppo anche quelli che non sanno tenere la penna in mano, con errori di grammatica e di periodo. Uno scienziato o un musicista non lo fanno quanto un copista. Non ci si può mettere al pianoforte a orecchio e fare un grande concerto senza errori e non si può operare un poveraccio senza nozioni serie di medicine o almeno è meno frequente, blaterare parole senza significato sembrerebbe più facile., Mah. Ti lascio, è ancora mattino presto e sono in piedi dalle due, vado a riposare qualche ora prima di ricominciare. Mi piace tanto scrivere di notte, dipingere no, amo la luce del giorno. Ciao, è bellissimo questo colloquio. Grazie.

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          • Si, è una cosa bellissima scambiarsi pensieri, sono d’accordo su tutto quanto dici. Sono rimasto indietro nel leggere WP e dovrò un giorno fare come fai tu, smettere di seguire le persone che scrivono cose francamente poco istruttive e costruttive e che non mi trasmettono niente. Non posso leggere tutto, anche se avere una visuale del mondo della scrittura non è male. Rido, cara DomenicaLuise, pensando a quanto dici sulle poesie ermetiche. Due ore per capire un periodo! Mi hai rallegrato, sai che ho pensato di non essere più nelle mie piene facoltà mentali, di essermi di colpo instupidito? Tra l’altro trovo la maggior parte delle poesie di una banalità sconcertante. Ho finito le critiche. Ma scusa, come mai non dormi di notte? come fai a recuperare durante il giorno? Un abbraccio cara è stato un piacere parlare con te. Un piacere grande.

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            • Caro Enrico, quando una poesia ermetica parte da un forte sentire io lo percepisco, in quel caso vale la pena di restarci sopra, è impressionante come si chiarisca dopo che la leggo e rileggo, e naturalmente una alla volta, continuando a non capire a lungo perché ignoro le contingenze della vita a cui l’autrice (non ho trovato autori uomini che mi piacciano, preferisco la tua poesia sincera, anche se non è il mio genere) fa riferimenti oscuri. È così che ho fatto amicizia con una signora meravigliosa, scrivevamo tutte e due sul club poeti ed io ho commentato una sua poesia assolutamente incomprensibile e le ho scritto che sembrava il dolore per la perdita di una persona cara, per esempio una sorella, e così era avvenuto. È come se io certe cose le vedessi. Poi c’è anche l’adesione a un movimento culturale iniziato con Freud, il subcosciente e cose che tutti ormai sappiamo e che risalgono all’inizio del secolo scorso, ma nelle quali siamo sommersi. Davvero non significa che le parole in libertà non vogliano dire nulla, sono soltanto monelle, giocano, si divertono e credimi, senza il divertimento la poesia è un’epigrafe o diventa cattiva, ferisce per ferire e basta, perde speranza, rimane per terra. Invece c’è una luce in fondo al buco nero, ne sono sicurissima, e da lì dentro partono fuochi d’artificio cosmici, ogni tanto uno arriva alla nostra penna o al cuore o alla parte essenziale di noi, che siamo uno e molteplici ed anche in comunicazione storica.
              Perché ti viene in mente di esserti istupidito, che c’è, forse un passaggio dal super al subcosciente? Per me sarebbe buona cosa nel tuo caso, ma certo non sei stupido se non ti piacciono certe forme di arte moderna, scegli quello che ti aggrada e abbandona l’inutile o ti disperdi: non possiamo fare diversamente.
              Stanotte non ho dormito affatto, mi sono bevuta latte e caffè forte alle tre di notte con un pezzetto di ciambellone fatto da me semplicemente delizioso, mi piace inventare anche in cucina e in tutti i campi, alle sette e mezza sono andata a messa con Enza e per fortuna è stata rapida o sarei cascata là dov’ero, al ritorno sono salita al piano superiore aggrappata alla ringhiera (artrosi alla schiena e dapertutto) per fare visita a mia sorella Iole, che non si sentiva bene, poi sono discesa prudentemente e adesso sono in libertà, il pranzo l’ho preparato ieri e non ho altro da fare che riposarmi perché debbo fare piccoli pasti e guai a me se sbaglio con qualche boccone in più. Sono finiti i bei banchetti insieme, la vecchiaia incalza e a me non piace per niente, ma debbo subirla e senza troppe lagne, possibilmente. Mi pare di essermi allargata abbastanza, adesso si fa uno spuntino, si prende il fluidificante del sangue e si riposa, un bel sonno oggi pomeriggio mi rimetterà al mondo, speriamo.
              E concludo con una confessione: la banalità sconcertante che tu riscontri mi sembra tristemente autentica come il decadimento dell’italiano, si proclamano laureati, ma sono asini raglianti. Non si esprimono. Di chi è la colpa? Anche le parole in libertà hanno una sintassi oscura che le regge. O forse io non sono tanto ermetica. Vuoi leggere l’ultima poesia che ho pubblicato e dirmi se hai problemi a capirmi? Ciao e grazie.

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              • Sono appena arrivato a casa dopo una giornata trascorsa nelle Langhe. E’ tardi ma domani andrò a leggere la tua ultima poesia poi ti dirò. Oggi non sono stato virtuoso come Te. Ho esagerato nel mangiare e ti devo confessare che ho bevuto anche due bicchieri di Barolo. Succede. Un abbraccio cara Domenica Luise mi raccomando va a dormire prima.

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                • Cara Domenica Luise, che bella questa tua visione sulle parole in libertà che sono soltanto monelle, giocano, si divertono, è vero senza divertimento la poesia non riesce a diventare canto, salire in cielo. Si concordo, ogni tanto le parole raggiungono il nostro cuore e diventano luce, fuochi d’artificio. Adesso vado a leggere la tua ultima poesia, sicuramente giocherà con il mio cuore. Un caro saluto

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                  • Letta. Assolutamente non ermetica, una grande armonia e serenità nel descrivere il gioco del tempo: l’aia, il grano che viene macinato e poi il forno e questo tempo che passa e cancella la gentilezza della pagnotta calda e arriva l’industria del pane. Tutto in continua trasformazione. Si sottilmente fai riflettere quando parli di follia, di bellezza delicata ( che incanto) che si trasforma, che muta e forse noi non riusciamo a capire il perchè, questo turbinio ci porta in mondi che non conosciamo. Ciao Domenica Luise è bello parlare con Te, mi apri orizzonti nuovi, mi fai riflettere, mi porti ad avere visioni diverse. Un abbraccio

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