La vita, vita ed altra vita

fresie 1

Poni i voli pindarici all’interno dell’essere umano
amor dolore gioco, ed è poesia. L’aia
dove le ballerine danzano
per liberare il grano dalla paglia
e la pietra cava per frantumarlo
a lungo in farina e le pagnotte
con una croce sopra
nel forno antico. Così andiamo
dalla giara dell’olio all’industria
e dal pennino alla tastiera del computer, ma
la partita è sempre quella, stelle e atomi
in moto perpetuo.

Una follia di bellezza delicata
che nasce chissà come, vive chissà perché
e sempre si trasforma
stranamente. Altri rideranno
e piangeranno dopo di me
ed altri piansero e risero
prima e prima. Adesso
s’impone questo giorno
e albeggia. Riprendo sonno.

Domenica Luise

(File di Domenica Luise  da una propria fotografia di fiori)

I misteri dell’Ermetismo: E lasciatemi divertire

Lago blu multiplo 3

L’arte moderna non si capisce: si vive e rivive.

Non tutta è arte, anzi direi che ai tempi attuali ne vedo pochissima, quando è arte non si dimentica, ritorna, s’impone, se invece è una delle cento cretinate alla moda passa subito di mente e lascia insoddisfatti, come se mancasse qualcosa di essenziale.

C’è molto anticonformismo e voglia di nuovo che, da soli, non sono arte.

Non è nemmeno che io c’ero, testimone lo smartphone e le riprese amatoriali sbilenche, ma non è arte il perfezionismo per il perfezionismo.

Ci vuole il gioco ironico, sarcastico, ridente, graffiante, anche sanguinante o l’amore e il dolore umani restano incolori, insapori e inodori senza che l’acqua si trasformi in vino, perché la vera arte inebria e non soltanto disseta.

Già, comunque, studiare e dissetarsi è una cosa eccellente, direi la base di partenza, quando inizi a imparare le quattro operazioni, dopo c’è tutto il mondo della matematica e le novità continue per la mente.

Ma nemmeno la matematica, da sola, è arte, lo diventa quando incominci a stupire e divertirti. Sta lì il lievito che fa alzare la brioche.

Un artista che non se la spassa è un brav’uomo, ma non è un poeta. È uno acculturato, ma non è un poeta. Ci vuole qualcosa di troppo semplice per essere poeti, non solo piangere sulle sorti umane, siamo stufi di lamenti e basta, mescoliamoli con lo spirito di patata e troveremo i germogli giusti della rinascita e le parole della poesia. Però questa è una cosa che non si può costruire razionalmente, o c’è o non c’è, il dono è raro, l’equilibrio della tessitura è instabile eppure dalla stoffa traluce l’anima dell’autore ora di più ora di meno, ma incisivamente. Avete presente il volo della nike di Samotracia? Quella levità, slancio, anelito, gioia del dolore e gioia della gioia è un’immagine plastica della poesia.

Domenica Luise

(File di Domenica Luise)