Mode

gattino

La poesia non va di moda in estate, come i cani
e i gatti abbandonati sull’autostrada
partendo per la meritata vacanza, il mare, miraggio inquinato. Vanno
hanno preparato abiti indecenti
con vari nomi inglesi, non capisco perché
la lingua di una nazione straniera , che non usa neanche l’euro
debba riempire il mondo, sai che penso?

Ci vuole culo
scusa la parola poco elegante. Sì, lo so,
non ho scritto nulla di male, sono tempi
di maleducazione e ben altre parolacce. I gitanti accaldati
infervorati
scattano foto coi loro rettangolini lampeggianti
sempre accesi, ma
ricevono soltanto se stessi
e contano i mi piace alla propria attività. Di creativo
poco o nulla
intanto i cani e i gatti
guardano
e respirano sempre più piano aspettando che finisca. Per la poesia
del resto, è sempre estate, giorno di abbandono
indifferenza e stupidità. Adesso
mi resta poco
fortunatamente. In eredità
vi lascio quest’ultimo miagolio.

Domenica Luise

Fotografia di Domenica Luise

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Fmtech award – very nice blog

Ti ringrazio tanto per avermi scelta in mezzo ad altre persone interessanti, ti segnalerò al più presto i blog che preferisco, anche se forse non arriverò a dieci. Anche se sono riuscita, aiutata dalle amiche virtuali e dal mio tecnico, a organizzare e guidare i miei blog, col computer resto una capra, cosa vuol dire “usare la foto”, di quale foto si tratta? Ti manderò comunque i miei blog prediletti, valgono davvero. Un abbraccio .

I misteri dell’Ermetismo: solitudine e fede

Sfondo azalee4

È una poesia interrotta perché l’essere umano è interrotto tra cielo e terra, spirito e carne, ed il punto di rottura ne è l’immensa solitudine, tragedia ben conosciuta dell’uomo e contemporaneamente delizia dove egli si incontra con Dio, NON senza veli, che sulla terra non avviene, ma attraverso i mezzi mistici, ossia misteriosi: immaginazioni, intuizioni e sapienze, barlumi di scienza spirituale e poesia, che non sono conformi agli studi compiuti perché  di gran lunga superiori. Lo studio legge, annota, assembla, razionalizza, deduce e sintetizza nel suo modo migliore, al peggio scopiazza qui o lì, cita e non sa concludere, ma non può esistere una deduzione dal nulla, se c’è è irrazionale e rientra nel campo della fede anche se l’autore, come molti poeti, si proclama ateo.
Questo ateismo sincero talora non è una sfida, ma un modo di rigettare le scempiaggini (usi, costumi, direi folclore) presenti nelle diverse religioni: la gente si è stufata, ormai è cosciente che tra i devoti esistono poche eccezioni nel campo mentre magari prima pensava che fossero tutti integerrimi tranne qualche indegno. Questo è lo scandalo dato “ai piccoli che credono in me” di cui parla Gesù nel vangelo, anche se alcuni sono bambini e innocenti cresciuti. Poi c’è l’ateismo di comodo, che è più falso: non credo in niente, quindi faccio quello che mi pare, donne, soldi e prepotenza.
Parlo di fede perché è quello il punto nevralgico umano al di sotto della solitudine. Senza solitudine, e quindi nudità, non c’è incontro profondo tra l’uomo e Dio e nemmeno poesia profonda. In quanto alle formalità esteriori religiose valgono quanto le figure retoriche, le rime, il numero delle sillabe e gli accenti in poesia: non ne sono l’essenza.

Domenica Luise

Elaborazione grafica di Domenica Luise