La donna e la bestia

Mimma e Lupo belli

C’è sempre una fessura
al volo e un cibo. La coda dello scorpione
colpisce gli innocenti, io meglio in agonia
che colpevole, come sempre
festa e farina finte, forca  di tasse.

Si aggirano gridano si lamentano
mormorano accusano soffrono
da due prospettive opposte: ego
e tutti gli altri. Giudici svenduti
che hanno dato il titolo a se stessi. Maldicenti
a bocca aperta. Pinocchi e Pinocchiesse
per natura scelta e volontà, quasi eterni. Incompatibili
al prato, al mare e al cielo
dove folleggiano lumache poetiche
e pesci a strisce sgargianti e grandi aquiloni
e aquile di parole che nessun vento spezza
né onda o formiche divoratrici. Aria
nell’aria, sole nel sole
stella nelle stelle e atomo frenetico. Mistero.

La foto di una donna col suo cane
a ricordo di quella carezza che ci demmo. Fu
il mio tepore. Cantavo
e tu ballavi con morbide zampe. Ridevamo
entrambi.

Domenica Luise

Fotografia di Iole Luise: Mimma e Lupo.

27 pensieri su “La donna e la bestia

  1. Mimma che bel cane. Ce l’hai ancora?
    Il mio è rimasto a casa, lo curano i figli, e quando torniamo sai che feste! Gli animali sono più umani di noi, ci consolano, ci fanno festa, soffrono con noi e ridono con noi…
    Pazzi chi li abbandona per non dire altro.
    Ieri al supermercato c’era un piccolo cagnolino sperduto, cercava il suo padrone: volevo prenderlo ma aveva paura e scappava. Se ne sono presi cura i lavoranti del super, spero abbiano rintracciato il proprietario.
    Bravissima come sempre
    una bellezza mediterranea la tua dentro e fuori.
    un abbraccio
    Chiara

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    • Si chiamava Lupo e ha concluso la sua piccola vita, adesso mi aspetta ancora per chiacchierare e ridere insieme, là dove non può mancare nessuna gioia.
      Qui non era più tanto giovane nemmeno lui, ma appena mi vedeva saltava e ballava di gioia fino all’ultimo, quando dovevo allontanarmi gli cadeva giù la coda e si rintanava nell’angolo.
      Un abbraccio affettuoso.

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  2. E’ vero, sei bravissima. Le tue poesie sanno trasportare emozioni fino a chi legge: e qua sento tristezza, delusione… ma anche la forza invincibile e sublime di chi ha l’arte accanto e dentro di se’. La purezza del sorriso del cane lo conferma.
    Spero tu stia bene o comunque meglio (sono stata assente per un po’, dovevo preparare il mio saggio di danza. Assenza non programmata, semplicemente è andata così )
    Un abbraccio grande

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    • Spero che il saggio di danza ti abbia soddisfatta, sì, sto meglio e mi preparo all’ultima operazione per la quale mi debbono chiamare, pare che il chirurgo sia eccezionale e la fila lunga, speriamo non proprio in piena estate. Comunque io sono tranquilla, ci penserò a operazione avvenuta, quando mi risveglierò fra gli altri dolori, per adesso è un periodo preoccupante. Mah. Poi, a cose fatte, cancello quello che è successo fino alla prossima occasione, e mica mi posso concentrare, altrimenti quando vivo?

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      • quando si balla in pubblico è sempre una grande emozione: gestire l’ansia, la paura, la timidezza è difficile. Pian piano s’impara ed è un’esperienza per me fondamentale. Magari ti mando uno spezzoncino (segretissimo però eh?). Anche tu hai la tua ansia da gestire eccetera: così è la vita, per un motivo o per l’altro. Se il chirurgo è bravo andrà sicuramente tutto benissimo. Come diceva il poeta (Esenin)
        Fra tempeste e burrasche,
        nel freddo della via quotidiana
        nelle perdite gravi
        e quando si è afflitti
        mostrarsi semplici e sorridenti
        è l’arte suprema del mondo.
        Baci

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        • Quando io e mia sorella Iole eravamo ragazze, ogni anno facevamo esercizi spirituali di orientamento vocazionale, che finivano con l’ora della fraternità,sarebbe a dire una gran presa per i fondelli di tutti noi con rapidi passaggi a canti devoti, poesie mistiche e “cose serie”. Non si salvava nessuno e ridevamo a crepapelle tutti quanti, una volta scrivemmo una scenetta intitolata Cenerentola e il prete azzurro “, io facevo la matrigna, iniziavo seduta a capotavola, mentre mi depilavo (davvero) le sopracciglia con una pinzetta, mia prima battuta: Cenerentola, portami i miei prodotti estetici.
          Arriva la ragazza con un gran vassoio pieno di pennelli da barba, e rasoi prestati da tutti, preti compresi, io prendo uno dei rasoi (senza lama!), esco fuori un polpaccio in direzione del pubblico e incomincio a fare finta di radermi. Intanto le due sorellastre litigavano contendendosi gli abiti, che erano le camicie da notte vaporose di tutte le ragazze. E così via in un crescendo parossistico.
          Quindi so cosa voglia dire fare l’attrice su un palco: è inebriante.
          Aspetto con gioia lo spezzoncino: io so mantenere i segreti.
          Una volta mia sorella Iole cantò una parodia della madame Butterfly, Iole ha una bellissima voce intonata (siamo nipoti di Melchiorre Luise, cerca su internet). Le chiesero se avesse studiato canto, ma quando mai!
          Quanta gioia con tanto poco.
          Ti abbraccio.

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          • Carissima, vedo che l’arte, in famiglia, è proprio… di casa! E tutto ciò che è legato all’arte dona gioia: con poco, dici tu, ma a me pare tantissimo, pare un privilegio prezioso. Poter scrivere, cantare, eccetera. Ballare, poi, in barba all’età! E della gioia fa parte tutto: le prove, il creare ognuna la propria piccola coreografia, scegliere i costumi (noi, poi, siamo semplici e moltissime cose le cuciamo in casa!) insomma. Che racconto divertente questo tuo. Melchiorre Luise era tuo nonno? Ora sto provando a ritagliare lo spezzoncino dal video del saggio. Ovviamente non ci sto riuscendo ma sono certa che troverò una soluzione! Poi vorrei che tu vedessi le gonne che Daria ha comprato a Palermo per soli 15 € e sono bellissime, di seta proprio.
            Un abbraccio grandissimo, muà 😀

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  3. E’ una poesia splendida, sembra svolazzare qua e là tra le parole con leggiadria e invece esprime un significato molto profondo, sul grigiore dei tempi in cui viviamo, sulla falsità imperante, sull’opportunismo che ci sta privando di ogni energia positiva!

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  4. Ho letto anche gli altri commenti e le tue risposte, e sinceramente mi dispiace per i problemi di salute che hai, ma ancora di più sono rimasta colpita dal tuo coraggio e dalla tua forza d’animo.
    Un abbraccio forte.

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    • Queste tue parole mi incoraggiano molto per affrontare l’operazione che resta…fastidiosa, non dovrebbe essere pericolosa tranne per l’abuso di antibiotici e il passaggio, per la quarta volta in poco tempo, dal sintrom al clexane 6000. Se voglio essere operata ( o estrarre un dente, anzi due) o fare colonscopia e gastroscopia non posso essere scoagulata oltre misura, morirei per emorragia. I due denti li ho tolti, gastroscopia e colonscopia, fatte sotto narcosi, non hanno evidenziato nulla ,si temeva un tumore perché in passato avevo avuto un polipo benigno, che l’anno dopo ha fatto i polipetti: mi hanno ripulita, evidentemente, molto bene perché stavolta hanno trovato soltanto le budella. Adesso resta l’ultimo problema, non so se mi opereranno prima del grande caldo o dopo, debbo dire che me ne importa così poco da essere niente e non ho paura, non so nemmeno io come sono diventata. Ricambio l’abbraccio.

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      • Sei una donna speciale, sono rimasta molto colpita alle tue parole, io che mi sono trascinata per più di un mese un terribile dolore al fianco destro, dicendo “ora passa, vedrai che passa”, perché ho terrore dei medici (in Sicilia ci sono tanti asini patentati in questa categoria!).
        E sono sicura che tutto ti andrà per il meglio: il carattere positivo emette una forza tale da mettere ko qualsiasi malessere.

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        • Hai ragione: ho trovato anch’io qualche asino patentato e qualche maleducato in Sicilia, ma purtroppo temo che sia così dovunque. I medici dovrebbero fare i medici, no i politici oppure i piazzisti per conto di terzi. La professione è tale da non sopportare infiltrazioni, altrimenti poi si riducono a seguaci di altri potenti in cambio dei soliti favori. E in quanto a te, se ti sei trascinata un dolore terribile significa che lo avevi. Per trovare un medico accettabile ti conviene indagare presso chi ha avuto problemi simili, consigliati con i pazienti e non sbaglierai.
          Il mio carattere è fondamentalmente positivo, ma purtroppo le delusioni sono state tante. Che tristezza.
          Coraggio. Sto un po’ meglio fisicamente, ma ancora non arrivo ad alzare la gamba sinistra agevolmente, ce la farò a centimetro a centimetro.

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  5. Sembra che tu conosca bene, anzi benissimo, l’andazzo della Sicilia in campo medico… E’ stata proprio la commistione impropria tra medicina e politica a portare a questo sfacelo, tutti lo sappiamo ma, naturalmente, non ci sono prove solo sospetti e chiacchiere che hanno ben poco valore giuridico!

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    • E poi sottovalutano l’intelligenza dei pazienti: parlano davanti alle persone per quelle che a loro sembrano mezze parole e che invece li manifestano esplicitamente. Ogni tanto qualcuno esagera e lo scandalo finisce sui telegiornali, ma inutilmente ormai: nessuno fa giustizia. Questa triste cosa è uguale in tutti i campi. Gli assassini ripresi dalle telecamere rimangono a vita presunti tali, mantenuti con soldi pubblici in galera, quando ci vanno. Qui si laureano, scrivono un libro e trovano moglie o marito, io pure mi sono laureata in lettere classiche e col massimo dei voti, ma a spese di mio padre e mia madre e con sacrifici e se voglio scrivere un libro trovo sì cento editori di quinta categoria, ma tutti a mie spese: io lo scrivo, io lo pago, io lo regalo, sempre che i lettori lo vogliano accettare. Allora niente. Preferisco il limbo dei miei blog dove almeno sono, fino a questo momento, libera di pubblicare quello che sento. Amo la mia terra e non mi sembra che l’andazzo sia semplicemente siculo, piuttosto è planetario. Vergogna.
      Il depauperamento della scuola porterà ad un’ignoranza ancora più profonda del popolo, con professori ancora più delusi e demotivati, incapaci di reggere le classi sempre più numerose per risparmiare. E io sono dell’opinione che invece le ore di lezione si debbano suddividere diminuendole giornalmente e togliendo le feste inutili: si va a scuola per imparare e non si può studiare efficacemente dalle otto e mezzo alle tredici e trenta, in certi istituti si finisce anche dopo, fino alle quindici e oltre, li farei uscire tutti alle undici e trenta: tre ore di studio vero quotidiano, bene organizzato, sono più che sufficienti, il pomeriggio i compiti a casa siano opportuni, senza carichi assurdi e senza sconti altrettanto stupidi. Le classi debbono essere piccole, non più di quindici allievi o altrimenti non si possono seguire. Io ho insegnato in classi meno numerose e andavamo benissimo. L’ignoranza del popolo lo renderà inerme. Le gite scolastiche sono un assurdo: costosissime, lunghe, in aereo per dilettare professori e famiglie mentre i più poveri restano a fare scuola, questo ho visto, io restavo con loro e li facevo divertire a mio modo. Ecco. Non sai quanto li ho amati e spremuti cavando da loro le ricchezze che i giovani hanno, fino a tre ore consecutive di poesia moderna, suonava la ricreazione, ma i ragazzi mi trattenevano ancora non sazi. Le ore di lezione debbono essere poche e intense, altro che quiz e stupidi test: debbono scrivere temi polposi (i miei allievi lo facevano) e studiare seriamente la lingua madre. E qui smetto di delirare…il blog è mio e pubblico…Un abbraccio.

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      • Non stai affatto delirando, la scuola è veramente allo sbando, e sono demotivati sia i professori sia gli alunni, che al massimo studiano solo per il voto, senza reale interesse per quello che apprendono. Ho visto come studiano l’italiano e mi sono chiesta come pottrebbe essere possibile che i ragazzi amino la poesia se viene fatta a pezzi con tutti quegli schemi aridissimi!

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        • Il concetto è tutto l’opposto: la poesia è un palpito, non uno schema, è per questo che esce dagli schemi come quella moderna, ma poi si arrocca in altri schemi precostituiti, e qui siamo dentro un’altra stupidità: essere incomprensibili a tutti i costi.
          Comunque la poesia è una liberazione, uno svuotamento, una mescolanza al tempo, allo spazio, al qui e ora, ma per ottenerlo ci vuole la padronanza della lingua e senza passione per lo studio non si fa niente.
          Gli allievi vanno guidati con mano sicura, ma se i professori sono assenti in classe (l’espressione è di un mio allievo) non concluderanno niente e si annoieranno annoiando.

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          • Sai che la penso esattamente come te? La poesia è un palpito, un’emozione, una vibrazione indefinita e raggiunge il suo scopo solo quando raggiunge il cuore.
            Però i nostri poeti hanno sempre avuto il complesso di arroccarsi nella “torre ‘avorio” e l’aspirazione a risultare incomprensibibli al… vulgo profano.
            Purtroppo non abbiamo poeti come Neruda o come Prévert!

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            • Ne abbiamo altri e non tutti sono da scartare anche se ben pochi fanno sul serio. La poesia è un lungo travaglio (si dice “parto della mia fantasia”) . Questi ne parlano come se i poeti fossero poltroni inetti. Non capiscono niente e se ne vantano pure. Ma, come disse Dante, che sapeva il fatto suo, “non ragioniam di lor, ma guarda e passa”. (Ignavi).
              Essere incomprensibili a tavolino non è intelligente e non è poesia. Le stranezze e le novità a tutti i costi non sono poesia. A me, personalmente, che accetto tutte le deformazioni convinte, non piacciono affatto le tele tagliate, i monocolori informi e gli ortaggi spiaccicati, nemmeno i monumenti impacchettati, ma qualunque cosa di queste, se viene da una forte passione, si nobilita e diventa arte. Senza passione il pane resta azzimo e diventa una pietra. Oggi corriamo il pericolo di una vera lapidazione poetica in mezzo a tanti scrittori con poca grammatica, niente sintassi della lingua nella quale vorrebbero esprimersi, una cultura che sfiora la quarta elementare di una volta, se ci arrivano, e qualche volta niente Dante perché si dicono atei e nemmeno opinioni politiche perché gli fa schifo. Anche a me fa schifo la politica e non guardo volentieri certe facce e certi sorrisi assurdi, ma occorre sapere e capire la storia che ci scorre intorno. E tra tutti costoro qualcuno si può salvare come fra i presunti poeti che bazzicano sul web con blog talora ridicoli.

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  6. ciao Zietta,
    un’altra perla da infilare nella collana dell’ermetismo, questa volta un pochino più soft, bellissima anche l’immagine, emblematica, è più facile stabilire rapporti d’amore e fiducia con un animale quando gli altri umani sono occupati a rincorrere la vana gloria.

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  7. “Non sai quanto li ho amati e spremuti cavando da loro le ricchezze che i giovani hanno, fino a tre ore consecutive di poesia moderna, suonava la ricreazione, ma i ragazzi mi trattenevano ancora non sazi. Le ore di lezione debbono essere poche e intense, altro che quiz e stupidi test: debbono scrivere temi polposi (i miei allievi lo facevano) e studiare seriamente la lingua madre”

    Sento la tua vigorosa indignazione, che nella poesia diventa invettiva.
    Mi hai fatto venire in mente alcune frasi con le quali è stato descritto Wotan-poeta e che ho letto poco fa: “…poesia, che è potere soprannaturale non lontano dalla stessa magia, perché tra le qualità di poeta, vate, profeta e mago non vi è sostanziale differenza.” I poeti compiono la loro missione e sono molto belli seduti sereni insieme al loro cane amico.
    Ciao Odina!
    franca

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    • Eccomi, eccomi nella solita insonnia, ormai compagna silenziosa insieme al tic tac dell’orologio a cucù. D’accordissimo: la poesia è magia, e parlo di poesia come arte totale, in tutte le sue sfaccettature e creatività dove l’improvvisazione è rigorosamente dominata dalla fatica e dal dolore di maciullarsi le punte dentro scarpette da ballo dure come il ferro. Su questa terra funziona così. Battono le tre. Pensa a cosa ci vuole perché un cane o un gatto ti divengano amici, questo della foto non c’è più, purtroppo, ma stanotte sono uscita sul portone di casa a raccogliermi due gelsomini, i primi della stagione, e la mia gatta Cristina subito mi ha fatto l’incontro con un miagolio di gioia così netta, mi è proprio saltata davanti. Ho sistemato una sedia per me accanto al portone di casa, che dà sul giardino, ma non potevo sedermi lì alle undici di notte per coccolarla, le zanzare mi avrebbero mangiata viva, l’ho accarezzata, salutata, ho preso i fiori e sono rientrata, ma lei mi ha seguita da fuori e in un lampo si è presentata sulla finestra del bagno, stavolta piangendo lamentosamente perché voleva stare con me. Tutte queste cose grandi e piccole sono poesia e magia incomprensibili ai più, come fanno a non distinguere?

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