I misteri dell’Ermetismo, I surrogati

Sguardo di fanciulla

Sono tutti surrogati che hanno più o meno lo stesso sapore.
Il calcio, lo sport in genere e ogni gara, concorsi poetici compresi, sono tutti surrogati della condivisione dove ognuno dà quello che ha a tutti quelli che lo vogliono e lo possono prendere.
Certo se uno non ha mai letto la Divina Commedia sostenendo che tanto è ateo non si discute l’ignoranza volontaria, che in poesia non è ammessa, né può pretendere di ascoltare gli assunti di Roberto Benigni, magari dal vivo, applaudendo con entusiasmo senza capire nulla quando gli altri applaudono, con lo smartphone sempre in moto e messaggi a dritta e a manca.
Del resto non si può ricevere quello per cui non si ha la capienza essendo spesso anche già pieni di vanità, opinioni a priori e talora vere stupidità.
Condivisione del sè significa che ci si regala senza invidia del dono altrui, anche riconoscendolo superiore al proprio, e senza rubarsi le idee a vicenda, come quando in un braciere i carboni accesi si infiammano disfacendosi ed entrando gli uni negli altri con calore e gioia alla maniera trinitaria: il Padre ama il Figlio con viscere di maternità, il Figlio ama il Padre con viscere di filialità che gli si affida, lo Spirito Santo è l’amore totale, massimo ed eterno, un entrare il Padre nel Figlio e il Figlio nel Padre per essere UNO sempre rimanendo tre Persone distinte.
In questa maternità e filialità infinite l’essere umano creato è desiderato, accolto e amato come figlio mentre la maternità e filialità di amore trinitario include anche, e simultaneamente, la fratellanza e la nuzialità dell’amore per cui siamo tutti figli del Padre, fratelli, sposi perché uniti e amici di Gesù e fra di noi. Tutto il resto è un surrogato che simboleggia in piccolo ed imperfetto l’eden scritto nel cuore umano e mai dimenticato.
I vari facebook e twitter sono surrogati. Ogni amore e bellezza terrena sono surrogati. La poesia terrena è il surrogato della felicità ignota che percepiamo dentro di noi, forse per questo è così irraggiungibile: perché la parola con cui la balbettiamo è il surrogato di un sentimento troppo alto, storico, profondo, doloroso, amoroso e giocoso.

Domenica Luise

(Acquerello di Domenica Luise)

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15 thoughts on “I misteri dell’Ermetismo, I surrogati

  1. questo post è un capolavoro

    “Del resto non si può ricevere quello per cui non si ha la capienza essendo spesso anche già pieni di vanità, opinioni a priori e talora vere stupidità.”

    in questo passaggio evidenzi il peggior virus che abbia mai infettato l’umanità

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    • Ciao, nipote virtuale…ah, ah, ah, benvenuto e ben trovato. Sì, l’umanità è infetta e tutti i simboli di tutte le religioni lo evidenziano e, in qualche modo, alla fine trovano una specie di redenzione attraverso il sacrificio anche umano oltre che animale. Ci sono delle cose comuni molto remote nell’evoluzione umana fisica e intellettuale. Io trovo “strana” la catena della vita, questo mangiarsi l’un l’altro per campare, e mi sembra anche orrido. E spiritualmente siamo così smarriti, pensa a come funziona la politica o a come non funziona. C’è una grande illogicità e disarmonia esplicita, un vendersi per avere il sia pure momentaneo favore di questa o quella nazione e un’avidità della quale mi vergognerei.

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  2. “…Condivisione del sè significa che ci si regala senza invidia del dono altrui, anche riconoscendolo superiore al proprio, e senza rubarsi le idee a vicenda, come quando in un braciere i carboni accesi si infiammano disfacendosi…”
    Queste sono le altezze dell’uomo; … poi ci sono le bassezze.
    Sono contenta che non hai reso privato il blog: lo avevo trovato chiuso e mi sarebbe dispiaciuto perderti.
    Ciao Mimma
    Franca

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    • Era chiuso perché lo stavamo aggiornando secondo le ultime direttive, comunque è un po’ difficile liberarsi di me…ah, ah, ah. Prendiamo un attimo Dante Alighieri, che tutti abbiamo letto: dai suoi tempi ad oggi cos’è cambiato? Le bassezze umane moderne sono semplicemente più raffinate, più furbe e sempre poco intelligenti.

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  3. Siamo nati nudi. Cosa porteremo con noi, quando ce ne andremo?
    Le malefatte e le gentilezze…
    Di fronte ai “pieni di sé”, preferisco pensarmi umilmente piena di se, intasata di domande e di stupore di come il nostro Creatore continui a credere e a puntare tutto su questa sua creatura…
    Solo malefatte e gentilezze… ecco la preziosità del tempo, ecco l’accumulo per il quale spendiamo realmente il nostro tempo.
    Nati nudi, abbiamo il potere di essere unici e spesso sottovalutiamo ciò. L’unicità si serve di surrogati? L’unicità è malgrado ciò che ci ha preceduto, persino malgrado la nostra umanità 🙂
    Potrebbe essere questo il pensiero divino circa la Sua creatura?
    Un abbraccio, carissima fonte di riflessione.
    Bacioni da Brigida.

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  4. Anch’io, cara Brigida, di fronte ai pieni di sè preferisco pensarmi piena di se. Il dubbio è umano, la superbia è degli imbecilli.
    Il pensiero divino è insondabile, sprofonda dentro un tale ampiezza d’amore che nessuno, in terra, suppone. È la visione del paradiso, alla quale saremo resi atti dopo la morte. Per il momento sarebbe come fare una passeggiata nel sole e tornare senza una bruciatura sulla mia carne.
    Tutti, prima o poi, sbagliamo verso noi stessi e gli altri perché siamo deboli o stupidi o avidi o quello che in quel momento siamo e vogliamo qualcosa (la donna degli altri o le cose degli altri) che non ci appartiene. Dai nostri stessi sbagli capiremo perché gli altri sbagliano contro di noi: ogni essere umano trascina in sè bene e male.

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    • Tremo persino al pensare che abbiamo bisogno anche di sbagliare, di renderci conto di quanto siamo niente e di quanto questo niente diviene prezioso poiché tanto amato da Nostro Signore!
      La forza della persona sta nel bastarsi per ciò che si è, nel darsi il giusto valore senza scendere a trasformare quel valore in prezzo…
      (BacioBacio)

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  5. Leggo sempre vere perle di saggezza quando vengo qui!

    Ma c’è qualche novità che non so? E’ da un po’ che non riesco a venire nel mondo blog.Ultime direttive? Qualcuno ha dato delle direttive per gestire diversamente il blog?

    In quanto ai pieni di sé hai perfettamente ragione: solo chi vive di se,quindi di dubbi, continua a cercare,a crescere e a migliorare, chi crede di sapere tutto, in realtà è solo un borioso ignorante. Purtroppo però, quelli che fanno strada nella vita, oggi, sono proprio quelli che sanno vendere bene il loro fumo.

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    • Buongiorno, Katherine, e benvenuta. È vero: fanno strada, oggi come ieri, quelli che sanno vendere bene il loro fumo, ma soltanto su questa terra. Infatti cosa ottengono? Ricchezze, imbrogli, mafia, una vita di bugie. Lì in mezzo c’ anche la schiera che vuole accordare Dio e demonio, sebbene Gesù, nel vangelo, ha detto chiaro che non si può. Mi fanno impressione.
      Nel vangelo abbiamo ogni risposta, è semplice e non si deve interpretare come l’antico testamento, che naturalmente leggiamo e studiamo pure seguendo quanto dice la fede a cui apparteniamo.
      Così costoro vivono bene e invecchiano assistiti e imboccati, alla morte saranno sistemati: avendo fatto ben poco di buono in vita, saranno come dei ripetenti più volte bocciati e molto ignoranti. Non li invidio affatto per le pensioni d’oro o di brillanti e perché vorrebbero piuttosto una terza guerra mondiale che liberi il mondo da tutte queste popolazioni mendicanti, bisognose, magari anche disperate e urlanti o assassine. La mancata condivisione delle ricchezze che la terra offriva a tutti è la causa principale dei guai a cui siamo giunti. Si pagheranno i danni nell’altra vita. Le preghiere dei buoni potranno salvarli dall’inferno, ma non eviteranno il purgatorio. E mica penseranno, dinanzi alla giustizia divina, di passargli la mazzetta, tipo l’offerta a qualche chiesa consenziente. Vergogna, diamoci una svegliata e incominciamo a cambiare da noi stessi.
      Se tu hai blogspot non devi fare niente perché ha messo in regola i propri blog da sè, invece wordpress ha avuto bisogno del tecnico e dell’aiuto di Cristina Bove per seguire le nuove direttive: uscita da un’invernata di malattie, estrazioni dentarie e grazioserie del genere, non mi sono cimentata a fare da sola.

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  6. Da qualche tempo che sono in contatto con il cosiddetto mondo della cultura, dove pensavo avessi a che fare con menti e spiriti superiori, ho potuto costatare la mia grande ingenuità…Ci sono persone malefiche ed anche peggiori perché ammantate di una veste del perbenismo, con un vocabolario ricco di citazioni, ma con lo sguardo freddo e tagliente quando volto le spalle.
    Ah… la mia dolce poesia imbrattata dal marciume!! E’ da un po’ che mi ribello e scrivo versi che sanno di contestazione. Saranno meno liriche…?!? ma saranno vere…
    Un abbraccio, carissima
    Rosetta/mimosa49

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    • Piccola, non ti affliggere, non ne vale davvero la pena. Il mondo è pieno di poesia finta, si riconosce subito. Quello che esce dall’amore, dal dolore e dalla voglia di ridere (o sghignazzare!) è sempre poesia, la falsità è sempre non poesia, proprio come l’antimateria dell’universo, che si annichila se incontra la materia corrispondente. Non te la prendere: questa terra offre ben poco. Tu continua per la tua strada e tieniti vicine le persone sincere, dalle altre, e sono tante, allontanati senza rimpianto: si divertono molto a stuzzicare l’ingenuità altrui. Almeno, togliamogli questo spasso e, una volta o l’altra, quando colmano la misura contando sulla nostra stupidità, diamogli qualche giusta risposta come meritano.

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  7. Un post profondo di una bellezza unica. L’uomo non riesce a raggiungere la felicità sulla terra perché vive in uno stato di mancanza di appagamento interiore, quand’anche avesse ogni bene avrebbe comunque il desiderio di ottenerne di più oppure il tutto gli procurerebbe noia, infatti chi affronta dure prove e riesce a superarle dopo apprezza quella vita che prima non gratificava. I surrogati sono solo un palliativo a quella gioia che cerchiamo.
    Buona serata, bravissima Mimma.
    un abbraccio
    annamaria

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    • È proprio così perché nulla di terreno può appagarci ed ogni cosa ha i suoi limiti che si ritorcono contro noi stessi, io li chiamo “il filo di capello”.
      La poesia è infinita nel passato, presente e futuro, è creativa, quindi più appagante di denaro, sesso, potere e quant’altro. È il meglio che l’umanità abbia, l’universale nel tempo e nello spazio. Risparmiare per uno scopo, per il matrimonio dei figli, per i nipoti, per dimostrare a me stesso che sono furbo e riesco a fregare il prossimo può anche dare una soddisfazione momentanea. Una volta raggiunto lo scopo, i soldi e il potere traballano, i figli e i nipoti debbono seguire la propria vita, certo non possono restare con i genitori. È così per tutti, lo svezzamento avviene e non è indolore. L’ultimo gesto d’amore dei genitori è lasciare liberi i propri figli. Se io sono poetessa ( anzi: se io fossi poetessa) ma a mio figlio la poesia moderna fa schifo e la rifiuta, mica posso pretendere che segua me, deve fare la propria strada. Siamo tutti ricercatori di gioia nei figli, nei nipoti, negli estranei, ma non la troviamo mai perché nulla può appagarci. Non è che non esista per niente: la gioia c’è pure, ma limitata da incomprensioni, invidie e falsità sovrabbondanti.

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