I poeti ignoti

L'atollo 3

I poeti invisibili, incomprensibili e incompresi, quelli
dimenticati inutili senza soldi né amici
pazzi dell’isola che non c’è, posseduti dalla parola
che viene dal silenzio e arriva a un sorriso
assurdo, sulla cui tomba
è scritta la solita epigrafe: padre esemplare
madre esemplare
o meglio niente: fu una poetessa
non sarebbe una formula dignitosa.

Gli scemi che non hanno cercato denaro né potere
e alla fine hanno incominciato ancora da vivi
a rientrare nel silenzio che li precedette
dopo avere capito che ogni tentativo di comunicazione
non riusciva. Poco competitivi
e non c’era più niente da dirsi, sogni incorrispondenti.

I poeti sono soli o non sarebbero poeti
e scintillano nella bolla. La loro verità
mal si addice alla menzogna mondiale
dove poche eccezioni tirano la fatica di Atlante
per quanto incolpevoli. Per quel numero sparuto
di uomini e donne
il pianeta ancora resiste alla superbia ottusa
di maschi e femmine. I poeti
sperano sempre una risposta intorno a sè, ma
ci vuole fortuna. Così
muoiono senza eredi di poesia.

Domenica Luise

(Elaborazione grafica di Domenica Luise)

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12 thoughts on “I poeti ignoti

  1. L’immagine rappresenta la bolla entro cui scintillano i poeti. Dove scintillano tutti gli artisti. Ma i poeti di più. Forse perchè la poesia non è un’arte performativa. Non so. Ma so che questa poesia contiene, nella sua bellezza, tanta amarezza.
    Buon pomeriggio e buon primomaggio!!

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    • Cara Rosa Velata, purtroppo questa per me è una semplice realtà quotidiana. Mi spieghi cosa significa che “la poesia non è un’arte performativa”? Non conoscevo questo termine. Vediamo se ho capito o no.
      Grazie per la tua presenza e grazie ai “mi piace” qui sopra, debbo correre a letto, con una fascia e il cappuccio perché mi è arrivata una nevralgia ai denti. Uffa, la vecchiaia. Eppure non sono cariati e non mi facevano nessun male fino all’altro ieri.
      Per quanto riguarda l’immagine, stamattina l’ho elaborata da un mio antico file, così ho scoperto altri misteri del programma di grafica, ma mi sono ugualmente stancata, le forze sono al minimo, la testa sembra vuota, in Sicilia diciamo “stonata” e tanto, trattandosi di me, cos’altro potrei essere? Ah, ah, ah: per quanto amara, sempre una risata è. Ma quando arriva il calduccio?

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      • Le arti performative sono quelle in cui l’opera viene rappresentata in presenza di pubblico, come la danza, la musica, il teatro. Anche la poesia può esserlo, ad esempio durante una “lettura” di versi. Ma un poeta può rimanere per sempre nell’ombra, mentre una ballerina o un’attrice sono comunque esposte, anche se magari poco conosciute. Dopo di che, vattelapesca. ciò che oggi è sotto i riflettori e conosciuto da tutti non è detto che domani lo sarà ancora e viceversa. Ma tu che lamenti vecchiaia mi sembri invece un’adolescente che ancora non ha trovato la sua strada. Ciò è bene: anche se in parte dovuto ai disagi fisici che descrivi i quali ti demotivano angustiandoti e assillandoti così che il tuo pensiero invece di concentrarsi tutto nella creatività è distratto dai problemi. Inoltre mi sembra di capire che c’è stato qualche dissapore con altre poetesse? che peccato, non si può tentare una riconciliazione? Benchè, a quanto leggo, le liti poetiche siano all’ordine del giorno… chissà perchè. Sembra che i poeti siano molto litigiosi, perbacco 😀 Forse se ti aggregassi a qualche “movimento poetico” ti sentiresti meglio? Più partecipe?
        Un abbraccio, sperando che presto arrivi il beltempo che scioglierà tutti i piccoli acciacchi (predico bene ma son furibonda perchè m’è venuta una leggera sciatalgia: come farò con lo yoga? e con la danza? grrrrrr)
        Bacioni, buon sabato

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        • Grazie dei chiarimenti, evviva, sono un’adolescente! Che noia, dovrei ricominciare tutto daccapo? Quando ti aggreghi qui o lì ho visto che, a parte eccezioni alquanto introvabili, una cosa sola cercano: di essere validamente commentati per tutta internet, poi incominciano a non commentarmi più, ma si lamentano di me e osano anche fare la navigazione anonima per venire a curiosare sul mio blog dove erano fratelli e sorelle di elezione, ciò mi repelle. Le gelosie tra poeti sono vergognose come il non accettare l’eccellenza dell’altro per emergere da soli. Mi dispiace, ma resto nella mia adolescenza e forse torno al cassetto e oscuro tutto, così la smettono per forza. Io non sono il satellite di nessuno.
          Non lo farò perché ho trovato un paio di quelle eccezioni alle quali accennavo sopra.
          La tua conclusione aggiunge una nota comica, ma non troppo: curati per bene finché sei in tempo, informati dei ritrovati medici più nuovi e non risparmiare su di te, altrimenti alla fine, dopo tanto bene commesso, ti accuseranno di qualunque cosa appena sarai debole e nel bisogno.

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          • Ah, il bene commesso mi piace. Ma non amareggiarti, cara. Da adolescente hai tutta la vita davanti! Per creare nuova arte e nuove situazioni. Se l’esperienza insegna… Vedi che alla fine forse ho fatto bene a disattivare i commenti sul mio blog?!?!! Benchè la mia situazione sia molto diversa, poichè nella poesia non investo tanto quanto i poeti e le poetesse degni di tale nome, le dinamiche sono le stesse. E non m’importa un cavolo di commenti insinceri. Anzi non m’importa un cavolo dei commenti. Scrivo quel che so scrivere, libero le mie “poesie” e.. sarà quel che sarà. Vedi che ciò malgrado noi due riusciamo a comunicare, no? Anche se da me non si può commentare i canali, volendo, si trovano. Peccato che abiti così lontano, verrei volentieri a fare una chiacchieratina con te. Ma chissà… Magari in occasione di vacanze in Sicilia…
            Bacioni, buona settimana!!

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            • Evviva, ma certo che rispondo di nuovo e subito, allora ti aspetto alla prima occasione, una chiacchieratina fra noi due sarebbe, direi, indispensabile. E tu le occasioni di vacanze in Sicilia falle arrivare presto. Il bene commesso sarà il titolo di una mia nuova poesia o di qualcosa che comunque scriverò.
              Non so però se hai fatto bene a disattivare i commenti sul tuo blog, ma ti capisco: i falsi amici sono sempre presenti, cambiano continuamente nome e icona, da questo li riconoscerai: troncali appena chiedono soldi per qualunque santo scopo, ma qui siamo all’estremo limite della decenza, addirittura hanno fatto vincere un concorso poetico a una ragazza con la terza media, che non si interessa di politica, non legge i classici come Dante perché afferma di non essere religiosa e scrive poesiole con errori, le hanno detto perfino che glieli avrebbero corretti e lei sognava già che il suo libretto fosse in vendita nelle librerie. Ci vuole coraggio. In cambio le hanno chiesto una bella sommetta, io ho fatto il mio dovere e l’ho messa in guardia, ma credo che fortunatamente abbia dato retta ad altri più autorevoli di me.

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  2. …sti poeti/esse!!
    Soli anche quando si trovano in mezzo a tanti, perché quei tanti non riescono a penetrare quella bolla; sognatori del vero e non menestrelli di utopie!

    Mimma, mi sei mancata… cerca di riprenderti bene, capito? Il caldo sta arrivando, lo stiamo chiamando in tanti. Intanto posso dirti che ho portato davanti al Santo Sudario il mio pensiero per te, stamane (dal 2000 non ho perso un’ostensione della Sindone, ogni volta grande emozione per quell’uomo che ci rimanda all’immagine umana del Cristo, testimonianza di fede al di là degli interrogativi che la razionalità antepone).
    Un caro abbraccio di cuore, Anima Bella!
    Brigida.

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    • Ciao, Brigida cara, io non sono molto appassionata di reliquie, ciocche di capelli e ossetti vari di questo o di quel santo, ma l’Uomo della sindone fa eccezione per la bellezza incantevole, il dolore e la pace di quel volto. È una vera gioia, per me, vedere la fede nelle mie amiche virtuali. Grazie infinite per le tue preghiere, che mi comunicano luce e, certamente, guarigione. Ne sono sicura.
      Dici bene, i poeti sono sognatori del vero, proprio come i santi. Poi ci sono i poetucoli e i bigotti. Ecco.
      La nevralgia ai denti mi ha fatto gonfiare mezza faccia come nelle migliori vignette, sono più carina che mai.
      Stamattina il dolore è diminuito e anche la bronchite pare superata, non mi posso allargare più di tanto o me ne viene qualche altra. Mi considero convalescente e cerco di pazientare. Ti abbraccio e vengo sul tuo blog.

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  3. “I poeti sono soli o non sarebbero poeti
    e scintillano nella bolla.”
    Cara Mimma, almeno i poeti scintillano nella bolla e ogni tanto s’illudono di toccare il cuore altrui e di esserne toccati. In realtà, dal punto di vista esistenziale, ogni individuo è solo nel suo unicum; nessuno può essere com-preso pienamente, ma solo un po’. Anche la poesia è “dura” quando ti ci immergi; allora, ogni tanto, è salutare riemergere sulla superficie della vita e uscire dal silenzio pensoso.
    E’ triste e bella questa tua poesia.
    Ciao
    franca

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    • Certe volte il grande colpo riesce e, almeno momentaneamente, si trova un’altra anima con cui parlare: mi chiedo, talora, se l’eden sia stampato così indelebilmente in ogni cultura e religione e comunque cosa significhi la felicità alla quale tutti aspiriamo pur conoscendola poco e a barlumi. È vero: poeti o non poeti, originali oppure illusi, tutti siamo soli, meglio accettarlo che lottare contro i mulini a vento.

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