I misteri dell’Ermetismo, le deformazioni

Sole

I sogni deformano la realtà, che siano a occhi chiusi o aperti, coscienti o incoscienti. La poesia dice i sogni e quindi le deformazioni. A questo servono le metafore, ad andare oltre.
Se le creature dei miei quadri ballano tutte, compresa l’erba, a me non importa nulla che una gamba si allunghi oltre misura quando mi serve a dare la levità del volo. Nemmeno Modigliani risparmiò la lunghezza dei colli, quegli strani occhi velati, magari un po’ storti: forse aveva un difetto di vista o si era drogato o era disperato o si sentiva tremare, certamente non era compostino e sicuro di sè. Era l’uomo turbato, il che mi pare magnifico, ma soprattutto non aveva bisogno di copiare da nessuno il proprio stile..
E se nei miei quadri il naso c’è o è sottinteso è secondario: lascio l’essenza della forma oltre la se stessa reale.
Non dipingo e non scrivo così perché butto pittura e parole a casaccio, ignorantemente. Dal lato tecnico, è ovvio, conosco meglio la lingua italiana della prospettiva e tanto meno m’intendo di musica malgrado i miei gorgheggi a tutto spiano del passato. Ho dato ciò che avevo, di più non sono capace.
Chi mi capisce è bravo, ma nessuno può capire me, nemmeno io stessa.
Faccio parte dell’Ermetismo: una pentola a pressione in cui la poesia è la valvola di scarico che mi impedisce di schiattare.
Sono deforme come la mia pittura, la mia poesia, la mia prospettiva e i miei canti.
Gli impressionisti come Monet e Degas hanno trasformato il movimento in aria e luce; Dante, nell’Inferno, ha solidificato la parola in carne e cacca (ed elli fatto avea del cul trombetta, tanto per citare un verso a caso, XXI, verso 139, quando Barbariccia dà ai diavoli l’avanti marsch con un peto), l’ha illuminata di barlumi soavi  nel Purgatorio ( I canto, verso 13: Dolce colore d’oriental zaffiro) e l’ha resa abbagliante nel Paradiso compiendo il passaggio dalla luce fisica a quella intellettuale dello spirito profondo. Ungaretti ha trasformato la guerra in parola e lamento universale. E tutte le parole di tutti i poeti, quelli veri, noti e ignoti, sono radicate nel silenzio che le genera e più profondo il silenzio più le parole fanno centro nel silenzio dei cuori che leggono. Da solitudine a solitudine fino alla solitudine corale. Siamo soli perché siamo unici, ma contemporaneamente insieme, accanto, abbracciati, eppure sempre soli per diversità di mente, gusti, pensieri, fede, convinzioni, tradizioni, lingua e magari anche piccole superstizioni. Tutti deformi, anche quelli precisini.

Domenica Luise

(Elaborazione grafica di Domenica Luise)

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18 thoughts on “I misteri dell’Ermetismo, le deformazioni

  1. “E tutte le parole di tutti i poeti, quelli veri, noti e ignoti, sono radicate nel silenzio che le genera e più profondo il silenzio più le parole fanno centro nel silenzio dei cuori che leggono. Da solitudine a solitudine fino alla solitudine corale. Siamo soli perché siamo unici, ma contemporaneamente insieme, accanto, abbracciati, eppure sempre soli per diversità di mente, gusti, pensieri, fede, convinzioni, tradizioni, lingua e magari anche piccole superstizioni. Tutti deformi, anche quelli precisini.” Vero.

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    • Grazie, cara. Chiedo scusa per il ritardo nella risposta, ho dovuto fare una difficile estrazione di un molare del giudizio e sono un po’ acciaccata, la dentista ha dovuto darmi due punti, aveva una radice enorme e storta, così adesso c’è un bel buco. È stata bravissima, mai il più piccolo dolore “serio”, ed io ho la bocca piccina, la gola infiammata, quindi mi affogavo da me. È eccezionale e lei stessa è rimasta sorpresa perché non avevo paura e si vedeva. E questa è andata, ad aprile toccherà ad una colonscopia e gastroscopia (in sedazione), speriamo bene anche per quest’altra seccatura. Il medico è allarmato per il mio dimagrimento, anche la famiglia e io stessa siamo allarmati, comunque le analisi del fegato sono andate bene, non c’è nulla di preoccupante. Uffa, frate corpo traballante, quanto mi limiti.

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      • ..eh, quando frate corpo traballa ci si sente così fragili…….. la colonscopia l’ho fatta anch’io qualche anno fa, e con un minimo di sedazione non si sente nulla (e dopo si dorme della grossa!) ma dalle analisi del sangue emerge qualcosa di strano?

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    • E finalmente, in poche parole anche queste concentrate, hai scritto un bellissimo commento. Spesso, purtroppo, si arriva a una scarnificazione apparente priva di carica esplosiva, manca il quid poetico. Che cos’è questo quid? Non si sa bene, ma c’è e non si scappa, è una passione di vita.

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  2. L’ermetismo aiuta a vedere oltre, a porsi un oltre, ove si ha voglia (se e quando ve ne sia) di andare …oltre i margini di una fotografia, oltre i sensi umani, verso il senso delle cose.
    Se tutto parte da un senso ed arriva ai sensi, nella bellezza del silenzio essi possono, quando immersi, amplificarsi.
    La solitudine è un bene di ricerca, nulla a che vedere con l’isolamento, che è un male di esilio con un biglietto comprato da terzi.
    (abbraccio)

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    • Meriteresti una risposta ampia a queste preziose considerazioni. Sì, l’Ermetismo è un andare oltre senza arrivare mai, è sete di Dio infinito, oltre ciò che sappiamo dell’amore e del dolore umani, oltre le diversità di pensiero e di religione, oltre la fisicità e quello che siamo o non siamo, sicuramente oltre i margini di un foglio o di una fotografia o di un quadro.
      La solitudine umana è un bene preziosissimo, qui il silenzio parla senza parole (per questo i poeti lo dicono silenzio fragoroso), da quell’oltre si torna in parole e in immagini, l’isolamento è un male ed è autodifesa dalle botte ricevute.
      Ti abbraccio anch’io con gioia.

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  3. “E tutte le parole di tutti i poeti, quelli veri, noti e ignoti, sono radicate nel silenzio che le genera e più profondo il silenzio più le parole fanno centro nel silenzio dei cuori che leggono. Da solitudine a solitudine fino alla solitudine corale.”

    Mi piace sempre seguirti in questi tuoi ragionamenti suggestivi e profondi. Viva la deformità che permette di vedere oltre!
    Ciao Mimma
    Franca

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    • Grazie della tua presenza, Franca, la deformità fa parte dell’essere umano e non è un limite, ma un valore, come l’imperfezione. Andando oltre la bellezza assoluta troviamo tante piccole bellezze mescolate, divertenti, più vicine a noi, caduche. E questa è la nostra ricchezza variegata.

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  4. a volte deformare è vedere oltre, entrare in luoghi e assonanze che della linearità non sanno che farsene. Forse è proprio lì che si cela la chiave del tutto. Una bellissima lettura ricca e profonda. Grazie.

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    • Grazie a te, Rosario, per queste parole e per avermi capita con tanta semplicità. Non si rifiuta la linearità, che è sintesi preziosa, ma mi piace ballare liberamente da un gradino all’altro appigliandomi ai piccoli particolari preziosi, storti e irrinunciabili.

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  5. cara…sono forse andata oltre? io adoro il futurismo
    quello che ho letto è del tutto corroborante
    tutti siamo soli racchiusi in una conchiglia di madreperla in cui si ascolta il mare dell’universo nell’insieme della vita
    un forte abbraccio

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    • Andare oltre significa molte cose: assorbire il prezioso passato, vivere il presente e saltare nel futuro con naturalezza.
      La solitudine è il più sublime dell’essere umano: i grandi ne hanno bisogno come del pane e non la temono, anzi la cercano. Dentro il più profondo della solitudine c’è lo studio appassionato, la creatività originale, la trasformazione della poesia di prima ora e dopo in poesia propria attuale. È la vita.
      Grazie, cara, per questo bel commento veramente sentito.

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