Germogli quasi nel sonno

 Mimma fiore 8

Talora, nei meandri dello spirito dove il mio pensiero
si aggira poggia vola torna fiocca
trovo il nido
e intuisco il cibo e il cuore
caldo
finalmente. Ne riconosco il sapore
ed i fruscii. I ricordi
rimbalzano freschi, fu ieri
ma è ora. Le parole
tornano al silenzio. Deliziosamente.

 E nella notte scrivo quasi una poesia
come l’erba di prato che fiorisce
piegata sulla terra. La primavera
incalza
a germogliare in sangue verde.

 Sotto la notte c’è la pace.

 E il sonno mi prende con mani lievi
e dissolvenze mentali
qui sono e più non sono, questi quaderni sghembi
i compiti di una bambina
buona o quasi
e le voci amate. Ti ricordi
quando presi nove in matematica
io che indovinai per caso l’operazione?

 Si slabbrano i pensieri con i baci
alla vita.

Domenica Luise

(Composizione fotografica di Domenica Luise: Mimma a tre mesi, bambina, ragazzina e adulta festosa)

Annunci

18 pensieri su “Germogli quasi nel sonno

  1. Che bella! C’ è nell’aria la primavera, tutto ricomincia dopo un tempo di pace, anche i ricordi fioriscono, sanno di nuovo, di fresco.
    Mi piace molto la chiusa. – Si slabbrano i pensieri con i baci alla vita.- Si aprono i germogli al futuro con serenità e coraggio.
    Bella.
    Un abbraccio
    Chiara

    Mi piace

  2. Sono di nuovo io.
    Volevo dirti che ieri l’ altro sono andata a postare qualcosa nel club dei poeti, così per vedere e sai, non è cambiato nulla. Tutto uguale solo qualche nome diverso, le stesse liti, lo stesso egocentrismo e a parte qualcuno, tanta poesia. Si certo, tanta poesia di quella che ci devi pensare su per capire. Senz’ altro un mio limite.

    Comunque mi sono divertita a leggere commenti di tizio e caio. Ogni tanto fa bene mettersi in gioco. Un abbraccio

    Mi piace

    • Ciao, Chiara, e benvenuta. Anch’io sono andata a curiosare sul club poeti e li ho trovati non solo come prima, ma anche incattiviti e ancora più aggressivi e inutilmente in concorrenza gli uni contro gli altri. Avrò letto, forse, commenti particolarmente crudeli, anche perché mi ci sono fermata poco. In quanto al fatto delle poesie, come tu dici, “che ci devi pensare su per capire” e che è un tuo limite, se l’Ermetismo è costruito forzatamente è una cosa negativa, ma se viene dal di dentro nel tentativo di esprimere l’inafferrabile infinito interno all’essere umano, allora conviene impegnarsi, studiare e faticare per capire, fa soltanto bene. Col tempo riuscirai a percepire subito la differenza, anche nelle singole sfumature e parole, e fin dove la poesia è costruita e decade, quali sono i punti scopiazzati e anche l’eco dello stile altrui.

      Mi piace

  3. bella bella bella
    una poesia che ha fatto il suo dovere di poesia, creando un attimo di ammirazione, uno di piacere, uno di contemplazione, uno di introspezione, uno di dubbio
    (ogni stagione ha i suoi fiori, come dimostra il tuo collage fotografico)
    (quanto all’operazione indovinata e fruttata un bel 9, insomma, una botta di culo ogni tanto non guasta, che dici?)
    un abbraccio grandissimo e baci

    Mi piace

    • E anche i tuoi commenti sono belli, belli, belli! Sì, non dimenticherò mai quella botta di culo. La maestra, poveraccia, per quella volta credette che avessi genialmente ragionato. Ah, ah, ah. Era una signorina tanto ordinata, tanto grigia e tanto vecchia ai miei occhi di bambina. Portava la crocchia. Si chiamava Palma, il cognome lo ricordo, ma preferisco non svelarlo. Ero vivace e lei mi sopportava a stento mentre quando la mamma mi veniva a prendere e c’era Iole, lampantemente, si scioglieva per mia sorella ed io ne soffrivo perché capivo che non mi voleva bene. Sai, si vede dal fatto che si evidenziano tutti i difetti senza perdonare nulla, ero piccola, no scema. Una volta le dissi a casaccio tutti i confini di non so più che nazione, lei chiamò un’altra maestra (anche di questa ricordo il cognome), che era grassa e bruttarella pure lei (e tanto vecchia, per me) e mi chiese di ripeterli, e chi se ne ricordava più? Forse casualmente imbroccai qualche nazione vicina, Palma si arrabbiò: No, devi dirli come li hai detti prima.
      Mi scherniva, capii e restai muta, fenomeno raro per me. In italiano splendevo, certo, leggevo sempre. Il suo errore fu di reputarmi intelligente in tutto e svogliata dove non riuscivo subito.
      Ma sì, se un genio non è incompreso che genio è? Ah, ah, ah.
      Ricambio con gioia tutta la tua affettuosità.

      Mi piace

  4. ossanta Cleopatra, dopo una Poesia di pace, dolcissima colma di verdi germegli e di candidi fiori…mi sono soffermata leggendo commenti su un sito di Poeti…non basta tutto il livore che ci circonda nella vita, anche le parole del cuore si sporcano con acredini varie? mi sto convincendo sempre più che ben faccio io a starmene rintanata nel mio blog
    scusa cara, mi è scappatoa questa divagazione che nulla toglie alla preziosità della tua casa
    un grosso bacio

    Mi piace

    • Non so se hai letto la mia risposta al primo commento qui sopra, facevo proprio lo stesso tuo discorso. Io dico di sì, i difetti li abbiamo tutti e ognuno può essere tentato da una vita migliore ottenuta ai limiti o fuori dalla morale umana, ma giungere a certi livelli vergognosi è davvero troppo. Posso soltanto dissentire e lo faccio rintanandomi nei miei blog, tra cui questo è il principale e quello che curo ogni giorno. Per me la poesia non è concorrenza, ma condivisione del proprio meglio e l’ispirazione non è rubare dai migliori di noi, ma cercare con passione, fatica e talora nel vuoto dentro di sè. Così la penso. I commenti debbono essere accurati e veritieri, senza colpire inutilmente e facilmente, mai umiliare l’altro nemmeno di fronte all’ignoranza evidente, si può sempre aggirare, tanto se il poeta in questione non piglia la grammatica in mano e non la studia accuratamente continuerà a propinare errori e orrori di grammatica ogni volta che scrive. Certe volte mi chiedo dove sono capitata.

      Mi piace

  5. Ogni stagione ha il suo frutto: quelli conservati in freezer, una volta scongelati hanno durata di poche ore: ti affretti a mangiarli e -un po’ per la fretta, un po’ per l’effetto del freddo (non puoi saperne quanto in percentuale)- ne scopri polpa priva di sapore… Però hai mangiato un frutto fuori stagione!
    Il tempo si muove sempre e soltanto in avanti, i tempi tuttavia ritornano. Se ci si aspetta che si senta lo stesso sapore alle cose, si perde il gusto del/a nuovo/a sé stesso/a nel coglierlo ancora.
    Nel collage di foto, carissima Mimma, sei tu poco più che seme, in germoglio, appena sbocciata e finalmente frutto nella sua pienezza.
    Immagini, in questa tua, che mi portano ad un ricordo curioso, di quando -un paio di anni fa- passeggiando in bici nel periodo estivo in ora di pranzo, da una finestra di una stradina antica della Tortona nel suo tratto più antico, accompagnato dall’inconfondibile rumore di stoviglie e piatti, si diffondeva nell’aria una canzone del “trio Lescano” insieme ai profumi di cucina… asmosfera anni venti-trenta, stupore di ciò che abbiamo perso, nel molto guadagno che abbiamo avuto!
    Sempre una meraviglia leggerti, sempre uno specchio nel quale ritrovare particolari di noi perduti, lembi di pieghe della pelle appena accennate, che avranno ancora tempo per divenire rughe.
    Prima del saluto, ancora un secondo: mai pentita di aver lasciato il sito di poeti ove ho scritto per un paio di anni, vi leggo ormai solo le poesie per attingere bellezza. Vetrine di falsità di rapporti come quella non ne avevo conosciute e quest’essermi liberata definitivamente, chiedendo la chiusura del mio profilo, la sento a tutt’oggi come la decisione migliore che potessi prendere.
    Anch’io malsopporto quel rubacchiare un po’ di qui ed un po’ di lì per scrivere qualcosa che, pur riuscendo a costruire un senso, rimane privo di musicalità o, peggio ancora, lascia scevri di emozioni… Ove non riesco ad imparare, non riesco ad emozionarmi. Questo è un limite, lo so…
    Un caro abbraccio
    da Brigida.

    Mi piace

    • Non è un limite, cara Brigida. Anch’io, per continuare ad emozionarmi, debbo sempre imparare qualcosa che mi allarghi l’orizzonte. I poeti, i pittori e gli artisti in genere, perfino una dilettante e apprendista come me, tendono sempre a ripetersi come un leit motiv perché sempre cercano dentro e fuori di sè quel gradino da salire, quell’ispirazione e la lievitazione del duro pane della poesia. Certo, col tempo si capisce che, pur non essendo geni, sempre incompresi si rimane: gli altri mi vedono un po’ fissata e qualche volta mi credono scema del tutto. Io da un lato, ne sorrido perché non immaginano il bene che ho.Preferivo che non morisse con me, ma anche questo è presunzione e superbia, quindi lasciamo andare. Piaccio a me stessa e qualche altro, mi bastate.
      Anch’io ho abbandonato senza rimpianti il sito di poesia sul quale, in passato, scrivevo commenti a dritta e a manca: troppa invidia e intrighi, cosa sono tutte queste lotte ridicole fra poeti, che dovrebbero essere magnanimi? Ma historiam docet: gli artisti sono spesso stati, anche se talora grandi in arte, di pochissimo spessore umano, egoisti, oppressori, viziosi, ubriaconi e drogati.
      Le donne artiste sono diverse dai maschi per pregi e per difetti sia nella vita che nel creare.
      Amo anch’io, e tanto, la cantante che tu citi, mi emoziona sempre. Grazie di tutto.

      Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...