Anno 2100: una riunione segretissima

<Questi debbono giocare, così non pensano alla politica> disse l’aspirante tiranno mondiale numero 1, un bel vecchione pluriottantenne con la barba candida, gli occhiali e le mani lievemente tremanti per l’avanzata del morbo di Alzheimer, che egli nascondeva sotto la sciarpa perché non si vedessero, almeno non tanto. Aveva famiglia, lui: la sesta, giovane moglie coi bambini e le altre cinque dalle quali aveva divorziato nel tempo da mantenere coi figli, nipoti e pronipoti di varie età, più le amanti fisse ognuna con villa, automobile, domestici e guardaroba di lusso e inoltre le ultime ragazze che si prendevano cura di lui, gli cucinavano il brodo vegetale con le polpettine, lo vestivano, lo accompagnavano dovunque e talora lo imboccavano in cambio soltanto di un appartamento in un condominio (di lusso) macchina discreta, autista, guardaroba e cuoca personale tuttofare. Con una botta di tirannide mondiale in cinque, sei mesi, anche meno, le avrebbe sistemate tutte per sempre coi soldi pubblici pagati dal popolo e lui se ne sarebbe andato lontano con le più devote e avrebbe vissuto felice, ricco, contento e rispettato in uno dei paradisi fiscali dove l’avrebbero accolto a braccia aperte, come tutti i suoi predecessori fecero.
<I festeggiamenti per l’anno 2100 sono l’occasione giusta. Così potremmo alzare le tasse sul gioco> concluse con un sorriso ad occhi sgranati:sembrava un bambino affamato davanti alla stecca di cioccolatto.
<Giocare sì, caro collega, è sempre una buona idea> rispose l’aspirante tiranno mondiale numero 2, che era un po’ più giovane, soltanto plurisettantenne, baldo e fiero, non tremava, lui, almeno non ancora, <del resto> aggiunse, <tra gratta, schiatta e vinci, lotta il lotto, quiz televisivi, lotterie d’oro e simili, ormai il novanta per cento dei contribuenti è succube del gioco, basta guardare le entrate, e mica possiamo lamentarci. Io sconsiglierei di insistere su questo punto, con una ulteriore tassa o altrimenti quei pochi che ancora ragionano e protestano apertamente si potrebbero mettere d’accordo fra di loro. Voci sparute non ci danno fastidio, personalmente suggerirei la pancia, elargizioni di cibo, direi banchetti aperti a tutti con qualche rappresentazione un po’ osé, non troppo, per non disturbare…>.
Si interruppe e indicò due capoccia con l’aria seria, anzi truce, che gli sedevano accanto, indossavano stole con frange sgargianti ornate di campanellini d’oro che tintinnavano ad ogni movimento per annunciarli, entrambi portavano un grosso anello al dito, i pendagli alle orecchie e al naso e un parruccone sormontato da un cappello a cilindro comodissimo per nascondere la refurtiva e i regalini in un doppio fondo. Rappresentavano il nobilissimo potere spirituale che deve guidare il volgo ignorante.
<Voi avete il potere di buttarli nella sofferenza eterna> intervenne mitemente l’aspirante tiranno mondiale numero 3, i due interpellati, simultaneamente, ebbero un sorrisetto strano, come a dire che questo era davvero troppo, <debbono rassegnarsi e dedicarsi al volontariato in cambio del pane>.
<Pane e che? Qualcosa dovranno pur mangiarla o ci si ribelleranno contro> intervenne una signora, aspirante tiranna mondiale numero 4, che tutti i maschi temevano per l’acutezza sintetica del pensiero, lo studio politico al quale si dedicava fin da bambina e perché si era sempre tenuta fedele ad un solo marito, era perfino magra e non troppo vecchia. Pericolosa e affascinante, sempre con la risposta pronta e la domanda di riserva, deodorata e ben truccata senza un filo bianco nei capelli.  Non indossava oggetti d’oro e nemmeno gemme, soltanto la fede e non portava quelle orride collane di pezza e di plastica di uso comune dopo l’anno duemila né braccialettoni né niente, ma un semplice orologio di acciaio inox col quale, volendo, poteva anche navigare su internet e badare alla posta elettronica. Non si capiva affatto, al vederlo così piccino, quanto invece fosse costoso, con tastiera tridimensionale arrotolabile e stampante quadridimensionale incorporata che poteva servire finanche un pranzo completo e un eccellente caffè.
<Io direi> aggiunse la signora scuotendo il carré bombato con un gesto vezzoso che la contraddistingueva, <di organizzare le poetesse ignorate di internet con una buona sovvenzione e lavoreranno tutte a vita senza null’altro chiedere che antologie cartacee e un minimo rimborso spese>.
A questa proposta tutti si tenevano le pance per il grande ridere, compresi i due spirituali o spiritosi che fossero.
<Perché, invece, non facciamo alleanza tra di noi qui presenti?> intervenne l’ultima aspirante tiranna mondiale aggiunta, che avevano messa lì perché ci stesse un’altra donna, ma era nessuno mischiato con niente e non doveva parlare né pensare, solo incassare l’enorme stipendio. Gli altri, soprattutto l’altra signora, le lanciarono occhiate storte e calcioni sotto il tavolo.
<A me l’idea di tirare su le poetesse ignorate che si sfogano su internet sembra eccellente, diamogli uno stipendio mediocre, anche basso, anche minimo: che so, venti o trentamila euro al mese esentasse, mettiamole in una categoria privilegiata e scriveranno tutto quello che vogliamo> osò aggiungere la ragazzina, che aveva una sorella minore autrice di giovanili poesie.
<Piano con le poetesse di internet> ribatté l’aspirante tiranna mondiale ufficiale senza calcolare che l’idea era partita proprio da lei, <tra di loro conosco gente pericolosa, che non si fa cambiare i testi e non è scema, odia le menzogne e ci crede davvero>.
<Sì, ma basterà affamarle, accusarle di ribellione al governo, troviamo cento testimoni falsi per due soldi o trenta denari. Oppure gli rapiamo un figlio, un marito, una madre, si sa, la ragion di stato…> affermò l’aspirante tiranno mondiale numero 2.
Qui intervenne l’aspirante tiranno mondiale numero 1, quello con l’Alzheimer incalzante, che sembrava babbo Natale, e disse: <Io sono contrario alla violenza>.
E tutti si tenevano nuovamente le pance dalle risate, ma una donna a capo dei capi nessuno la voleva, solo su questo si trovavano d’accordo e guarda come aveva parlato anche quella cretinetta aggiunta alla quale puzzava ancora la bocca di latte. Ci mancava pure, adesso, che le due femmine facessero alleanza fra di loro. Che idea le poetesse di internet, quelle ribelli indominabili perfino intelligenti.
<Conviene continuare a ignorare le poetesse> dissero in coro i maschi, <sono pericolose, hanno personalità>.
<E dove ci appoggiamo?>.
<Le offerte e le iscrizioni volontarie diminuiscono>.
<La gente non crede più alle promesse>.
<Le entrate del gioco sono sature>.
<I vecchi pensionati muoiono di giorno in giorno e si sono venduti tutto l’oro>.
<Non c’è più niente>.
<Bisogna creare una fonte alternativa di ricchezza e di persone che lavorino gratis per noi>.
<Nuovi volontari e nuovi iscritti>.
<Con un po’ di fantasia il modo si trova>.
<Sì, ma io ho fame. Per il momento andiamo a pranzo, siamo già in ritardo di cinque minuti. A pancia vuota non si lavora bene>.

 Domenica Luise

 

Annunci

18 thoughts on “Anno 2100: una riunione segretissima

  1. Certo che una pensioncina anche piccina non andrebbe male per le poetesse. ahahahah! Che ridere, sei forte Mimma
    ma dove le trovi queste idee di gossip tra il vero e il comico di cabaret. Bravissima.
    Tornerò a leggerti, sono le 5 di mattina e forse mi sono persa qualche sfaccettatura.
    A dopo ciao
    Chiara

    Mi piace

    • Buongiorno, Chiara, mi sorgono spontanee: voglio dire, queste idee da cabaret! Basta guardarsi intorno e pensare.
      Ogni volta che scrivo prendo coscienza: i corsi e i ricorsi storici sono una realtà e spesso compare una mente, e anche più di una, che fa fare quel piccolo passo avanti…in ciò sempre speriamo.

      Mi piace

  2. 2100, 2100 a.C. … cosa cambia e cosa è cambiato? (cosa cambierà… mah… qualcosa speriamo)
    La brutalità, l’arroganza, l’insensibilità del potere sono sempre le stesse e temo che sempre lo saranno finché non apparirà sulla terra una “stirpe angelica” diversa da quella umana. Figlia, forse, chissà … di quelle poetesse prive di pensione…
    (quanti chissà e quanti puntini di sospensione, vero?)
    ps: non ho dimenticato di doverti ancora una risposta. Lo so. Sto pensando – sono lenta…
    Baci cara, buona settimana!

    Mi piace

    • La nostra speranza è convalidata anche dalle varie realtà storiche delle eccezioni alla regola del disamore: sempre arriva qualcuno o qualcuna che osa dire quello che realmente pensa ed agisce secondo verità e giustizia usando con amore la propria intelligenza. Non possiamo vivere sempre fingendo per soldi e per egoismo. È anti umano.
      Pigliati tutto il tempo che vuoi per quella importante risposta, in certe cose non si deve correre anche se, personalmente, non vedo l’ora di sentire cosa mi dirai.

      Liked by 1 persona

  3. Corsi e ricorsi…la realtà era ed è questa, ma oggi la situazione è mondiale (a dir poco). Se ci fossero pianeti abitati con i quali avremmo a che fare…beh…immagino che caos mega
    galattico!! Purtroppo l’uomo è un inguaribile prepotente, egoista e via dicendo, con delle eccezioni che, però, non vengono fuori per il semplice motivo che sono i “forti” a metterle a tacere. Mi piace la tua satira così mordente e così coinvolgente. Mi piace il riferimento alle poetesse che hanno un cervello e, per questo motivo, sono pericolose.
    Anch’io voglio conservare la speranza. E’ l’unica che ancora mi dà il coraggio di sperare in meglio.
    Buon pomeriggio, cara eclettica artista…

    Mi piace

    • Ciao, cara Mimosa, è vero che le voci positive sono sempre schiacciate, ma soprattutto assimilate e omologate sicché tu vedi le persone che oggi dicono una cosa e domani quell’altra, alla fine è una grande confusione dove buoni e cattivi, insieme, diventano il grigiore appena colorato da quelli che ancora ci credono e osano resistere, ma anch’io, come la piccola Anna Frank, sono certa che nel profondo dell’uomo esiste la bontà, per quanto così frequentemente alterata dagli interessi egoistici e dalla crudeltà.

      Mi piace

  4. Purtroppo chi è onesto e serio non riesce a fare carriera e il potere continua a restare in mano a gente avida, irresponsabile e corrotta.Le persone buone sono considerate stupide e la storia non ha insegnato niente a nessuno, se non a continuare sulla stessa strada dell’egoismo e dell’avidità. Resta sempre la speranza….purché non si perda anche quella!
    Sono sempre molto azzeccate le tue metafore!

    Mi piace

    • E alla speranza ci dobbiamo attaccare come le cozze, mia cara Katherine, ogni tanto sono arrivate persone che hanno saputo lasciare una traccia di vero amore fraterno e di compassione. Certo è una strada durissima, dove i buoni e i miti sono quasi sempre terrenamente perdenti, ma io ormai credo nelle eccezioni e spero in Dio, che non abbandona la sua creazione per quanto il suo pensiero sia per me e per tutti imperscrutabile.

      Mi piace

  5. fai gelare il sangue nelle vene, si pensa ai romanzi di Orwell e che l’uomo non cambierà mai…ma in fondo c’è sempre qualcuno che scuotendo la testa, sa ancora ascoltare e sperare, la letteratura esiste per questo no?

    Mi piace

    • Orwell è stato un grande e un anticipatore e fondamentalmente l’uomo non cambia, eccezioni a parte: in queste eccezioni io sempre spero, per quanto rare e calpestate dai prepotenti, talora l’inaspettato si realizza e il prato secco rifiorisce. La letteratura è fondamentale, sebbene oggi vi sia una superficialità che, quand’ero bambina e poi giovane studentessa, proprio non esisteva. Noi, a scuola, fin dalle elementari facevamo cose incredibili, uscita dalla quinta conoscevo tutta la grammatica italiana e la matematica, avevo nozioni di storia e geografia e le tabelline a mente o mi bocciavano tranquillamente. Uscita dalle scuole medie conoscenza approfondita di analisi grammaticale, logica e del periodo e della lingua latina, comprese tutte le minuzie grammaticali e sintattiche e le eccezioni, per non parlare della matematica, storia e geografia. In seconda media mi rimandarono a settembre in matematica e ginnastica, unica volta nella mia vita, ed io piansi tanto. Uscita dal liceo classico, a questi primi fondamenti di cultura si è aggiunto il greco con tutta la metrica italiana, greca e latina, compresi gli schemi liberi che dovevamo leggere verso a verso e spiegare il perché e il per come. Sapevo pure leggere le cesure, come facevano gli antichi.
      E non ditemi che non serve a niente, la mente si sviluppa perché intensamente stimolata, oggi i ragazzi copiano da internet le tesi di laurea e ci mettono la firma sotto.
      All’università…dico solo che il professore, per concedermi la tesi, anche se ero una delle prime alle sue lezioni, pretese che io conoscessi inglese, francese e tedesco, mi fece un esame scritto e orale, restò soddisfatto con un miracolo divino avendo io imbroccato un soggetto che stava dopo una decine di righe (e parlo del tedesco!) e così poi continuò a crocifiggermi sulla tesi. Quando uscii laureata da quel luogo di martirio veleggiavo a mezz’aria. Comunque non fui l’eccezione: tutti quelli che volevano laurearsi con lui dovevano fare un preesame di inglese, francese e tedesco.
      La letteratura è profonda per propria natura. Io invece vedo che quando scrivo qualcosa di più intenso i commenti diminuiscono e gli amici si stancano, non è un buon segno. Ottengo più successo quando pubblico le foto dei miei gattini e me ne rattristo anche se non desisto. C’è sempre una speranza, che è meglio di niente.

      Mi piace

    • Ho tristemente fantasticato, caro TADS, ma sono sicura che questa disarmonia e falsità di vita siano alla base dei più disgustosi interessi. L’egoismo umano sta diventando manifesto e impressionante. L’umanità ha sempre implorato un salvatore in ogni modo perché quasi tutti non hanno la forza della solitudine e si debbono appoggiare alla famiglia, al gruppo, al leader politico o religioso o quello che è. Quando poi tutti gli appoggi sembrano cedere, allora c’è la presa di coscienza che la solitudine è il buco nero nell’anima di ogni persona e che lì dentro, anche se non sembra, c’è una luce calda,nuova e bella: non impedisce il dolore, ma gli dà speranza. E sempre, nella storia, è apparsa un’eccezione, bisogna crederci e dare coraggio intorno a noi.

      Mi piace

      • mia cara Mimma,
        ci sono momenti in cui faccio delle riflessioni sulla umanità, se la osservi con attenzione noti un elemento contraddittorio, più cresciamo numericamente e tecnologicamente più siamo soli. Nei tempi antichi gli uomini erano pochi ma tendevano a far gruppo, lottavano contro la solitudine, oggi siamo in tantissimi ma tendiamo alla asocialità perché non abbiamo più bisogno di unirci per sopravvivere. Da ciò si evince una preoccupante tendenza, quella di indebolire la forza d’urto della massa, debolezza che giova ai potenti e ai prepotenti.

        Mi piace

        • Difatti qual è la preoccupazione degli aspiranti tiranni mondiali in questa favola? Che i pochi ancora capaci di protestare possano fare alleanza o che le donne si mettano d’accordo fra di loro. A furia di prevaricare gli uni contro gli altri e di svergognarsi a vicenda l’unica loro forza è nella solitudine dei contribuenti, che debbono “giocare” o “mangiare” per non pensare alla politica. Vergogna. Tuttavia dalla solitudine sempre si risale e si trova una forza nuova, a me è capitato, ed anche una nuova coscienza di sè e degli altri, il contorno, come lo chiamo io. Basta anche capire che ti puoi aspettare poco in cambio perché proprio sono fatti così quasi tutti, a parte le eccezioni.
          L’anno scorso o due anni fa hanno ripetuto in televisione La casa nella prateria, che ho rivisto, e lì si nota molto bene la forza della famiglia e dell’amicizia, facevo il paragone con i tempi e i modi attuali, soli davanti a una tastiera ogni tanto, e dico ogni tanto, no giorno e notte, non sarebbe poi male, ma zampettare con lo smartphone giocando seduti facendo una visita oppure ricevendo una visita proprio non si può tollerare. E hai notato senz’altro che festa, farina e forca sono sempre le ricette tradizionali ed efficaci? La forca, oggi, consiste anche nel togliere il pane agli innocenti: non c’è lavoro perché hanno fatto in modo che nulla fiorisse tranne il proprio strapotere.

          Mi piace

  6. Tutto proviene dalla natura. Lo snaturarla da parte del sistema oligarchico che muove le fila del mondo, ha avuto i suoi costi di vite sia dalla parte dei comuni mortali, sia dalla parte di coloro che hanno portato e continuano a portare allo sfacelo…
    Finquando non saranno disposti ad abbassare il capo riconoscendo i propri errori con umiltà, vedranno morire popoli ed anche i loro stessi familiari, quando non verranno colpiti loro stessi da qualsiasi morbo.
    Chi pensa, sopravvive con coscienza, rimanendo integro/a per tutto il tempo concesso.
    I poteri cercano di manipolare l’opinione pubblica in qualsiasi modo, spettacolarizzano il dolore altrui per tenere sotto controllo il malessere della popolazione… e purtroppo ci riescono alla grande!
    Non vedo la solitudine come male: è l’isolamento forzato, l’abbandono di chi dovrebbe stare vicino, la ridicolarizzazione per puro divertimento, tutto questo vedo come male.
    Chi sta da solo, può restare in ascolto di sé stesso e delle proprie ricchezze. Non è un buco nero la nostra mente; è una spugna naturale e, come tale, ha bisogno di sole e dell’elemento in cui nasce e cresce. Se si permette ad essa di stare nella Luce, attirerà a sé sette colori e milioni di sfumature. Se viene mantenuta nel buio, avrà paura di coloro che, usciti dalla caverna, vi hanno fatto ritorno per salvarli… li vedranno come minaccia al solo buio che conoscono…
    Ecco, ci risiamo! Hai scatenato un altro fiume, Mimma!
    Grazie per questo altro regalo. E’ sempre un piacere grande il poterti leggere,
    Abbraccio da Brigida.

    Mi piace

  7. Ma che belle considerazioni, cara Brigida, ricche e poliedriche. Trovo semplicemente insensato quello che tu definisci lo strapotere oligarchico del mondo. È assurdo puntare la vita umana sul denaro e la bellezza fisica, mi sembra che abbiano perduto la ragione. Sì, è proprio vero: spettacolarizzano il dolore altrui per tenere sotto controllo il malessere della popolazione. Basta guardare qualche poco di televisione: cronaca nera, stupri, sparatorie, cadaveri a volontà con descrizioni quanto meno inquietanti (sono pochi i film gialli intelligenti, ma ci sono anch’essi). Che tristezza. In quanto ai telegiornali, sono una vergogna e un lamento perenne, distratto soltanto da femmine che più nude non si può, ma scherziamo davvero? Questi ci pigliano per scemi. Io non ho nulla contro il nudo maschile e femminile, dipingo i nudi e li trovo belli, quando sono belli, o sennò sarebbe meglio coprirsi almeno per vergogna. Trovo anche orribili quei programmi troppo pericolosi, con signore operate non si sa quante volte per somigliare a Barbie e maschi operati anche loro per somigliare al bambolotto Ken, capelli lunghissimi, deformità esibite a pagamento e corpi tatuati e rovinati per sempre, ma che schifo. Veline, calciatori, cantanti e cose erotiche, aggiungo che non ho nulla contro l’erotismo, ma riserviamolo alla camera da letto. Il pudore autentico sollecita più sensualità ed erotismo dello spogliarsi indecente, una volta un ragazzo che mi voleva bene mi ha detto, ammirato, che mi aveva seguita per strada e non mi giravo né a destra né a sinistra, questo l’attirava più degli ammiccamenti delle altre (lui era bello, non si può negare).
    La solitudine è un bene quando non è solipsismo, il rifiuto degli altri considerati inferiori a sè. La solitudine è anche il luogo interiore dell’incontro con Dio e con la storia totale perché non ci può essere l’uno senza l’altra. E la poesia ne è il culmine.
    La solitudine è il silenzio che genera le parole poetiche. Litigare con gli altri poeti o dirne male per invidia dissecca l’ispirazione, è questo il danno finale contro se stessi.
    Cara Brigida, ti chiedo scusa per il ritardo nel risponderti a quest’altro bel commento, la salute non mi aiuta più, sono sempre stanca, anzi va un po’ meglio dopo quasi due scatole di vitamine a base di olio di pesce, e meno male che sono pillole altrimenti che disgusto. Mi sto ripigliando pian piano e ho qualche speranza di riprendere energia. Un abbraccio.

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...