Anche i pidocchi hanno un cuore

I pidocchi avevano aperto una scuola di pugilato.
Il pidocchio Dracula, originario della Transilvania, fu il boss indiscusso fino a quando si iscrisse il calabrone, un certo Maciste, tanto più grosso di lui, che comandava furioso perché nessuna fanciulla lo voleva per i suoi modi violenti e per il corpo gigantesco.
Tutto si complicò quando il pidocchio Dracula si innamorò di una pidocchietta bionda, che egli era sicuro fosse rarità naturale mentre invece si tingeva ogni notte i capelli con l’acqua ossigenata a cui mescolava qualche goccia di ammoniaca, dopo sciacquava bene per togliere la puzza e ci faceva l’impacco emolliente con burro di karitè e olio essenziale di rosmarino, che era pure disinfettante.
La notte dormiva con i bigodini, al mattino si pettinava stile Gilda, indossava uno dei suoi bustini che alzavano seno e fianchi e strizzavano la vita, l’abito nero con lo spacco sexy sul lato sinistro, una collana sgargiante di plastica, bracciali vari di pezza intrecciati l’uno nell’altro e un solo orecchino che le pendeva pure dal lato sinistro, leggero, ma grosso com’è d’uso in questi tempi dai gusti raffinati.
Usciva cautamente dal proprio ciuffo di capelli dove viveva, con cautela perché intanto si era messa le scarpe col tacco a stiletto e non voleva rischiare di pungere troppo la vecchia signora dove aveva messo su casa, aveva paura che l’acchiappasse e la strizzasse com’era già successo a molte delle sue sorelle e fratelli. E difatti ne succhiava anche il sangue più delicatamente possibile per evitare che se ne accorgesse, oltretutto restava sempre con la fame perché non voleva ingrassare.
La pidocchia si chiamava Raffaelina, che per i pidocchi è un nome insolito. Il pidocchio Dracula le piaceva molto, ma la corte indiscreta del calabrone la lusingava di più, così si creò il triangolo amoroso con rivalità, scatole di cioccolattini, fasci di rose rosse infiocchettate, regali, anellini con zircone e presentazioni in famiglia. La pidocchia si divertiva molto e non diceva di no a nessuno dei due.
Le rivalità fra calabrone e pidocchio non sfociarono in una lotta esplicita con morto perché il pidocchio non era scemo e scappava essendo tanto più piccolo dell’altro. Si consumava per lei e dimagrì non poco, che per i pidocchi è grave, mentre il calabrone ronzava e la portava sempre sul dorso a volo nelle altezze che Dracula non poteva raggiungere, tentò anche di farle mangiare il nettare dei gelsomini, ma Raffaelina vomitò impetuosamente essendo una femmina sanguinaria, ciò fece alquanto schifo al calabrone, che la riportò, senza più tanto entusiasmo, sui capelli  della vecchia. Quella notte, per caso, il pidocchio Dracula, disappetente, passeggiava come un’anima in pena invece di dormire e vide che Raffaelina si tingeva i capelli con l’acqua ossigenata e l’ammoniaca. Che fu, che non fu, questa cosa lo smontò perché si accorse che gli aveva mentito giurando tutti i santi giorni di essere una rarità naturale, una pidocchia albina unica al mondo, girò le spalle all’amata o ex tale e si accorse di essere affamato, così si fece una bella mangiata a spese della vecchia signora che, disturbata nel meglio del sonno, si lamentava rabbiosamente menando manate tutt’intorno.
L’indomani mattina apparve dal nulla (o dal giardino accanto) una calabrona biondo tinta, con bustino che alzava seno e glutei oltre misura, tutta profumata di nettare di gelsomino, il calabrone Maciste, appena la vide, entrò in trance e la seguì sparendo rapidamente alla vista di Raffaelina, che restò tanto male da saltare la colazione e si mise alla ricerca del pidocchio Dracula. Rimase basita ritrovandolo così freddo, egli quasi non la guardò né le disse che l’aveva vista tingersi i capelli di notte, semplicemente quando la vecchietta uscì a passeggio con suo marito, Dracula si trasferì da una testa all’altra e qui trovò che i pidocchi avevano aperto una scuola di danza e salti in alto, si iscrisse subito e vissero tutti felici e contenti. Si sposò con una pidocchia bruna come la pece, che detestava busto e tacchi a spillo, ed ebbero tanti pidocchietti.

Domenica Luise

 

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11 pensieri su “Anche i pidocchi hanno un cuore

  1. Sai scrivere molto bene…sia la poesia che la prosa. Questo tuo racconto mi riporta alle favole di Fedro con un risvolto educativo: Chi troppo vuole, nulla stringe…
    Buon inizio di febbraio, mia cara

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    • Benvenuta, cara Mimosa. Mi diverto tanto a scrivere queste sciocchezzuole, carabattole, storie buffe, sentimentali, metaforiche o qualunque strana cosa siano. Ma è vero sempre: chi troppo vuole nulla stringe. I proverbi sono la saggezza dei popoli, andrebbero ascoltati, e ce n’è un altro simile: chi si contenta gode. Ma come accontentarsi del dono di scrivere e dipingere ogni volta che voglio? È una tale sovrabbondanza, mi avanza da tutte le parti e ne godo spiritualmente moltissimo. Sicché diventa secondario essere riconosciuta o no, presa in giro e derisa quanto vogliono e anche trattata per scema oltre che ignorata. Anche a te buon inizio di febbraio.

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    • I pidocchi facciano i pidocchi e gli umani facciano uomini e donne oltre che maschi e femmine: non si chiede la luna nel piatto da mangiare con le patatine.
      È vero: i pidocchi metaforici non si credono affatto tali, succhiano il sangue e i sudori degli altri, la cui intelligenza sempre sottovalutano.
      E si sentono anche furbi, anzi intelligenti. Ci vuol altro.
      Un abbraccio a te.

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  2. Che forza!! Viva la spontaneità e la sincerità! Però ora è anche tempo di maschere… magari, chissà, potremmo travestirci da pidocchiette platinate e bustinate :-)) per poi tornare ai nostri capelli scuri (o meglio ormai grigetti, eh)
    Un abbraccio, buona settimana!! ❤

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    • Grigetti, anzi grigi, anzi quasi bianchi, ah, ah, ah. Parlo dei capelli, perché la mia vita è sempre a colori alla faccia dell’amaro destino o Fato incombente o quello che è comunque vogliamo chiamarlo, magari anche meccanicismo illuministico in uno dei suoi ricorsi storici. Speriamo che sia un progetto divino, in questo caso sarebbe cosa buona comunque. Ciao, fiore discreto e profumato, due qualità oggi rare.

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      • I capelli possono anche ingrigire, ma gli occhi restano colorati e pieni di brio. Il sorriso anche… Che vogliamo di più!
        Un abbraccio pieno di fiori multicolor 🙂
        (nulla succede per caso – dicono quelli che la sanno lunga. E io mi fido di loro)
        Baci

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  3. Già mi sovviene un certo prurito sulla cute, e che dire delle risate a crepapelle, per Dracula e la pidocchietta Raffaellina, bionda ossigenata.
    Se si fa un giro in TV, in qualche trasmissione, ce n’è di pidocchi e calabroni pronti a mascherarsi
    anche quando non è carnevale.

    Davvero esilarante, brava Mimma
    Un abbraccio
    Chiara

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