Perché?

Il sorriso della mamma

Sembra che sia passato tanto tempo
dalla bambola bionda
e dalla mamma
quando giocavo in terrazza.

 Adesso so le cose della vita.

 C’era
sempre
qualcuno
più piccolo
e più bravo
di me.

 Chiusi la porta dei cartoni animati
a difesa parziale dei pensieri.

 Prima di appendere il mio fagottino
mi sono affacciata alla finestra della torre
coi capelli corti tinti
e ho cantato il richiamo dell’usignola.

 Toccavo, con la lingua, i miei denti consumati
e si faceva tardi al barlume.

 Un altro giorno e un altro
in solitudine surgelata
poi ecco il beffardo cucù
dal cuore di piombo
proiettile all’assenza.

 La mamma si era fatta due strani cappelli
uno verde e uno marrone.

 Domenica Luise

(Fotografia di Domenica Luise)

 

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30 thoughts on “Perché?

    • È vero, Rosa Velata, un procedere insieme in un’assenza soltanto apparente. Non la sento né la vedo, ma lei è al mio fianco e non potrebbe essere diversamente perché l’amore rimane vincitore e senza tempo. Grazie, cara, ricambio i baci e l’affetto.

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        • Un minimo di saggezza arriva con la vecchiaia, ahi, ahi, ahi. Fresca come una ragazzina? Grazie: uno dei migliori “complimenti” che chi mi vuole bene abbia mai avuto l’azzardo di farmi. Vedrai come sarò carina coi capelli bianchi, se campo. Sennò che problema c’è? Comunque la salute va meglio ed io sono una lottatrice incazzata. Un abbraccio alle tue parole incoraggianti.

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          • a me i capelli bianchi piacciono. I miei sono grigi, non me li tingo, li raccolgo in una treccia (se hai visto la piccola foto sulla colonna a dx del mio blog dove sto danzando, è evidente che sto incanutendo). Tu starai benissimo, visto che sei “una bellona” e quindi pur con l’avanzare dell’età i lineamenti si mantengono piacevoli. Invece io son sempre stata bruttina e quindi non ho niente da perdere ahahah son iscritta più a blog di moda e cosmesi che di poesia…scherzo… un abbraccio fortissimo, buon fine settimana ( fra poco vò a lavoro)

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  1. Sai… io ho il naso e gli occhi di mia madre… ogni tanto mi allontano dallo specchio ed allungo una mano verso esso…
    Questa poesia è molto bella ed intensa in ogni virgola sospesa nell’aria come i ricordi che c’investono gentili… si, gentili, quando si è fatto pace dentro…
    Grazie Mimma, tavolta mi hai permesso di cullarmi nei ricordi…

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    • Mi piace la tua espressione: “vorticosamente lento”, rende bene l’idea di questo passato vivo nel presente diversamente vivo.
      La foto è quella della mia mamma, quando l’ho scattata ero una ragazza. È stata bella fino all’ultimo.

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  2. Guardo le fotografie dei miei genitori e mi sembra ancora impossibile che loro siano soltanto lì,in quelle cornici d’argento,e non più accanto a me. Penso che i giorni più felici della mia vita siano stati quelli in cui ero molto piccola, fino ai sei anni circa, quando ogni sera andavo nel lettone a farmi raccontare una storia. Papà le sapeva inventare così bene! Erano giorni fatti di puro amore,in cui sentivo intorno a me tutto il calore, la protezione e quel senso di sicurezza che solo degli amorevoli genitori sanno trasmettere. Chissà, quando morirò cercherò sicuramente ancora quell’abbraccio protettivo e amoroso, per abbandonarmi in esso verso la luce.

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    • Felici quelli che hanno avuto un’infanzia d’amore, Adesso io mi aspetto, come te, grandi cose dall’incontro finale, un nuovo inizio per un colloquio pieno e felice. Per il momento, cerchiamo di dare amore anche malgrado tutto, il che non sempre è facile e non lo è per nessuno. Ti abbraccio: io ho tolto tutte le fotografie dalla mia casa, ne tengo soltanto una mia, da sola, proprio perché mi piace quella cornice. Però, se voglio guardare le foto, i computer e gli album sono pieni e sempre a portata di mano. Vedere i sorrisi di carta mi mette tristezza e non mi consola.
      Ognuno reagisce a proprio modo al dolore e all’amore.
      Ti abbraccio e ti sono vicina.

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  3. Le somigli: stesso ovale, stesso sorriso.
    Un sorriso, quello di tua mamma, che porti dentro e che ti accompagna serena.
    “solitudine surgelata”, dici. Non so. Chi ha vissuto un’infanzia felice non sarà mai solo: ha un passato che rende gentile il presente.
    Ti abbraccio,
    Marirò

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    • Si può essere soli realmente oppure sentirsi soli così come uno è in buona salute oppure crede di esserlo e invece no.
      E si può essere soli per difetto delle persone intorno oppure per difetto nostro, come si può essere soli quando ci muore il più caro o la più cara.
      E prima o poi, malgrado le più dolci e reali consolazioni di chi non vorrebbe mai vederci soffrire, tutti siamo soli perché tali ci vediamo.
      Poi c’è sempre il peggio, come suol dirsi tristemente: chi non ha mai conosciuto chi fossero i genitori ed è vissuto sbattuto, adottato, insicuro malgrado nuovi affetti perché sempre qualcuno intorno ci vuole bene e capisce.
      Il passato felice è vero che “rende gentile il presente”, come tu dici con un’espressione di soave conforto, ma gli fa anche da triste contrappunto con i suoi splendori, anche perché si vive di verità e non di ricordi.
      Grazie, Marirò: ti sento vibrare di calore umano.

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      • La solitudine,percepita in ogni sua forma, insieme alla vecchiaia di dipendenza, è ciò che più temo.
        Si vive di verità, indubbio. Non si scappa ad essa, ma si dovrebbe far di tutto per fuggirla.
        Un abbraccio, Mimma. Di grande spessore questo tuo commento.

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        • E noi facciamo di tutto per addolcire la verità, altrimenti perché le mie favole? Scrivere, dipingere, cantare, osare… quanta bellezza dentro e intorno, malgrado tutto. Troveremo la forza di essere felici e dare felicità elevandoci tanto da non poterci concentrare più sulla paura di malattia, decadimento e morte.

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  4. Tristemente bella.
    Io penso che siamo un pezzetto di mamma e uno di papà, non solo nella presenza o dai movimenti, anche da ciò che ci hanno donato, nel tempo o nel poco, fosse anche solo uno sguardo. Siamo loro, diversi, uniti in un unica immagine, l’amore.
    Mi piace molto l’ ultima parte quella del cucu’ ed è ciò che sento ogni volta che mi manca papà ( mia mamma 91 anni giovedi, posso, fortunatamente abbracciarla). Due cappelli due fasi dalla vita, quella verde di bellezza e quella marrone di ricordi.
    Un abbraccio un sorriso Chiara

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  5. buongiorno Zietta,
    i ricordi sono come il vino, un bicchiere aiuta a digerire il presente, tre bicchieri mettono euforica malinconia (passami l’ossimoro), tutta la bottiglia annebbia il futuro

    hai scritto una riflessione pescata nel profondo dell’anima

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    • Allora debbo averne bevuto una buona bottiglia perché il futuro lo vedo davvero annebbiato, e meno male: ho altro a cui pensare e progetti piccoli a breve distanza. Lascio il futuro ai giovani quarantenni…ah, ah, ah. Grazie, caro nipote, per la tua presenza.

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    • Dopo c’è un ulteriore passo importante: sovrabbondare dal tuo stesso animo senza più ispirarti a nessuno, anzi evitando addirittura di leggere sempre lo stesso autore per non esserne influenzata. Le letture debbono essere varie e continue, altrimenti c’è rischio di riecheggiare lo stile degli altri, che è riconoscibilissimo per chi se ne intende un pochino. E non importa affatto che nessuno se ne accorga, noi lo sappiamo.
      Ciao, cara, goditi la tua vita e la poesia.

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