Intelligenza artistica

uccelli 5

È pittorica, lineare, plastica, architettonica, poetica, prosastica, musicale, coreografica ed è creativa da un proprio pensiero oppure da uno spunto altrui rivissuto possentemente e trasformato a tal punto da rendere irriconoscibile la fonte, non premeditatamente, per nascondere la copiatura, ma per sovrabbondanza personale. E’ una forma di intelligenza rara, sintetica, intuitiva e visionaria. Il suo punto culminante è avere voglia di scrivere o di dipingere senza un’idea, andare lì e creare dal nulla.

 

Domenica Luise

(Elaborazione grafica di Domenica Luise su un proprio quadro a olio 70 per 50, Gli uccelli d’acqua)

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7 thoughts on “Intelligenza artistica

  1. Sono pienamente d’accordo con te, per me il meglio di ogni artista nasce così, dal nulla che poi il nulla corrisponde a dei messaggi di mente o di cuore, trasformandosi in un’opera. Splendido dipinto, tante anime artistiche che abbiamo in noi. Un abbraccio carissima e un sorriso di sole. Buona festa di tutti i Santi.
    Chiara

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  2. “barlumi di una stessa fiamma il cui nucleo segreto resta ignoto a noi stessi”
    Io, non sapendo definirlo, lo chiamo il mare dell’essere.
    Bello il quadro e il titolo che evoca tutta questa moltitudine di anime.
    Ciao
    franca

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  3. Leonardo (1452-1519) nato a Vinci e Michelangelo Buonarroti (1475-1564) nato a Caprese nella Val Tiberina, territorio della Repubblica fiorentina. A ventitré anni e novanta chilometri di distanza, con la città di Firenze in mezzo. Come due satelliti orbiteranno sempre intorno al capoluogo toscano, per planare alla fine, Leonardo in Francia dal re Francesco I, e Michelangelo a Roma dal Papa. Di comune avevano il genio, il patrimonio culturale della Firenze rinascimentale, e un volto somigliante al termine della vita. Sebbene il genio abbia sempre qualcosa di misterioso nella sua genesi e nelle sue manifestazioni. Il loro genio, pur manifestandosi in modo differente, si esprimeva spesso attraverso processi speculari, inclusivi, ricorsivi. Il moltiplicarsi dell’immagine di un oggetto posto tra due specchi piani paralleli, ne è una tipica situazione. Effetto ottico che i geni, in vari modi, a volte ricreano nelle loro opere. […] Caratteristica peculiare di questo tipo di genialità è il prodursi, in modo quasi magico, del non finito in campo artistico. Avviene quando l’immagine dell’oggetto tra i due specchi piani non è compiuta definitivamente, ma è completata dalle infinite riflessioni, poste magari nella mente dell’osservatore. Il non finito nell’arte nasce con le statue di Michelangelo, e con l’elaborazione critica che ne fece il pittore, scultore e soprattutto biografo Giorgio Vasari (1511-1574). Ma lo ritroviamo anche nelle opere di Leonardo. Trovarsi spesso in una camera degli specchi è pericoloso per la sanità della mente. In questo caso a smarrirsi non è la coscienza, ma l’identità sessuale. Molte figure dei due artisti hanno un carattere androgino. Cfr. ebook/kindle. Leonardo e Michelangelo: vita e opere.

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