I misteri dell’Ermetismo: l’uovo e il budino all’aglio

Frattale 2 quarta

La poesia sta nella vitalità della sintesi, è l’uovo di Colombo fermo sulla sua piccola ammaccatura (la parola), uovo condito col sale perché il massimo del gusto è nella semplicità del cibo apparecchiato. A me piace alla coque, con pezzetti lunghi di pane inzuppati nel tuorlo. Appena fa giorno me lo mangio a colazione, me lo posso permettere solo ogni tanto perché il colesterolo incalza.
La vivanda è l’opera poetica, il primo poeta che lo disse e mi viene in mente è Dante nel suo Convivio, ma chissà a quanti prima di lui, di ogni lingua e religione, è saltata in testa questa stessa, banalissima affermazione. Indagate voi nel passato, io sono troppo impicciata col cambio di stagione dell’armadio.
E in cucina tutti sanno che il più difficile è preparare le cose semplici senza pasticciare con cento aromi e come il sapore dei cibi in sè e per sè non debba esserne sopraffatto. Gli aromi sono gli artifici poetici, la “scuola” dove ci sono canoni precisi e inevitabili. Oggi il canone principale della poesia è la libertà dagli schemi precostituiti, il che per un autore scarso o mediocre vuol dire libertinaggio, confusione, stranezze intese come novità artistiche e oscurità volontaria del testo, una pessima accozzaglia di budino all’aglio caramellato spacciato come un piatto da grande chef.
Il poeta (o pittore o scultore che sia) dice che si abbandona all’ispirazione, in realtà si illude o finge di esserne invasato. O c’è o non c’è, normalmente non c’è né si può cucinare senza sapere come si cuoce la pasta. Si può, al massimo, copiare una ricetta punto per punto e in poesia i copisti sono fin troppi, talora girano due pagine invece di una e continuano mescolando fischi con fiaschi, tanto per mantenermi sul tema culinario.

 Domenica Luise

(Elaborazione grafica di Domenica Luise)

18 pensieri su “I misteri dell’Ermetismo: l’uovo e il budino all’aglio

  1. La parola, quell’ammaccatura che permette alla perfezione ovale dell’uovo di stare in piedi… la parola, quale colore o anche più semplicemente tratto di pensiero…
    A volte la poesia è sunto di immagini, a volte invece le crea. Da come la vivo io, a volte basta un ricordo o una foto per accendere il desiderio di esprimere ciò che l’oggetto stesso mi trasmette; quando invece la leggo, la poesia (degli altri o anche la mia, letta però dopo tempo), mi trasmette immagini da essa evocate o persino create…
    Il fascino che suscita l’ermetismo in me è dettato dalla possibilità di lasciare la parola come una porta (o finestra) aperta alle interpretazioni personali che vanno oltre a ciò che possono trasmettere quelle parole. Un pò come leggere un quadro astratto… Io, che non so tenere un pennello e nemmeno una matita tra le mani, non mi cimenterei mai nell’avventura dell’astrattismo coi colori; riguardo alla poesia, invece, se penso che ho cominciato a scribacchiare dalla veneranda età di sette anni, ora che ne ho qualcuno in più mi sento appena nata nella poesia, che frequento solo da tre anni…
    Poeta? Il poeta cos’è, se non uno schiavo della sua musa? Cos’è se non uno zappatore di tastiere (tracciatore di solchi d’inchiostro o quant’altro)?
    …nel coltivare noi stessi come persone, ognuno manifesta e vive la propria poesia, credo…
    E dopo questa costatazione personale -quindi assolutamente opinabile- ti mando un abbraccio caloroso (qui in Piemonte è iniziata una certa manifestazione atmosferica che i comuni mortali identificano col nome “freddo”).
    Ciao da Brigida.

    "Mi piace"

    • E che il mio sistema dichiari anonimo un commento così appagante e “centrato” mi pare perlomeno offensivo nei confronti dell’autrice. Grazie, Brigida. E non dare retta a questa testa di circuiti che spesso gli si imbrogliano, compatiscilo, è soltanto una macchina. Tu parli di un ulteriore arricchimento dall’autore al lettore e, nel caso di una comunicazione simile alla tua, con una risposta profonda, anche dal lettore all’autore, che a sua volta riprenderà il discorso se ha altre cose da aggiungere, ed io le ho. La grande poesia è immaginifica, va oltre la realtà concreta e sfiora, senza possederle, sponde interiori. Queste, per chi legge con attenzione, amore e umiltà, si possono trasformare in immagini anche pittoriche o rievocate e, in caso di molta vicinanza al nocciolo della poesia, perfino create nell’attimo ex novo. È qui l’origine dell’Ermetismo e dell’arte astratta, che non sono assolutamente decadenza (in poesia l’hanno definito Decadentismo, vorrei sapere cos’avevano in mente: è soltanto l’inizio della comunicativa universale “quasi ” al di là delle parole e delle forme concrete in pittura, per non parlare anche della scultura e dell’architettura).
      Come il lettore trasformi la poesia propria ed altrui in immagini vivide e quindi, se sa disegnare e dipingere, in quadri e se sa usare il computer e la grafica in effetti meravigliosi e diversificati, credo che sia personale. A me è capitato raramente di immaginare un quadro e poi di farlo perché solitamente lo dipingo sulla tela bianca e senza vedere niente dentro di me, tanto meno mi serve un bozzetto, questo lo faccio soltanto nel caso io sia ispirata da una foto o da un quadro altrui, cosa che mi è capitata un paio di volte, anche tre nella vita. Oppure posso essere ispirata da un mio stesso bozzetto, allora ne prendo spunto minutamente per ricreare il momento da cui è partito, ma che comunque si mescola sempre al momento attuale. C’è anche il sogno a occhi chiusi, che può ispirare: una volta stavo per sognare, si è aperto un sipario di velluto verde e sulla scena c’era la mia favola dell’usignola stonata, un sacco di gente tutta in costume che stava per ballare e cantare, purtroppo qui mi sono svegliata, chissà come sarebbe stata la continuazione. Però non ho dimenticato mai l’impeto gioioso con cui si è aperto quel sipario. E che colori vividi, aspettativa, entusiasmo. Tutto questo crea poesia dopo la presa di coscienza. Anche le mie vecchie poesie mi suscitano questa o quell’emozione trasformabile in immagine, l’importante è di non leggerne troppe e troppo di corsa, non fa bene all’assorbimento del testo.
      Avrei molte altre cose da aggiungere, ma sto scrivendo un trattato, no un commento, così per il momento la smetto, se ti va di continuare il discorso e se ti appaga io sono qui. Il tuo concetto di poesia non è affatto opinabile, fai bene a sentirti piccola e incapace, è umiltà ed è necessaria, ma se pensi che è la poesia a fare noi più che noi a fare poesia, ti abbandonerai e ne proverai la pienezza che sempre cresce.

      "Mi piace"

      • Mimma… sono stata iscritta per quasi tre anni in un sito di poeti… belle parole sì, ma sul piano di condivisione e di colloquio sulla poesia, è un luogo alienante. Quello che si sta facendo qui è crescita, credo… quel sano mettersi in gioco con umiltà.
        Per una malattia che mi ha tarpato le ali durante quasi tutta la mia adolescenza, non ho potuto frequentare il liceo e continuare gli studi secondo i miei desideri, fermandomi (secondo i canoni statali) alle scuole dell’obbligo. Le mie mani però hanno sfogliato parole senza stregua, i miei occhi hanno divorato classici, filosofia e storia (sono innamorata di questo stolto essere umano e della sua stupida complessità 😉 )…
        Perfettamente cosciente di non essere un Ungaretti o un Montale, Merini o Negri… mi tengo stretta ciò che è Brigida con la passione della mia unicità… Se questa è umiltà non lo so, testardaggine lo è di sicuro ahahahah…
        Grazie per le tue preziose parole, approfondirò quanto posso i contenuti che hai voluto trasmettere tramite esse. A presto.

        "Mi piace"

        • Spesso i siti di poesia falsificano gli scopi: non è un concorso fra poeti a chi ottiene più commenti e “mi piace”, ma una condivisione in umiltà e non conta tanto la laurea in questo e in quello, ma lo studio e la passione oltre al quid misterioso interno donato misteriosamente a pochi, e fra questi pochi a chi più e a chi meno e nemmeno costantemente.
          In poesia siamo tutti apprendisti della vita, degli altri poeti e dei nostri intimi segreti di dolore e d’amore.
          E adesso vado a letto a riposare, qui stasera c’è vento e pioggia, ma il meteo che mio nipote ha messo su questo computer annuncia sole pieno.

          "Mi piace"

  2. Mannaggia alla tecnologia. Ti avevo scritto un commento e poi…puf tutto svanito.

    Rieccomi qui nel tuo salotto buono quello dove mi sento bene
    dove mi ci trovo: di pancia (per l’uovo alla coque, ghiotta) di spirito perché imparo e di mente perché poi sbaglio.
    Di cuore perché sei semplicemente fantastica. Spesso sono passata da te, ho letto le tue storie e riletto. Mi piace una frase del film (il postino) la poesia non è di chi la scrive ma di chi gli serve. Quindi ogni volta che voglio imparare qualcosa in punta di piedi arrivo, faccio mio il tuo sapere e poi di testa come sempre sbaglio anche se sbagliando s’impara. Insomma in questo sconclusionato scritto, vorrei dirti che mi piace stare qui. Un abbraccio un sorriso Chiara

    "Mi piace"

    • Il postino: bellissimo film, per quanto un po’ pesante per le mie forze, con un messaggio straordinario: cosa può fare la poesia all’uomo qualunque.
      Però non condivido totalmente quella frase perché io penso che la poesia rimanga sempre di chi la scrive e la comunica, oltre che, naturalmente, di chi l’apprezza come fai tu con queste belle parole sincere che mi commuovono e mi aiutano. Ricambio il tuo sorriso con un grande abbraccio.

      "Mi piace"

  3. E’ sempre un piacere passare a trovarti ed imparare, da te e dai tuoi ospiti. Dice bene Chiara:questo è un salotto dove si sta molto bene.
    Un abbraccio e buon weekend!

    "Mi piace"

  4. Tra il serio e il faceto, condito con la tua simpatica ironia, questo post permette tante riflessioni sulla poesia, sulla sua profondità ma anche sulla superficialità con la quale spesso ad essa ci accostiamo. Belle le tue metafore, i tuoi approfondimenti sul saper cucinare, che è una “forma d’arte” a tutti gli effetti, perché richiede conoscenza, creatività e cura. Non sono in fondo gli stessi “ingredienti” per una scrittura almeno “discreta”?
    Complimenti per la tua elaborazione grafica.
    Ciao, Mimma, buona giornata.
    Piera

    "Mi piace"

    • È vero, Piera: normalmente i poeti, anche perfettamente sinceri, si accostano alla poesia altrui superficialmente perché troppo assorbiti dalla propria poesia mentre gli eterni aspiranti poeti copisti vi si accostano, altrettanto superficialmente, per trovare l’ispirazione che non hanno. La scrittura “almeno discreta” avviene con lo studio e la lettura, ma la creatività è un’altra cosa: è un riepilogo sintetico di quanto detto fino a quel momento, ma nel suo punto migliore è un progresso oltre il già detto ed un’innovazione non forzata, ma naturale e fluida, che sembra venire da sè in estrema semplicità. Qui la passione poetica è pura.
      È un travaglio forte, che assorbe, tuttavia vale la pena addentrarsi senza farsi scoraggiare dalle stupidità varie che prolificano tutt’intorno.

      "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...