Le vite incompiute

La primavera

Notte. Il conto non si chiude mai, c’è
sempre ancora un desiderio un debito
una speranza qui o lì. Un tailleur
di cady di seta da fare per il matrimonio
o la medicina giusta. Così
andiamo
delusi sdentati artrosici
necessariamente finti gli uni con gli altri
a sorridere quando vorremmo piangere
annoiati bisognosi mendicanti
di un amore introvabile. Mai soddisfatti.

 Ogni notte alle tre mi sveglio.

 Mano a mano perdiamo l’innocenza
e i fiori si asciugano in conoscenza storta
da fanciulla a vecchia. Ma
è ancora primavera, una volta ballavo
fra le rose.

Domenica Luise

(Elaborazione grafica di Domenica Luise su un proprio disegno a china)

 

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12 thoughts on “Le vite incompiute

  1. Quel “c’è sempre (ancora)” regala una sensazione di movimento interiore molto intenso. Complimenti!
    La primavera è un momento molto intenso, non per tutti facile, poiché non tutti riescono ad elaborare e soprattutto veicolare l’energia vitale che questo periodo sprigiona… vuoi per un discorso di carattere o di varie difficoltà della vita… e pensare che l’energia è il dono più importante che possiamo gestire…
    Un caro saluto.
    Brigida

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    • Sì, cara Brigida: tu la chiami energia ed io vitalità. Nei miei pensieri sulla poesia storica ho cercato cosa potesse originare poesia “autentica”, da Mimnermo, Saffo, Catullo (cito i miei preferiti) Dante, Leopardi, Quasimodo, ecc. in poi, ho trovato che per la grande poesia ci vuole vitalità, dire energia è uguale. Cambia lo stile, la moda, la parola, ma la passione è uguale, possente.
      Questa passione spinge allo studio e lo nobilita in una ricerca continua del più ed oltre.
      Altro che scopiazzare dai blog imitando lo stile e i contenuti come ho trovato che avevano fatto di me qualche giorno fa.
      E c’è gente talmente preoccupata che la casa è in disordine e può venire “qualcuno” da non alzare gli occhi sul tramonto in fondo alla propria strada.
      Un abbraccio e goditi i primi tepori.

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      • Più si riesce a mantenere la propria originalità, pur permettendosi di giocare ed elaborare su strade diverse dalle proprie, più si mantiene la propria bellezza interiore intatta!
        Chi cerca di copiare gli altri (senza peraltro riuscirci), si arrenderà un giorno… e quel giorno probabilmente, se sufficientemente attento, scoprirà la bellezza in sé stesso che prima aveva rinnegato.
        Buona serata e a presto!

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        • Hai proprio ragione, Brigida, trarre spunto dall’arte di un altro è difficile perché lo si può fare efficacemente soltanto sovrastandolo con la passione, non imitandolo razionalmente. Poi ci sono i copisti veri e propri. Alcune mie compagne di classe copiavano nei temi usando anche lo stesso temario, “io da qui a qui e tu da lì a lì”, sarebbe stato più semplice imparare a scrivere in italiano, i professori erano molto disponibili ad aiutarci, invece loro niente, pigliavano sempre quattro, se sapevano copiare. Un abbraccio e vivi il più serenamente possibile.

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    • Buongiorno, cara, grazie, “emozionante impeto” è un bellissimo giudizio. Io scruto la primavera ogni volta e l’amo come amo la vita. Comunque, oggi pioviggina e c’è freschetto, sento le mie spalle che si accartocciano vogliose di calduccio, accendiamo la pompa di calore e attacchiamoci allo scaldino che mi ha regalato il nipote a Natale nel pacchetto dono: morbido, peloso e azzurro come piace a me.

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  2. “Ma
    è ancora primavera, una volta ballavo
    fra le rose.”
    Che bella chiusa! Per fortuna, Mimma, la primavera ritorna ogni anno a rinnovare la natura e, in qualche modo, anche noi stessi. Forse è nel rinnovamento che troviamo una nuova forza.
    Bei versi “consapevoli”.
    Un caro saluto.
    Piera

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    • Mi piace tanto quel tuo “versi consapevoli”, in un attributo hai detto tanto, cara Piera.
      È vero, ballavo fra le rose, ma già a quei tempi mi prendevo anche le spine perché non si balla senza piedi sanguinanti.

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    • L’immagine appartiene a una serie che ho fatto con una sola linea, poi l’ho portata in cartoleria e l’ho fatta fotocopiare rimpicciolita insieme alle altre della stessa serie e periodo, ho ritrovato, attualmente, non gli originali, ma le fotocopie. Ho ingrandito questa e l’ho colorata nel computer, poi l’ho passata agli effetti speciali, che non hanno ottenuto risultati accettabili, e così l’ho elaborata con gli sfumini a modo mio.

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  3. “Così
    andiamo
    delusi sdentati artrosici
    necessariamente finti gli uni con gli altri
    a sorridere quando vorremmo piangere
    annoiati bisognosi mendicanti”
    Poesia che racconta l’esistenza di tutti ed esprime un gran bisogno di autenticità. Ma è di nuovo primavera…tu dici…e noi riusciremo a gioire di questo slancio vitale ancora, nonostante.
    Ciao
    franca

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    • Sicuramente, Francuzza, per quanto sia tornata la bufera dopo le prime belle giornate. Ieri ha perfino grandinato. Mah.
      Così ho acceso la pompa di calore, che arriva giusta sul computer grande dove mi sono appesa, adesso sto andando in ebollizione.
      La nostra vita è un adattamento continuo al caldo, al freddo, alla solitudine e al dolore fisico e interiore, o magnifica vita dell’uomo, che capisce e dice.

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