Il principe consorte

Si chiamava Mariella, ma dissero in coro che non andava bene, troppo paesano, banale, comune, così tolsero la e perché diventasse Marilla.
Quando vedi tua moglie strizzata tra le braccia di un altro, che apre la bocca al bacio, discinta, ma non troppo, come contratto vuole, ti sembra di non poterlo sopportare, voglio dire che il suo sguardo somigli tanto a quello che rivolge a me in certi momenti, ma è vero: ci siamo risollevati dai debiti in un fiat, i bambini contenti, i suoceri beneauguranti, lei enigmatica, è la parola giusta. Io perdente apparentemente lieto, che mi ero giocato tutto a poker con una compagnia di bari amici finti e suadenti rapidamente divenuti minacciosi. E gli strozzini, ultima sponda, così mia moglie, al primo provino, seppe spogliarsi con pudicizia ed era quello che volevano, non la solita sgallettata.
Doveva sembrare un film di valore, si impegnarono molto per questo, ed io, guardando, pensavo che era una forma di prostituzione.
Dicono che sono geloso anche se non ho mai fatto una scenata o perfino invidioso del suo successo, che ha posto riparo ai miei casini. Oggi hanno pubblicato un articolo intitolato “Il principe consorte” con mie varie fotografie scattate sul set: accigliato, pensieroso, affettuoso mentre l’abbraccio e lei così bella da qualunque parte la si giri.
Hanno subito scoperto la storia dei debiti di gioco, la moglie che salva il marito dal baratro, ed è tutto vero.
Mia madre è morta quand’ero piccino in uno scontro e non ha almeno avuto il dolore di tutto questo, papà, invece, tace, preferirei che mi pigliasse per il bavero.
“L’accompagna ovunque come una mamma che porti la propria bambina all’asilo”: stava nell’articolo di oggi.
E domani ce ne sarà un altro o alcuni altri.
Appena entriamo noi in una sala, gli sguardi dei maschi diventano frecce di fuoco. E sorrido sempre, hanno scritto : “la faccia ebete del marito felice e danaroso”.
Non le voglio avvelenare questo successo e così faccio finta di niente. In quanto a Marilla, sembra che nemmeno si accorga di emanare tanta seduzione e non fa niente per accentuarla né trattenerla, è semplicemente così com’è.
Sembra assolutamente felice con me, perfetta, bisogna dirlo, non si finge un amore così. E anche fedele, mai nemmeno per scherzo uno sguardo scorretto o una parola vezzosa con nessuno, un giornale ha scritto: “sarebbe noiosa se non fosse così bella”.
Lo spettacolo deve continuare.
La notte la sento dormire come sempre, il suo tepore sul mio fianco e mi viene una inutile voglia di piangere, nel sonno mi abbraccia anche quando c’è caldo e ha talora un piccolo gemito d’affetto che, se fosse proprio per me, sarebbe meraviglioso, ma è vero che sono geloso e non mi sento sicuro. E poi, non l’amo così solo perché sono innamorato di tanta bellezza, c’è molto altro, è il suo sapore, un mistero bello e oscuro quanto inafferrabile,lo chiamano fascino, ma per me ha un nome oltre.
Ho cercato invano un lavoro. Ci vuole talento, noi due ci siamo innamorati all’istituto d’arte, compagni di scuola e, quasi, di banco: ci sedevamo vicini nella fila perché accanto non ci lasciavano stare. Dopo il diploma lei superò subito il concorso, io no, né al primo né al secondo tentativo, eppure ci ero andato sicuro.
Così i primi tempi insegnava lei, io mangiai col suo stipendio per anni, fino al poker, ai bari e al cinema.
<Quello è il marito di Marilla, beato lui. Una bella moglie, due bei figli, non fa niente dalla mattina alla sera>.
<Che cialtrone>.
<Io, al suo posto, sarei Otello>.
<Già>
E viene un sabato di maggio, ieri il film è finito e finalmente Marilla è libera, così partiamo per andare in campagna come due ladri, su un’utilitaria grigia prestata e travestiti pure, i bambini dai suoceri, perché mi ha chiesto con tono quasi implorante:
<Voglio dirti una cosa, da soli io e te>.
Ogni tanto guarda indietro, ma non ci insegue nessuno. Non come quella volta che un flash del fotografo ci interruppe il respiro e il bacio.
Stamattina siamo partiti che ancora era buio fitto, con le stelle, una falce di luna e un velo di rosa in fondo.
Le colline si succedono.
<Che pace> dico.
Gli uccelli cantano.
<Caro> fa lei a un tratto, <non sono felice così>.
“Ecco”, penso, “adesso mi lascia, si è innamorata di un altro meglio riuscito, tutti sono meglio riusciti di me”.
<Possiamo comprare una casa in campagna e riprendiamo a dipingere tutti e
due?> chiede lei timidamente, e aggiunge:
<Il cinema non mi basta, non ci servono altri soldi, mi sono stufata>.
Sento una gioia divorante e tutta la pace intorno  che mi entra dentro, c’è un gregge di pecore quasi bianche che emanano odore di latte e di sterco, ma l’aria è pulita, purissima, l’azzurro, all’orizzonte, sale sempre più.
Sono costretto a fermare la macchina in mezzo alle pecore che ci belano contro.
<Pensa come saranno felici i bambini>, rispondo.

Domenica Luise

Annunci

21 thoughts on “Il principe consorte

  1. Che bella favola! Mi piacciono le tue favole a lieto fine. Rallegrano il cuore e danno speranza, che di questi tempi ne abbiamo tutti tanto bisogno. Comunque questa crisi qualcosa di buono lo sta portando: la riscoperta della condivisione, dei valori, della vita semplice, degli affetti. Perchè insieme tutto si affronta e si supera, da soli si può soccombere alla disperazione.
    Buon anno e un forte abbraccio!

    Mi piace

    • Io provo tanta compartecipazione per quei poverini che la crisi ha maggiormente colpito, ma come si fa a gettare il pianeta in queste condizioni? Potevamo tutti vivere tranquilli se un manipolo di sgovernanti pretenziosi non avesse spolpato fino alle ossa il gregge, e la storia insegna: nulla è cambiato, soltanto i costumi. Tolta la crinolina, la corruzione è uguale.
      Tutte queste cose mi fanno pensare all’invettiva contro Firenze di Dante Alighieri, eravamo nel 1300.
      Sono contenta che i miei sogni ti piacciano. Sforziamoci sempre di mantenere la speranza, qualcuno giusto ci sarà da qualche parte.

      Mi piace

  2. Una favola, invece a volte potrebbe essere una bella storia vera: nella vita esistono anche persone che sanno amare oltre l’impossibile e il lui della storia, dopo aver sofferto e compreso, si darà una mossa.
    Bravissima come sempre.
    un caro saluto
    annamaria

    Mi piace

    • Per certe rinunce ci vuole coraggio e capacità di scelta, ma soprattutto amore. Non ho scritto questo racconto come una “favola”, ma come un pungolo di speranza nella vitalità umana. Grazie, annamaria, per la tua presenza.

      Mi piace

  3. Che bello questo racconto, Mimma. Si lascia leggere in modo così fluido che mi sembra di sentire la voce del protagonista. Una scrittura quasi cinematografica, ma con l’obbiettivo puntato sul cuore.Speranza, amore, dialogo e coraggio per andare avanti e procedere oltre, lasciandosi indietro anche quello che solo apparentemente e materialmente sembra migliore.
    Un abbraccio grande
    Flavia

    Mi piace

  4. Quasi incredibile questo amore incondizionato di Marilla e molto bella e significativa la conclusione: tornare a dipingere insieme, con i bambini intorno tutti contenti! Sotto un’apparente semplicità narrativa continui a condurre la tua battaglia per l’autenticità dell’esistenza contro la moda del perseguire successo e possesso di beni.
    Buon 2014 Mimma!

    franca

    Mi piace

    • Giusto, Francuzza, non sanno quello che perdono scambiando i soldi, il successo facile e il potere con la capacità di dare e ricevere amore. Cara, chiedo scusa per il ritardo nella risposta, mi sono beccata l’influenza di moda attualmente, è una cosa tremenda, mi è pure arrivato un inizio di bronchite e sono sotto antibiotici e vitamine a manetta, adesso la tosse è migliorata, ma ancora non esco di camera, alla minima variazione di temperatura ricomincio a starnutire, uffa. Adesso passo sul tuo blog, un bacio e un grazie per il commento.

      Mi piace

  5. ciao Mimma,
    hai scritto l’ennesima lezione di vita e speranza, come sempre nel migliore dei modi, in questo mondo che sguazza nelle lande prive di valori, il “ritorno” alla logica della vita dovrebbe essere un obiettivo da raggiungere assolutamente.

    TADS

    Mi piace

    • Grazie, caro Tads, e scusa anche tu il ritardo nella risposta, sono ancora occupatissima con l’influenza di moda che intorno a me hanno preso quasi tutti, chi peggio e chi in forma più lieve ( sono tutti più lievi di me, perché nei polmoni ho le cicatrici delle vecchie embolie e mi diventa subito bronchite). Così sto rintanata al caldo, piuttosto rabbiosa e senza nessuna santa rassegnazione.

      Mi piace

  6. Carissima Mimma, torno in questa tua casa virtuale e mi accogli con un racconto che sa di respiro profondo, di aria pulita e semplice:complimenti!

    Mentre leggevo non riuscivo a non pensare a una collega sindacalista che l’altra mattina ad una riunione ci invitava a scioperare per i soliti problemi che tutte le categorie di lavoratori conoscono. Ad un certo punto si è interrotta ed ha indicato un uomo.-Vedete quel signore di mezza età seduto lì? E’ un uomo di cui vado orgogliosa, è mio marito, è un esodato. Da due anni in famiglia c’è solo il mio stipendio che serve anche a mio figlio, disoccupato e con una bimba da crescere. Io non posso scioperare, non mi posso permettere di perdere 100 euro, ma posso ancora amare.

    Mi piace

    • Sì, marirò, possiamo tutti ancora amare qualunque sia la sconfitta che ci punge, il sogno mai realizzato e ingiustamente schiacciato, le amare coscienze di quanto poco amore ci abbiano restituito in cambio. È una cosa in cui credo intensamente, solo l’amore ci “fa”. La parola poesia deriva dal greco poiein, il cui fondamentale significato è “fare” in ogni sfumatura particolare. La poesia è colei che “fa”. E non è tanto l’essere umano a fare poesia quanto la poesia a fare l’uomo in vicendevole osmosi. E la poesia è amore o non è niente e l’amore è poesia o non è niente, ogni religione è amore ed è poesia o non è niente e l’amore rimane.

      Mi piace

  7. Finalmente un racconto che non ha il solito messaggio di una realtà distruttiva che conosciamo, ma un inno all’amore.
    Grazie di averci regalato questo momento di riflessione. E’ una boccata di ossigeno buono.
    Rosetta

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...