Sottigliezza

La primavera

Dove scorrono il Letè e l’Eunoè
con l’umido dell’erba
per dimenticare il disamore ricordando l’amore
a vent’anni e un giorno, un giorno
un giorno.

 Ali mai supposte
in tepore.

 Sono innamorata
adesso. Protendo
mani e occhi che squillano un campanellino
di giallo e di succo.

Fiorellino ridicolo Vengo, vengo. Ho sentito il richiamo
ma tu ascolta la risposta
in riso corsa velo bianco
quando la sposa lancia il bouquet
e la cantata incomincia.

Domenica Luise

Disegno a penna di Domenica Luise
Fotografia di Domenica Luise

18 pensieri su “Sottigliezza

  1. “… Qui fu innocente l’umana radice;

    qui primavera sempre e ogne frutto;

    nettare è questo di che ciascun dice».

    Io mi rivolsi ‘n dietro allora tutto

    a’ miei poeti, e vidi che con riso

    udito avean l’ultimo costrutto;

    poi a la bella donna torna’ il viso.”

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  2. Mi piace la poesia sottigliezze. Il giallo mi comunica una sensazione di gioia. Sicuramente è questo il momento che stai vivendo. Ti invito a visitare il mio blog in quanto è stato quasi completato.Mi piacerebbe pubblicare un tuo commento ai miei libri sul blog.
    ciao,
    Elena

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    • Cara Elena, se mi mandi il link del tuo blog lo visiterò volentieri quando sarà pronto, ma non posso impegnarmi a leggere i tuoi libri e commentarli sul tuo blog: non è cosa da poco e attualmente sono presa dalla mia personale creatività e debbo assecondarla. Ci sono i critici per questo, io non sono una critica, finché mi sentirò scriverò dei commenti quando potrò, ma per un libro servono ore e ore di tempo che non ho. L’unica cosa che posso fare è ricambiare un commento ricevuto e fare qualche presentazione per il giardino dei poeti, ma non di un libro, di una piccola scelta di poesie.

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  3. Voglia di primavera eh? 😉 E bei ricordi legati alla stagione, immagino!
    Bella come sempre l’immagine che hai allegato, piena di luce e serenità. Speriamo che arrivi veramente presto la primavera, qui piove da ieri e veramente non se ne può più, di tanta acqua e tanto freddo.
    Buona settimana!

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    • Già, Katherine, anche qui adesso sta piovendo, è da tutta la giornata. Intanto io ho gli operai in casa perché la stanzetta sotto il garage, dove il muratore è stato sontuosamente pagato per buono, ma ha usato lo sterro al posto del cemento, ha iniziato a crollare. Piombavano calcinacci anche enormi e pesantissimi, non sai il mucchio che si è creato, così adesso è accorso il mio muratore di fiducia, e non da solo, per sanare il tutto nel migliore dei modi sia all’interno che sullo scivolo. Le cose che avevo dentro vanno tutte ordinate e suddivise: una cosa che vuole il suo tempo, sicché adesso ho mezza casa dove entro solo io a smaltire, conservare, gettare. La pioggia stanotte è stata preceduta da una bufera di vento. Non sai quante poesie sparse mie, veramente da non perdere, sto facendo la prima scelta.
      Anch’io ho freddo e ho acceso lo scaldasonno e la pompa di calore, soltanto poco fa sono riuscita ad aprire il computer, ho messo l’unità statica e quindi sono tranquilla che ho l’energia sostitutiva.
      Grazie per la tua presenza, Katherine, appena mi sentirò andrò sul blog che mi hai segnalato.

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    • Stanotte vento furibondo, oggi pioggia e, come dicevo sopra, muratori, i quali, filosoficamente, hanno affermato che tanto loro dovevano lavorare dentro, così se ne sono andati bagnati come pulcini. Ma quella che mi serve, cara Marzia, più del calduccio e dei fiori esterni, è la primavera dell’anima.

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    • E noi qui ci troviamo nella stessa situazione mentre i nostri governanti litigano miserevolmente. Il nuovo papa ha suscitato anche in me un filo di speranza, mi commuove sentire la gente che gli si stringe intorno e lo chiama Francesco, gridando. Su chi possiamo appoggiarci? Mi fa tanta pena il bisogno di un pastore amoroso. Capisco che tutti siamo alla ricerca della primavera interna, io per prima. La pace dell’anima, un lavoro per i miei cari che perdono sempre più speranze dopo tanti studi, concorsi vinti e possibilità naufragate. Non si può gettare un pianeta in questa crisi per avidità smisurata. C’era cibo, lavoro e dignità per tutti, avrebbero avuto anch’essi lo sguardo puntato occhi negli occhi e il loro nome gridato come per il papa. Sarebbero stati amati.

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  4. Speranza! E’ la prima cosa che ho visto leggendo questa tua bella poesia.
    Non c’è opulenza che per anni abbiamo rincorso, ora c’è l’essenziale, la sottigliezza
    quella dell’umiltà, della dolcezza come di Papa Francesco. I valori che abbiamo tenuto
    schiacciati dall’egoismo. Come molti anche la mia situazione di famiglia non è diversa
    siamo in quattro e lavora solo uno (per fortuna). un figlio disoccupato, mio marito esodato
    e io casaliga. Siamo sempre stati delle formichine e quindi non ci lamentiamo. Ma prima o poi senza lavoro tutto può finire. Ecco la speranza, la fede che ci dà il coraggio di bussare alle porte, sempre ogni giorno, forse chissà un giorno si apriranno.
    Un sorriso di sole
    un abbraccio di speranza
    Chiara

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    • Purtroppo sono tempi difficili per tutte le famiglie, il problema è che le formichine nutrono le iene. Per adesso ci sono i pensionati che aiutano i figli e i parenti, ma chissà? Tante volte la misericordia divina, che sola ci è rimasta, apre portoni dove sembrava che ci fosse un nuovo muro di Berlino.

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