Festicciole

Mariachiara carnascialescaFotografie di Giovanni Crisafulli
Modella Mariachiara Crisafulli
Computergrafica di Domenica Luise

Damina e cavaliere tre

Non fare così, raccoglievi
le iridescenze dalla pozzanghera, acqua sporca. La soglia
tra l’illusione e i telegiornali
è una sottile ineluttabilità.

A quei tempi, quando Berta filava
dovevate soltanto crescere e studiare. C’era
la favola dell’usignola stonata
e il baciamano del cavaliere alla sua dama bionda.

Era infine carnevale tanto atteso.

In nome dell’amore dato e ricevuto
c’è ancora speranza. Fruscio lieve
di taffetà e il passo desiderato.

Perché no? Profumo dei biscotti di zia
col caffè appena uscito sul gas azzurro. La vita
gorgoglia sprizza si difende
vince. La mamma è guarita
e si è comprata un vestito elegante. Papà
è andato in campagna a raccogliere le uova
e le ultime arance. Il romanzo
continua.

Domenica Luise

Fotografia di Iole Luise
Modelli: I suoi figli Giovanni e Mariachiara da bambini

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12 thoughts on “Festicciole

    • Grazie, Cri, il carnevale mi ha sempre attirato. Da piccoline io e Iole avemmo i vestiti arrangiati con le cose di mamma e papà, dopo si usarono gli abiti di carta velina, che io distrussi subito mentre Iole non lo volle indossare il martedì grasso, allora la mamma le “permise” di metterlo mercoledì delle ceneri. Mah. Poi, quando avevo tredici anni, andammo con gli zii a un veglione paesano pieno di bambini, la mamma comprò scampoli di seta e ci portò dalla sarta, io fui vestita di rosso, da “regina”, Iole di bianco e azzurro, da fata. C’erano delle vecchie foto, quando le trovo le metto nel blog. Non sai quanto ci divertimmo, vinsi perfino un premio di secondaria importanza intitolato “alla più bella maschera” , un piatto di porcellana decorata che ancora conservo nella vetrina, avevo la coda di cavallo sotto la parrucca bianca di stoppa e fui corteggiatissima da tutti i ragazzi, forse perché mi avevano messo un reggiseno di una delle zie imbottito di pezze. Mah. L’anno seguente non ce ne sarebbe stato bisogno.

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  1. “La vita
    gorgoglia sprizza si difende
    vince. La mamma è guarita
    e si è comprata un vestito elegante. Papà
    è andato in campagna a raccogliere le uova
    e le ultime arance. Il romanzo
    continua”.

    La trovo molto dolce, piena di amorosità per i tuoi nipoti, belli oggi come ieri.
    Buon Carnevale a tutti voi

    franca

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    • Grazie, Francuzza. Ho voluto comunicare un po’ di spensieratezza perché ne abbiamo tutti tanto bisogno. Per il carnevale vero c’è la politica. Mah. Sì, i miei nipoti sono belli e spero che abbiano una vita fortunata e felice e, giunti alla conclusione, possano tirare le somme e ricordare di avere suscitato e ricevuto amore.

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    • Grazie, Alessandra: i giorni di spensieratezza passano lievitando in poesia, oggi piove ed è grigio, le mie ossa esultano più che mai nell’umidità e sono rintanata al caldo, ieri mi è riuscito di fare sistemare al giardiniere la pianta di limoni che, poverina, non produceva più, c’è stato il sole giusto per il tempo necessario e ci sono voluti due uomini. È stata tagliata al momento sbagliato di necessità poiché ha tentato di entrarmi dalla finestra.
      Mah. Tutto mi diventa poesia.
      Goditi anche tu il carnevale, riposati, divertiti e scrivi: quello che produci è molto buono.

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    • A me, caro TADS, non basta “insanire” semel in anno, ho una mia teoria: i poeti sono matti, lo dicono tutti e se non lo dicono in faccia lo pensano nella testa, scritto a lettere al neon nell’aura che ci portiamo intorno. Insano vuol dire non sano, cioè matto, fuori di sè, e i poeti, poverini, vivono in poesia, come possono insanire una sola volta all’anno? Tutto dipende dalla significazione che diamo al termine. Se poi insanire fosse prendere duemila euro (?) e spargerli per le strade paesane agitandomi e ballando come Davide dietro l’arca, allora magari quello sì, potrei farlo semel in anno risparmiando duramente.
      Ma se invece, come temo, tu ti riferissi ad una bella avventura erotica, stavolta credo di non essere all’altezza: sono vecchia (non dico l’età per pudore, ma per sbaglio anche quella è finita pubblicata da una parte, non dico dove: cercate, cercate) e zoppicante per l’artrosi, anche se la poesia mi fa meglio di un lifting (quanto dovrei spendere? Ah, ah, ah) e voi siete la mia miglior terapia. Come vedi da questa risposta non posso insanire semel in anno, ma quotidianamente.

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      • dolce Mimma,
        non mi riferivo affatto a derive erotiche, insanire in modo sano, passami l’ossimoro, una piccola follia elettrizzante posta in essere nel quotidiano, magari enograstonomica, trasgressioni veniali

        sulla presunta follia dei poeti ho sempre avuto forti dubbi, certo ce ne sono stati, ce ne sono, come in tutte le espressioni artistiche ma credo che un pochino ci marcino, diciamo che tendono ad allargare il concetto di “licenza poetica”. In fondo la poesia è sintesi, intuizione, emozione, elementi razionali. Non credi???

        TADS

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        • Mi piacciono tanto le trasgressioni quotidiane alle quali così graziosamente accenni, per quanto in famiglia non siamo grandi bevitori né maschi né femmine, ogni tanto mezzo bicchierotto (a me basta e lo preferisco bianco e dolce) o anche uno intero (gli uomini) a pasto lo beviamo chiacchierando animatamente. Poi, se Mariachiara si ricorda l’ultimo film a cartoni animati restiamo lì davanti come tanti scemi a mangiare e guardare, uomini compresi, mentre lo spirito bambino riemerge forsennatamente.
          Personalmente ho una debolezza, quando siamo insieme: un goccio di limoncello, ho una ricetta buonissima che prima o poi pubblicherò. È facilissimo da fare, vuoi mettere la soddisfazione? Forse, magari, nell’insieme costa anche di più di quello comprato, ma sono le bucce dei “nostri limoni, sempre che l’albero ne faccia, il mio è in sciopero da due anni.
          Per fortuna ci sono i limoni degli amici.
          Sì, credo anch’io che molti poeti, su quella loro follia sana, ci marcino: dobbiamo accettarne i limiti umani, nessuno gli dà retta e allora ci marciano, io li posso capire. Però qualche filino autentico di follia c’è pure, magari mischiato alla razionalità. E poi la pura razionalità mi ha stufata da un po’ e mi stufa di più ogni giorno che passa, sono alla noia leopardiana e cerco la fantasia. Ecco.
          La poesia è tutto quello che tu dici, ma la sintesi mi scappa oltre, l’intuito schizza fuori e l’emozione li segue a battito, la razionalità sembra trasbordare e sono le mie poesie migliori, le rileggo e mi chiedo da dove mi siano uscite mai.
          E adesso ciao, corro a prendermi l’anticoagulante quotidiano che permette al mio corpo di campare mentre l’anima vive e allora anche il corpo si mette a ballare…dico per dire. Metafore poetiche.

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  2. ma che bella che è Mariachiara! e bella è anche la foto da bambini.
    Vedi, come dicevamo da me: che male c’è a vivere un attimo di spensieratezza, aiutati magari da una mascherina sul viso?
    Fa bene sorridere, anzi ridere: è il lifting migliore per ogni corpo e ogni anima, vuoi che capiti a carnevale o a ferragosto. Ed è anche bello ricordare i giorni della spensieratezza che fu, proprio delle persone care perchè il romanzo continua e spesso siamo noi soli a scriverne le pagine. E un romanzo con troppe pagine in bianco e nero si legge con fatica.
    Sì, In nome dell’amore dato e ricevuto c’è ancora speranza. il romanzo continua con pagine a colori.
    Buon carnevale a te e ai tuoi cari.

    M.R.
    e complimenti per la poesia 🙂

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    • Viviamo con lietezza: i motivi per piagnucolare e farsi venire le crisi ci sono, ma noi siamo forti e allora troviamo ogni giorno un po’ di cose positive: piove e fa freddo, che me ne importa? Le rose stanno germogliando. La mia gattina mi parla con dolci modulazioni, si è piazzata di guardia alla ciotola e fa avvicinare, ma a stento, soltanto un gatto amico, che invece si è appropriato della cuccia imbottita coi miei maglioni vecchi caldi. Inezie, sciocchezzuole, carabattole di vita. Tra poco è il mio compleanno, sarebbe meglio sorvolare, ma perché? Mi considero fortunata, non ho nemmeno debiti né soldi, ma che fa? Il necessario e anche di più non mi manca, soffro d’insonnia, d’artrosi e mi sono rotta il dentino davanti addentando la forchetta, chi se ne importa? Ricrescerà con le cellule staminali, che fanno miracoli, ma forse è meglio mettercelo finto, tanto, per quello che mi serve…scherzavo: a cent’anni compiuti questi avranno scoperto come rifare nuovi i vecchi, ma chissà se smetteranno mai di litigare. In quanto a me, morirò scherzando come il mio papà, che prometteva al medico di fargli sentire come cantava (era tenore). Gli usignoli sono fatti per cantare, il resto è un effetto collaterale. Buonissimo carnevale a tutti e non fate troppi bagordi.

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