I misteri dell’Ermetismo: limiti e valori

 

Molti rifiutano la poesia moderna perché non ne sopportano l’incomprensibilità premeditata. Ogni momento storico poetico ha i suoi valori, limiti e slanci. I valori sono il suo presente, i limiti vengono dal passato e gli slanci lo conducono al futuro momento storico. E non c’è crescita senza cadute.
Valori della poesia moderna: la nudità della parola, la semplicità espressiva, la sincerità e l’equilibrio nell’uso della retorica, che non si deve sentire, la scoperta del mistero umano come substrato comune e anima universale.
Limiti della poesia moderna: l’abuso delle figure retoriche sovrastanti sul contenuto troppo debole o artificioso, la voglia di stupire, una specie di rivalutazione del barocco oppure una nudità semplicistica e priva di addensamenti sintetici dove l’eliminazione di articoli e aggettivi mal si sposa con la pochezza del contenuto o peggio troppi aggettivi a coprire il nulla.
Poi ci sono la mancanza di studio serio, la fretta, la presunzione di valere con l’imbroglio e le scopiazzature, l’improvvisazione spacciata per ispirazione e i paroloni per i paroloni, l’abuso sul proprio stesso stile nel momento del successo vero o illusorio.
E concludo con i concorsi poetici dove commissioni di chissà chi giudicano chissà che cosa: se proprio vi piacciono i concorsi e le competizioni almeno fate quelli seri, a me non piacciono perché mi rattrista la rivalità fra poeti, ma sono contenta quando vince un’amica che ha partecipato, è sempre una soddisfazione. Invece io penso che si debba mettere in comune la propria poesia sostenendosi sinceramente con i commenti nei reciproci blog, e cerchiamo di non scrivere stupidaggini quando osiamo entrare in casa d’altri a pubblicare quella che deve essere un’opinione oculata. Tolta la zavorra dentro e intorno, la poesia decollerà.

Domenica Luise

 

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19 thoughts on “I misteri dell’Ermetismo: limiti e valori

  1. Condivido pienamente il tuo punto di vista, cara Mimma! Piacevole raffrontarsi tra poeti, non come rivali, ma come vasi comunicanti dai quali si può attingere esperienze che aiutano a crescere nella scrittura e a visionare un ampio panorama poetico.

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  2. Grande Domenica! Sempre preparata!
    Personalmente non sono particolarmente attratta dall’ermetismo pur riconoscendone certi valori. Amo troppo i classici,Quasimodo,Majakovskji e Pasolini, per soffermarmi troppo a lungo sul semplicismo intenzionale di chi scrive o dipinge di ermetica.
    Saluti,Bianca 2007

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    • Dipende da cosa si intende per Ermetismo, mia cara Bianca: io parlo della poesia di oggi, che ha spiccato il volo dopo che Jung “scoprì” il subcosciente e il mistero interno all’uomo, da allora quello che chiamiamo Ermetismo ha continuato a balzare sempre più nel profondo umano e sicuramente ancora la poesia passerà dalle stelle interiori a quelle concrete esteriori e viceversa scoprendo mondi sempre nuovi senza rinnegare il vecchio, anzi l’antico.

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  3. La poesia, semplicemente non è catalogabile. almeno per me.
    Penso che le varie etichette non dicano mai se quei versi che mettono in comunicazione le anime siano scaturiti da piani spirituali e intellettivi altri.
    Il linguaggio a volte mortifica il pensiero, a volte lo esalta.
    Ermetismo o verismo, e tutti gli ismi che si vogliano, se sono soltanto esercizi di stile non valgono granché.
    è soltanto il mio parere, ovviamente.
    Bel pezzo. sintetico ed esplicativo, come sempre.

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    • Ma certo: Tutti gli “ismi” sono semplici targhette a livello puramente didascalico, se dico Medioevo tutti capiscono subito di che cosa parlo e pensano al dolce stil novo e a Dante, Petrarca e Boccaccio, quello che conta è la sostanza, qualunque sia il costume storico, e la sostanza è l’essere umano magnifico e terribile.

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      • post interessante
        “quello che conta è la sostanza, qualunque sia il costume storico, e la sostanza è l’essere umano magnifico e terribile.”
        affermazione che condivido, le istanze fondamentali dell’uomo sono le stesse da secoli, ma cambia il modo di narrarle, ogni tempo fa un uso proprio dello strumento linguistico

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        • Benvenuta, cara tempodiverso: ciò che ho scritto dovrebbe essere di un’ovvietà estenuante, ma diventa come nuovo proprio a causa delle nostre limitazioni umane, che ci fanno apparire così fondamentali le diversità storiche, di razza, religione e pensiero politico. Soltanto da poco, con la fine del Fascismo, stiamo imparando a capire che il colore della pelle non significa affatto inferiorità o superiorità e che tutti gli uomini nascono nudi e uguali. Lo stesso vale per la poesia, non è bianca o nera e nemmeno gialla, è poesia, che mi può piacere o non piacere per lo stile, ma rimane poesia. Certo, è fondamentale la conoscenza della lingua ed esprimersi correttamente, ma questo significa soltanto avere fatto le elementari.
          L’Ermetismo è stata una grande ricchezza per la storia della poesia umana, ha sorpassati l’Illuminismo del settecento con la sua limitatissima poesia razionalistica, il Romanticismo sentimentalistico, il Verismo di reazione e correzione ed è schizzato al Novecento, da dove continua a correggersi nei suoi limiti, di cui parlo nel post, sempre alla ricerca della sostanza umana universale, non è un concetto difficile, ma è difficile accettarlo perché ognuno di noi è legato ad un momento storico, solitamente il proprio, oppure ai tempi classici che, ma è un’illusione, sembrano più poetici.

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  4. Amo molto la poesia, e la poesia a volte dona l’impressione di essere una realtà nella quale la persona si realizza ricercando la felicità in una pagina in un sentimento.
    Non amo quando le persone si mettono in competizione, trovo che la cosa debba essere un gioco che piaccia…poi, si sa quello che piace a te non può piacere a tutti ed ognuno è libero di fare ciò che vuole certamente io non sono in grado di giudicare.
    Tu Dominique sai scrivere bene poeticamente, sai raccontare fiabe eccellenti ed a volte sei talmente spiritosa e fantasiosa che fai ridere per il tuo non ermetismo. ;).
    Buonanotte e dolci sogni
    ♥ vany

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    • Ma che bella cosa sai dirmi, Vany: che a volte faccio ridere per il mio non ermetismo. Vedi, quello che tutti chiamiamo Ermetismo contiene anche il non Ermetismo: parlo della poesia, ma anche della prosa moderne. I due non sono opposti, tanto si intrecciano. C’è, nei migliori autori, un agile passaggio dall’esplicazione semplice al trapanare la propria anima sempre più nel profondo, dove le parole, a un certo punto, si scompongono. Certo, per affrontare la poesia moderna lo studio è indispensabile, deve essere appassionato, curioso, intenso o altrimenti non si discerne il valore dal limite e si piglia tutto per buono o si rifiuta ogni cosa in blocco.
      La magnanimità e l’ammirazione della diversità altrui a tutti i livelli apre nuove strade poetiche entusiasmanti: essere contenti della riuscita altrui come della propria senza invidiare i più fortunati , se una poesia è bella bisogna dirlo, una parola di incoraggiamento può molto perché la sensibilità dei poeti è alti o non sceglierebbero questa strada tanto dura. E tu hai ragione, è vero: dà una felicità strana e viva.

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  5. Cara Mimma,
    ho letto con molto interesse il tuo articolo, così lascio qui, nel tuo spazio, le mie riflessioni odierne sulla poesia e su quella ermetica.
    Una Poesia, a mio gusto (sempre soggettivo) deve commuovermi cioè ferirmi, entrarmi nell’intimo con la sua Bellezza (che è anche verità). Non importa a quale corrente appartiene o non appartiene, importa che sia generativa di fermenti di pensiero.
    Sinceramente non credo che tutta la poesia del XXI secolo sia ermetica; c’è sempre posto nell’uomo per Ermes e per Apollo. A volte si scrive di ciò che oscuramente esce dall’inconscio, a volte si scrive di ciò che sta fuori da noi o a contatto con noi.
    La grande poesia ermetica, comunque, è molto potente. Associando per analogia, crea una spirale che dal sensibile conduce all’astratto ( osservazione dell’oggetto, simbolo, metafora, allegoria ). Per scioglierla occorre pazienza e conoscenza. Per questo è un’ottima palestra di pensiero e di ricerca nel pensiero codificato passato e contemporaneo. Educa all’uso della logica, alla conoscenza di sé, della Parola e dell’intero pensiero umano.
    Per poter essere efficace, però, deve raggiungerti a più livelli, da quello sensibile ( le grandi figure umane scolpite da Dante raggiungevano anche gli analfabeti ) al più intellettuale ( la Candida rosa- di cui ancora si scrivono saggi interpretativi).
    Oggi- da noi – è difficile se non impossibile avere idee chiare sulla realtà nostra e del mondo, così l’oscurità di certe poesie, più che ermetica, mi sembra testimonianza della nostra patita confusione.
    Passo all’argomento concorsi. Quando partecipo lo faccio con molta, molta umiltà: non essendo in grado di giudicare ciò che scrivo, mi aspetto che lo facciano altri e se non ottengo neppure una segnalazione, come capita il più delle volte, mi dico che sono ancora ( e forse per sempre ) alla fase delle esercitazioni.
    Lo scambio nei blog è generativo di stimoli e conoscenze; è abbastanza normale che, dopo l’entusiasmo dei primi anni, la partecipazione attiva nei commenti cali e magari si passi solo per leggere. Stasera, però, mi hai coinvolto al massimo e ho scritto… troppo. Spero di non essere stata eccessiva.
    Un abbraccio
    franca

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    • Ma che dici, Franca? È un commento bellissimo, ricco, dal quale traspare non solo la poetessa, ma anche la studiosa appassionata. E lo studio, perché la propria poesia cresca, è indispensabile. Dici proprio bene. La poesia ermetica, normalmente, è mescolata (in me lo è, ed anche i miei quadri sono, contemporaneamente, astratti e figurativi) e passa volando dal concreto al visionario al puramente ermetico: la chiave dell’interpretazione di un testo, anche di quello più oscuro, è l’anima umana universale assetata d’amore, che è uguale in tutti i periodi storici ai quali, per ovvie ragioni, diamo una targhetta, un titolo, così tutti capiamo di cosa stiamo parlando. Sicuramente la poesia non è per i pigri o per farci soldi e successo: togliamocelo dalla testa.
      Per questo dicevo di fare i concorsi seri: perché siano seri anche i giudizi.
      Talvolta un’opinione oculata apre la mente, fa vedere una propria ricchezza oppure svela un proprio limite, invece un commento scritto con cattiveria è distruttivo, ti chiedi a che vale lavorare tanto, gratis e per niente. Purtroppo il cammino poetico è lento, non sono frequenti i salti qualitativi da canguro, normalmente si procede a passi di formiche cariche di pesi, così chi ci legge non può starci dietro, e poi noi signore siamo talmente impicciate con le faccende e la famiglia che non so come troviate il tempo di venire anche qui a leggermi. Per questo vi ringrazio tutti, sentiamoci liberi e sereni quando commentiamo, e che sia gioia vicendevole.

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  6. Da semplice lettrice ritengo che la poesia debba essere emozione, positiva o negativa, ma emozione, di figure, immagini, sentimenti, suoni. Preferisco la poesia moderna e del mio tempo anche se a volte torno volentieri ai classici, ma non amo molto l’ermetismo oscuro che impegna troppo nell’interpretazione. E concordo con te quando dici che il troppo oscuro può essere anche sintomo di visionaria confusione del poeta.
    Sempre bella e produttiva la condivisione in qualsiasi campo e modo avvenga.
    Buona domenica, ciao.

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    • Già, ili, la condivisione è magnifica, significa fare famiglia, non essere più così soli con la propria poesia e questo pensiero urgente, che vuole uscire in parole.
      Certe poesie ermetiche oscurate con premeditazione mostrano subito i loro punti deboli, occorre accettare il positivo che l’Ermetismo ha messo in evidenza e anche ricordare che quell’enigma irrisolvibile che alcuni propongono è un aspetto peraltro superato e già da tempo, “non usa più”, per così dire, è andato bene negli anni del miracolo economico, negli anni sessanta del secolo scorso, quando i prestiti ottenuti ci avevano ringalluzziti invece di preoccuparci e un regalo se facevi il compleanno doveva essere inutile, ma quale maglietta o gonna o servizio di piatti, inutile, proprio come i versi di molti poeti di allora oggi bellamente dimenticati. Fu a quei tempi che si esaltarono togliendo del tutto la punteggiatura come se fosse la scoperta dell’America. Per me la punteggiatura poetica diventa stato d’animo, la metto o no secondo come mi sento nell’attimo. Anch’io sarei capacissima di scrivere poesie totalmente oscure, ma non mi interessano, invece lascio che lo diventino a tratti, per addensamento o perché così vuole uscire l’onda. Allora succede che, nell’insieme, il pensiero esce pulito attraversando i piccoli sassi fra i quali schizza l’acqua. E sono d’accordo con te: la poesia deve emozionare e sorpassare le idee religiose, politiche e di razza e abitudini per giungere alla sostanza umana, che è quanto ci interessa e ci accomuna. Buona domenica anche a te, ili. Oggi qui c’è stata tempesta quasi sempre, stanotte tuoni e fulmini a volontà, per essere la Sicilia si è scatenata la furia. Stamattina ho dovuto chiudere questo computer, che non ha l’unità statica, ma mi si bloccava dapertutto: facebook, skype, e andava rallentando come a chiedere aiuto anche lui. Mah. Poi non si chiudeva, stufa gli ho staccato la spina e temevo guai alla riaccensione, invece ha fatto il bravo, anche se un po’ lento.

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  7. una bellissima riflessione, di ciò che hai scritto sull’ermetismo al momento questo è il brano che preferisco. A dire il vero non è che abbia speso molte energie per crearmi un parere personale (e ancora una volta mi sento in difetto, forse dovrei) e trovo giusto quanto dici sul collaborare anzichè competere – benchè a volte forse i concorsi potrebbero essere momenti di crescita per tutti se usati in modo non conflittuale, boh, non ho mai partecipato nè mai lo farò per ovvi motivi…
    Ora vado a leggere le altre cose che hai scritto
    baci baci

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    • Il parere personale viene da sè entusiasmandosi e studiando la storia della poesia nei secoli, io insegnavo italiano all’istituto superiore e posso dire che i miei allievi, dopo il trauma delle mie prime due o tre lezioni introduttive di letteratura, si adeguavano e appassionavano con estrema rapidità. Mi sorprendevano con opinioni acutissime ed interpretazioni spettacolari della poesia, e parlo di quella ermetica, l’altra (Foscolo, Leopardi e Manzoni) ci serviva per farci sopra l’analisi grammaticale, logica e del periodo, tanto il pensiero era lineare, si capiva facilmente.
      Ebbene, lo confesso: io mi sono tanto divertita sulla cattedra, loro non so, ma spero. Ah, ah, ah.
      I concorsi, solitamente, non sono utili ai poeti, chi vince s’illude e chi perde si deprime. Qui sono giunta davvero all’atarassia. E poi, che significato ha la competizione? Mica corriamo il gran premio oppure aspiriamo all’Oscar.
      Tesoro, nessuno usa i concorsi in maniera non conflittuale.

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