Mimmuccia a tre anni

Da bambina ero graziosissima, avevo scoperto che i grandi si preoccupavano molto quando mi vedevano imbronciata e così stavo sempre con la fronte aggrottata e le labbra all’ingiù, come si può ammirare nella prima immagine, che è un acquerello a china eseguito da papà Espedito su carta rosa. Invece la seconda è una fotografia. Quella mattina zia Maria mi pettinò i boccoli bagnandoli col limone e arrotolandoli, bisognava che reggessero per il tempo di scendere le scale e arrivare dal fotografo, il cui negozio stava di sotto, scattare la foto e poi sarebbero ricaduti e tornati lisci come sempre. Io odiavo i capelli lisci.
Quel sant’uomo mi sollevò in braccio come una piuma, mi piazzò sulla sedia fratino che serviva all’uopo e, poiché stavo tutta imbronciata nell’atteggiamento solito, mi ordinò: <Sorridi!>.
Messa in soggezione sorrisi ed egli, prontissimo, scattò.
Oggigiorno le modelle camminano nelle sfilate proprio come me  a tre anni, che sembravo tutta incazzata e sdegnosa. Sono stata un’antesignana dell’ultima moda.
Il vestitino di maglia ricamato era opera di zia Maria. Tutti i fiorellini erano di colori diversi a seconda dei rimasugli di lana disponibili, ma la fotografia era colorata a mano e così i fiorellini si vedevano in bianco e nero. Strillai come un’aquila e papà, coi colori a olio, li dipinse ad uno ad uno. Allora io andai a prendere il vestito, che tenevo sotto il mio letto di bambina in una scatola di cartone, e protestai perché i colori di papà erano diversi dai colori del vestito, lui si arrabbiò ed io tacqui: la lotta maschio femmina iniziava.

Domenica Luise

E per concludere vi pubblico la foto per intero, così potrete ammirare il lavoro del mio papà su tutti quei fiorellini.

25 pensieri su “Mimmuccia a tre anni

    • Già, Katherine, tante lotte, gioie, delusioni e qualche vittoria. Così è la vita per tutti, la trascorriamo cercando di renderla più indolore possibile, ma in realtà ogni salvezza sta nell’amore e nella compassione verso gli altri, che sono come me.

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    • I capricci dei computer sono infiniti, peggio di una star. Noi tentiamo di raddrizzarlo, rieducarlo, ammaestrarlo, ma egli sa come fare per darci fastidio. Tuttavia da windows 98, quando ho iniziato, a oggi, abbiamo fatto molti passi avanti. Mi ricordo che allora dovevo fare continuamente una deframmentazione infinita. però imparare mi è piaciuto tanto.

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  1. ahahahah!!!
    dunque sei sempre stata una bellona!! spero tu sia riuscita a sfruttare questa caratteristica traendone gli adeguati vantaggi – così come facevi da piccola – … scherzo, dai, questo post mi ha messa di gran buonumore. Anch’io ne vorrei ancora, foto con storie, sì sì.
    Baci!

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    • Purtroppo, cara infranotturna, debbo darti una ferale notizia: tutta la mia astuzia, crescendo, è andata a farsi benedire, l’ho voluto io perché mi sono accorta di dominare gli altri e non mi è piaciuto. Vi faccio ricorso in extremis, in quel caso funziona bene perché mi sa che questi mi credono troppo buona, tanto buona, buonissima, cioè cretina. Spero di darvi ancora foto con storie, ho ricordi di quand’ero in culla.

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  2. Cara Mimma, è davvero simpatico e molto divertente questo spaccato di vita, che non è il semplice racconto di un ricordo in particolare, ma che si estende fino a ritrovare addirittura l’innesco della lotta atavica fra uomini e donne e fa sorridere per il formidabile intuito di tutti i bambini, che avendo meno schemi e sovrastrutture che ostacolano la visione d’insieme, capiscono subito quali sono i punti deboli degli adulti e dunque come sfruttarli…
    Molto carina la Mimmuccia!
    un abbraccio

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  3. Wow Mimma, ‘sta strategia del limone la ignoravo: ma a uso “brillantina”??
    Mi fai morir con la tua sacrosanta ironia.
    Bello incontrare ( e leggere di) chi sa ridere di sè e del mondo. E’ pazzia il contrario, chi si prende troppo sul serio.
    Buona Domenica Mimma!

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    • Più che a uso brillantina, con la quale allora ci si imbrattava i capelli, il limone doveva fungere da colla, tipo le schiume odierne. Naturalmente era un’illusione, per quanto il limone sia buono quasi a tutto. Senza una sana autoironia non si vive bene, e poi che cosa prendere tanto sul serio? Siamo un agglomerato di cellule, vermetti, vermoni, batteri, ruotiamo e schizziamo contemporaneamente nell’universo di cui ignoriamo origini, dimensione e scopo, su questa, grosso modo, pallina da tennis o biglia, insomma, un sassolino quasi tondo e bisogna riderne per forza, meglio che impazzire.

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  4. che bella bimba! e che bella storia!
    e tutti i particolari, poi… è come dire accomodatevi nei miei ricordi, siatene partecipi.
    e noi ci sentiamo ospiti graditi, di quelli a cui ci si confida, ci si affida, si ha voglia di bere un tè o un caffè, magari mangiare i tuoi biscotti e chiederti la ricetta.
    buona notte
    un abbraccio

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  5. Bellissima la piccola Mimmina: sguardo sveglio, intelligente e volitivo, tenerissime poi le manine di bimba! Bravo il babbo, da cui hai ereditato il talento artistico. Sorrido con dolcezza ed affetto alla bambina di allora e abbraccio fraternamente l’amica di oggi. Buona domenica! Flavia

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  6. Mi ha commossa vedere il ritratto che ti fece papà, io purtroppo non ne ho, forse essendo la secondogenita facevo meno novità, eppure ero carina anch’io, ma forse allora avevo più filing con la mamma, le correvo sempre dietro in cucina a vederla cucinare o stirare, stressandola terribilmente con le mie domande… si preparava la futura madre di famiglia ih ih ih ! Tu in questa foto hai proprio un’espressione da birbante! Ti voglio bene, buonanotte, sono contenta che oggi abbiamo pranzato tutti insieme! Baci da tua sorella Iole. Ps : ho visto anche la foto di Messina scattata da mia figlia ed ho letto la tua poesia, mi ha dato delle emozioni strane, come di un mondo spirituale descritto con termini “umani”, che però non possono far vedere che uno spiraglio del tutto!

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    • Ma papà ti fece un ritratto a olio, ti ricordi? Soltanto non ne fu soddisfatto, lui andava sempre a ritoccarlo, ma la somiglianza non venne fuori. Invece è bellissimo quel disegno che ti fece a matita quando eri signorina. Se lo trovi lo scannerizziamo e pubblichiamo. Quello che hai scritto sulla mia poesia è estremamente acuto, hai proprio centrato il punto nevralgico di tutta la poesia odierna: dopo che tanto è stato detto, c’è sete di un oltre intangibile, appena sfiorabile nei momento di maggiore ispirazione. Questa è una delle mie ultime poesie, mi escono con irruenza, come se si facessero da sè, quando vado a limarle non sempre le posso ritoccare, come se non me lo permettessero, e sono più ermetiche del solito.
      Oggi è stata una giornata bellissima tutti insieme, spero di sognarmela anche stanotte. Invece adesso che dovrei dormire non ho sonno. La fotografia di Mariachiara di Messina notturna è molto piaciuta a chi di fotografia se ne intende, sembra proprio di entrarci dentro.

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  7. Complimenti!!!! Eri una bimba molto carina, con due grandissimi occhi scuri, bellissimi i capelli ed anche il sorriso.
    Peccato che ti piaceva fare il broncio…eri cmq. bellissima anche imbronciata, motivo d’orgoglio per il tuo bravo papà che ti ha dipinta!! Ma quanto ci amano i papà! 😉
    Dolce serata a te ed a tutti/e coloro che passano quì.
    1 Bacino a te
    ♥ vany

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