Il volo dell’ape

Sembrava tanto il tempo
ma fu un soffio, vita
al mio orecchio. Tu fosti l’amore, mi cantò
le seduzioni, carta assorbente
del trasudamento. E mi tatuai in parole.

La ballerina bianca nel bianco
o l’invisibilità. Quel tutù
che batte capriccioso sulle punte
del precario equilibrio. E la luce, ma
l’abbagliamento. L’acuto dell’usignola
perfora nel midollo. Io tu
noi. La risacca.

Vado vengo andiamo
torniamo. Il respiro
nell’attimo e Messina dall’alto.

I miei titoli, favo di tenebre.

Domenica Luise

Fotografia  di Messina dall’alto di Mariachiara Crisafulli. È stata scattata dal quinto piano di un palazzo dal quale si godeva questa straordinaria vista con la Madonnina dello stretto in primo piano e le luci della sera.

22 pensieri su “Il volo dell’ape

  1. Ciao Mimma
    lascia d’incanto questa foto.
    Ho visitato Messina una quarantina di anni fa, al giuramento di mio fratello militare.
    Siamo partiti da Milano con il treno, io ragazzina, con la mia famiglia; è stato stupendo!
    Ricordo ancora le luci e la gente. Grazie!
    Poesia che rispecchia il tuo io, e la tua Sicilia, di amore, di vissuto. Bella, veramente bella.
    Ciao carissima un sorriso un abbraccio
    Chiara

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  2. ogni verso è come una poesia a sè stante. Proprio come la risacca, un dondolio di onde ognuna delle quali è onda ma anche parte del mare . L’insieme – con l’immagine – è magico. Mi ha colpita moltissimo.
    Baci

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  3. Un volo che produce emozioni. Il volteggio della ballerina, il mare, la luce tutte situazioni stampate nel cuore dei ricordi e come sfondo una città bellissima.
    Complimenti per la poesia e per la foto davvero straordinaria.
    un bacio
    annamaria

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    • Hai colto, cara Cristina, questa strana cosa che mi sta avvenendo con sempre maggiore intensità: le parole con cui tento di esprimermi mi scappano deliziosamente, diventano rarefatte, svagate. Mi sovrastano quasi. È proprio appagante e mi piace, ma che tu te ne accorga è sorprendente.

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  4. Sono versi che mi portano oltre, verso un orizzonte intuito nella sua evanescente e tremante linea. Le parole disegnano, sanciscono “tatuate” l’ineffabile, l’inesprimibile evoluzione e concretezza dell’anima. E’ una delle tue liriche più belle.
    Complimenti a Mariachiara per la fotografia.
    Flavia

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    • Flavia, hai usato un attributo molto significativo: tremante.
      Questa poesia è una delle ultime, venuta fuori con prepotenza, quasi di vita propria, e l’ho dovuta pure pubblicare subito. Mah, com’è strano scrivere poesia. Strano, duro e bello, irrinunciabile.

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