La non favola della struzza

Contro l’amore aveva sbattuto una sola volta nella vita, a sedici anni, e le era bastato per sempre.
La struzza Camilla, comunemente ingiuriata dalle proprie compagne di classe col soprannome di “Camomilla“, pensava che, invece, avrebbe sposato uno schifosamente ricco, fatto covare alla balia le proprie uova enormi ed ingurgitato scatole di cioccolatini con tutti i fiocchi.
Così voleva vivere. Una bella tana comoda, con villa e piscina, la servitù, la cuoca, i bambini. Ultimo nella fantasia veniva il marito: probabilmente grasso, calvo e attempatello. Da sopportare.
Quell’anno programmò attentamente le proprie vacanze, noncurante della madre, ormai al lumicino, del vecchio padre ubriacone novantenne con la cirrosi epatica e della zia Domenica, santa donna, che si doveva d’urgenza operare ad un ginocchio o sarebbe rimasta in carrozzina per il resto dei suoi giorni.

Tanto, i vecchi dovevano morire lo stesso ed i giovani vivere, pensò Camilla infilando i bikini in un angolo della valigia, le camicette trasparenti in mezzo, le minigonne dall’altro lato e gli abiti da sera più sopra stipati, era tutta roba che non si spiegazzava, impalpabile e molto sexy. Costosissima.
Aveva lavorato un anno per quella crociera facendo la cameriera nel bar sotto casa, spazzando, lavando e servendo folle anonime, affamate e presuntuose. Aveva risparmiato su tutto, mettendo da parte finanche le mance.
Adesso poteva tenere alta la testa coi grandi occhi espressivi, magistralmente truccati all’istituto di bellezza quella stessa mattina, prima di partire. Veramente le ciglia finte le pizzicavano un bel po’ le palpebre, ma vuoi mettere l’effetto speciale? Era dimagrita a furia di taccagneggiare e tutti potevano ammirare il suo collo alto e sottile, da giovane struzza appena diventata signorina. Certo, anche a lei veniva la tentazione di nascondere la testa nella sabbia, ma era una ragazza colta e sapeva che le sarebbe rimasto a vista tutto il retro e gli altri avrebbero riso. Ormai anche gli struzzi, su questo delicato punto, si sono fatti furbi.
Peccato che quei monconi di ali non permettessero più a nessuno struzzo di volare.
La nave era stupenda. Camilla vi salì con finta noncuranza, quando era piccola sua madre le diceva sempre : <Cammini come un pollo!>, ebbene nessuno, mai più, si sarebbe permesso qualsiasi battuta contro di lei.
Infilò uno dei bikini con reggipetto a balconcino, una camicia trasparente e sandali a tacco alto. Il cuore le batteva forte mentre ondeggiava i fianchi un po’ per civetteria e un po’ per tenersi in equilibrio su quei trampoli.
Nell’attimo in cui stava cadendo dalle scarpe, tastò una sdraio sulla quale si lasciò andare con ben poca eleganza.
Accanto un bellimbusto si mise a ridere. Camilla non si girò nemmeno, poco dopo venne il cameriere con un vassoio pieno di delizie :
<Prego, signorina, provi questa miscela di frutta ghiacciata con un filo di rum : si chiama “ Passione “>.Camilla, veramente, si era tenuta a dieta tutto l’anno anche per risparmiare. Aveva una fame da struzzo. <Grazie> cinguettò allungando la zampa. Bevve socchiudendo gli occhi dalla soddisfazione.
Il cameriere l’osservava un po’ troppo da vicino, allora lei gli restituì il bicchiere :<Vuole fare uno spuntino? Paté de foi gras ? Caviale e champagne ? Pizza capricciosa?>.
<Pizza capricciosa> scappò detto a lei. Subito dopo si pentì.
Si guardò attorno alla ricerca del probabile marito grasso, calvo e attempatello, ce n’erano parecchi, ma con mogli e prole.
Poco dopo il baldo giovine tornò con due pizze fumanti, la servì e, come niente fosse, si sedette sullo sgabello di fronte a lei e si mise a mangiare lui pure.
Bella educazione. Roba da denunciarlo al capitano della nave.
<Sono un inventore, ho appena brevettato e collaudato una macchina da volo per struzzi> le confidò.
Poveraccio. Cercava di diventare ricco e famoso con qualche marchingegno  da due soldi. Però era davvero un bel ragazzo, la pizza era buona e lei aveva fame arretrata.
Ingoiò l’ultimo boccone e fece finta di dormire senza rispondergli né dargli oltre confidenza. “Se ne andrà“, pensava.
Quando si svegliò, lui se n’era andato davvero e questo le dispiacque, sentì una puntura strana al posto del cuore.
Lo vide volare in alto sulle nuvole, sembrava un’aquila, tanto andava veloce. Insieme a lui c’era un’aquila vera, altera e bellissima, con grosso rostro, potenti unghioni ed una massa di capelli neri nel vento. Giocavano lassù e, infine, si baciarono. Tutti, sulla nave, puntavano il dito verso la deliziosa scena d’amore e di volo.
<Ah, il cameriere> commentò la struzza Camilla col becco storto.
<Quale cameriere? Quello è il figlio di mister Miliardo De Miliardis> le rispose una ragazza con cuffia da bagno e costumino olimpionico emergendo stillante dalla piscina, ed aggiunse: <Beati loro!>.
La struzza Camilla provò una puntura ancora più forte al posto del cuore, come quando aveva sbattuto contro l’amore a sedici anni. Si strinse nella camicia di seta trasparente così colorata, seduttiva, costosa e che non si spiegazzava mai.
Desiderò ardentemente una spiaggia per nascondere la testa sotto la sabbia come gli struzzi primordiali e farsi un piantino in pace.
I due innamorati planarono armoniosamente sulla nave.
Casualmente egli le passò vicino, ma proprio non la vide più perché i suoi occhi erano rapiti dal volo, il proprio e quello della compagna.

Domenica Luise

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17 thoughts on “La non favola della struzza

  1. Non tutte le vite diventano favola, nonostante l’impegno; Camilla, poi, aveva messo un impegno all’incontrario, quello che annebbia la vista.
    ma cerchiamo di dare una change a questa signorinella che aveva lavorato duro sol per riempire la valigia di chiffon seducente e auguriamole , dopo il piantino, di aprire occhi e cuore verso i veri valori dell’esistenza. Perchè a volte …-a volte- …crescendo si matura.
    🙂

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    • È vero: a volte crescendo si matura, ma non sempre. Quella che poi conta molto nell’armonioso sviluppo mentale di un individuo è l’educazione dei primi anni di vita, che deve essere amorosissima, ma ferma. Oggi mi guardo intorno e vedo che sono i figli ad educare i genitori perché li accontentino in tutto e per tutto, proprio il contrario del secolo scorso.

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  2. poverina, un po’ mi spiace per lei, anche se il racconto è frizzante e divertente. Il suo progetto di vita per ora non è andato in porto: aveva bisogno di una lezione. Ma quando si è giovani ci si ripiglia alla svelta. E si è sempre in tempo a cambiar progetto …
    Baci!

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    • Sai come si dice? Chi troppo vuole nulla stringe. Lei pensava che la ricchezza le fosse indispensabile alla rivalsa, invece, se si fosse accontentata dell’amore che il bel ragazzo sembrava offrirle insieme alla pizza capricciosa, avrebbe avuto l’uno e l’altra. Qui ha sbagliato anche la sua mamma che le diceva sempre: Cammini come un pollo. Non si disprezzano mai i figli in questo modo che ferisce.

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  3. Insomma, dopo la botta dei sedici anni, cercava l’omino ricco. Pensare che io l’ho preso povero in canna e apparentemente senza futuro (come me del resto). Poi ce lo siamo fatto insieme. In effetti racconti, metaforicamente, la realtà del disincanto di certe ragazze, che ho sentito dire apertamente indipendentemente… ma lo racconti con tanta allegra leggerezza che anche lo squallore diverte.
    ciao
    franca

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    • Allora: quando si usano le virgolette del discorso diretto nei commenti, scompare il contenuto, difatti sopra, nel commento che ho scritto io, ho lasciato il discorso diretto senza niente. Mah, misteri del programma. La seconda volta ti ha messo il discorso diretto perché, in pratica, quello che hai usato non era il segno apposito.
      Sì, la narrazione è leggera in modo inversamente proporzionale all’amarezza del contenuto. Cosa c’è di più bello del partire poveri e diventare benestanti col proprio lavoro insieme?

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  4. Poverina! Peccato, ce l’aveva messa tutta e si è lasciata sfuggire una sfavillante occasione. Comunque credo che il lui della storia non fosse propriamente interessato a Camilla: quando si ama davvero non ci si scoraggia. Camilla dopo questa prova saprà comportarsi diversamente.
    Bella e gradevole narrazione, buona giornata.
    un bacione
    annamaria

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    • In realtà lui ha trovato di meglio: una creatura capace di volare, sperare e amare senza scopo. Erano appena partiti in crociera, Camilla gli era soltanto piaciuta e l’aveva avvicinata, se fosse stata sincera avrebbero volato insieme. Stavolta la colpa è della femmina…

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  5. A volte quando pianifichi troppo puoi rimanere delusa.
    Io sono alquanto istintiva ahimè e commetto parecchi errori, non è mia abitudine programmare perché oltre ad essere istintiva sono impulsiva.
    Mah,diciamo che quello che deve venire nessuno lo sa, per cui vivere in armonia e gioia, senza troppe pretese ogni momento che ci viene regalato è forse la cosa migliore.
    (Forse)
    Le tue favolette cara Dominique sono troppiSSimo carine e significative.
    Dolce sera a te ed a tutti coloro che passano di qui.
    ♥ vany

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    • Veramente, Vanessa, programmare così freddamente un matrimonio d’interesse fino a fingere di dormire per liberarsi del presunto cameriere, che pure le piaceva, non è cosa che facilmente qualsiasi ragazza sia disposta a fare, normalmente tutte sognano, anche dopo una delusione, l’abito bianco e l’amore sincero. E sognate liberamente, mie care, sperate sempre, vivete in serenità perché in questa vita terrena c’è anche tanta bellezza.

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  6. è una favola dei tempi moderni, ma forse è da secoli che le ragazze sognano il principe azzurro o il marito anzianotto e ricchissimo che le faccia vivere negli agi e nel rispetto della società,
    pessima società che inculca nelle menti dei bambini simili sogni e non li prepara invece alla rettitudine e all’onestà intellettuale.
    di quella spirituale nemmeno parlo, troppe sciocchezze al riguardo!…

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    • D’altro canto, quali esempi ci offre questa società di furbi e imbroglioni? Basta aprire dieci minuti la televisione e i nostri figli, fin dalla più tenera età, imparano tutte le cose storte necessarie per vivere infelici e scontenti. Occorre rimboccarsi le maniche ed evidenziare, oltre il danno a cui si va incontro come in questa favola, tutto ciò che di positivo c’è al mondo: la bellezza, la bontà, l’arte, la poesia ed alcune persone meravigliose che aiutano a disintossicarci dal pessimismo perché non è vero che tutti sono corrotti.

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