Poeti di oggi, Stefano Giorgio Ricci: I viandanti

Hanno occhi spiaggiati, quei morti,

e dormono in letti di sabbia,
in carezze scomposte nella mano.
Ciò che i pavidi vedono ombra
è solamente corpo straniero:
il nostro stesso corpo,
un corpo devastato dalla distribuzione del grasso.
Piangono angeli, i viandanti,
ed è pianto livido di ombre:
scrutate con dispetto,
esiliate in angoli di strada,
vendute un tanto al chilo.

 Dormono in suolo di ore cedute,
i viandanti, e non hanno ninnoli
nella voce quando narrano
i conti dell’esilio.

Vorrebbero un giocattolo nuovo,
i viandanti, e sarebbe il primo.

 

Tra le poesie di Stefano Giorgio Ricci, cariche di calda umanità e compassione, scelgo la seconda perché di queste ombre è piena l’Italia: fuggono dalla propria patria dove c’è fame, guerra e nessuna speranza, sicuramente hanno sognato a lungo sulla televisione italiana illudendosi che qui regalano soldi a pacchi a chiunque. Ci vedono vivere sontuosamente e che molti di loro sono arrivati e hanno fatto sapere di stare bene, forse hanno mandato qualche soldo alla famiglia, allora partono stipati sulle carrette del mare sperando che tocchi anche a loro una frangia di bene, una possibilità. Simili ai cercatori d’oro, vengono a morire spiaggiati come le balene, fatte per ben altri oceani profondi. Negli occhi spalancati di quei morti rimane lo smarrimento, il male, la paura.
Noi li vediamo come ombre ed anch’essi, i sopravvissuti al drammatico viaggio, hanno un pianto livido di ombre. Ombra corrisponde ad ombra, incomprensibilità non solo di lingua e di colore della pelle, ma anche di cultura e di animo. Eppure hanno un corpo come il nostro, che invecchia e il grasso devasta, ci guardano, quando sopravvivono, con i nostri stessi occhi. Sono uomini, donne, bambini, realtà concrete e dolorose, che ci mettono a disagio, sono troppi, pensiamo che portino malattie e delinquenza, rimandiamoli indietro.
Essi, quando possono farsi capire e narrano di sè, “non hanno ninnoli nella voce” : raccontano di miserie che noi italiani non abbiamo mai vissuto in prima persona, magari l’ultima volta avvenne durante la seconda guerra mondiale. I più poveri tra noi, oggi, hanno la televisione e il telefonino, magari anche un computer di seconda mano.
Invece la carne di questi “viandanti” è venduta un tanto al chilo: sono usati per prostituzione e trapianti di organi. Qui il mercato in Italia c’è e funziona, no come i giochini televisivi che privilegiano una volta ogni tanto un eletto o eletta fortunati.
Questi “viandanti” non hanno perduto i sogni, vorrebbero un giocattolo nuovo, il piatto e le tasche piene, un regalo per la sposa e i bambini o per la mamma che tanto patì e dai quali dovettero separarsi per sopravvivere.

“Viandanti” sono tutti gli esseri umani che calpestano il suolo: tutti uguali.

Domenica Luise

 

17 pensieri su “Poeti di oggi, Stefano Giorgio Ricci: I viandanti

  1. ripeto quanto ha scritto Frantzisca, uno dei poeti che più mi piacciono e che più sanno essere presenti nel sociale, senza per questo perdere la liricità, talvolta drammatica, che ne è l’ossatura.
    la poesia di Stefano Giorgio è una delle migliori contemporanee.

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  2. Pingback: Domenica Luise: Poeti per don Tonino Bello – Stefano Giorgio Ricci | Neobar

  3. Ringrazio Mimma, soprattutto per la accorata analisi che riesce a trarre dal mio brano. Perfetta, nella sua crudezza. Umida nelle sue lacrime. Non mi meraviglia che, forse per la propensione a difendere il generato che è insito nelle madri, a penetrare le mie parole siano tre donne. Poetesse esse stesse e negate alla cecità di questo nostro vivere sbandati…
    Grazie.

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    • Ed io ringrazio intensamente te per queste parole, alle quali corrispondo con commozione perché io non sono mamma carnalmente, ma mi sento tale nello spirito ed in maniera ampia, come se tutta la vita, natura animale, vegetale ed universo compresi, mi attraversasse continuamente trasformandosi in parole e colori: barlumi di maternità. Ma anche gli uomini sono mamme, in maniera complementare alla donna, come mano che protegge i figli generati. Non è poco tutto questo amore: sostiene, conforta e genera speranza.

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  4. sì sì, seguivo il suo blog su blogspot, che però è fermo da agosto, anche se non riuscivo più a lasciare i commenti. Raffinatissimo e intenso, dov’è dunque ora?
    Ottima scelta, Mimma
    Baci

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  5. Non sono sparito dal blog…ma, devo essere sincero, il post /splinder non mi ha entusiasmato…non riesco a trovare la pulsione a postare su spazi che, nei nuovi blog sperimentati, non mi trasmettono il calore della condivisione…Il patrimonio di amicizie frammentato mi ha sottratto porzioni di cuore….

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    • Anch’io ho fatto fatica dopo la chiusura di splinder, con cui ormai ero abituata e mi piaceva moltissimo. Difatti ho aperto blog qui o lì, uno l’ho chiuso, gli altri li uso per completare questo, che è il principale e frequento tutti i giorni. È vero, con la fine di splinder alcuni amici si sono dispersi, ma altri sono arrivati. E alcune porzioni di cuore mancano anche a me, se mi leggete ancora rifatevi vivi, sono sempre la stessa, lo so che non mi avete più risposto, ma io capisco, ci sono un sacco di cose da fare che ci possono assorbire. Se invece vi siete stufati di leggermi, pazienza: restate in silenzio, non mi offendo, anch’io qualche volta sono stufa di me stessa…

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    • Caro Abele, quando i versi fanno risuonare così la nostra anima non è difficile commentarli ed entrarci: la via è aperta dalla compassione, che è diversa dalla pura pietà: significa patire con. Siamo tutti in esilio da qualcosa e bisognosi di qualcuno. Sorte comune.

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  6. Purtroppo lo sappiamo e lo sentiamo tutti i giorni dai notiziari…
    Queste povere persone partono con tanti sogni e voglia di vivere bene e pochi arrivano a realizzare i loro sogni.
    D’altra parte negli angoli più oscuri della nostra penisola vivono ancora tanti Italiani poveri e senzatetto che nessuno di noi vede o vuole vedere. Tutti ne parlano ma nessuno fa niente.
    Speriamo bene……….

    A parte questo: Complimenti ed Ammirazione!!
    Stimo e seguo la poetica di Stefano perché con le sue liriche ci regala i suoi più intimi versi, mostrandoci la bellezza del suo cuore ma purtroppo denunciare queste cose non basta dobbiamo cambiare ed essere più umani.
    Grazie Dominique che l’hai postata e recensita.
    ♥ vany

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  7. Poesia priva di retorica,ricca di vibrazioni musicali,intensissima nella sua sobrietà e precisa.Concisa come luce che non acceca in mezzo al silenzio degli spazi bianchi.Atto di conoscenza che risveglia le coscienze.
    Attentissima e altrettanto precisa è la tua recensione,Mimma e non di meno vibrante di profonda empatia.
    Complimenti ad entrambi veramente di cuore.
    Mirka

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