Un labirinto


senza risposte
né attese, ogni tanto
brilla un lustrino di luce finta.

Stiamo così, sbalorditi
mendicanti dell’essere
che sperano una speranza non caduca
o insicura. Stridiamo
canti di pavoni.

Cerchiamo l’eden nella palude. E la poesia
al centro, ammantata di segreti
dei segreti di altri segreti, abitante
succosa del luogo assetato.

Sulle nostre bocche di terracotta
restano le parole dei morti
sempre uguali nei millenni, dalla pietra
al computer: Amor dolore gioco.

Ed oltre.

Domenica Luise

(Elaborazione grafica di Domenica Luise con proprie fotografie)

21 pensieri su “Un labirinto

  1. labirinto o mosaico, l’impellenza del riordino…
    dalla pietra al pc.
    stratificazioni fossili anche le parole
    quel che rimane è il grande smarrimento che quasi ci obbliga a creare appigli, che siano versi o immagini poco importa, la finalità è sempre la stessa: annunciare che siamo.

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    • E questo lo annunciamo prima di tutto a noi stessi, siamo e vorremmo essere amati e non solo strumentalizzati, siamo e cerchiamo un momento sincero di risposta inequivocabile, lo chiamiamo amore o amicizia, siamo, già, e sappiamo così poco del nostro essere, ci diamo un pizzicotto e sentiamo la stretta, ci parlano e rispondiamo, pensiamo perciò siamo. Io non nego che la poesia sia un appiglio, magari una caverna dove nascondersi e avere un po’ di sonno e riposo, ma di ben altra verità abbiamo bisogno e se la poesia non sale su se stessa e non vola dentro di sè non può stare come una pianta grassa trapiantata sull’Everest o una stella alpina nel deserto.

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      • Cara ili6, è questo lo scopo dei commenti vicendevoli: no davvero curiosare nell’anima altrui, ma accostarsi delicatamente apprezzandone i valori profondi, quello che io chiamo l’oltre. I livelli qui superano il puramente razionale per entrare sempre più nel mistero interiore.

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  2. Grande Mimma! Di tutto sai fare elemento da mosaico lasciando fuori il labirinto ma non il filo.E lì è e sarà la tua splendida essenza che non teme svelamenti.
    Un infinito abbraccio e,ancora vivissimi complimenti.
    Mirka

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  3. oltre il labirinto… o forse al centro del labirinto? quale il filo d’arianna per entrare? quale la stella polare che guida – amore, poesia… – e quale Minotauro incontreremo una volta là…
    Un’immagine, un pugno di versi… ed ecco Mimma, capace di spalancare universi, così, in un blog…
    baci!

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    • Io credo che ci siamo già, soltanto che magari i poeti talora osano dirlo. Voglio dire, al centro del labirinto, attaccati al nostro gomitolo, che è la speranza della giovinezza, quando ci siamo visti amati e abbiamo ricambiato. E così soltanto possiamo continuare a seguire l’apparentemente fragile filo mentre il minotauro, comunque vogliamo chiamarlo, ci attacca sia nelle cose importanti che in quelle piccole, ma finisce che, se non lasciamo andare il filo, noi vinciamo con così poco da essere niente. La poesia è tanto simile all’amore da essere amore. Amare malgrado tutto, amare senza sentirsi né vedersi amati, amare educando, senza lasciarsi schiacciare: è il filo, non c’è altro. I tuoi commenti hanno la qualità delle tue poesie: sono di forte contenuto con poche parole.

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  4. Avevo scritto il primo commento, ma non è comparso di nuovo
    Riprovo
    Dicevo che sono versi raffinati e senza fronzoli, ma con solo l’essenziale, così la lettura è scorrevole e piacevole
    Buon dì
    Car

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    • Car, mi dispiace che wordpress faccia qualche capriccio, adesso ho trovato un altro commento, che però qui non si vede e lo leggo soltanto entrando nel blog con la parola d’ordine di amministratrice. Uffa. Perlomeno ho raggiunto il blog dell’autrice e l’ho commentata, anche splinder lo faceva qualche volta, ma lì sapevo come farli apparire, dovrò chiedere a Cristina, che sicuramente lo sa.
      Sempre di blog gratuiti si tratta, anzi sono un bellissimo regalo.

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  5. Le citazioni sempre uguali a distanza di tempo, ossia le parole dei morti che restano attuali e che l’uomo continua ad ignorare. Proprio così, cara Mimma, l’uomo non impara dai suoi errori e tu con bellezza poetica ne tratteggi l’importanza. Le tue parole compongono il mosaico poetico della luce vera.
    Un caro abbraccio
    annamaria

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    • È vero, l’essere umano non impara mai dai propri errori, prova ne sia che, osservando, vedo che li ripetono continuamente, naturalmente io non faccio eccezione, soltanto non li distinguo esattamente come gli altri non identificano i propri.
      In questo modo cozziamo gli uni con gli altri senza comprenderci, supponendo e talora sbagliando di grosso o per troppa fiducia oppure per troppo poca.

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    • Ciao, TADS, conosco la tua sincerità e so che realmente lo pensi, ciò mi incoraggia, grazie davvero. Per me Ermetismo è una targhetta ormai collaudata, lo chiamiamo così e tutti capiscono come dire sugo al pomodoro, soltanto che in questo caso il sugo ha migliaia di significazioni anche opposte, ma tutte umane, del nostro mistero interno, che vuole dirsi, ma non sa o non può o non vuole, eppure contemporaneamente ha urgenza di aprire le crepe, le pieghe, i nascondigli interiori che tutti portiamo. Domenica Luise. WordPress fa i capricci e mi tratta da anonima, mah.

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    • Grazie. Oggi invece ho cucinato un risottino con la zucca gialla fuori tempo che mi è venuto delizioso, nessuno si aspettava che una zucca fosse tanto saporita. Sai, il maltempo l’aveva spaccata ed è stata distribuita. Hai capito il concetto ermetico? Io la zucca rotta. Ecco. Madre natura la fata madrina. Tu stai bene a fare il puma. Mi sa che questo mi ritiene ancora anonima, sono io, Mimma. Ciao.

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    • È vero, Cecil, nei momenti più dolorosi ci sentiamo così, poi i barlumi assumono realtà, poi nuovamente scompaiono, è un andarivieni mentale che, a un certo punto, diventa snervante, poi si trova un’oasi con lo zampillo e i fiori e i datteri, ma poi era un miraggio, sempre così. Che travaglio e che altezze umane. Qualche rara volta la luce è vera.

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