Il contrappasso

Ebbero quell’unica figlia, della quale il marito fu subito geloso. Lisa non si accorse che egli si sentiva trascurato, le pareva normale che vivesse con l’unico pensiero di quell’esserino mite, che non piangeva mai e cresceva sotto peso.
<Vuoi cambiarla tu?> gli chiese una volta allargando il pannolino con la cacca mentre Filippo addentava di gusto pane e pomodoro inzuppato di olio d’oliva extravergine.
<Mi fai vomitare> rispose lui, e scaraventò il panino contro la vetrina buona carica di ninnoli.
L’unico discorso di Lisa era sua figlia, lì cominciava e lì finiva: la bambina, Katiuscia, aspetta che le faccio fare il ruttino, ci vogliono le vitamine, il pediatra, oggi ha pianto due volte>.
<Queste sì che sono notizie> fece lui un’altra volta, ma nemmeno allora lei capì.
Oh, il profumo della piccola dopo il bagnetto e com’era il suo tepore sul seno mentre succhiava e la mordicchiava delicatamente. Non poteva separarsene nemmeno di notte anche se in qualche modo percepiva la scontentezza di lui, che fingeva di dormire stecchito immobile al suo fianco. Pensò che avesse problemi di lavoro dei quali preferiva non parlarle e si mise l’anima in pace.
Quando si erano sposati sua madre vedova gli aveva dato il proprio appartamento e si era arrangiata in una specie di deposito o sottoscala male illuminato  dove passava il tempo cucinando per loro e salendo e scendendo pentole. Prima lui e dopo anche lei si infastidirono di tutta quell’invadenza e alla fine glielo dissero: che tanto andavano al ristorante e non si disturbasse così spesso, piuttosto riposasse che ne aveva bisogno.
La nonna smise e da sotto ascoltava i loro passi e piangeva. La bambina, invece, non piangeva mai. Quelle rare volte che ancora osò salire la rampa di scala per vedere la nipotina, ma anche la figlia per la quale ancora si struggeva, si accorse subito di tutto: la gelosia di lui e che Lisa non le lasciava in braccio la bambina per più di due minuti: <È abituata con me, io so come prenderla, si fa male, no, la cambio io>.
E quando morì la trovarono dopo qualche tre giorni per caso, perché bussarono a chiederle se avesse una spagnoletta rossa e nessuno rispose. Stava nel letto, davanti alla televisione accesa, con uno strano sorriso e ormai le lacrime si erano asciugate.
Così passarono gli anni e la bambina crebbe, si sposò e andò a vivere nel bell’appartamento che era stato della nonna, i genitori nello scantinato. La mattina la madre già bussava con le pentole piene di cibo, intanto il padre stava seduto ai giardini pubblici se c’era buon tempo oppure al bar quando pioveva, qui incontrò altri pensionati come lui e fecero amicizia, così improvvisamente gli parve di rivivere.
<Mamma, non so come dirtelo> si decise alla fine la ragazza, <magari non salire qui proprio ogni giorno con tutta questa roba da mangiare, lui non si sente libero, preferiamo andare al ristorante>.
Allora Lisa si distese sul letto nel sottoscala davanti alla televisione accesa, ormai era arrivato il digitale e l’evoluzione tecnologica.
Già.

Domenica Luise

10 pensieri su “Il contrappasso

  1. la ruota della vita, quando la vita è senza il respiro dello spirito.
    i personaggi di questo tuo amarissimo racconto hanno in comune tutti la sola aderenza alla realtà immediata, alla necessità del fare avere dare prendere.
    per la maggior parte delle persone è così..
    se solo potessero vivere in un mondo dove nutrirsi di poesia!
    apprenderebbero a vivere di delicatezza e bellezza.
    e poi l’amore…

    "Mi piace"

    • Caro TADS, ben trovato, pensavo che questo quadretto o quadraccio fosse più diffuso nel sud, invece purtroppo tutto il mondo è paese. O paesaccio. È un periodo in cui sono un po’ stufa e sai, con questo caldo, fare la stufa è pesante. Mi guardo intorno, osservo e scrivo. Una valvola di scarico per la pentola a pressione troppo piena. Come fanno a preservarsi dalla poesia, a non conoscere un po’ d’amore senza interesse o restituzione immediata? In quanto al mammismo è penoso. Io dico: che ognuno abbia la sua vita libera.

      "Mi piace"

  2. E’ molto amaro il tuo racconto. Purtoppo chi vive per gli altri, chi si annulla, chi non ha altri interessi nella vita all’infuori dei figli, finisce per soffrire molto e morire in solitudine. Io ho una cugina che ha tre figli, una di quaranta e due gemelli di trentadue. La prima è medico, il secondo e la terza rispettivamente avvocato e ingegnere. Sono bravi ragazzi, anzi, uomini e donne, lavorano, viaggiano, hanno interessi, eppure la madre si strugge per loro, ha sempre il mal di stomaco, è magra da far paura e arriva pure ad invidiare me, con tutti i miei problemi, perchè dice che io sono fortunata ad essere “forte” mentre lei non ce la fa. Ma si può? 😦

    "Mi piace"

    • Cara Katherine, purtroppo chi ama si strugge, occorre assolutamente evitare di appigliarsi ai figli, che debbono prendere alla fine la propria strada, e trovare interessi propri durevoli: è questa una cosa sulla quale insisto spesso, forse anche troppo nei miei racconti. Certo la poesia e la pittura sono il non plus ultra, ma c’è anche la cucina, fare qualche piccolo guadagno, distrarsi, leggere, imparare a usare il computer o al massimo ricamare, non dedicarsi soltanto ai figli, ma la verità è un’altra, i genitori non li vogliono svezzare e ai figli conviene avere quell’aiuto, la baby sitter gratuita fidata, la colf, la cuoca, il cuoco. Lo svezzamento deve avvenire vicendevolmente perché non è corretto rubare il tempo ai propri vecchi e se io non debbo disturbare i ragazzi nemmeno i ragazzi possono disturbare me dando per scontata una disponibilità assoluta in qualunque momento.

      "Mi piace"

  3. Tanta amarezza Mimma cara, nel leggere questo racconto. E il peggio è che l’amarezza scaturisce non come avviene dopo aver visto un film in tv o al cinema, in cui la maggior parte delle volte la trama, anche se triste, è inventata di sana pianta. Tu qui fai riferimento a situazioni che vanno man mano consolidandosi col passare del tempo. Purtroppo ho sentito racconti molto simili a questo da persone che conosco. Ho dato una veloce scorsa ai commenti che precedono il mio ma voglio esprimere il mio modo di pensare anche se contrasta con quanto detto in alcuni di essi. Giustissimo che i figli prendano la loro strada, sbagliatissimo annullarsi per chiunque esso sia, marito, amante, figlio, nipote e chi più ne ha ne metta. Però trovo immorale fregarsene dei genitori, anche se si ha una famiglia da seguire, trovo immorale che una nonna non possa prendersi cura di un nipotino per l’eccessiva gelosia di uno o di entrambi genitori. E’ tra l’altro un controsenso accantonare una madre anziana e mostrare un morboso attaccamento per un figlio.

    Questo racconto è molto bello Mimma, tratta del problema dei giovani e degli anziani, che, a mio avviso, hanno pari diritti. Penso alle famiglie patriarcali che ancora esistevano quando ero piccola.
    Gli anziani erano venerati, i bambini coccolati, non viziati, da genitori e nonni. Quanta nostalgia!!!!! Un bacio

    "Mi piace"

    • Cara rossella, hai proprio ragione ed è quello che insisto a dire e a ripetere. Ognuno ha diritto alla propria vita libera da bambino, da ragazzo, da adulto e da vecchio. Non si fa complicità con il figlio magari contro il marito o la moglie, non ci si attacca come all’ancora di salvezza e non li si vizia assistendoli in tutti i capricci e dando loro sempre ragione anche contro ogni lampante verità. È mancata l’educazione amorosa e ferma, ed è mancata a livello planetario, da un po’ ne vediamo i danni. I vizi sono stati ricambiati con l’astuzia per ottenere il proprio profitto senza nulla dare, quei bambinetti sono cresciuti e adesso ci governano tramite le televisioni.

      "Mi piace"

  4. Si sbaglia nella vita e si continua a sbagliare.
    Non si comprende, ad esempio, come i nonni siano un enorme privilegio e risorsa affettiva ed umana; non si capisce come l’annullamento per un figlio, un marito, una madre, diventi alla fine deleterio per se stessi; non ci si rende conto del fatto che puoi spenderti una vita intera per i figli che poi crescono e se ne vanno (ed è giusto così) e ti ritrovi a vivere con uno sconosciuto che è il tuo coniuge e che invece doveva essere il tuo compagno di vita.
    Amaro racconto di errori di vita spesso firmati al femminile.

    "Mi piace"

  5. Eppure sono errori evitabili con un po’ di buon senso e di amore. Chi non ama non distingue l’altro, non si accorge di nulla. Quante madri si sentono invisibili e quanti mariti. Quando poi ci si sveglia dall’annullamento perché i figli se ne vanno o il bisogno è finito e non occorre più risparmiare, è già tardi: la famiglia si è abituata e non si scolla, mamma, stirami le magliette, io debbo uscire col fidanzato, io voglio andare a mare con il cane, stasera viene a trovarmi quel vecchio corteggiatore, la prepari la pizza, tu sola sai farla così bene, altro che rosticceria. Domani andiamo alla gita, martedì c’è la festa di laurea del tale, il compleanno dell’amica, l’anniversario dei nonni dell’amica dell’amica, mi hanno invitata, cosa gli porto? E meno male che ci sei tu a tenermi i bambini, io lavoro. Già.
    Le donne sbagliano per sentimentalismo e gli uomini per razionalismo: sono i limiti complementari della coppia, dai contorni sfuggenti che si mescolano in infelicità e incomprensioni.

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...