Le carabattole

Il colino d’alluminio dove la mamma
bolliva il latte che il pastore tutte le mattine
mungeva dalle caprette sulla soglia di casa, le corse
per il corridoio dietro o avanti a mia sorella
fino a quando non ne cascava una, smontavo
tutte le bambole a cui scioglievo
i boccoli di stoppa.

 La televisione, lo sbadiglio
l’insonnia
le ossa dolorose, le mie rughe
che mi guardano dallo specchio, il blog
dell’usignola internet la casa da ristrutturare
profumo di caffè i colori della pittura
e le parole della poesia. I gattini
dietro la finestra del bagno, i fichi
d’agosto e il giardino. C’è sempre
un fantasma con voce di sirena
da qui da lì o da dentro, perché rassegnarsi?

 La mamma non mi rimprovera più
non mi sveglia al mattino non bolle
il latte non lo passa per noi
nel colino d’alluminio ancora appeso sul lavello
della mia cucina e non prepara
le polpette con le patate
né i regali amorosi di compleanno.

 Non mi può consolare oltre. Quanto amore
mio nido seme terra
e sorgente, avevo un canto
così osai gorgheggiare. E ancora dell’opulenza
stringo le carabattole.

Domenica Luise

(Fotografia di Domenica Luise, il colino della mamma sul tavolo della mia cucina, in mezzo ai pennelli, fiori ed altre carabattole).

Se volete sentirmi cantare un pezzetto di quei gorgheggi che ho inventato per la mia favola dell’usignola, fate clic su http://beatiipoeti.blogspot.it/ e dopo sulla stringa nera che appare.

 

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12 thoughts on “Le carabattole

  1. Passano gli anni e i ricordi diventano sempre più importanti. Io sto ristrutturando un bagno e ho la casa sottosopra. Cercando di mettere un po’ a posto ho trovato un vecchissimo scaldapiedi in latta e un ferro da stiro che è veramente solo un pezzo di ferro. Chissà, forse usavano questi oggetti le mie nonne…Allora mi sorprendo a pensare a come potevano essere la nonna e la bisnonna, a come vivevano, a quei passi che solcavano lo stesso suolo sul quale cammino io adesso e vorrei poter aprire una finestra per dare una sbirciatina su quel mondo di tanti anni fa che mi ha dato le sue radici.
    Come dice Cristina, è bello il caldo dell’estate, ma altrettanto splendido il cervello dei poeti che ci ragala questi momenti di poesia. Grazie Domenica Luise!

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    • È vero, Katherine, cosa daremmo, oggi, per aprire quella finestra almeno qualche minuto, guardare, sapere, amare. Invece, fra qualche tempo, più o meno poco importa, si aprirà un’altra finestra ignota e appassionante. Intanto tu conserva i tuoi apparentemente poveri oggetti, oggi alcuni gli attribuiscono anche un forte valore in denaro, ma non è questo: sono passati per le loro mani, hanno sentito quei respiri. Accarezziamo le nostre radici. Il colino fotografato è proprio quello della mamma, di allora.

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    • Ben passata da qui, Rossella e spero che tu stia riposando, ti sentivo abbastanza esausta. Certe volte vedo di non essere niente per nessuno, così la tua presenza mi aiuta a tirarmi su quando casco giù, almeno fino a che sarà possibile resistere in questo deserto intellettuale opprimente dove lo studio è disprezzato, la scuola umiliata, gli insegnanti trattati da scemi e gli allievi usati.

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  2. Oh , Mimma, i “miei ” sposi freschi son andati via e posso dedicarmi alla lettura..
    Carabattole con memoria che attiva la nostra, però..immagino che abbia scelto il titolo un pò ironicamente come tu ami fare.
    Serve dirti che quel colino in alluminio è il più attraente per me?
    La mia bambola non aveva capelli di stoppa ma forse in acrilico.
    😀

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    • Difatti le mie bambole coi capelli di stoppa furono le ultime, poi ebbi quelle con i capelli di acrilico, tuttavia a me sono sempre piaciute maggiormente le prime per quelle teste setose. In quanto al titolo della poesia, è vero, sono un po’ ironica, ma principalmente tenera.

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  3. Cara Mimma, che dolcissima poesia, fatta di tenerezze e ricordi, così dentro di noi da farsi il nostro essere. E quel rimpianto, quel voler risentire, quanto lo riconosco!
    Spero tu stia bene, scusami se sono poco presente, quantomeno nei commenti, ma, credimi, sei sempre nei miei pensieri.
    Con affetto e un forte abbraccio
    Flavia

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    • Però stavolta, cara Flavia, hai scritto un bel commento, nel quale ti sento partecipe. Attualmente ho più concorrenti del solito all’arrivo di un commento (i pensieri, purtroppo, non li so captare, però non dubito che tutti i lettori di questo blog mi pensino), c’è caldo, il cielo e il mare sono azzurri, il marito o la moglie o i nipoti sono in ferie, si esce di più, se hai la casa al mare passi l’estate con gli ospiti imbucati negli angoli, se dopo scompaiono fa parte del gioco. Nessuno deve ringraziare più di una volta, per educazione, all’atto di andarsene abbronzati com’è d’uso. Per concludere: ogni commento è un miracolo. Ah, ah, ah, buona estate a tutti e riposate. Un abbraccio, Flavietta.

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