Il viaggio

È una culla che ci accoglie.

 La doglia della terra partoriente.

 C’è un uscio socchiuso alle meraviglie
della parola piagata. L’anima
è una pallina che rimbalza
dalla terra all’infinito mentre il buco nero
della grande galassia
batte nell’essere umano
anelante.

 In questa solitudine mi trovo
ed è l’inizio.

 Dove come perché
non so. Cieca fra ciechi
per cataratte d’anima.

Domenica Luise

(Elaborazione grafica di Domenica Luise su un proprio quadro)

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29 thoughts on “Il viaggio

  1. Frizzante, suggestiva e deliziosa questa tua poesia.
    Siamo tutti ospiti dell’universo,nel suo liquido amniotico
    ogni stilla di rugiada rigenera ferite inferte all’Universo stesso.
    La Terra, la paragoni ad un grembo materno,un grembo che può subire scosse, ma in essa si trovano compagni di viaggio,sono pochi gli eletti che hanno capito che l’Essere è coincidente in ogni cosa vivente, essere umano, cane, pianta, fiore, acqua,speriamo solo nel Signore che ci segua da vicino.
    1 Abbraccio ♥ vany

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    • Sì: la vita è una sola, differenziata in forme innumerevoli, fragili e magnifiche.
      Incontrarsi su internet è una questione intellettuale, e l’intelletto è superiore alla carne e all’apparenza, pure importanti.
      In quanto alla morte, finalmente spacca il sottile pertugio della caverna dove appoggiavamo l’occhio poetico per intravedere qualcosa del mistero.

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    • Io ho avuto le cataratte precoci galoppanti qualche anno fa, di giorno in giorno era come portare un paio di occhiali al quale si aggiungevano lenti affumicate. Una cosa terribile. Mi addormentavo la sera e l’indomani mattina vedevo meno. Adesso la mia vista funziona bene e non sai cosa io abbia provato nel ritrovare la nitidezza e la forza dei colori che amo. Quale gioia. Però tutti abbiamo cataratte d’anima qui o lì e dobbiamo vigilare per liberarcene.

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      • Ecco…vedi come è stato facile e veloce liberarsene?
        Anche la solitudine, con un pò di forza e di fantasia, si può allontanare, modificare, attenuare.
        E tutta questa fretta di sbirciare in quel pertugio della caverna? ma nooooo, ne avremo, poi, mooolto poi, di tempo per sbirciare! tanto quel che c’è, c’è dietro quel pertugio, mica possiamo modificarlo. O forse si??

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  2. “C’è un uscio socchiuso alle meraviglie
    della parola piagata”

    ed è in quella apertura che cerchiamo di sbirciare, di scorgere il raggio che ci illuminerà e ci permetterà di vederci quali realmente siamo.
    Dalla caverna platonica, noi ombre proiettate dall’ignoto, tentiamo la sortita con strumenti che speriamo ci avvicinino sempre di più alla luce della conoscenza.

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  3. Avevo letto questa poesia,ma non ho commentato perchè incerta se averla compresa.E’ un periodo di scosse varie e svariate e per cui rifuggo dal troppo complicato.
    Mi è piaciuta,comunque.Dentro vi circola suono e qualche risonanza antica.
    Ciao,Mirka

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    • Mia cara Bianca, la poesia è semplice e parla del nostro comune viaggio su questa terra, in quanto al tuo commento, non dubitare: va benissimo e mi è molto piaciuta “la risonanza antica”, che bella e come accomuna l’uomo di oggi a quello di ieri con le sue ombre e i suoi barlumi.

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  4. Anche io non sempre capisco il senso di quello che scrivi. Come molti quadri, mi piacciono d’istinto anche se non sempre ne afferro il significato o l’origine. Però sei molto saggia e qualche volta vorrei esserlo anche io un po’ di più, ma non è nella mia natura si vede.

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    • Più che capire, con la poesia moderna occorre abbandonarsi e gustare, che è proprio quello di cui tu parli. La saggezza è un altro discorso:s’impara vivendo, ma io sono più pasticciona che saggia, non dubitarne.

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  5. Per me il viaggio nella culla-poesia. Trovo molto belli la parola piagata (la parola nata dal dolore ), il buco nero della grande galassia ( l’abisso dell’incoscio ) cieca fra ciechi per cataratte d’anima ( l’impossibilità di cogliere in pieno la verità cui aneliamo ) in questa solitudine mi trovo ( nel pensiero solitario trovo gli altri ).
    Più che mai stimolanti i tuoi “barlumi” in poesia.
    ciao

    franca

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  6. In questa poesia vi sono delle immagini metaforiche bellissime: il tutto è rapportato alla condizione umana sulla terra, dalla nascita al passaggio nell’aldilà. Finezza di pensiero, profonde osservazioni, la poesia è luce che perfora e illumina anche i pertugi angusti.
    Buon tutto, cara Mimma.
    un bacio
    annamaria

    p.s.(bellissimo anche il dipinto e la sua elaborazione)

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  7. oh, Mimma, in bilico fra cielo e terra… questo tuo stare avvolta nell’anima, questo tuo sbocciare in immagini e poesia!
    Meraviglioso post
    baci

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  8. Mimma, trovo di una deliziosa coerenza e consequenzialità l’incipit e la chiusura, laddove per cataratte si può prendere una vista e trasformarla in cateratte!
    Breve e secco, efficace volo di rondine sulla nostra condizione umana…

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  9. L’indiarsi delle due figure, corpi lucenti, che si lasciano portare, fiduciosi, fluttuanti nei colori, fino al centro dei cerchi: è splendida questa tua elaborazione, dà la vertigine e insieme conferma la stabilità del sentire.
    I versi sono anch’essi luce, ti afferrano e ti illuminano, salgono oltre l’incertezza e l’intuizione.
    Un abbraccio mia cara amica
    Tua Flavia

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  10. Benvenuta, Flavia. Le due figure del tema in realtà sono simultaneamente una sola e rappresentano l’umanità trasportata dalla vita. I tuoi commenti sono sempre poesia essi stessi. Ti pensavo stamattina e progettavo di scriverti, ma sei arrivata prima tu, com’è bella questa sintonia.

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  11. E’ bellissima e misteriosa o forse solo semplice, come tu suggerisci negli ultimi tuoi versi. Sto un po’ meglio, vedi: riprendo a sentire e a corrispondere. Grazie Mimma per il tuo affetto e per la tua costante, preziosa vicinanza. Buona domenica. Flavia

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