Le mani sudate

 

La poesia è un fiore inutile che guizza
e sappiamo così poco da essere
niente vedendo ancora meno, ma
siamo membrane di ego o vuoti a perdere. Talora
una verità brilla tra i gioielli di plastica. E
nel giardino di tombe
quel fiorellino a sorpresa che osa vivere
solo.

La mia anima si è timbrata sulle tele e in poesia
a comunicare gioia senza raccolto, così
mi accartoccio nel dolore che ride
per non piangere. Tuttavia
sul dirupo un fiore. Insignificante ai più
agli altri ridicolo, a me vita.

                                                                                                      Domenica Luise

(Fotografia di Domenica Luise) 

 

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28 thoughts on “Le mani sudate

  1. Vita, ossia speranza! Armonia e classe in questa poesia che nel giorno della celebrazione del lavoro invoglia alla riflessione sulla moria di questo mondo; ecco che spunta il fiore: la vita si rinnova anche sui dolori.

    Buon primo maggio, un abbraccio mattutino.
    annamaria

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  2. Forse la poesia sarà inutile per il “conto in banca”,mai per gli occhi che ne videro l’oro del fiore.
    Buon Primo Maggio.E’ solo un giorno ma…piove (almeno qui da me) e questo almeno assicurerà la vita dei fiori sparsi un pò ovunque.Mirka

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  3. chissà se mi capisci.
    fin da bambino ho amato gli insetti a “corazza dura” quelli che non fa schifo prendere in mano: grilli, cicale, maggiolini, scarabei….
    in questo periodo mi capita spesso di parlare di cetonie che ho sempre chiamato -scarabeo dorato- il più bello in assoluto per me che a questo coleottero mi sento di assomigliare ogni volta che mi accosto alla poesia.
    Nei giardini dei poeti faccio come la cetonia dal volo pesante e sgraziato, tuffandomi nel fiore che mi attira per il suo profumo (solitamente rose, qualche volte la peonia). Spesso fatico a comprendere l’essenza ma m’inebrio e mi abbandono ai suoni che la sostanza del fiore suscita in me e li trasforma in musica e canto, insignificante ai più, agli altri ridicolo, a me vita. Vivo di musica.
    L’immagine del fiore giallocromo che osa vivere solo, mi fa pensare immediatamente al colore del semaforo : giallo, attenzione ci sono anch’io, sono delicato ma sono forte, ho la mia importanza, chiedo rispetto ai giardinieri che mi spezzano le gambe e mi fanno morire in un vaso, rispetto alle api che frugano la mia essenza a la trasportano via per fare il loro miele,e a voi povere cetonie distratte e sventate chiedo solo di fare un atterraggio morbido tra i miei petali.

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    • Ma certo, Fausto: ti capisco anche perché sei chiarissimo nelle cose belle che scrivi ed è proprio così che ci si tuffa nella poesia moderna: alla cieca e a corpo morto, facendosene inebriare.
      Tante volte, quando commento (sempre con tremore) poesie ermetiche dove, razionalmente, si capisce poco o nulla, mi trovo in difficoltà, così incomincio a leggere e rileggere il testo fino a che, in un attimo, si chiarisce da solo. Allora scrivo quello che sento con la maggiore naturalezza possibile.
      Con la poesia ci vuole anche umiltà sia per gli autori che per i lettori, altrimenti non si crea niente e chi legge non può capire.

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  4. Mi ha colpito alla prima lettura. Per me è tra le tue più riuscite, non per la tecnica ( che pure c’è), ma per i sentimenti che arrivano in pieno: sincerità, dubbio, spaesamento, consapevolezza di ciò che è necessario alla tua vita. (Il piccolo anemone giallo è tutt’altro che ridicolo o insignificante). Le mani sudate per la fatica o l’emozione? Entrambe, immagino.
    Baci
    franca

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    • E brava Francuzza, che ha notato il titolo: hai capito bene. L a tecnica è indispensabile se vogliamo scrivere bene, altrimenti una poesia o un quadro “riescono” di tanto in tanto e non abbiamo gli attrezzi per un buon lavoro. Se ignoro la grammatica e la sintassi del periodo, come posso scrivere poesia? E se ignoro la prospettiva, come posso dipingere un paesaggio? Per non parlare della figura umana.

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  5. Certo non è facile sorridere di questi tempi ,
    dobbiamo però imparare a essere felici perché domani non sappiamo se sarà peggio o meglio.
    Augurando a te e a tutti un sereno 1° Maggio .
    ♥ vany

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  6. “La mia anima si è timbrata sulle tele e in poesia.”
    E io aggiungo che “il tuo cuore generoso lascia il suo segno in chi ti legge, in chi ti conosce, in chi ti apprezza”.
    Di una bellezza malinconica questo tuo testo, ma d’altra parte i tempi che viviamo non spingono verso uno sguardo positivo sulla realtà.
    Ciao.
    Piera

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  7. Sulla terra c’è posto per ogni cosa, dalla sequoia al miosotide.
    Soltanto l’uomo non trova mai la giusta dimensione…
    L’arte aiuta a portarsi oltre, che sia pittura o poesia, riesce a sconnettere dai dolori, dalle angosce, dalla consapevolezza del male, almeno per quel breve tempo della realizzazione.
    E crea intorno una protezione sufficiente a procedere negli angusti giorni.
    Un testo veramente ricco di sfumature, a più livelli di comprensione. Piaciuto molto.

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    • È vero, Cristina: l’arte esige una tale concentrazione che assorbe ogni energia e distrae dal quotidiano elevando. Il più intenso è quello che si prova nel momento creativo, che talvolta può fluire libero, talvolta no e allora bisogna insistere, leggere e rileggere una poesia fino a dare il meglio di sè condensandola e togliendo spietatamente tutto il superfluo, ma sempre accettando l’imperfezione che non può mancare essendo le parole simboli umani imperfetti. Lo stesso faccio quando dipingo: mi siedo davanti al quadro, guardo e cerco dove ritoccare, posso stare anche qualche ora in più riprese. Per me funziona così, per altri diversamente, il risultato è un coro di assolo. L’arte fa bene per primo a chi la crea e subito dopo a quelli che guardano e ne godono. Immerge in sè e poi, passato il momento creativo e quello della scoperta di un autore, qualcosa di importante rimane, come un substrato interiore che viene coltivato per fiorire.
      Tu scrivi: ” E crea intorno una protezione sufficiente a procedere negli angusti giorni. ”
      Già. È un cammino interiore che talora ci fa arrampicare, altre volte riposare in oasi, ma sempre vivere al cento per cento.
      Scrivi ancora: “Soltanto l’uomo non trova mai la giusta dimensione”.
      Ciò fa parte della sua grandezza, che cerca sempre l’oltre.
      Però possiamo esercitarci a godere di ciò che abbiamo, anche di un fiorellino ridicolo che luccica nel sole.

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  8. Buonanotte, lillopercaso. Mi sono cercata l’immagine della cetonia su google ed è proprio quel magnifico animale squillante e verde al quale pensavo, dal volo sgraziato eppure sicuro. Ieri nel mio giardino è passato un calabrone nero, sembrava un elicottero e non dovrebbe essere tanto agile nemmeno lui. In un’altra mia favola il calabrone è un pugile malcontento perché la moglie l’ha abbandonato…ah, ah, ah, come mi diverto. Quel calabrone nero mi fa visita ogni giorno, se mi apposto oggi forse lo fotografo perché sta sbocciando un cespuglio di iris selvatici celesti e ieri ha tentato un fiore ancora chiuso, oggi potrà entrare, pranzare e compiere il suo dovere di insetto impollinatore.

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  9. Oh Mimma, la primavera, i fiori, ti stanno dando splendide ispirazioni. E non accartocciarti nel dolore. I momenti bui prima o poi passano. Un bacio amica dolce

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  10. Mi è piaciuto molto ogni verso di questa poesia e la foto del fiorellino che hai valorizzato è stupenda! Così lucido e giallo da sembrare finto di plastica, sullo sfondo verde scuro sfocato… “La poesia un fiore inutile” che però a chi lo sa cogliere può donare veramente tanto dando un senso alla vita. Ti sembra poco? “La mia anima si è timbrata sulle tele e poesie a comunicare gioia senza raccolto”. Credo tu voglia dire come riesci ad esprimere così la tua anima ma forse senza trovarne un corrispettivo negli altri che spesso ti deludono… Un caro saluto

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  11. Perché noi donne andiamo matte per i fiori? Perché sono inutili. Non si mangiano, muoiono subito, non hanno forza adesiva, sono soltanto belli. Ecco perché li amiamo: per la bellezza senza scopo.
    Anche la poesia è bella e inutile. Uguale.
    Gratuita.
    E anche i commenti sono simili. Danno soltanto gioia.
    Grazie, grazie, grazie a voi.

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