Strade

La poesia mi culla. Rido
piangendo in fili d’erba o parole
a cui appendere l’universo.

La lupa ulula il suo canto, ma
i lupetti dormono.

C’è rumore di una zampa tra i rami
tracce
e freddo. Odori di vita
lotte, speranze di legno
e piatti di neve. Talora
una lucciola esiliata con le batterie scariche.

Ti ricordi tutte le lucciole in giardino
a Messina, quand’ero ragazza? Ma
allora era estate. Vivevamo
vivevamo. Accanto
c’era un enorme albero di passerotti.

E quelle scale così lunghe.

                                                                                                  Domenica Luise

(Elaborazione grafica di Domenica Luise)

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18 thoughts on “Strade

  1. le lucciole le ho incasellate nella memoria a fine maggio nei prati di fieno alto e nei primi giorni di giugno quando il grano biondeggia, però so che ne esistono centinaia o forse migliaia di varietà e nel migliaio di km che dividono le nostre regioni sicuramente sono diverse.
    E’ strano no, Mimma, si pensa alle lucciole e si immagina subito al romantico lumicino quasi che quelle che prima illuminano la Lombardia poi si spostino in Sicilia ma non è così, la strada è troppo lunga e poi ci han pensato i diserbanti a spegnere queste piccole stelline di campo.

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  2. Le lucciole sulla collina di Lettere, un piccolo paese sul golfo di Castellammare di Stabia, l’unico ricordo che ho di mio padre e mia madre insieme.
    Questi versi hanno un sentore antico. Conducono a pensieri contrastanti, seppure rimescolati con i colori della tua memoria.
    E quelle scale che parevsno portare chissàdove…

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    • Cristina, quanto sono amari, talora, i ricordi dei figli che soffrono orribilmente per l’egoismo degli adulti. Davvero essi non sanno quello che fanno. Quelle scale erano reali, ma anche interiori. Talora, la notte, sognavo di scenderle sorvolandole. E forse portavano sul Golgota, dove tutti andiamo più o meno speranzosi di risorgere chissà quando e come o almeno che il nostro pensiero abbia una forma di eternità e parole per poetare. O forse non parole. Non so è il gemito umano più frequente.

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  3. Buonasera, cari ragazzi e ragazze, oggi qui è mancata la luce fino alle sedici e trenta, pare che adesso abbiano riparato il guasto. E la luce fu! Le lucciole vivono soltanto in ambienti sani, dovremmo preoccuparci di vederne ormai così poche e raramente. Cristina, i refusi, lo dico sempre, hanno zampette proprie e si arrampicano dovunque, però di buono c’è che si distinguono facilmente dagli errori di ignoranza ripetuta. Un gesto di misericordia verso il ragioniere imbroglione del mio “Il genio incompreso” almeno l’ho avuto: non l’ho fatto anche ignorante in grammatica.
    Buonasera a tutti e vivete felici o almeno fate del vostro meglio.

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  4. Sono i ricordi a generare i versi più belli. I tuoi sono più che belli, Mimma, hanno un candore che è difficile trovare di questi tempi. Non è meraviglioso sentirsi ancora bambini dentro? Un bacio

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  5. Una poesia a versi liberi che comincia e termina con quel fruscio, un alito profumato di speranze che sanno di legno verde , che penetrano nella pelle fino al cuore, come un vento che non concede respiro se non quando si lascia andare tra le tracce di quell’odore di vita che si rasserena rimembrando quei lupetti che dormono riflettendosi in quei piatti di neve che brillano al sole.
    Cara Luise,ma quanto sei brillante e carina ,carina ,e dolce nel descrivere queste tue sensazioni, questa tua è tutta burrosa e tutta da leggere.
    Buon Venerdì!!
    1 Abbraccio ♥ vany

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    • Hai ragione, frantzisca, ma l’interpretazione di una poesia dipende molto dall’età e dal vissuto, da quanto il lettore ha sofferto la solitudine e la delusione. Ringrazio quindi Iddio di fronte a una tale innocenza, che mi sento soltanto di accarezzare maternamente, come per consolarla in anticipo.

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  6. Una lucciola esiliata, con le batterie scariche è un’immagine triste ma di chi ha vissuto intensamente e ha dato tutto quel che poteva… (spesso mi sento così anch’io).
    Un saluto, Linda 🙂

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    • Io ho scoperto, Linda, che dare oltre il dovuto è sempre sbagliato oltre che ingiusto. Nella vita ci vuole equilibrio e gli altri (i beneficati) ci debbono rispetto e affetto. Perché nulla c’è di peggio al mondo di una lucciola con le batterie scariche oppure di una mamma delusa dai propri stessi figli, che tace continuando il servizio ad infinito. Che strano esempio mi è venuto, forse perché cercavo proprio un concetto estremo.

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