Terzo millennio: gli omini verdi

Quando la pittrice quella mattina si guardò allo specchio per mettere la crema idratante che cancellava le rughe istantaneamente, trovò delle strane sfumature verdi, specialmente sui pomelli. Le labbra, poi, erano verde bandiera e gli occhi brillavano tanto che sembravano fosforescenti.
Restò a bocca aperta, ma anche i denti erano verdastri.
Si guardò le unghie: assortite alle labbra.
Terrorizzata chiamò l’ambulanza e si fece portare al pronto soccorso.
Il colorito verde intensificò fino al massimo della sua densità. La pittrice sembrava un prato in primavera e nel pronto soccorso le dettero assoluta precedenza.
<Qua ci vuole il prete> proclamò il primario, <forse è opera diabolica>.
Venne il prete e disse:< Figliola, quali sono i tuoi peccati?>.
<I soliti, padre, sempre gli stessi: ho tradito mio marito con uomini diversi, ho usato la gattina della vicina come tiro al bersaglio e l’ho ammazzata con una freccia, ho fatto la dichiarazione dei redditi falsa come tutti gli anni certificando un introito di duemila e trenta euro per l’anno passato, ho scritto lettere anonime piene di calunnie e ho rubato un bracciale di oro vecchio alla mia vicina Mimisia quella volta che mi ha invitata a pranzo, era un caro ricordo della sua defunta madre. Nient’altro, come può vedere tutte venialità> .
<Figlia, non sarai stata anche invidiosa di qualcuno?> chiese il prete, che era un vecchio saggio e sapeva le cose della vita.
<È vero, padre. Ho invidiato quella Mimisia perché dipinge meglio di me e scrive meravigliose poesie sul suo dannato blog. L’avrei strangolata volentieri con una calza di nylon, però non l’avevo perché era estate e stavo a gambe nude>.
<Se non smetti di invidiarla il colore verde non passerà mai>.
<Allora come posso fare?>
<Cerca di sostituire l’invidia con l’amore>.
La pittrice rispose di sì e intanto pensava che anche il prete aveva gli occhi verdi che mandavano lampi, difatti era invidioso di un suo collega perché aveva preso la terza laurea, il quale a sua volta verdeggiava  perché un suo compagno di seminario, meno devoto di lui ed anche meno intelligente, era stato elevato alla porpora cardinalizia, intanto il cardinale era verde d’invidia per il papa eletto, il quale anche lui diventava sempre più verde perché era invidioso del proprio segretario, baldo giovane pimpante non artrosico.
Quel giorno medici e infermieri verdi si agitavano dicendosi l’uno con l’altro: <Ma di che colore sei?>, fuori dall’ospedale non andava meglio e in poche ore finì che soltanto i bambini neonati rimasero rosei.
Non tutti i verdi erano uguali, si andava dal color germoglio al marcio seguendo le diverse sfumature. Le epidermidi risultarono refrattarie a qualsiasi rimedio anche drastico: impacchi di bicarbonato, che fa bene a tutto o quasi, bagni di succo di limone, acqua ossigenata e ammoniaca, detersivo per piatti, perfino la varechina della biancheria e gli smacchiatori di marche varie. Niente da fare, verdi erano e più verdi diventavano, se si pungevano con la spina anche il sangue era verde. Il malumore dilagò e tutti incominciarono a dire, prima sottovoce e dopo urlando nelle strade e dai mass media, che la colpa era della politica e si erano messi d’accordo per sterminare la popolazione dai cinquant’anni in su senza pagargli la pensione. In giornata subito si formarono gruppi di studio dei medici più prestigiosi, compresi i premi nobel e i veterinari, per trovare l’origine e il rimedio di tale fenomeno, specialmente protestavano i più invidiosi, ai quali venivano le orecchie a sventola, il naso adunco e un grosso artiglio ai due indici delle mani. Li isolavano in camere senza specchi anche perché si rotolavano per terra con le convulsioni e la bava alla bocca, verde anch’essa. Non si capiva se fossero infettivi, il pronto soccorso andò in tilt in tutti gli ospedali, vennero chiuse le scuole e i mafiosi si nascosero nei bunker preparati per sfuggire alla polizia, ma anche i poliziotti si rintanavano vergognosi di quel colore sgargiante. I peggio combinati erano i poeti, ai quali nulla mancava, né gli occhi saettanti, il naso adunco e le orecchie a sventola e nemmeno una specie di cresta ritta sulla testa che li contraddistingueva. L’evento fu comune e definitivo così tutti, per tornare al colore normale, incominciarono a fingere di amarsi, ma non era una cosa facile e non poté funzionare, allora parlarono di evoluzione, alla quale diedero ogni colpa.
Il che spiega come mai, quando sulla terra arriva un’astronave aliena, subito si racconta che “i marziani” siano omini verdi, provenienti da una civiltà più evoluta della nostra. Ormai anche noi ci siamo evoluti dignitosamente e omologati al verde universale. Mal comune mezzo gaudio. Perché smacchiarci? E se anche ci trasformassimo in piante sostituendo la circolazione sanguigna con la fotosintesi clorofilliana, perché considerarla una regressione? L’importante è la salute e il conto in banca. In quanto alle convulsioni, si potrebbero considerare una forma di danza moderna nuovissima e prestigiosa: il ballo di santa invidia.

                                                                                                    Domenica Luise

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18 pensieri su “Terzo millennio: gli omini verdi

  1. Mimma piena di colori, di ironia, di sana gioia del vivere. Mimma a cui va bene anche il verde, il colore della rabbia, della bile, ma che diverte, fa bollicine come uno Sprite in un racconto bello come questo. Sai quanto ti ammiri, un bacio

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  2. Ciao Mimma
    eccomi e vedo che è sempre un gioiello
    ciò che ci proponi.
    Il mio colore è ormai indefinito
    tra il verdognolo e il giallo bile,
    non di invidia ma di quell’insopportabile
    colore delle tasse che sono necessarie
    se solo le pagassimo tutti.
    Ma forse questa è un’altra storia.
    Un abbraccio
    un sorriso
    Chiara

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  3. orpo! credevo che il verde fosse un colore rilassante e tranquillizzante… ma non nella sua accezione biliare, in effetti.
    Mimmaccia, come direbbe Benigni !!!!
    😉
    baci!

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  4. Che dire cara Mimma, se non che ti ho letta con grande gioia e trasporto: mi piace come racconti le favole, metti il buon umore e porti a fare considerazioni che ben conosciamo ma che sono di piacevole riflessione.
    Credo che il mondo tutto sia invidioso, anche chi crede di non esserlo: sotto, sotto butta l’occhio e vorrebbe magari essere o avere ciò che non gli è possibile ottenere, forse perché non s’impegna abbastanza o perché vi sono dei limiti naturali nella vita. Esiste l’invidia distruttiva, e l’invidia mascherata da desiderio a fin di bene.
    Bravissima!
    un abbraccio mattutino
    annamaria

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  5. Eccomi qui, poco fa mi sono guardata allo specchio, ho tutti i sintomi della vecchiaia, verde anch’essa. Stavolta mi sono divertita non poco, nel prossimo post torniamo alle cose serie, ammesso che io sia capace di NON SCOPPIARE A RIDERE per più di due ore consecutive. L’altra mattina stavo dicendo le mie preghiere, ancora dovevo pubblicare questo racconto buffo, quando mi sono tornate in mente le creste verdi dei poeti. E ho pensato che erano di vari modelli: arricciolate, godet, con aggrappature. A questo punto sono esplosa a ridere senza potermi frenare, ero anche sola in casa, potevo sfogarmi. Ho riso finché ho voluto e spero che anche Gesù si sia divertito: con me è abituato a tutto.
    Chissà se gli è mai capitata una preghiera come la mia? E che commento scriverebbe qui dentro?
    Ma LUI tace: da Persona superiore.
    Sono lieta di avervi divertito un po’, è una delle mie migliori aspirazioni. Tutti lo dicono: ridere fa bene.

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  6. Che bello ridere così ! Proprio di gusto. Ah come sto bene! Mimma tu sei una medicina miracolosa. Ma come hai fatto ad arrivare fino in fondo. Io quando sono in macchina a consegnare il pane e penso a cose allegre come quelle che hai scritto tu, devo mettere la freccia e fermarmi ad asciugare gli occhi che lacrimano come se fossi un disperato che se mi vede qualcuno potrebbe pensare che è successa una disgrazia. Sussulto e rido e chissà quando arriva mia moglie se riuscirò a leggere per intero questa pagina.
    Grazie , grazie tante se tu fossi ora qua ti abbraccerei e ti farei ballare anche se non so muovere un passo, magari tolgo le scarpe, fa meno male.
    Una curiosità ma come fai ad affogare qualcuno con la calza di nylon , non è che volessi strangolarlo invece.

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    • Ah, ah, ah, falconieredelbosco, le tue reazioni alle mie fiabe buffe sono altrettanto buffe, genuine e vivaci, grazie, non sai quanto mi diverto a leggere i tuoi commenti. Ho subito sostituito “affogare” con strangolare, grazie per averlo notato. Una volta un amico al quale avevo regalato una mia pittura mi prese tra le braccia (stavo ristrutturando casa e la stanza era vuota) felicissimo, disse: “Stai tranquilla, non ti faccio male” e si mise a girare vorticosamente su se stesso, il mio corpo si sollevò, ai tempi ero piuttosto magra, e fu una sensazione bellissima. Per quanto riguarda il ballo, io in qualche modo me la cavavo, ma ormai dovresti fare i conti con la mia artrosi articolare, anche sollevarmi è diventato più difficile perché peso di più. Ah, ah, ah, evviva il riso, che è anche buono da mangiare oltre che liberatorio. E poi, tua moglie cos’ha detto?

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  7. Uhhh, MImma, hai fatto una epidemia di invidiosi, effettivamente, credo che più di una volta, lo siamo stati tutti, per cose superflue o meno. Ma quella degli alieni è davvero strepitosa, loro sì che si sono evoluti in fatto di invidia. Molto divertente, smackkkk, ti voglio benee, e sai cosa t’invidio ? Che abiti vicino al mare, a due passi, mamma mia !
    Ma come tutte le cose hanno le loro controindicazioni, ci rifletto e quindi poi smetto di invidiare !

    Baci, sei grande !

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    • Ah, ah, ah. Mi chiedevo seriamente anch’io come mai l’altro ieri mi fosse uscito d’urgenza questo racconto buffo, nel quale mi sono divertita moltissimo fino a ridere forsennatamente da sola. Dopo qualche giorno ho capito: mi era stata raccontata la persecuzione vera e propria sul posto di lavoro di un giovane uomo super intelligente, ti giuro che ero rimasta a bocca aperta per le lampanti ingiustizie. Io li avrei fatti finire in televisione, a mi manda rai tre e sui giornali, li avrei svergognati uno per uno. L’intelligenza dà fastidio agli imbecilli, e così è uscita la favola e nemmeno io stessa ho capito subito da dove mi fosse venuta.

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  8. Non importa capire come ti è venuta, importante invece prendere atto della tua sempre attenta analisi, che sì è posta in modo scherzoso e divertente, ma fa molto riflettere chi ha voglia di quardarsi allo specchio e con sincerità riesca a “vedere” di che colore è.
    Ciao grande Mimma.

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    • Cara frantzisca, benvenuta. Da un po’ sul tuo blog trovo sempre la stessa poesia, quella illustrata col macinino, è il blog giusto? Ne hai un altro? Abbiamo pasticciato un po’ tutti dopo la chiusura di splinder, uffa. Comunque mi sto abituando a wordpress, tanto poteva anche andare peggio e perdere i testi. Ti penso spesso, frantzisca, sono contenta di averti conosciuta anche di presenza insieme a Cristina. Grazie per i tuoi commenti e l’affetto, ricambio tutto.

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      • Sì cara Mimma è il blog giusto, l’ho aggiornato oggi, come sai il lavoro mi lascia poco tempo, ma la domenica approffito per visitare gli amici più cari leggerli e qualche volta posto.
        Un caro abbraccio

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