Azzurra

<Gesù, io quando sono grande mi sposo a te> sgrammaticò la bambina porgendogli un mucchietto di more su una foglia di fico. Poteva avere forse qualche otto anni, capelli neri lisci strizzati in due treccioline che le battevano di qua e di là, occhi neri anch’essi e un sorriso da prima cotta urgente.
Egli prese le more e le mangiò di gusto, <Ma quando tu sei grande io divento vecchio> rispose tra un boccone e l’altro. Dette un’occhiata storta a Pietro e Giovanni che stavano ridendo esplicitamente.
“Peccato che deve diventare vecchio” pensò la bambina, “è tanto bellino adesso” e lo guardò fisso perché non voleva dimenticarlo mai in tutta la vita. A quei tempi non avevano ancora inventato la macchina fotografica, purtroppo.
<Ah, sei qui, Azzurra> disse Veronica, <ogni tanto questa sparisce, ti viene appresso continuamente, non fa che ripetere le tue parole. Hai una discepola fedele>.
Azzurra divenne scarlatta fino agli occhi:
<Sei diventata rossa, sei diventata rossa> si misero a scherzare i discepoli beccandosi un’altra occhiataccia di Gesù, che le mise una mano sul capo. Lei, oppressa da un allargamento inaudito del cuore, che sembrò spezzarsi, chiuse gli occhi e sbiancò lampantemente.
<Ti senti male?> chiesero i discepoli, anche sua madre s’impressionò.
Vide che la piccola si era graffiata raccogliendo le more e la portò a casa per lavarla.
<Non devi disturbare il maestro> le disse ripulendola, <lui ha tante cose importanti da fare>.
<Che cose?>.
<Guarire i malati, per esempio>.
In quell’attimo le piccole ferite di Azzurra si rimarginarono, la pelle liscia, senza nemmeno un’arrossatura.
<Guarda, mamma, sono guarita> trillò la bambina, e scappò fuori di nuovo a cercarlo.
Intanto Gesù aveva risanato un lebbroso, che era in ginocchio ai suoi piedi: <Vai, e non peccare più> gli stava dicendo lui.
Quant’era bello con quegli occhi azzurri e i capelli d’oro, ad Azzurra sembrò che mancasse il respiro, forse per la corsa. Si buttò ai suoi piedi accanto all’ex lebbroso e incominciò a gridare che anche a lei erano guarite tutte le graffiature dei roveti.
Le persone si misero a ridere, ma Azzurra continuava a strillare:<Guardate, guardate> e agitava forsennatamente le manine.

<Mamma, perché mi avete chiamata Azzurra?>.
<Perché è il colore che piace di più a me> rispose Veronica, <e così ha voluto il tuo papà>.
Azzurra non ricordava nulla di lui e ne aveva avuto sempre una grande nostalgia anche perché i compagni la prendevano in giro e la chiamavano orfanella, ma alla mamma non l’aveva mai detto perché aveva paura di darle un dolore.
<E il mio papà somigliava a Gesù?>. Veronica sospirò.
<Tesoro, gli ebrei biondi sono rari. Il tuo papà era bruno, con gli occhi neri e più basso di Gesù>.
<Mamma, forse Gesù la notte sente freddo, gli facciamo una sciarpa bianca? Però ai due lati ci voglio mettere una striscia azzurra come i suoi occhi.
<E anche la frangia bella lunga,tesoro. Domani incominciamo il lavoro>.
Fu così che Azzurra imparò a tessere, ad aggiungere un colore diverso e a intrecciare la frangia. Ci impiegò il suo tempo, otto mesi cucendo e scucendo, ma volle fare solo lei la sciarpa, bisognava poi pensare ad una confezione elegante. Nulla le pareva abbastanza bello per lui e si disperava, alla fine, bene o male, il pacchetto fu pronto ed uscirono, madre e figlia, col loro dono, la bambina ancora un po’ insoddisfatta.
Fuori c’era una marea di uomini agitati, mendicanti, soldati, anche facce brutte e si sentivano volare bestemmie. In lontananza videro Maria, Maria Maddalena ed altre donne, qualcuno sussurrò all’orecchio di Veronica che stavano crocifiggendo Gesù.
Riportò subito a casa la bambina, che non aveva capito, le disse di non muoversi perché c’era pericolo e corse a vedere senza accorgersi di stringere sempre il pacchetto con la sciarpa in mano. Egli camminava sotto una grande croce e nessuno avrebbe guarito tutte quelle ferite.
Grondava sudore e sangue. Veronica si lanciò in mezzo ai carnefici e gli asciugò il volto con la sciarpa di sua figlia.
Gesù la guardò in un lampo di azzurro.
In quel momento gli occhi della piccola divennero di quell’identico colore.

                                                                                                          Domenica Luise

 (Elaborazione grafica di Domenica Luise)

Vi metto i link delle fiabe religiose che ho pubblicato su questo blog per Pasqua negli anni passati:

https://usignolamimma.wordpress.com/2011/04/23/la-notte-del-sabato-santo/#comments

https://usignolamimma.wordpress.com/2010/04/01/il-pane-di-maria/#comments

https://usignolamimma.wordpress.com/2009/04/10/la-cagnetta-di-maddalena/#comments

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27 thoughts on “Azzurra

    • Buongiorno, Gilberto. Anch’io mi sono commossa immaginando questa storia, se una bambina si fosse presa la prima cotta per Gesù, lui cosa avrebbe fatto o detto? Ecco la domanda. Sarebbe stato amore azzurro. Questa è la risposta, ma nello scrivere non ho pensato a niente, mi sono calata nella fantasia e nella speranza. Da quando l’altro ieri ho inventato questa favola io mi sento come se fossi Azzurra, anche se ho gli occhi di un comunissimo marrone.

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  1. l’azzurrità è destino di chi crede fermamente in un sogno.
    il Gesù iconografico probabilmente ha gli occhi azzurri per questo.
    in realtà era più o meno come il papà di Azzurra.
    ma tu non ti smentisci mai con queste tue favole metafisiche, che sarebbe più appropriato definire metatutto.
    scrive bene Gilberto, dire di più sarebbe interrompere qualcosa, quel filo multicolore che ti fa raccontare fiabe-aquiloni.

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    • Ciao, Cristina! Non ha nessuna importanza come fosse in realtà Gesù fisicamente, tuttavia quand’ero ragazzina ho letto su Selezione un magnifico romanzo condensato, del quale non ricordo, purtroppo, l’autore, dov’era protagonista, durante il periodo dell’oppressione nazista, un ebreo alto e biondo che sembrava un ariano e che quindi girava libero aiutando tutti gli altri, bastava che si facesse vedere e lo confondevano con un tedesco, e c’era scritto che gli ebrei biondi sono rarissimi. Fantasia o realtà, nel mio caso importava soltanto perché quella rarità ha affascinato la bambina. Hai detto bene : non sono gli occhi azzurri, è l’azzurrità interna. Io mi sono immaginata ogni cosa, ma chissà quanti furono, ai tempi, gli annessi e i connessi di cui ignoriamo tutto.

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  2. Bella.Un cuore puro opera sempre miracoli.E i bimbi quasi sempre lo sono.Anch’io ho due figli con gli occhi azzurrissimi come un mare trasparente e profondo insieme.Ora però sono uomini grandi per essere chiamati adulti dagli occhi “azzurri” ma…solo profondi.Solo Gesù fu esente da contaminazioni e pochi pochissimi altri.Mirka

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    • Buongiorno, Bianca. Non sappiamo se realmente Gesù avesse gli occhi azzurri, l’iconografia classica lo rappresenta così ( azzurro dello sguardo e l’oro luce dei capelli) per accentuarne la bellezza fisica, ma soprattutto la provenienza divina. Gli ebrei, di norma, sono bruni e non molto alti, ma questo è soltanto l’aspetto esteriore fisico: potrebbe avere importanza soltanto per una bambina di sette anni alla sua prima cotta romantica.

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    • No, Violetta, di figlie così di Veronica non c’è traccia nei vangeli, mi sono immaginata tutto. Però tu hai ragione: altre bambine ci saranno state che si sono innamorate di lui invece che del compagno di scuola, se questa vicenda è fantasiosa, chissà quante storie simili intorno a Gesù ci furono di cui non è rimasta traccia. E noi, intanto, abbiamo toccato insieme un po’ d’amore pulito.

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  3. Come scrivevo sopra, se anche la situazione non fosse andata come l’ho immaginata, il che è molto probabile, chissà quanto amore ha suscitato Gesù nel cuore degli innocenti. L’amore provoca amore, è normale. Tu sai che io, a Pasqua e a Natale, scrivo sempre una fiaba religiosa che vi consoli, abbracci e faccia bene allo spirito. Quest’anno non avevo niente e così mi sono sistemata le poesie da pubblicare sul blog, l’altra mattina ho pensato, come se fosse Gesù a dirlo: Scriverai una favola di Pasqua. Ho risposto alla mia testa che ci sarebbe voluto un miracolo e non ci ho pensato più. La sera poltrivo davanti all’Eredità di Carlo Conti e ho sentito che un concorrente ha detto che sua figlia si chiamava Azzurra. Immediatamente è venuta fuori tutta la favola, che ho scritto l’indomani mattina in pochissimo tempo, io scrivo sempre rapidamente, ma stavolta sono stata un fulmine.

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  4. Potrei dirti che sono senza parole, gridare: Meraviglia!!!! Ma non lo faccio, perché appena ho inziato a leggerla, ho capito subito che era un capolavoro mimmiano e mi sono preparata, rigo per rigo, a un finale degno del contenuto. Ciò non toglie nulla alla tua bravura, alla tua straordinaria, rara fantasia. Un applauso Mimma, sei unica, e fortunate noi che abbiamo la possibilità di godere di tanto genio. Un bacio

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  5. Sarebbe bello che la nostra vita tornasse indietro e tutte noi bimbe potessimo essere per Gesù fonte di purezza , per alleggerirGli la triste sorte della Sua Vita .
    Ora possiamo solo attingere nella preghiera come ad una piccola sorgente per gioire, lodare e pregare Gesù il nostro Salvatore.
    GRANDIOSA MIMMA.
    Bacetto ♥ vany

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  6. Io molto spesso avrei voluto esserci, per aver conosciuto Gesù: da piccola, e anche dopo da giovanissima, desideravo ardentemente vedere Gesù. Anch’io l’ho immaginato con gli occhi chiari profondi e limpidi, e con i capelli di un castano dorato, e poi la voce profonda e dolce, ogni sua parabola ancora mi emoziona, specialmente quella del figliol prodigo.
    La tua favola mi ha fatto immaginare quella bimba innamorata più che altro del carisma di Gesù che sapeva attrarre folle immense: lui aveva parole di verità.
    Bravissima, come sempre, ti lascio un abbraccio di ammirazione.
    annamaria

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  7. Anch’io, cara annamaria, avrei voluto vivere a quel tempo per poterlo incontrare ed ascoltare. Nella favola l’ho immaginato biondo e con gli occhi azzurri, seguendo l’iconografia classica, ma ogni volta che l’ho pregato non l’ho mai immaginato fisicamente, ora che ci penso, lo sai che è strano? Almeno da piccola mi poteva venire la curiosità, una domanda, invece no. Forse perché l’amore che ho sentito per Lui nell’anima era talmente radioso a livello spirituale che non ho proprio pensato a come egli potesse presentarsi nella sua corporeità, nemmeno a quando è nato ed era un bambino proprio come tutti noi. Non ho neanche mai immaginato il colore dei suoi abiti, niente. Sì, è davvero strano per una fantasiosa come me.

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  8. profondamente commosso.
    i bambini mi fanno sempre questo effetto. anche io come Bianca ho due figli dagli occhi azzurri/blu.
    non importa di che colore fossero gli occhi di Gesù, ma la luce che emanavano e comunque in caso diverso la bambina del racconto potremmo chiamarla Bruna.

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    • Bruna o Azzurra è l’identica cosa: ciò che conta è l’amore. Buona Pasqua, falconiere del bosco, a te e famiglia e a tutti gli amici che passano dal mio blog, ma anche a quelli che non hanno tempo, a tutti con affetto fraterno.

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  9. Bellissima questa storia , l’ho letta ora dopo la fiaba giocosa sull’invidia… Quella fa meditare sulle meschinità degli esseri umani, questa ripropone la storia di Gesù attraverso gli occhi puliti di una bimba.Mi sono commossa, come mi succede quasi sempre leggendo le tue fiabe religiose! Sì, chissà quanti bimbi si ” innamorarono” di Lui, c’è anche l’episodio evangelico in cui gli apostoli tentano di allontanarli e Gesù li rimprovera dicendo : ” Lasciate che i piccoli vengano a me, perchè di essi è il regno dei cieli…”. Già, tornare piccoli nel cuore, essere puliti o almeno sforzarsi di esserlo, questo dovrebbe essere il nostro impegno quotidiano, non come imbrogliare gli altri per fare sempre più soldi! Sorellina mia, dal cuore pulito come quello di una bimba, dagli occhi marroni all’apparenza ma azzurri dentro, che traspaiono un animo gentile e puro, ti voglio bene e ti penso sempre. tua Iole.

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