Otto marzo 2083, festa della donna

Eva, distesa sul divano e col giornale sparso sulla pancia, a furia di fare finta di dormire per ascoltare i discorsi di suo marito col figlio si era addormentata davvero.
<Zitto Pipò, non svegliare la mamma o si arrabbia> fece lui a voce bassa strofinando il tegame incrostato dal sugo del ragù domenicale. Pipò guardò la mamma, che era corrucciata anche nel dormire.
<Poi si mette a rovistare in tutti gli stipetti e i cassetti della cucina per attaccare briga, una scusa la trova> continuò lui  imitandola con una mano sul fianco:
<Ecco, la pasta ha fatto gli animaletti, sei tu che non la consumi, sta lì iniziata da un anno>.
<Ma guarda quanta polvere qua sotto, non ci pulisci mai?>.
<Possibile che io ti debba sempre dire tutto? E metti il coperchio su quella maledetta pentola, perché dobbiamo sprecare tutto questo gas, poi dici che arrivano le fatture>.
Il signor Caio ammiccò al figlio, che pure lui si mise una mano sul fianco e continuò l’imitazione:
<Pipò, sparecchia. E stai seduto in cucina mentre papà lava i piatti, asciugali uno per uno e guai a te se li rompi. Dopo asciuga le posate, lo straccio deve passare tra i rebbi delle forchette. Non si chiamano denti, ma rebbi, quante volte te lo debbo dire>.
Pipò aveva sei anni ed era un attore nato. Risero insieme, Eva si girò nel sonno, il giornale cadde a terra e lei si svegliò. Marito e figlio si precipitarono, insieme, a raccogliere il quotidiano e a metterglielo delicatamente accanto.
<Accidenti, ma non hai ancora fatto il caffè? > bofonchiò con gli occhi semichiusi. Il signor Caio ingoiò il resto della risata e si affrettò ad accendere il gas sotto la macchinetta già caricata. Eva si girò verso il muro. Era soddisfatta, marito e figlio, quella mattina, le avevano portato la colazione a letto con un gran fascio di mimose e rose rosse, adesso Caio, sbrigata la pulizia della cucina, sarebbe andato a farsi la solita partita settimanale a scopone con Tizio, Sempronio e Smith, altri tre esseri a lui molto simili come personalità, e lei si sarebbe goduta tutto un pomeriggio con sua madre, ma appena lui sarebbe tornato l’avrebbe rimproverato per qualcosa:
perché aveva fatto tardi;
perché l’alito gli sapeva di liquore;
perché aveva portato in casa quella terribile puzza di sigaretta;
perché aveva perduto tempo;
perché era tornato troppo presto e lei non era ancora pronta;
perché mancavano i soldi: questo era  l’argomento jolly,  che andava bene in tutte le circostanze.
<Pipò, smettila di mangiare tutte quelle patatine> pontificò Eva dopo un minuto sentendogli fare cric croc. Pipò interruppe la masticazione di colpo, ormai era convinto che la mamma avesse un paio di occhi supplementari pure sulla schiena, sapeva sempre tutto.
Come sempre l’avevano svegliata.  E dire che poteva vivere libera, di maschio in maschio, come facevano tutte le sue amiche, tranne una che proprio sembrava innamorata del marito, nemmeno gli pigliava lo stipendio né lo fustigava se alzava l’occhio su qualche altra donna, non gli chiudeva la televisione per castigo, qualche volta, addirittura, cucinava per lui e non le veniva il mal di testa quasi mai.

                                                                                                             Domenica Luise

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26 thoughts on “Otto marzo 2083, festa della donna

    • me lo sono riletto…
      proprio da festa della donna. Sì, sì…

      e, mentre leggevo, (sono le cinque e cinquantasei, preciso…di mattina…preciso…) beh, è entrato in cucina …il Tizio e sai qual’è la prima cosa che ha detto?
      – hai telefonato più all’omino del vino?
      … sempre della serie “Mi fai?…mi dai?…mi chiami quello,..? Mi scrivi a quell’altro? Ma non hai fatto questo? ma non hai ancora fatto quello?…

      (Manco buongiorno!)

      Ecco.
      E… viva le donne!
      (e qualche uomo…qualcuno …uno in particolare…)
      😉

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  1. Carina questa storiella dell’8 Marzo ambientata nel 2083,anche se non credo che le cose per la donna si ribalteranno sino a questo punto.Ma anche se fosse a me non garberebbe tanto essere servita così nè dal mio compagno nè da un mio figlio/figlia.La parità è nel considerare le capacità complementari che generano le intelligenze,il rispetto reciproco,nel “muto” aiuto,nello stare insieme “liberamente” e per amore anche altelanelando sbadigli con qualche sbuffo e con molti sorrisi (mai svelati ma facilmente intuibili),senza mediazioni se non per le cose veramente importanti.Personalmente non amo fare il carabiniere che,una volta consolidata la fiducia il mio motto è “vivi e lascia vivere” messo in pratica sempre e ovunque e,anch’io conosco Tizio,Sempronio e anche Smith,ma a loro dò il nome,li chiamo col loro nome anagrafico oppure come si dice dalle parti emiliane con lo “scotmai” (nomignolo tenero-corrispondente) che,mai farei entrare nella cerchia dei miei amici o ia quelli appartenenti alla cerchia degli amici di mio marito persone dal nome messo in dubbio…
    Forse è troppo serio il mio commento per una storiella che voleva essere provocatoriamente buffa masu queste cose non mi riesce di mettere neppure il mio ben proverbiale sense of humor.Ecchè volemo fa?…Buon 8 Marzo DomenicaL.
    Ciao,Mirka

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  2. ecco il modo perfetto di festeggiare l’ottomarzo!
    mi hai fatto ridere tanto, cara Mimma, certo che sei una fonte inesauribile di idee…
    ahahah, me la vedo la tizia stravaccata sul divano, certo, basta fare una piccola inversione e il ritratto del maschio italiano, di un certo maschio, s’intende, balza agli occhi.
    ci vorebbe un sortilegio, e far provare loro almeno per qualche giorno che significa! ecco.
    ciao, Donna, buona giornata.
    con o senza mimose.
    cri

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  3. Non mi è stato concesso rileggere quanto ho scritto.Me spiace per gli eventuali errori o le correzioni eventuali che avrei messo qualora il tutto fosse risultato a me,veramente troppo serio.
    Ma la signoria vostra certamente comprendrà e da buona sicula scuserà ogni relativo,assoluto o eventuale.
    Ciao,Bianca 2007

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  4. Spiritoso il racconto, ma noi per adesso siamo come gli uomini di domani? Io credo che uomini e donne dovremmo smetterla di fare a chi è “superiore” e collaborare amorevolmente, facile la ricetta, ma perchè non riusciamo ad applicarla? Poi per adesso tutte le notizie dei tg sembrano bollettini di guerra, ex mariti o fidanzati o compagni che, non tollerando di essere lasciati, uccidono le donne e con loro spesso anche i loro figli… si, trattano la donna alla stregua di una proprietà! Per fortuna ci sono anche esseri ragionevoli che rispettano le compagne… sono pochi ma ci sono. Però… ci avete fatto caso ? Se è l’uomo a prendere la decisione di lasciare la donna lei deve sparire in silenzio, altrimenti è una cozza attaccata sul collo, è una rompiballe, è noiosa e appiccicosa… Mi ricordo il film ” La ragazza con la pistola” con Monica Vitti, un capolavoro anni settanta credo, uno dei primi esempi di una donna ” offesa nell’onore” che nel corso del film , dopo essere partita per uccidere l’uomo che l’aveva lasciata, alla fine capisce che lui non le ha tolto nulla ma è lui ad avere perduto l’occasione di avere accanto una donna come lei. Felice festa della donna a tutte e alla mia sorellina in primis. Iole.

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  5. Risate a denti stretti per noi uomini. Anche se facciamo discretamente la nostra parte, dobbiamo ammettere di essere sempre in debito con le nostre consorti.
    L’augurio che mi faccio è questo : che arrivi il giorno in cui non ci sia bisogno della festa della donna, né di quella dell’uomo, perché tutti, uomini e donne sapranno apprezzare e rispettare i ruoli e i valori di ognuno e soprattutto della coppia. Uomini soli o donne sole farebbero finire il mondo.
    Aggiungo che come uomo mi vergogno per il comportamento di molti maschi ma non voglio tralasciare oggi che è proprio il giorni della festa della donna che anche a molte donne ci sarebbe da tirare un tantino le orecchie. Siete d’accordo amiche?

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  6. Eccomi qua: sì, sì, le tirate di orecchie a maschi e femmine, perché noi donne sappiamo essere sottilmente perfide quando vogliamo, e talora oh, se vogliamo! Comunque il racconto intendeva soltanto suscitare un sorriso, cara Bianca. Nel 2083 non credo che l’evoluzione della specie possa alterarsi fino a tal punto e del resto sarebbe davvero pochissimo augurabile, dobbiamo diventare soltanto più capaci di interagire con sincerità e affetto. Questa lotta maschio femmina è inaccettabile. Cristina, sono contentissima di averti divertita, è giusto un modo di tirarmi su cercando di divagarmi insieme a voi. Sì, Iole, la penso proprio come te e come tutte le persone di normale ragionevolezza, però poi la realtà è quella che tu sottolinei: gli uomini che rispettano le compagne per fortuna ci sono, ma sono pochi. Questo non si può negare: sono pochi. Invece le donne, quando lui le delude, diventano lagnose, che è un grave limite delle signore, e gli stanno col fiato sul collo. Splendido il film con Monica Vitti al quale alludi, da non dimenticare.
    Grazie, Franca: ho ricevuto il tuo mazzolino di fiori virtuale, che non sfigura affatto accanto agli altri reali. Già, Fausto: non dovrebbe esserci la festa della donna come non c’è quella dell’uomo, certe volte mi chiedo perché sia così facile stufarsi anche della persona più amata e come questo benedetto amore possa perdere gli slanci iniziali diventando, pian piano, una catena di grigiore. Per quanto facciamo il quotidiano spegne il fuoco d’artificio col suo getto gelato. E le donne poco buone esistono, purtroppo, usano le proprie misere armi vendicative anch’esse per predominare sulla prepotenza maschile.

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  7. gradevole inversione delle parti in questo racconto che, nel 2012, ancora possiamo definire surreale.oserei dire purtroppo, e per molti aspetti lo dico, ma per altri e nello specifico per alcuni del racconto, no perchè a me piace il mio essere e il mio pianeta donna e sinceramente non mi andrebbe di capovolgerlo con quello dei signori uomini.
    Mi piace prendermi cura della mia casa e del mio uomo nella stessa misura in cui lo fa anche lui, per aspetti simili o diversi.Mi piace rispettare ed essere rispettata.
    La tua storia mi ha fatto pensare ad un episodio accaduto nelle primissime settimane di matrimonio. Mio marito mi chiese di pulirgli un paio di scarpe, prima lo faceva sua madre, aggiunse. Fui chiarissima e ferma nel dirgli che da quel momento in poi le scarpe le avrebbe dovute pulire da sè. E così è ancora oggi.
    Credo che tante donne e mamme di figli maschi dovrebbero contribuire alquanto perchè qualcosa inizi o continui a cambiare in meglio.
    Buona serata e auguri a tutte le donne e a tutti gli uomini che si impegnano per un mondo migliore.
    Maria Rosaria
    p.s.
    negli anni mio marito ha imparato (perchè costretto dalla mia attesa e quindi dalla fame) a cucinare e si diverte anche. Di lavare i piatti non se ne parla…pazienza, ma trovare tutto pronto quando si torna stanchi e distrutti dal lavoro, è una gran bella cosa :-).

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  8. Sei bravissima cara Mimma, ma non c’è bisogno di arrivare nel 2083 perchè ho visto il marito di mia sorella; sai è speciale cucina lava i piatti ed è pure primario di oncologia a Padova e ….il terzo grado non esiste.
    Buona festa della donna a te ed a tutte le tue lettici.
    1 Abbraccio ♥ vany

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  9. Oh, se le mamme la smettessero di pulire le scarpe ai figli maschi, quanto staremmo meglio tutti, anche loro.
    E se gli insegnassero anche a cucinare fin da piccoli, come si divertirebbero. Insistete, insistete: i migliori cuochi pare siano uomini, e ti credo, così razionali per natura maschile, non combinano pasticci con le dosi per quanto un po’ meno creativi di noi donne.
    Io, per esempio, in cucina sono tragicamente fantasiosa, ogni tanto ci azzecco, ma chi si ricorda come l’ho fatto? Ecco, agli uomini non capita: duecento di farina doppio zero sono duecento di farina doppio zero.
    Oggi mi va una frittata di cipolle, già cotte ieri nel microonde: così avrò una mattinata a sfogarmi su internet, un pasto rapido da preparare (prendere le cipolle, mischiarle con uovo sbattuto, parmigiano grattato e prezzemolo tagliuzzato, friggere) e da ingoiare, a cui seguirà il sacro riposino. Io non mi annoio, e per aggiunta mi è uscita una favola di Pasqua, sapete quelle che mi invento ogni anno, per rianimare me e voi, la trovo soave ed è anche copiata nel computer. Le favole religiose esigono innocenza o non si possono immaginare, sono anch’esse un dono, come tutto è dono. Così mi sento realizzata e contenta.
    Cara Ili-Maria Rosaria, i mariti non sono bambini da accudire, promuoviamoli a persone alla pari come hai fatto tu, capiranno e ci aiuteranno volentieri, anche a me piace prendermi cura della casa, del giardino e dei gattini, certo ho bisogno di aiuto perché l’età incalza e le gambe fanno male, allora mi lascio aiutare lietamente. Perché tutte le cose si possono fare in tre modi: con rabbia (mannaggia alla vecchiaia, chi me lo doveva dire che mi sarei ridotta senza forze) con rassegnazione (eh, santa pazienza, una volta in tre giorni mi rimettevo a posto il giardino da sola, oramai…) e con gioia (che bello, oggi viene Enza a darmi una mano e anche due, così mi resta tempo per dipingere. E poi Enza è simpatica, affettuosa, ho avuto un bel colpo di fortuna a trovarla).
    Preferisco la gioia.
    Ecco.
    Ciao, Chiara, ricambio gli auguri.
    romanticavany, tua sorella è fortunata, ma sono sicura che tuo cognato ha avuto una gran madre e adesso ha una grande moglie. Si migliora prendendosi cura gli uni degli altri, parlando per chiarire affettuosamente, se non dico mai cosa vorrei, magari l’altro-a non ci pensa. Ti pare?

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  10. Oddiooooo, ieri mi sono fatta preparare la cena da mio marito, visto che io non avevo tempo a causa di un lavoro da terminare. Gliel’ho chiesto come regalo per la festa. Lui ha acquistato tutto in rosticceria, ma ha apparecchiato e scaldato tutto diligentemente. Non l’ho sgridato quasi per niente, anzi ho apprezzato ciò che aveva scelto. Sono già proiettata nel 2083, lo sapevo che sono sempre all’avanguardia. Anche nell’educare mio figlio ci provo ad insegnargli il rispetto reciproco. Bel racconto. Ciao

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  11. Come sempre, Mimma cara, tra una risata e l’altra….quante riflessioni. Ma sì,una tirata di orecchie sia agli uomini, sia alle donne, non può che far bene. I miei tre uomini (marito e due figli maschi) hanno tanti difetti, come tutti del resto. In compenso io vivo proprio come la protagonista del tuo racconto. Poiché sono impegnata su vari fronti, cucinano, apparecchiano, sparecchiano, accendono la lavatrice, stirano persino i panni. Non mi sento affatto in colpa Visto che il marito è in pensione e i figli non lavorano, è il minimo che possano fare. Basta con queste donne che arrivano stremate a sera e non si concedono neanche un cinema per fare da balie o peggio ancora da serve agli uomini.

    Ciao, un bacio

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  12. Nel tuo “mondo alla rovescia” si ride amaro, esattamente come nel “mondo alla diritta”. Ma il bello è che noi donne sappiamo sorridere e trovare spunti di leggerezza sempre e dovunque. E dunque… grazie di questo dono e viva le Donne (oggi è il 10 marzo ma non è mai tardi per dirlo)
    Baci

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  13. La prima cosa che mi viene in mente (a parte che mi hai fatto ridere 🙂 grazie) è che spero che nel 2083 non si debba più fare il ragù la domenica…e poi l’unica soluzione (seria) per non cadere nella monotonia è vivere in case separate. Buona domenica Mimma.

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  14. Mio marito è fantasioso e creativo nel preparare tartine, tramezzini e stuzzichini…per tutto il resto è un vero disastro! Mio figlio ogni tanto cucina anche per noi, ma i suoi piatti sono dei veri mattoni, almeno per il mio stomaco!Io non ho mai lucidato scarpe, ne’ per il marito, ne’ per il figlio, ma ho invece lavato le loro scarpe sportive.
    Ormai tutte le feste, compresa quella della donna, sono solo eventi commerciali, comunque un gesto gentile fa sempre piacere, e non solo l’otto marzo!
    Simpaticissima, come sempre, la tua futuristica storia.
    Buona domenica!

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  15. Ah, ah, ah, anche voi siete uno spasso più o meno tragico. Case separate? Basterebbe riservarci un angoletto tutto nostro senza stare ognuno col fiato sul collo dell’altro-a. E basta rendere conto di tutto minuto per minuto, mica siamo una colonia di coralli. Già proiettate nel presunto 2083? Ah, ah, ah. Debbo scrivere una favola ambientata nell’età della pietra, vedremo quale vendetta mi verrà. Anche perché non ho nessuno di cui vendicarmi. Mi pare logico ripulirsi le scarpe a vicenda, questo sì, buttare la spazzatura un po’ per uno, non lasciare il bagno quale sostituto del campo di battaglia dopo avere fatto la doccia e profumato bel bello le nostre tenere carni col sapone dell’uomo che non deve chiedere mai.

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  16. …e poi Eva si svegliò davvero, preparò la merenda per tutt’e tre, prese la rivista che le aveva portato il marito e vi trovò un raccontino delizioso, “8 marzo 2083”.
    Interrotte ognuno le proprie faccende, si misero comodi e, nel profumo del caffè, lei lesse il racconto a voce alta.
    Risero, risero, e non potevano pensare a un modo più bello di festeggiare.

    Ho riso anche io 🙂

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