Il raggio

In te è la fonte, sempre
ne sei attraversata. Un’anima
intrappolata
in circa il settanta per cento di acqua, poco meno
o poco più. I capelli al vento
sciolti e la fantasia, il riso
della tua bocca improvvisa, sposa
sorella madre e figlia, lottatrice
di sumo che sguazza.

 Delicatezze di acciaio inox.

 Cade sabbia a granelli, uno al giorno
uno alla notte
a turno le compagne salgono
la ruota all’orizzonte, nessuno
ha le risposte e nessuno si ferma
nemmeno i maschi, che tacciono.

 Per un tuo bacio, donna. La gota
nella luce o nell’ombra e un gesto
fra i tanti, ora alzi la testa
dopo l’abbassi. Hai odore
di mimosa
e d’incendio e di lavoro ingiusto
talora pezza sotto piedi feroci, tradita
tenuta in vita morta dentro per servire.

 Inginocchiata, sepolta, mai vinta
sempre raddrizzata dalle ceneri. Araba fenice
di morte, libertà e vita altra.

Domenica Luise

(Fotografo sconosciuto, variazione notturna di Domenica Luise).

Modella: mia nipote Mariachiara Crisafulli).

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18 thoughts on “Il raggio

  1. Sì! Fra pochi giorni la Festa della Donna che già tu celebri con questa perfetta tua. Che dice tutto, splendidamente tutto
    (molto piaciute anche le foto, ovviamente belle. Per forza. Con un soggetto così!)
    baci

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  2. Che bella tua nipote…complimenti! Molto espressiva! Così come lo è la tua poesia, per una donna che, tra tante difficoltà, non si piega ma combatte e risorge sempre. Muoiono le donne, ma i semi delle loro idee germogliano e si riproducono, per insegnare ad altre donne ad essere sempre più forti e determinate.

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  3. Sono Iole, risorta come l’araba fenice e vengo a te nel nuovo blog dove non credevo fosse così facile entrare… bestiolina tua sorella al computer… perdonami! E’ bella la foto di mia figlia e la tua variazione ” notturna”, sono moltoooooo orgogliosa del frutto delle mie viscere….La tua poesia è una bella foto della donna che oggi si sente così evoluta e libera di usare il proprio corpo come vuole e che alla fine si trova sempre sottomessa e incatenata , magari proprio dai suoi stessi sentimenti ! Bella l’immagine della donna delicata ma di acciaio inox… ci pieghiamo ma non ci rompiamo quasi mai…almeno che non ruzzoliamo e ci rompiamo sul serio qualche osso come ha pensato bene di fare la sottoscritta… Baci , buonanotte poetessa del mio cuore, cercherò di ricominciare a leggerti con più frequenza ora che ho visto che è facile come prima collegarmi!…

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  4. Buongiorno a tutti, benvenuti e sempre bentornati, evviva, evvivissima, molto più evvivissima assai. Ecco.
    Poiché osava segnare errore evvivissima l’ho aggiunto al vocabolario, così impara.
    Grazie, Maria Allo, per il tuo segno di gradimento.
    theallamente, questi sono soltanto alcuni titoli, ma poi le parole inventate nelle lingue umane cedono. Quelle razionali diventano aride e quelle romantiche sdolcinate, allora meglio lasciare all’immaginazione il potere di viaggiare libera, oltre l’espressività consentita.
    Sì, Katherine, mia nipote è bella e ben rappresenta la delicatezza femminile, ma anche lei sa essere di acciaio inox, né si spezza né si piega.
    Cristina cara, mi lasci parole affettuose malgrado tu abbia tanti pensieri da ogni punto di vista: apprezzo tanto la tua amicizia.
    romanticavany, io penso che esista la perfezione dell’imperfezione, la poesia umana ne è un segno.
    Grazie, Francuzza, sono soltanto raggi di una fonte celata.
    Ma guarda chi si rivede, la mia sorella carnale Iole, l’unica che ho avuto, la madre di tanta prole. Evviva, evvivissima, molto più evvivissima assai. Già, hai perfettamente captato quello che volevo sottolineare in questa poesia niente affatto ermetica. Volevo aggiungere che in me non esiste una critica agli uomini, per quanto piuttosto frequentemente si comportino in modo rozzo con le proprie donne: semplicemente la donna è più fragile fisicamente avendo meno forza immediata, non può mettere facilmente una grossa valigia sulla reticella del treno e non può dedicarsi a spaccare legna per mezz’ora, però partorisce, ma questo lasciamolo stare, non ha scelto lei. Avendo meno capacità fisiche nel sollevamento pesi e nei lavori troppo faticosi, alcuni maschi prepotenti se ne approfittano per prendere il sopravvento su di lei a tutti i livelli, considerandosi anche superiori intellettualmente.
    È questo che non si può sopportare, per il resto uomo e donna sono meravigliosamente complementari, ma debbono entrambi fare il grande balzo, da maschio a uomo e da femmina a donna.
    Il resto è formalità o istinto.
    Grazie blu: carina la tua considerazione.
    Un abbraccio a tutti, uomini e donne.

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  5. Un omaggio perfetto alla donna ancora oggi maltrattata e vilipesa. Le morti assurde sono una testimonianza di come la donna sia considerata solo oggetto da possedere.
    Bravissima, la tua poesia è luce!
    Bellissime le foto e altrettanto bella la cara nipote.
    un bacio
    annamaria

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  6. Buonasera, cari. E domani qui ci sarà un altro omaggio alla donna, un racconto buffo im-per-di-bi-le, ambientato nel prossimo futuro. Una piccola vendetta mimmiana. Quasi un gioco.
    Vi abbraccio tutti e vi auguro gioia.

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  7. Grazie, ili6-Maria Rosaria, ogni vostra parola di consenso è un antidoto alle delusioni, che talora non mancano né su internet né in quella che, impropriamente, definiamo vita concreta, perché per me voi siete ben concreti, anzi siete una realtà spirituale bellissima.

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  8. Una stupenda poesia dedicata alla donna, bella come un raggio di sole quando sa dare tutta la dolcezza di cui è capace, la foto di tua nipote rappresenta benissimo il tuo scritto e ne esalta tutta la bellezza. Un canto d’amore disperato, quasi, il tuo, di quello che ci portiamo addosso da secoli, un fardello d’ingiustizie, un velo di malinconia sull’essere donna…
    Un bacio Mimma, sei grande lo sai ?

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  9. Sì, Paola: hai compreso il tragico amore e la consapevolezza di questa poesia. Uomini e donne stanno imparando faticosamente a venirsi incontro dopo millenni di decisioni maschili e pazienza femminile, naturalmente poi c’è anche il rovescio della medaglia, quando la donna asservisce l’uomo, che è bruttissimo, non potrei immaginare tante crudeltà se non le avessi viste perpetrate sotto i miei occhi.
    Non è lecito opprimere l’altro-a, mai, a nessuno e per nessun motivo o scusa.

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