I misteri dell’Ermetismo: l’incisività


 Nella poesia ci sono folgorazioni che salgono dal mistero interno umano, avvampano e scompaiono per rigenerarsi diversamente. Sono suscitate dall’attitudine di ascolto e concentrazione nel pensiero poetico, ci si arriva per vocazione alla poesia ed amore verso se stessi e gli altri: qui c’è una sintesi interiore della condizione umana, partendo dal proprio dolore e amore (chi non sperimenta non comprende) per giungere al dolore-amore altrui andando e venendo da se stessi.
Non occorrono paroloni per dirlo efficacemente, anche se i paroloni sono ammessi se mi piacciono, ne ho voglia e mi divertono. La poesia è sempre divertimento, anche quando è tragica, ed è proprio in questo gioco la sua strana potenza. Senza lo spasso della parola la tragicità diventa un’epigrafe, lo struggimento piagnisteo e le dolcezze smielature. Il gioco mantiene l’equilibrio.
La poesia è l’uomo storico che si dice conformemente al proprio tempo: oggi ha scoperto la meravigliosa nudità del dirsi e la chiama talora incisività e talora frammento perché cosciente che la scintilla interiore è salita dal profondo a dare la scottatura poetica sempre imperfetta e assetata di nuove e più potenti eruzioni.

                                                                  Domenica Luise

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13 thoughts on “I misteri dell’Ermetismo: l’incisività

  1. La poesia??…Sono una sognatrice ed in ogni cosa,fatto od episodio,vedo poesia e gratitudine verso il Signore.La Poesia è come la musica, deve avere una sua logica, deve essere interpretabile, deve stimolare sensazioni, emozioni, ricordi, attraverso le parole.
    La Poesia è libera, esprime il nostro pensiero, non ha confini delimitabili.
    La Poesia è nell’aria, la Poesia è dentro di noi, la Poesia è intorno a noi. La poesia può anche essere come un “diario segreto” nel senso che non solo trasmette emozioni ma leggendo in profondità un componimento poetico, analizzandolo dettagliatamente e nella sua integrità, si può scoprire innanzitto lo stato d’animo di chi lo scrive e in secondo luogo la sua personalità, la sua ideologia e molti aspetti della vita passata e a volte presente…in effetti la poesia è qualcosa di estremamente personale che va letta non solo nel suo contenuto manifesto ma anche tra le righe che possono rivelare 1000 aspetti strettamente legati all’autore/trice e alla sua visione del mondo…lo scopo di chi scrive può essere molteplice: o scrive per trasmettere un messaggio preciso e determinato, o per suscitare semplicemente emozioni, o per indurre alla riflessione oppure si può utilizzare la poesia solamente per uno sfogo personale…o come un voler dire qualcosa di tuo,di nostro …di loro ecc.
    Dolce sera Luise a te e a tutti i tuoi lettori.
    ♥ vany

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  2. credo nella magia che scaturisce dal profondo e tocca parti così speciali che poi si traducono in arte, in poesia… sono momenti di creazione, così unici e speciali da non poter a volte ripeterli come una ricetta, forse perché in gioco c’è proprio quell’equilibrio che nasce da una maturazione interiore, o da un dono…
    sempre bello leggerti, mia cara…

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  3. La poesia è […],e talora frammento perché cosciente che la scintilla interiore è salita dal profondo a dare la scottatura poetica sempre imperfetta e assetata di nuove e più potenti eruzioni.
    Quindi, L’Etna nelle Sue eruzioni è poesia.

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  4. “La poesia –
    ma cos’è mai la poesia?
    Più d’una risposta incerta
    è stata già data in proposito.
    Ma io non lo so, non lo so e mi aggrappo a questo
    come alla salvezza di un corrimano.”
    ( W.Szymborska)

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  5. Una notizia che può esserti utile, Mimmina..:)
    Un concorso gratuito dedicato alle sole donne.

    Il tema: “Voci di donne 2012. Il racconto in trenta righe: la prima volta che…”.

    Il concorso è promosso dall’Assessorato al Decentramento del Comune di Ravenna: è la settima edizione dell’iniziativa letteraria dal titolo generico “Voci di donne 2012: il racconto in trenta righe”.

    Nacque con l’intento di permettere alle donne di raccontarsi utilizzando la parola, in racconti brevi.

    Basta essere donne, per partecipare.

    Si tratta di scrivere qualcosa come una sola pagina: trenta righi, 80 battute in ognuno, quindi complessivamente massimo 2.400 battute spazi compresi.

    Iniziativa letteraria a Piangipane
    05/12/2011
    “Voci di donne 2012. Il racconto in trenta righe: la prima volta che…”
    L’Assessorato al Decentramento del Comune di Ravenna, promuove la settima edizione dell’iniziativa letteraria “Voci di donne 2012: il racconto in trenta righe”.
    Nata con la finalità di permettere alle donne di raccontarsi attraverso la forma scritta, lasciando andare la propria fantasia e comunicando le proprie sensazioni, idee, pensieri, speranze, delusioni, l’iniziativa ha come tema, per l’edizione 2012: “La prima volta che…”.

    Chi volesse partecipare può scegliere di:
    1) spedire o consegnare a manoil proprio scritto in busta entro mercoledì 22 febbraio 2012 a: Comune di Ravenna – Ufficio Decentrato di Piangipane / Biblioteca Piangipane “Voci di donne 2012” – Piazza XXII giugno 1944, n. 6 – 48124 Piangipane (RA)
    2) inviare il racconto via mail a: vocididonne2012@comune.ra.it
    Lo scritto non deve essere superiore alle 30 righe (di 80 caratteri ciascuna). Non fa fede il timbro postale.
    La partecipazione è gratuita e aperta soltanto alle donne.
    Non sono previsti premi per le partecipanti, ma solo riconoscimenti simbolici oltre all’omaggio della pubblicazione contenente tutti i racconti arrivati.

    L’Assessorato al Decentramento organizzerà un evento conclusivo al Teatro Socjale di Piangipane, lunedì 5 marzo 2012. In quell’occasione verranno letti alcuni racconti precedentemente selezionati da una giuria di esperti.

    Per informazioni:
    Ufficio Decentrato di Piangipane
    tel: 0544 418804
    e-mail: vocididonne2012@comune.ra.it

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  6. Vanessa, hai scritto su questo post un bellissimo commento, che manifesta la delicatezza del tuo spirito. Sia ieri che oggi sono venuta sul tuo blog a commentare, ma ieri non l’ha postato e oggi fa di nuovo lo stesso giochino, eppure sembrerebbe tutto a posto,c’è il mio nome, l’email, l’indirizzo del mio blog. Perché mi lascia in bianco?
    È vero, Ciprea: l’ispirazione poetica è multiforme a tale livello che non esistono ricette, ma altrettante molteplicità. Si possono, tuttavia, trovare valori poetici universalmente validi, per esempio la sincerità con cui ci si accosta alla scrittura.
    Theallamente, bene e d’accordo: l’ispirazione poetica è un dono ricevuto, comunque dono divino sia che venga dall’esterno (l’angelo messaggero oppure Ermes tre volte grande, portatori di segreti) oppure dal proprio interno (direi lo stesso angelo o Ermes, dal quale deriva la parola Ermetismo del movimento poetico).
    Edoardoprimo, tutto è trasformabile in poesia quando ci sono occhi per vedere, cervello per pensare, cuore per sentire e una penna o una tastiera per scrivere.
    Sì, stefano re, confermiamo sempre questa realtà: ci vuole ascolto perché la parola è figlia del silenzio.
    È vero, Marzia: ogni risposta sulla poesia è un tentativo incompleto, e più è dotta, razionale ed esplicativa meno tocca l’essenziale. Qui l’erudizione risponde poco o niente e si rimane sempre sospesi alla ricerca di un altro livello o di quel quid irraggiungibile.
    Già, Cristina: anch’io resto stupita di me stessa, degli altri e dell’universo intorno. Senza stupore la poesia resta pasta azzima.

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  7. PS: Grazie, cara Marzia, per l’informazione e l’indirizzo di questo concorso, non so perché il tuo commento era rimasto da approvare, l’ho visto per caso in bacheca e l’ho pubblicato subito. Non sempre i computer funzionano come gli si ordina, chissà cosa gli va storto, questo blog è stato programmato per accettare subito tutti i commenti, poi, se qualcuno fa il cretino, ci penso io a rispondere pubblicamente pan per focaccia, come suol dirsi, o a cancellarlo.
    Lascio il bando del concorso qui pubblicato a disposizione se qualche signora vuole partecipare.

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  8. penso che un po’ oramai mi conosci, io sono un semplice e la poesia la vedo in tutto quello che mi circonda, nelle persone e in quello che fanno, musica, pittura scultura. E’ con la poesia vera e propria, quella dei poeti che spesso rimango in panne, spesso non riesco a comprenderla a penetrarla, molte volte sto in attesa di anime buone che mi aiutino a entrare in questo mistero di parole (tu l’hai fatto molte volte e te ne ringrazio).
    Quasi sempre mi accosto alla poesia degli amici per vivere un po’ di loro, o semplicemente per lasciarmi trasportare dalle sue ali e allora volo …sì, sì, faccio proprio lunghi voli.

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  9. Caro falconiere del bosco, il tuo commento mi piace moltissimo ed io la penso proprio come te.
    Credimi: la maggiore preparazione culturale è estremamente secondaria per accostarsi alla poesia, una laurea non serve, vale molto di più la lettura dei poeti di valore. Tuttavia, e te lo dico in grande sincerità come lo pubblico qui per tutti, la laurea (nel mio caso in lettere classiche) e tutte le letture di questo mondo sulla poesia altrui possono addirittura diventare pastoie e bloccare in una specie di critica costruita, non parliamo poi della propria poesia, anche quella costruita. È come preparare il pane senza metterci il lievito: la poesia non si alzerà mai.
    Tuttavia non si può fare discreta poesia senza studio e impegno serrati: fa parte del gioco.
    Caro falconiere, tu non riesci a capire, nella poesia moderna, quello che il poeta vuole mantenere segreto e lo può fare per varie motivazioni: pudore, voglia di sorprendere servendosi della propria abilità, voglia di emergere sui migliori con qualunque mezzo, condensazione dello stile, ricerca di effetti speciali tramite le parole, riferimenti accennati a cose e persone della propria vita che conosce soltanto lui.
    Pigliamo questi elementi uno per uno: al pudore è consentita qualunque riservatezza, quindi anche lecito fare riferimenti per guizzi alle situazioni concrete della propria vita senza esplicarle; la condensazione dello stile è un preciso canone della poesia moderna ormai universalmente accettato, ne parlerò in uno dei prossimi “numeri” sui misteri dell’Ermetismo; la ricerca di effetti onomatopeici e sinestetici attraverso le parole fa talmente ormai parte della poesia moderna che si avvicina ad essere un canone, ma senza mai permettere che la forza espressiva formale prevalga sul contenuto: sarebbe ridicolo usare tante figure retoriche, perché di questo si tratta, e tanta forza se si volesse, per esempio, semplicemente dire quant’è bello il mare sotto la luna. A semplicità di contenuto si addice semplicità di parole e di costrutto sintattico.
    Invece la voglia di sorprendere e di emergere sui migliori con qualunque mezzo, anche scopiazzando e imbrogliando, mette un tappo di cemento alla propria creatività, in quanto all’invidia spegne definitivamente l’ispirazione mentre la superbia e la mancanza di accettazione del diverso da sè acceca.
    Il poeta, per migliorare fino all’ultimo respiro senza mai toccare un traguardo, deve mantenersi puro o altrimenti magari ogni tanto scriverà qualcosa anche buona, ma non conoscerà la sovrabbondanza quando la poesia ci attraversa sempre pronta, basta aprire il rubinetto dell’acqua appena abbiamo sete.
    La conclusione del tuo commento fa volare anche me: grazie.

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