Cielo e universo, oltre


Paesaggio infinito 5
C'è questo grido che diventa
canto
di sposa in festa. Occhi blu.
 
Sorseggio le parole del silenzio
nella coppa che tu mi dai
quotidianamente, ed è sottile
il gusto di pietra piatta
che rimbalza sull'acqua.
 
Quasi a volo, a volo
a volo. Il tempo
era un inganno, la carne una benda.
 
E la vita giocò, all'improvviso
rise.
 

                                                 Domenica Luise
               (Quadro di Domenica Luise, olio su tela 70 per 50)

 

16 pensieri su “Cielo e universo, oltre

  1. il gusto di pietra piatta
    che rimbalza sull'acqua.

    Suggestiva metafora che affida ogni movimento allo sguardo e gli permette di coniugarsi con il palato e con il senso di una vita..

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  2. Quando si comprende gioia e dolore, oltre la cruda realtà…
    nelle sfumaturi dei colori che confondono..
    …dove finisce il mare e quando inizia il cielo…
    Il tuo quadro mi ha ispirato questo particolare pensiero…
    Un bacione!
     
    P.s cambio nick ora sono Sara!
    Chiaretta
     

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  3. "Sorseggio le parole del silenzio"
    è molto bella questa espressione, soprattutto perché trasmette tutto l'indicibile e il non detto che il silenzio ha dentro di sé.
    Mi prendo questa, oggi, e inizio così la nuova settimana… sorseggiando sorsegggiando…
    Ciao
    Buon luglio e buona estate
    Car

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  4. Buonasera, amici. Marzia, interessante e poetica oltre che acuta la tua considerazione.  Chiaretta, anzi Sara, sì, c'è una mescolanza fra poesia e quadro, come sempre avviene con le mie immagini e le parole. Hai inteso bene: oltre la cruda realtà, quella gioia e quel dolore che ridono giocando. In quanto al quadro, può essere mare e cielo, può anche essere prato e cielo, ma è sempre il cammino umano verso l'oltre. Fa parte della serie
     che ho intitolato "paesaggi infiniti". Grazie, Car, buona estate anche a te, l'abbiamo così tanto desiderata. Tutte le parole che valgono vengono dal silenzio, a cui soavemente ritornano, la poesia entra ed esce dal silenzio come in una beatitudine o pregnanza. Due innamorati che si baciano non parlano più, dopo parlano di nuovo, ma hanno salito un gradino nuovo d'amore.
    È vero, Edo, eccellenti le tue citazioni: quel sasso piatto che balza, galleggia e vola siamo noi, poveri e mansueti. Amo tanto queste corrispondenze innocenti con la natura piena di vita intorno.

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  5. Mi vengono in mente le parole di un mio ex alunno, che aveva parecchi problemi familiari.  Apparentemente era molto giocoso, scherzoso, un vero burlone, simpaticissimo, ma dentro era lacerato.
    Un giorno mi disse: "Non sono io che rido della vita, è la vita che ride di me"!
    Rideva, ma dentro piangeva…
    Così è la vita: qualche volta ride con noi, altre volte si prende gioco di noi…A volte canta come una sposa in festa, altre volte inganna, tradisce…
    Qualche volta cerchiamo di ingannarla a nostra volta e ridiamo, anche se vorremmo piangere. Stringiamo i denti e combattiamo le nostre battaglie per la felicità.

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  6. Il grido si libera e diviene canto, così tutto  riconosce e vede la sposa. E si dischiude l'armonia dell'acqua, accoglie il movimento della pietra, la più silenziosa e umile, forse ricordo o gioco di bimba, a volo lento che s'insegue. Si disvelano gli inganni, le necessità, gli sbagli: è riso  finalmente e d'un tratto vita!
    Ciao Mimma, è una poesia stupenda, che ho "riletto" per me, per meglio sentirla, anche se non so se ho davvero compreso. Sappi però che ci trovo tanto, tantissimo di me ora e, scusa se mi ripeto, ancora grazie per aver trovato "le parole per dirlo".
    Ti abbraccio, amica carissima. Ti scriverò presto e, se non ti reca disturbo, vorrei inviarti qualche verso che ho scritto di recente. Tengo ad un tuo parere e tu sai quanto! A presto, buona giornata,
    Flavia 
    P.S. Il mare azzurro va verso il giallo e il rosa, poi ancora blu e in mezzo l'oro! 

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  7. Concordo con gli altri, è bellissima, mi ha preso subito nella sua rete sottile di sensorialità. A me ha colpito molto "la carne è una benda" perché realmente è così che siamo: anime bendate da un esteriore che ci fa soffrire e non poco, nessuno  vedo quello che abbiamo dentro, i nostri sentimenti, le nostre emozioni. E quanto affiora ad ogni rilettura…
    Veramente bella, bravissima, baci !

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  8. Finalmente, che gioia poter nuovamente entrare, sapessi quanto io ieri abbia provato!
    Appena ho letto questa poesia e ho guardato il dipinto ho sentito un senso di leggerezza, di libertà armoniosa. Nelle metafore stupende e raffinate colgo anche lo stridio delle sensazioni che la realtà dona, gioia e dolore si contrappongono: è il prezzo della vita, sempre magica.

    Ti lascio un caloroso abbraccio,
    bravissima Mimma.
    annamaria*

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  9. Godo molto anch'io nel potere rientrare su questo blog, spero che adesso vada tutto bene e splinder faccia il bravo, mi sentivo "strana" come un'orfanella dall'oggi al domani o quasi.
    Grazie, Hulda, per la tua parola di approvazione, ho sentito una tua forte compartecipazione.
    Katherine, acuta e vera la battuta del tuo allievo. Papà è morto da molti anni, ormai, dal 1989, ma gli anziani che l'hanno conosciuto lo ricordano comne una persona sempre scherzosa, prima la mamma e dopo soltanto noi figlie abbiamo conosciuto il suo pessimismo, che ha saputo nascondere benissimo. Siamo fatti così, portiamo le nostre tragiche maschere un po' tutti, per convenienza, per carattere, per non fare soffrire troppo coloro che amiamo, anche per debolezza. E tutto questo, dici bene, Katherine, è la nostra battaglia per la felicità, la cui aspettativa è tatuata nel dna umano come se chissà quando e chissà come l'avessimo già sperimentata ed ora altro non volessimo che riassaporarla.
    Flavia, hai sempre il dono di entrare nella poesia altrui, non è capacità frequente. Certo che aspetto con gioia i tuoi versi, mi piacciono molto e in me trovo forti corrispondenze col tuo spirito.
    Paola, i tuoi commenti diventano sempre più compartecipati. La carne è una benda che ci vela non soltanto davanti agli altri, ma anche verso noi stessi. Noi non ci conosciamo né sappiamo dirci e dire. Riconoscere la nostra cecità è solo il primo passo entusiasmante perché ci fa immaginare, in lontananza, cose indicibili e bellissime.
    Cristina, che piacere risentirti, già: "il sospiro di una pietra": io, tu, gli altri, il nostro amore e dolore che giocano l'eterna partita.
    annamaria, amore e dolore saltellano alla corda della vita, con quella strana leggerezza e libertà che tu hai percepito, fino a svelarsi l'uno nell'altro e sorridere perché sono una sola cosa.

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  10. E' IL TEMPO AD INGANNARE
    gli uomini stolti che si beffano di lui."…e con rimpianto sdegnosa la vita fugge fra l'ombre." (Virgilio-Eneide Libro XII)
    bIANCA 2007

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