La festa della donna?


Non esiste una festa dell’uomo con regali di affettati, pezzi di parmigiano e peperoncini piccanti, cravatte e calzini, perché ? Io la risposta ce l’ho: essi sono festeggiati tutti i santi giorni, prima le madri e le sorelle, dopo le mogli e le perpetue o le zie o le devote o quello che sono li provvedono di cibo in tavola, li lavano, li stirano e li pigliano con le buone per non farli arrabbiare. Con così poche eccezioni di rispetto vicendevole da potersi considerare nulle.
E adesso, poiché oggi è la festa della donna, correte a cucinare i loro piatti preferiti, che naturalmente sono i più elaborati, del genere il ragù da girare per tre ore a fuoco lentissimo senza dimenticarselo o sa di bruciacchiato.
Eppure, quando vi corteggiavano con le rose rosse a stelo lungo, voi ci avevate creduto. Invece era un rituale. Anche l’uccello giardiniere attira la femmina facendole un sentiero di rametti, pietruzze e petali colorati fino al nido, la cretina entra e procrea.
Ma poiché io sono una donna di speranza, voglio ugualmente festeggiare tutte le signore con una piccola fiaba che faccia bene al cuore, illustrata con un incantevole quadretto a olio del mio papà Espedito:
 
 
Uccellini
Nessun fiore è inutile

C'era una volta un albero di mimosa, che era nato selvatico sul ciglio della strada. Per l'otto marzo divenne una nuvola gialla con la permanente a pallini, tutti i signori che passavano ne tiravano un rametto gratuito, lo nascondevano sotto la giacca o il maglione perché si vergognavano di fare vedere che portavano i fiori alla moglie o madre o sorella o collega o quello che era. Poi, come per gioco, lo tiravano fuori un po' ammaccato, glielo davano e tutte le donne, nessuna esclusa, ne erano orgogliose.
 Venne il tramonto, l'albero di mimosa era tutto spennacchiato e non aveva più la sua bella permanente a pallini, tutti lo commiserarono, perfino il sole. Gli era rimasto solo un ciuffo giallo sul cocuzzolo, troppo in alto per essere arraffato. Lassù in equilibrio c'era un nido ed il passero maschio strappò il rametto superstite e lo portò nel becco alla moglie, che stava tenendo accucciati i bambini addormentati. <Buona festa della donna, tesoro> pigolò. Lei gli sorrise con occhi radiosi, allora l'albero si sentì soddisfatto perché aveva regalato tutti i fiori e da ogni ferita sarebbero nati altri rametti pronti per l'anno prossimo. Così è la vita: gioca, rimbalza e vince sempre, anche se siamo vecchie, rimbambite e in attesa di ulteriori rimbambimenti. Figlie, madri o nonne, meravigliosamente donne, cioè dominae, signore. Perfino poetesse, talora.  

                                                  Domenica Luise
                                                 (Quadro di Espedito Luise, olio su tavoletta)

 

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18 thoughts on “La festa della donna?

  1. prima parte: ma questi masculi mica saranno tutti così? eh?…
    per fortuna intorno a noi ce ne sono anche di quelli che rispettano e collaborano. Se fossero tutti come quelli da te descritti (che sono comunque una maggioranza, è vero) noi donne ci troveremmo aii tempi della clava.
    Non che oggi siano tutte rose e fiori, ma almeno qui da noi abbiamo qualche chance. Ci sono paesi in cui la vita delle donne non vale nulla, proprio nulla.

    seconda parte: favoletta simpaticissima come il nido dipinto del tuo papà.

    ciao, buona giornata, con la permanente dorata della tua mimosa.

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  2. Concordo totalmente sulla prima parte… lo dico sempre anche io che non c'è una festa dell'uomo perché per loro è festa tutto l'anno…

                                     

    Deliziosa la fiaba, è così dolce quell'albero che sa donare con amore tutti i suoi fiori perché la vita continua e mai si ferma!
    Complimenti anche a tuo padre per il quadro bello e tenero.

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  3. Buongiorno gioia, malgrado questa festa sia tanto bistrattata perchè si ripete che non è giusto che ci sia un giorno della donna, come se i restanti giorni non meritasse tanto onore, si travisa lo spirito della festa della donna che è un modo per ricordare un giorno in cui 129 operaie nel 1908 a New York sono morte in un incendio della fabbrica dove lavoravano e dove erano state rinchiuse perchè ree di aver scioperato. L'otto marzo è dunque un giorno simbolo di come un secolo fa delle donne hanno avuto la forza di combattere per ottenere un trattamento più equo e paritario con l'uomo. Si festeggia per questo, come si festeggia una ricorrenza importante o per noi tale. W le donne,ma viva anche gli uomini,altra faccia del nostro pianeta, che sanno anche apprezzarci e soprattutto stimarci come esseri diversi ma di pari valore. Un abbraccio e una pioggia di mimosa dal tuo alberello generoso pronto a regalarne a tutte. Iole

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  4. Eh,eh,eh. Quanta sagacia!

    Così è la vita: gioca, rimbalza e vince sempre, anche se siamo vecchie, rimbambite e in attesa di ulteriori rimbambimenti. Figlie, madri o nonne, meravigliosamente donne, cioè dominae, signore. Perfino poetesse, talora.  
    Bacio donnesco

    franca

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  5. Ma… come ho detto da Cris…. che fortuna essere donna!
    E la fortuna ancora più grande, però, è essere una "vera donna" amata da un "vero uomo". Queste condizioni esistono ma non si possono dire né mostrare, a volte per paura di dispiacere a chi questa fortuna non l'ha.
    Mi viene in mente, a questo proposito, una bellissima poesia di Wislawa Szymborska: Un amore felice –
    Ne riporto solo 4 versi perché è un po' lunga:

    "Guardate i due felici:
    se almeno dissimulassero un po’,
    si fingessero depressi, confortando così gli amici!
    Sentite come ridono – è un insulto."

    ma val la pena leggerla tutta, qui:
    http://emily2222.splinder.com/post/5241167/wislawa-szymborska-un-amore-felice

    Ciao,
    Car

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  6. Buonasera, benvenute, molto più benvenutissime assai. E ci mancherebbe pure che tutti gli uomini corrispondessero a quel quadretto! Sarebbe davvero un mondo invivibile. Per quanto riguarda le signore, perché si divertono tanto a provocarli e dopo vogliono essere rispettate pure? Ogni sesso ha i suoi lati zoppicanti. Almeno zoppichiamo insieme fraternamente azzannandoci il meno possibile. Sì, Iole, la festa della donna è uscita fuori da quell'evento tragico, quando operaie innocenti perdettero la vita perché non poterono sfuggire all'incendio essendoci le sbarre alle finestre, come se fossero lì in galera per chissà quali delitti e non per difendere un onesto lavoro.

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  7. Il tuo raccontino è delizioso Mimma, è per dire che un gesto tenero non dovrebbe mai mancare, ma non solo in una festa particolare, dovrebbe esserci ogni giorno, donare un fiore o riceverlo è un gesto molto semplice ma altrettanto bello per dire che ci si vuole bene.
    E' una festa che porta con sé ricordi amari e quindi porta a riflettere su quello che è stato e su quello che è la condizione di vita.
    Non riesco a mettere tutto il positivo dalla parte femminile e il negativo da quello maschile, ogni persona è un universo a sé e poi non dimentichiamo che gli uomini sono stati allevati da donne e quindi in parte sono responsabili di non aver inculcato loro valori di uguaglianza, ma non per cattiveria, credo semplicemente per cultura, per ignoranza.
    Certo, anche la visione del padre andrà a incidere molto ma noi mamme abbiamo i figli vicini per molto piu tempo, di solito, e quindi il cambiamento inizia anche da lì. Cambiamento e comunque è lì che
    possiamo trasmettere l'amore per il prossimo: maschio, femmina e creature di ogni genere compresa la natura.
    Ed io sono felice  di conoscere una donna speciale come te Mimma.
    W la femminilità !
    Gli uccellini che si guardano sono dolcissimi 

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  8. Buongiorno, cara Mimma, che delizia la favoletta con la sua morale, del resto ciò che conta è il pensiero che è comunque un gesto d'amore. Mentre per la prima parte, ci sono uomini che collaborano, specialmente ora che le donne hanno voce, lavorano e si sono realizzate. Se poi vorresti dire, e ti devo dar ragione, che comunque la donna anche lavorando fuori di casa le tocca il lavoro maggiore dentro casa, su questo sono d'accordo.
    Il dipinto è davvero bello.

    buona giornata
    un bacio
    annamaria

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  9. Buongiorno a tutti, sono tanto contenta che i quadri del mio papà Espedito vi piacciano, in pratica questo pubblicato è della stessa grandezza dell'originale, forse appena più piccino.
    La condanna biblica era che l'uomo avrebbe lavorato col sudore e la donna partorito con dolore,  le signore hanno chiamato "parità e realizzazione" mettersi a portare lo stipendio anch'esse e per questo, necessariamente, debbono affidare i figli a seconde persone, così sfacchinano dentro e fuori e si tengono i sensi di rimorso.
    Paola, nessuno mette tutto il positivo dalla parte delle donne affibbiando il negativo agli uomini, così come non intendo affermare che le signore debbano chiudersi in casa, però è necessario ammettere che il lavoro femminile toglie molto ai figli e anche all'armonioso rapporto col coniuge perché una donna stanca, con la testa al lavoro, non può vivere serenamente malgrado ogni stento ed aiuto. Ciò è una realtà. I nonni, gli asili nido, la baby sitter, tutte le persone di fiducia ingaggiate non sono sufficienti. Andrebbero bene di tanto in tanto per alleggerire la mamma, che dovrebbe scegliere una mezza giornata di lavoro esterno al massimo.
    Da me era venuta a lavorare una signora madre di sei figli, al secondo tentativo le è arrivata una telefonata: mamma, ho mal di pancia.
    Dopo di che ha scelto di lasciare il lavoro e, secondo me, ha fatto bene: una donna non deve lasciarsi divorare.
    Perché il lavoro o non si fa o si fa per bene.
    Le donne hanno voce in capitolo perché portano i soldi a casa anch'esse: è triste, ma è così.
    Basterebbe amarsi un po'.
    Marzia, la tua immagine è molto eloquente.
    Un abbraccio di gioia.

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  10. Buongiorno a tutti, cari e baldi giovani dai due mesi ai centoquindici anni, maschi e femmine, di qualunque credo, pensiero politico o quello che è, purché abbiate il cuore sincero. Ecco. Benvenuti e ben ritrovati dopo che ieri splinder si è riposato alquanto tirando il fiato e i blog non si aprivano. Come mi sentivo strana senza blog. Mah. Sai Chiaretta cos'ho pensato? Chissà se nel creare la mia favola dell'Usignola stonata mi ha dato un imput anche questo piccolo quadro di papà Espedito?
    Quando egli lo fece io ero minuscola e lo stavo a guardare mentre magicamente, in un attimo, spuntavano fuori i due uccellini. Mi piacque subito moltissimo e difatti, nella suddivisione dei quadri e dei ricordi che abbiamo fatto con mia sorella Iole, ho tenuto il quadretto nella mia casa.

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  11. Non so cosa mi piace di più, se il prologo, che trovo fantastico, il quadro, che è dolce, delicato e penso amatissimo o la favola, fantasiosa, tenera e originale come sai essere solo tu.
    Ciao Mimma carissima, mi faccio viva dopo un po' di tempo, che purtroppo va via rapidissimo anche sul mio "orologio antico".
    Ti abbraccio con tantissimo affetto, amica mia cara
    Flavia

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  12. Flavia cara, ma che gioia rivederti qui. Capisco bene il da fare, gli impegni e quanto noi donne siamo occupate dentro e fuori casa, è difficile trovare poi la forza per i nostri piccoli piaceri. Io, per occuparmi del blog, ho rinunciato a molte altre attività di cui, talora, sento voglia, sono sciocchezze, ma importanti per me.
    Grazie per le tue parole,  sono contenta che il post ti piaccia. Un abbraccio mimmiano.

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  13. Per loro (gli uomini) basta e avanza la festa del compleanno. Con immenso amore ci prodighiamo per loro tutti i giorni, figli compresi, e loro? Un regalo al nostro compleanno, suggerito pure. Cosi, li abbiamo cresciuti, coccolati e viziati.
    Insomma per dire che è anche colpa nostra se sono cosi…diciamo…distratti.
    Buon giorno Mimma
    buon lunedì
    Chiara

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    • Mia carissima Chiara, sì, la colpa è anche nostra da sempre, quelli che ho conosciuto io sembrano fatti in serie, tanto sono “distratti”, come tu gentilmente li definisci. Nel fidanzamento erano molto diversi, e questo è un inganno costante del maschio. Io lo definisco un rituale. Per me, una falsità di vita.

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