Maschere

Maschere

Innocenti grintose scherzose
cattive  fatate
ironiche sognanti
satiriche paurose, comunque
tragiche. Tutte alla maratona
ad acquistare fumo dai venditori.
 
Solo i bambini giocano
perché non sanno.
 
Uomini e donne
dal paleolitico alla fine, quando
la terra cadrà
chissà dove come quando
perché.
 
Vado a narcotizzarmi di televisione. Queste maschere ridono
l'una contro l'altra armata
ognuna uguale nel suo grande e nel suo piccolo
da sempre per sempre.
 
Anche i poeti giocano con le parole
altalenando
e si impiastricciano l'anima di colori con lancio di stelle filanti
o stelle. Chi li può capire
mai? Cos'è l'uomo?
 
                                                             Domenica Luise

                                           (Quadro di Espedito Luise, olio su tavoletta,
                    un metro per sessanta cm.)

                                                                 

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20 thoughts on “Maschere

  1. Un gran bel quadro, tuo padre era un vero artista, ecco da chi hai ereditato, cara Mimma. In fin dei conti il genere umano è come quelle maschere, le indossano per camuffare le rappresentazioni della vita che si scelgono, mentre i veri poeti, come te, giocano con la soavità del loro pensiero per farsi udire.

    Bravissima per lessico, immagini, messaggio ed eleganza poetica.

    un bacio
    annamaria

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  2. Riuscire ad osservare con tanto disincanto le marionette
    e le maschere, solo una mente poetica può farlo.
    questa meriterebbe un bel vassoio di frappe.
    "Vado a narcotizzarmi di televisione. Queste maschere ridono
    l'una contro l'altra armata
    ognuna uguale nel suo grande e nel suo piccolo
    da sempre per sempre."

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  3. Sembra giocosa la tua poesia e in parte lo è ma tocca sempre fili di grande sensibilità, mi piace come esplori il sentimento e il nostro essere…
    Chi è l'uomo ? Una domanda  da un milione di dollari.
    Magari l'uomo più vero e sincero è quello che gioca che si nasconde dietro una maschera mostrando il lato più intimo.
    Bello il dipinto di tuo papà, deve essere bellissimo avere oltre al ricordo i suoi sguardi d'arte.
     Mimma da cosa ti piacerebbe mascherarti ora ?

    ciaooo

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  4. "solo i bambini giocano
    perché non sanno"

    E' molto intensa e arrabbiata, molto vera, del tutto condivisibile.
    Magari avessi una risposta alla tua domanda. Ma credo che tu volessi dire che non c'è UNA  risposta.
    E' una delle tue più riuscite, per me.
    Apprezzatissima anche la pittura di tuo padre.

    ciao

    franca

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  5. Buonasera, signore e qualche signore celato nel suo mistero in silenzio e grazie per i vostri commenti, tra i quali ho trovato una domanda interessante impertinente e anche un po' tenera e curiosa: Mimma, da che cosa ti piacerebbe mascherarti adesso?
    Rifletto, ma non mi viene niente in testa.  Forse perché non è più tempo di maschere.
    Io e mia sorella eravamo le due ragazze del quadro, lei la fatina in bianco e azzurro ed io la dama con l'abito di seta rossa.
    Posammo per papà, che si inventò il contorno e fece una composizione festosa.

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  6. ..solo i bambini giocano e non sanno…davvero bella frase Mimma…
    ci sono anche tanti uomini-bambini se sanno e continuano a fingere! 🙂
    Ciao dolcissima
    Buona notte
    Chiaretta

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  7. Cara Mimma,
    Quindi Maskenzug, ovvero  corteo mascherato. E’ la vita. Sono i viventi. Più ci sforziamo di essere seri, importanti e quasi perfetti e più non lo siamo. Ovvero siamo maschere di ciò che non siamo. Fantasmi di noi stessi. Condivido in pieno. Sia il contenuto che l’estrema musicalità poetica del Tuo post. E poi l’immagine, così allucinata, così apparentemente dolce nel suo essere urticante. Avere avuto un padre così è stato, scusami la confidenza, un dono meraviglioso. Come lo è, per noi tutti, l’immagine che ci fai condividere. (perché non ne fai la Tua icona ? Buttando finalmente all’aria le Tue presine, se lo puoi).Ciao
                                                                                          
                                                                                                                   Bluewind
                                                                           
     
     
     
     

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  8. Concordo con Cristina, porterò un po' di passito per mandarle giù meglio…
    sono sempre un po' asciutte…

    Un abbraccio dolcissima Mimma.

    frantzisca

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  9. Buonasera a tutti ehi! Perché dovrei buttare via le presine? E poi mi servono per spostare le pentole, visto che cucino e mangio pure. I miei lavoretti per gioco servono da relax per me e per voi, mica saremo sempre tutti seriosi e afflitti. È vero, il quadro di papà è bellissimo, ce l'ho sempre sotto gli occhi qui dentro, appeso in mezzo ai miei.  Gli sarebbero tanto piaciuti i vostri consensi, ma spero davvero tanto nella sopravvivenza eterna e che egli, il mio vecchietto amatissimo, mi sia sempre vicino insieme agli altri che mi hanno preceduta.

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  10. Il travestimento, la maschera e' un modo proprio dell'uomo di indossare un'identita' nella quale piacerebbe riconoscersi.O non piacerebbe in maniera definitiva , ma che comunque gli appartiene.
    Hai tracciato con anomo di  pittrice dai colori vivaci il quadro del Carnevale, ottima cosa dal momento che la tua terra e' culla della tradizione di questa ricorrenza.Ricordo il Carnevale di Acireale, molto bello, raffinato, e perche' non dire "colto".
    Inoltre molte maschere sono autoctone, il teatro deile marionette,delizia dei grandi e dei bambini , per non parlare dei cantari dell'ulto puparo di Palermo.
    Ora non vado piu' tanto inSicilia, ma mi e' rimasta nel cuore con le sue tradizioni, la sua vicinanza al mondo greco  che amo tanto.
    Tutto cio' per dirti che  l'usignolo che sei tu ha cantato stamane per me,suscitando ricordi, attualita' di vita.
    Mi hai dato non Orchi o mostri che mi  fanno paura, ma colori, colori e sensazioni positive.
    Ti sprimaccio le piume con dolcezza e ti vogiio bene sempre_Nicole

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  11. Nicole cara, benvenuta, ti ho subito ricambiato la visita e commentato il tuo bel post. Ultimamente tutte queste tristissime vicende di innocenze ferite e caduta dei valori mi stanno ammazzando i sogni, me li vedo giacere ai piedi come se fossero moribondi anch'essi, cadono i miei entusiasmi, i desideri, anche la voglia dell'ironia che finora mi ha aiutata. E basta, che si vergognino TUTTI E SENZA SCONTI del male commesso impunemente. Che schifo. Viviamo in una società inaccettabile, dove i delinquenti vengono assistiti, i lavoratori sfruttati all'osso e le formiche preparano la mensa ai leoni.

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  12. Il quadro è stupendo!…

    "Solo i bambini giocano perchè non sanno"
    "Anche i poeti giocano con le parole…"
    Forse i poeti sono per sempre bambini dentro: bambini disperatamente cresciuti…ai quali non rimangono che le parole con cui giocare, per sopravvivere al dolore, alla vita…
    Ciao Mimma, buona domenica!
    Graziella

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  13. Si dolce Mimma hai proprio ragione :-D….ma forse è meglio essere formichine…ho scritto il post….posticipato…è divertente :-(.. emh purtroppo io non sono dolcissima! Una volta lo ero:ora non più! 😦
    Bacione!
    chiaretta

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  14. stasera sono tornata a casa un po' triste, non mi sono saziata di stare con te, sorellina mia. Ho voglia di parlare con te, di ricordare, di rivivere il passato che il quadro di papà, che pure ho sempre sotto gli occhi quando entro in casa tua, mi ha riportato alla mente. La tua poesia  ha un fondo amaro perchè, come tu stessa dici in una risposta, il mondo di oggi per mezzo dei media ci bombarda di brutte notizie, oggi le vere maschere sono mostri che non rispettano l'innocenza, che si prendono gioco dell'onestà, che uccidono un essere umano come se fosse un tiro al bersaglio.
    Per parlare di cose più lievi, ti dirò che mi piacciono tanto le tue presine. Iole

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  15. Se voi sapeste quanto mi siete cari, tutti, tremereste di gioia e di sorpresa. Certe volte, quando le brutture della vita terrena più inconcepibili a mente normale diventano tristissima realtà, mi viene un pensiero che subito scaccio come una tentazione: che sarebbe stato meglio chiuderla con quella bella embolia polmonare del 1991,  morivo tranquilla, consolavo io gli altri, i medici e le infermiere si nascondevano per ascoltare cosa dicevo ai miei cari attraverso il vetro in quell'ora di visita concessa, che mi passavo sorridendo a tutta faccia. I nipoti erano bambini. Sapevo di essere in punto di morte e non avevo nessuna paura, l'unico mio problema erano i diuretici dei quali mi gonfiavano letteralmente insieme ad altre medicine costosissime, che non mi sarei mai potuta pagare col mio stipendio di professoressa. Ero costretta a chiamarli continuamente per urinare, quelli poverini avevano i casi disperati e magari non potevano accorrere. Una pipì continua, giorno e notte, per liberarmi dei liquidi e le embolie che si succedevano, alla fine, senza che nemmeno me ne accorgessi. Per un mese la mia pressione fu ottanta con sessanta. Come sono guarita e tornata a chiudere l'anno scolastico (un solo giorno di presenza) non so. Venne a prendermi a casa il prof. di religione, Giuseppe Triglia, mi portò a scuola in trionfo al suo braccio, poi mi riportò a casa e mi regalò un bouquet di fiori bianchi, gardenie, credo.
    Sì, di fronte alla piccola Yara, alle gemelline scomparse e a tante altre vicende orride che stanno in tutti i programmi televisivi, mi chiedo cosa ci sono rimasta a fare su questa terra, sicuramente non per il mio bene, ero meno cattiva prima e più innocente. Poi penso alla volontà di un Dio nel quale credo e ripeto anch'io il fiat, ma non mi viene facile. Ultimamente questa presa di coscienza diventa sempre più insopportabile, volevo dirvi grazie perché la vostra presenza mi fa bene.
    Graziella, tu non sai quanto io ti capisca e ti sia vicina. Te lo dico perché tu lo capisca e ne prenda gioia.
    Sicuramente è meglio, Chiaretta, essere formichine che faticano a saziare i leoni piuttosto che mostri, e di questi ne abbiamo sempre avuto tanti fino agli insospettabili che predicano bene e razzolano male. Non vorrei essere nei loro panni o nella loro anima.
    Iole, tu e Mariachiara da tempo vi siete accorte che sto soffrendo per tutte queste cose e non posso non soffrirne, non mi riesce. Capisco che debbo distrarmi e lo faccio, ma nemmeno questo funziona. Purtroppo è un dolore che smantella i miei sogni. Mi consola che non tutti siano così, ma mentre prima pensavo che il male fosse un'eccezione adesso invece vedo che l'eccezione è il bene. Tu e Mariachiara, da qualche tempo, ve ne siete accorte perché ho visto che moltiplicate le manifestazioni d'affetto verso di me, grazie, care, siete più che sufficienti per consolare il mio spirito.

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  16. Grazie, Mirka, ma questo quadro non è mio, bensì di papà Espedito, è scritto sotto. Benvenuta, Hulda. Già, talora la vita non mi appaga. Ciò capita perché quanto mi vedo intorno delude oltre i limiti, come ho spiegato qui sopra, nel commento fin troppo lungo ed esauriente. Un abbraccio fraterno e un saluto a tutti.

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